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    De Sica: “Cinepanettone? Meglio la carbonara a L.A.”

    L’attore ha presentato a Roma il libro dell’amico Francesco Panella, ‘Brooklyn Man’, 27 storie che raccontano una Grande Mela culinaria inedita. E’ stata l’occasione per raccontare un vecchio amore, la buona cucina, con qualche anticipazione, un nuovo ristorante da aprire a Hollywood…

    Dalle incursioni di Francesco Panella in giro per New York alla ricerca di sapori della più grande metropoli del mondo e anche dei suoi stili di vita nasce un libro, Brooklyn Man, 27 storie che raccontano una Grande Mela culinaria inedita.
    Street food, ristoranti stellati e storie newyorchesi raccontare dal ristoratore romano che da più, di venti anni ospita nel cuore di trastevere la Hollywood che conta, da Will Smith a Di Caprio, dalla Kidman a Deniro in trasferta a Roma per presentare le loro première.
    Non a caso dunque il premio Oscar Paul Haggis, firma la prefazione di questa guida semiseria di Panella, che affronta anche l’elemento business della ristorazione in salsa americana.
    Christian de Sica, buon amico e cliente affezionato dell’Antica Pesa romana racconta così il la sua amicizia con Panella: “Io conosco meglio Los Angeles per via del cinema e degli studi di mio figlio Brando. Ma ora posso dire che da qualche tempo a New York si mangia bene, benissimo, invece vent’anni fa solo hamburger…
    Io e Panella apriremo un ristorante a Los Angeles, non farò più i cinepanettone ma mi occuperò di Amatriciane e carbonare nella città degli angeli…”

    Anche Bruno Vespa ci tiene a tenere a battesimo il libro di Panella. “E’ riuscito a dare un’immagine internazionale dell’Italia non indifferente. E’ la nuova generazione entusiasta, avvolgente, diversa dal trend che ci raccontano le borse. Si veste anche come Renzi nella sua trasmissione su Gambero Rosso Channel… Scherzi a parte e’ un tornado, appena entri nel suo locale ti trasporta a Trastevere ed in un secondo ti racconta di Madonna e di tutte le altre star che lo vanno regolarmente a salutare per cena”.
    E con i prodotti come si fa? E’ possibile cucinare ottimo cibo italiano a New York? Semplice racconta Panella: “Si lavora con il fresco ed il biologico, con il km zero. Ho trovato una piccola farm nel New jersey che alleva degli agnelli con cui si fa lo scottadito che probabilmente e’ migliore di quello che si mangia a Roma”.

    di Rocco Giurato

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