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    Weekend al cinema: i film in sala dal 22 settembre

    Eccoci arrivati al penultimo appuntamento di settembre con la nostra rubrica weekend al cinema, che vi svela tutte le pellicole in sala ogni settimana. Da oggi trovate ben 11 nuovi film: vediamo quali sono in ordine di uscita. Si parte con l’arrivo in sala, da mercoledì 21 settembre, di Blair Witch, il sequel di The Blair Witch Project del 1999. Dopo lo sfortunatissimo sequel del 2000, il progetto ritorna in sala grazie al regista Adam Wingard e allo sceneggiatore Simon Barrett, che hanno ripreso gli elementi del primo film ignorando completamente i fatti raccontati nel secondo. Un gruppo di universitari decidono di capire il mistero della sparizione della sorella di uno di loro, Heather. Così si recano nella famosa foresta nei pressi del villaggio di Burkittsville (anticamente conosciuto con il nome di Blair), nel Maryland, ma la notte che gli attende sarà a dir poco terrificante.

    Giovedì 22 settembre, invece, è la volta di Frantz (in foto), di François Ozon. Visto alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film del regista francese è ambientato nel 1919 e racconta la storia di un incontro tra una giovane vedova (la Paula Beer che a Venezia ha vinto il Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice emergente) e il silenzioso Adrien, soldato francese che è sopravvissuto all’orrore delle trincee, vecchia conoscenza del suo defunto marito, Frantz. Il rapporto tra i due diventa sempre più complesso, ma il mondo esterno continua a vivere momenti di forte incertezza.

    Sempre da Venezia arrivano il documentario Spira Mirabilis, di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, che riflette sul senso della permanenza dell’uomo nel mondo che vive, e il film che ha chiuso la scorsa edizione del Festival, I Magnifici 7, di Antoine Fuqua. Sette pistoleri vengono assoldati per proteggere un piccolo villaggio messicano da alcuni banditi: il film è il remake della pellicola omonima del 1960 di John Sturges, a sua volta ispirato a I sette samurai di Akira Kurosawa. Nel cast troviamo Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio e Lee Byung-hun. La regista Sharon Maguire, invece, torna a raccontarci la storia della single più maldestra d’Inghilterra: Bridget Jones’s Baby è il terzo capitolo del franchise inaugurato nel 2001, che vede, questa volta, la sua protagonista alle prese con una notizia inaspettata, la gravidanza. Nel cast ritroviamo Renée Zellweger, Colin Firth e la new entry Patrick Dempsey.
    Ancora commedia con Elvis & Nixon, di Liza Johnson. Elvis Presley (Michael Shannon) vuole diventare agente federale degli Stati Uniti, così chiede udienza alla Casa Bianca, dove incontra il presidente Nixon (Kevin Spacey), che vorrebbe semplicemente snobbare la rock star. Per il genere documentario, segnaliamo La teoria svedese dell’amore, di Erik Gandini: il regista scava a fondo nella società svedese per scoprire le motivazioni che stanno alla base della sua perfetta organizzazione, spesso considerata come un modello da altri popoli.

    Veniamo ai film italiani che dal 22 settembre troverete al cinema. Il primo è la commedia Prima di lunedì, di Massimo Cappelli con Vincenzo Salemme, Fabio Troiano, Andrea Di Maria, Martina Stella e Sandra Milo. Un incidente automobilistico al centro di Torino è la causa dell’incontro tra un boss malavitoso e un attore squattrinato. Per evitare di fargli pagare i danni, il boss propone all’attore di portare a Torre del Greco un misterioso uovo pasquale. Ivano De Matteo dirige Valeria Golino e Margherita Buy in La vita possibile: in fuga da un marito violento, una donna con il figlio trovano rifugio a casa di una vecchia amica di lei. L’incontro con altri personaggi permetteranno alla donna di ricominciare la sua vita. Caffè, invece, è la pellicola drammatica diretta da Cristiano Bortone co-prodotta da Italia, Cina e Belgio. Tre storie che avvengono in tre luoghi diversi mettono i loro protagonisti davanti a scelte e situazioni difficili da affrontare.
    Infine segnaliamo il documentario The Rolling Stones – Havana Moon in Cuba di Paul Dugdale, da venerdì 23 settembre al cinema: il regista ci mostra i retroscena di uno storico concerto che la band ha tenuto a Cuba, dove le loro canzoni erano state proibite per molti anni.

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    Blair Witch: Il sequel che non strega

    Le telecamere tornano dopo 18 anni nei boschi del Maryland per Blair Witch, nuovo sequel di The Blair Witch Project. In sala dal 21 settembre.

    2stelle

    Una leggenda nera, un video ritrovato e torna l’orrore nei boschi del Maryland. Blair Witch riporta in auge il mito della strega di Blair a quasi 18 anni da un film che ha fatto la storia, del marketing se non del cinema, ma di certo la storia. L’obiettivo è quello di far dimenticare un sequel senza amore, datato 1999, e creare un possibile nuovo franchise horror, per fare concorrenza ai vari Paranormal Activity e Insidious. Alla regia troviamo Adam Wingard, veterano del genere, mentre tra le fila del cast una serie di illustri semi-sconosciuti (il protagonista James Allen McCune vanta qualche presenza in prodotti televisivi come Shameless e The Walking Dead), quasi a rendere omaggio alla fattura casalinga del Blair Witch Project originale.

    La trama segue le mosse di James (McCune), fratello minore di Heather Donahue, attrice-personaggio del primo film, che decide insieme a un gruppo di amici, tra cui un’aspirante documentarista, di mettersi sulle tracce della sorella scomparsa ormai tanti anni prima. Armati di microtelecamere da portare con l’auricolare e persino di un drone, il gruppo, incurante di ogni rischio e pericolo, si addentra nei boschi che furono teatro delle misteriose sparizioni imputate alla strega di Blair.

    Come lascia intendere la trama questo nuovo episodio dell’aspirante saga non mette in campo particolari elementi di novità, se non forse l’aggiornamento tecnologico del sottogenere “found footage“, ovvero quella branca dell’horror che usa come premessa il fittizio ritrovamento di alcuni filmati in modo da farci calare nell’azione con una prospettiva pseudo-soggettiva. L’idea, che si fa risalire all’italiano Ruggero Deodato e al suo leggendario Cannibal Holocaust (1980), ha rinunciato da tempo, però, ai crismi dell’originalità. Basti pensare al fiorire di titoli che di questo canone narrativo hanno fatto scuola, dal già citato Paranormal Activity, al Cloverfield prodotto da J.J. Abrams, dal recente The Visit di M. Night Shyamalan al cult fantascientifico Chronicle, senza contare innumerevoli altri prodotti di serie b o inferiori. Dal canto suo questo nuovo Blair Witch può contare su qualche momento di genuino disagio se non di vero raccapriccio (la scena del tunnel sotterraneo, l’inquietante apparizione della strega) ma allo stesso tempo non c’è niente che streghi, né tanto meno incanti. La sensazione è che senza la potentissima campagna promozionale del primo The Blair Witch Project – campagna che tra ricostruzioni virali e battage pubblicitario era riuscita davvero, almeno per un attimo, a creare l’illusione che quello ritrovato fosse un filmato autentico – questo materiale mostri tutti i suoi i limiti e che non possa fare altro che ripetere stancamente la stessa formula senza però arrivare al cuore e alle viscere di spettatori solitamente poco attratti dall’horror. Niente può fare il regista Adam Wingard se non confezionare un prodotto di genere che difficilmente varcherà i confini del fandom più affezionato.

     

     

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