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    Benvenuto Presidente!

    Benvenuto Presidente 21marzo

    BENVENUTO PRESIDENTE!
    GENERE: Commedia
    ANNO: 2013
    USCITA: 21/03/2013
    DURATA: 115′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Riccardo Milani
    CAST: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci, Franco Ravera, Gianni Cavina, Stefania Sandrelli
    DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
    TRAMA:  Peppino è un uomo mite che ama la pesca e gli amici, per tutti nel paesino di montagna in cui vive è semplicemnte Peppino, ma il suo vero nome non è molto più impegnativo di quanto non si possa immaginare: Giuseppe Garibaldi.
    Poi un giorno, un equivoco lo porta a essere eletto Presidente della Repubblica Italiana: l’uomo nuovo che, salito al Quirinale, non si lascerà corrompere dai tranelli del potere e dalle insidie della politica. Incapace di sottostare alle regole del protocollo, si lascerà guidare dalla bella e incorruttibile Janis, vice segretario generale della Presidenza della Repubblica…

    RECENSIONE: Cercasi eroe
    VOTO: 2.5

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  • Benvenuto Presidente!: Cercasi eroe

    In Benvenuto Presidente!, Claudio Bisio è Giuseppe Garibaldi, personaggio naive al centro della farsa di Riccardo Milani… una idea divertente che rischia purtroppo di diventare stucchevole.
    VOTO: 2.5

    In fondo qualche merito ce l’ha questa “favola surreale” (come amano definirla) di Bisio e Milani, in sala in un momento decisamente anomalo per le sorti della politica italiana e del Paese tutto.
    Un buon selvaggio nelle stanze del potere: il tema non sconvolge e non punta sull’originalità, visti i tanti precedenti e il riferimento esplicito al Dave – Presidente per un giorno di Ivan Reitman e Kevin Kline, ma l’uscita segue da presso – per una casulità fortuita e fortunata – l’entrata in Parlamento dell’onda del Movimento 5 Stelle. Lo esplicitiamo solo per eliminare dalla mente degli spettatori qualsiasi connessione apparente o voluta, per fare chiarezza, insomma.
    Il film aveva come unica finalità quella di giocare con la politica italiana e con qualche stereotipo. Purtroppo, in questo, arriva buon ultimo dopo tanti – più o meno fortunati o riusciti – predecessori dai quali si distingue comunque. Sicuramente per la scelta leggera e surreale (e un po’ populista e maieuticamente critica), che lo eleva già al di sopra di pastrocchi alla Qualunquemente… e poco più.
    Bisio fa un gran lavoro per tutto il film e veste alla perfezione i panni cucitigli addosso dall’amico Milani, e un cast di grandi comprimari (prestati al genere) lo aiuta non poco. Persino Kasia Smutniak, almeno nella prima frazione, gioca bene le non troppe frecce del suo arco.
    Il problema, purtroppo, sta nella misura. Nella scelta di una comicità sì surreale ma fin troppo didascalica e insistita nella ripetizione di una linea molto elementare, quella della corruzione e storica cattiva fede del nostro sistema politico, a fronte di soluzioni semplici e realizzabili celate alla brava gente per interessi superiori… Peccato che l’effetto ‘rivincita del popolo’ si perda nel rimestare generico suddetto, come anche la velata critica al popolo stesso, distratto (colpevolmente) e passivo, chiuso nelle proprie cucine, ipnotizzato dalla televisione e pigramente adagiato sui luoghi comuni.
    Un invito alla responsabililtà civile che chissà in quanti sentiranno come rivolto anche a sé… preferendo dare la colpa ai Poteri Forti, purtroppo ben lontani dalla incredibile rappresentazione che ne dà Milani approfittando dei camei congiunti di Lina Wertmuller, Pupi Avati, Gianni Rondolino e Steve Della Casa.

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    Bentornato Riccardo Milani

    Dopo ‘Piano, solo’ e ‘Volare’ in tv, con Benvenuto Presidente! Riccardo Milani entra in Parlamento per mostrarci un Paese che sembra aver seguito le previsioni della sceneggiatura di questa favola comica ricca di ottimi comprimari.

    Il film perfetto in un momento così delicato, di rifiuto della politica…?
    Credo, da cittadino italiano, che la politica spesso serva a coprire delle responsabilità, generalmente personali. La cosidetta ‘antipolitica’ la respiro da quando sono bambino, e sono anni che sento parlare di governi incapaci… Credo anche che il nostro sia un Paese diviso in due tra chi fa politica – che è una conquista che va difesa – e chi parla senza saperne molto. Non sopporto sentire che i partiti sono tutti uguali, è qualcosa non vero, è antistorico.

    Viene il dubbio che sia un ‘instant movie’, tanto è legato – criticamente? – alla nostra attualità… come nel caso del riferimento al Papa…
    La scena sul Papa era stata girata ai primi di novembre, quindi ben prima che si potesse immaginare quel che è poi successo.
    Per il resto, come detto, sono argomenti che sento da sempre. Quando sento parlare di ventata di legalità sono contento, ma se si parla di ‘fetore di partiti’ e di ‘tutti a casa’ no. Credo che il marcio sia anche nell’economia, soprattutto nella politica economica, ma anche e non poco nella vita delle persone. Benvenuto Presidente è una comedia leggera e surreale, come è surreale la Storia di questo Paese.

    Possiamo parlare quindi a pieno titolo di Commedia all’italiana?
    Mi sembra una descrizione nobile. La Commedia all’italiana per me è stata una specie di libro di storia, mi ha aiutato a conoscere il Paese. Credo che il cinema debba fare questo. Le stesse commedie devono essere divertenti, ma non nascondere i vizi e le lacerazioni del Paese.

    Come vi è venuto in mente di rappresentare i ‘Poteri Forti’ con registi e giornalisti molto noti?
    E’ stata una idea mia. Anche se Lina Wertmuller me l’ha suggerita Kasia quando ho detto che volevo ci fosse una donna.
    Ho un grande senso di riconoscena verso alcuni di questi registi: Lina, Pupi, è stato un onore averli sul set. Io sono cresciuto con i loro film. Per me Pasqualino sette bellezze è un film enorme! Gli altri due (Steve Della Casa e Gianni Rondolino) erano personaggi diversi ma che mi faceva piacere ci fossero, anche se per aspetti diversi.

    Ultimamente il nostro cinema guarda spesso al Parlamento, spesso in maniera surreale… come mai, secondo te?
    Credo che questo film in realtà faccia lo sforzo di uscire dal Parlamento, come nel discorso finale del Presidente. E lo fa mostrando le tre famiglie ‘tipo’ che raccontiamo, e che osservano; sono loro quel che forse può caratterizzare il film, sono una sorta di sguardo sugli italiani, su alcune nostre banalità, luoghi comuni nei quali ci si rifugia. Il marcio, come dicevamo, è anche nelle abitudini quotidiane; credo sia fuori dal Parlamento piu che dentro di esso. Noi mostriamo l’esempio di una responsabilità, ma molte di queste sono anche nella vita quotidiana, in come educhiamo i nostri figli, per esempio… nella furbizia di cui siamo un po’ orgogliosi e che ci gratifica. E’ questo che spacca davvero in due il Paese, non politicamente, ma eticamente.

    Come ti sei trovato a dirigere attori che non sono esattamente avvezzi alla commedia?
    Mi piace dirigere attori con cui ho già lavorato o con i quali lavorerei volentieri, anche se hanno meno abitudine alla commedia rispetto ad altri. Ma è un motivo in più, perché mi piace cercare una sorta di ‘contromovimento’, anche nei singoli; dà una certa soddisfazione, come vedere Remo Gironi strafatto per le troppe canne o cose del genere… Sono situazioni nelle quali ci si diverte sul set. Spesso gli attori si lamentano, temono di perdere la credibilità accumulata in anni di lavoro. Ma anche questa è una piccola soddisfazione…

    In questa Italia divisa, qual è la parte ‘buona’?
    Emerge nelle famiglie che seguono la politica in televisione. Credo che rappresentino uno spartiacque. Sono spettatori distratti, che si sentono messi sotto accusa. Sono il simbolo di una Italia più disattenta, non so se peggiore, ma che certo punta il dito senza guardare alle proprie responsabilità. Trovo che non fosse necessario rappresentare visivamente ogni cosa, e in questo caso credo si noti che possono essere persone per bene, anche se colpevolmente distanti.

    Nel film vediamo che le soluzioni ai tanti problemi del Paese ci sono già… sei ottimista che qualcuno le realizzi anche nella realtà?
    Io spero si facciano, ma chissà… E’ significativo che la gente comune possa essere una forza positiva per il Paese. Che ci sia la possibilità di accadere e che accada. Almeno che questo sia possibile. Poi, certo, si entra nel campo delle previsioni… e lì mi faccio indietro e lascio il compito alla politica sana.

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    Claudio Bisio, il Presidente pescatore

    Claudio Bisio è, per un caso paradossale, il Presidente della Repubblica nel nuovo film di Riccardo Milani, Benvenuto Presidente! Un ruolo impegnativo da rappresentare in un momento come questo del Paese, perfetto per il suo humor.

    Una storia molto ‘attuale’, è stato un peso interpretare questo ruolo?
    La prima volta me ne parlarono 3 anni fa Riccardo e Fabio. Nell’Italia di allora Monti era solo un professore universitario e Berlusconi aveva la maggioranza in Parlamento, e Grillo era un collega.
    Accettai con un po’ di paura: fare il Presidente, pur di fantasia, era comunque una responsabilità, Purtroppo per me però l’età c’era e così ho acettato con lo spirito di fare una farsa, una favola che poi diventa persino iper realistica, una commedia che toccasse certi temi e certe istituzioni, anche con irriverenza. Anche se quella del Quirinale è la più grande istituzione italiana.
    Non è che si sia cambiata la sceneggiatura per seguire quel che succedeva nel Paese, quanto piuttosto per distanziarsene. Qgni volta che si verificava qualcosa che avevamo previsto dovevamo cambiare tutto; come quando Napolitano ha dimesso Berlusconi per incaricare Monti. Poi abbiamo virato, ma alla fine ci è capitata tra capo e collo una realtà che non ci aspettavamo.
    E viceversa, visto che a Montecitorio non si aspettavano noi. Il fatto è che il film l’abbiamo girato in autunno e, dopo lo stop di Natale, era previsto che andassimo a lavorare negli ambienti della Camera, che doveva essere ancora chiusa per le ferie. Avevamo i permessi dal 3 al 6 gennaio, ma invece abbiamo trovato un gran movimento per le elezioni che si avvicinavano e Montecitorio pullulava di politici veri. Solo che non tutti erano stati avvertiti e quando vedevano le nostre comparse, supposti deputati ma perfetti sconosciuti a tutti, erano parecchio sconcertati.

    Molti han visto similitudini con il Movimento 5 Stelle e i ‘Grillini’, secondo te ce ne sono?
    Ho visto con curiosità le immagini dei tg, con tante facce nuove per la prima volta in Parlamento. Non mi sono ispirato a loro per Peppino, perché non esistevano ancora. E’ stata una delle casualità di cui parlavo. Altrimenti saremmo meglio di Nostradamus. Io non mi sono ispirato a loro né loro a noi, non avendo ovviamente visto il film. Se poi lo vorrete interpretare come pro o contro il grillismo, fate come volete, io posso solo presentarvi il film e dirvi che è questo qui.

    Il tuo Peppino al Quirinale fa mirabilie, ce ne vorrebbe uno anche nella realtà?
    Noi un ‘Peppino’ già ce l’abbiamo e, a parte gli scherzi, a volte davvero Napolitano sembra fare quello che fa lui e non sarebbe peregrino pensare a tenerlo lì, visto che molti gli chiedono di continuare, nonostante la sua età non glielo permetta.

    La satira oggi ha meno spunti o solo si è ammorbidita? In questo film ce n’è?
    Vedendo il film a me è venuto in mente il mio monologo di San Remo; Quella era satira o no? Ripensandoci sembrava un teaser del film  ripensando alle caricature dei politici non è strano che si sia parlato di Commedia dell’Arte del terzo millennio, rapportata all’oggi.
    Sul fatto che ci sia una tendenza a una satira più morbida non sono d’accordo. Non per insistere, ma mi sembra più interessante quel che facciamo nel film. Esagerare certe caratteristiche credo avrebbe reso tutto meno credibile, e forte. Trovo più profonda la maniera in cui abbiamo trattato l’argomento.
    Personalmente ho adorato i tre politici, sono personaggi scritti molto bene. Ed è un ulteriore merito di Milani, come tutto il film. Da spettatore dico che ha fatto un gran lavoro perché la storia poteva prendere una piega farsesca esagerata, da burletta, o troppo retorica. Invece lui ha mantenuto egregiamente un equilibrio tra i vari piani. A confermare ciò ci sono anche i politici, che non sono le solite macchiette né rappresentati tutti come ladri.

    Più che al Movimento 5 Stelle sembrate esservi ispirati a ‘Dave’…
    Mi fa sorridere che si possa pensare al grillisimo quando, come dicevamo, ai tempi della scrittura della sceneggiatura, 3 anni fa, di Grillo non si parlava così tanto. Io temevo semmai che ci potessero accusare di plagio per quel film. E non penso che nemmeno gli sceneggiatori americani conoscessero Grillo. In fondo l’idea di un uomo qualsiasi che viene da lontano non è nuova… Grillo non c’entra davvero nulla!

    Tanto placido il nostro Peppino, tranne che a letto… Chi l’avrebbe detto che apprezzasse il sesso violento..
    Doveva essere solo una semplice scena di ssesso. In sceneggiatura era solo scritto in una didascalia: “fanno l’amore”. Poi Riccardo ha iniziato a mettere di sottofondo la Joplin e ci ha chiesto che ci picchiassimo. Ho persino avuto un incidente, perché Kasia mi ha messo un dito nell’occhio. Ho avuto la visita fiscale a casa, ma sono stato contento perché mi faceva davvero male.

    Ti è piaciuto questo personaggio, si sente, ma tanto da farne un sequel?
    Peppino è una persona onesta, ma spratttutto è coerente, integro. Non ci sarà mai, ma in un mio personale sequel mi piacerebbe aspettare che Janis compia i 50 anni necessari per poter essere lei un prossimo Presidente. Se non è un personaggio positivo lei…

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