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    Transformers: L’ultimo cavaliere – Robottoni alla tavola rotonda

    Mark Wahlberg, Anthony Hopkins e il regista Michael Bay ci portano di nuovo nel mondo degli Autobot con Transformers: L’ultimo cavaliere, quinto capitolo della saga dedicata ai giocattoli della Hasbro. In sala dal 22 giugno. 

    Robot trasformabili, catastrofi planetarie, eroi ed eroine senza macchia e senza paura. Torna il grand cirque du Transformers che stavolta, oltre alla consueta caciara, si porta dietro anche re Artù, la tavola rotonda, un nobiluomo da Oscar e un maggiordomo robotico. Siamo al quinto capitolo di una saga tra le più fortunate di Hollywood, intitolato Transformers: L’ultimo cavaliere, e oltre al solito serraglio di giganti di ferro ispirati ai giocattoli della Hasbro ci sarebbe un cast di primo piano composto da Mark Wahlberg, John Turturro e Stanley Tucci, più qualche nuova aggiunta, a cominciare dal beniamino dell’Academy Anthony Hopkins e dalla protagonista femminile, l’affascinante attrice britannica Laura Haddock. In cabina di regia, per la quinta volta di seguito, c’è Michael Bay e allora non potranno che essere botti e botte da orbi.

    La trama prende quota direttamente ai tempi di Camelot dove re Artù e compagnia si trovano alle prese con un nemico implacabile e dei nuovi alleati, ma presto si ritorna al presente dove il valoroso leader Optimus Prime viene convinto da una sorta di strega robotica che per salvare il pianeta natio, Cybertron, bisogna distruggere la Terra. A opporsi al piano è un manipolo di valorosi, a cominciare dall’inventore Cade Yeager (Wahlberg), accompagnato dal fido Bumblebee, per finire con la scienziata inglese Vivien Wembley (Haddock), che nasconde un legame con un antico manufatto del passato. A dirigere le fila dei guerrieri anti-apocalisse il nobile Sir Edmond Burton (Hopkins), mentre i malvagi Decepticon, guidati dall’altrettanto malvagio Megatron, non esiteranno comunque a dire la loro.

    La sfida, per lo spettatore distratto, potrebbe essere quella di distinguere un film dei Transformers dall’altro. Ma stavolta più di altre si correrebbe il rischio di commettere una piccola ingiustizia perché, anche solo per il tono generale, L’ultimo cavaliere è abbastanza diverso dai suoi predecessori. Con il capo dei buoni inconsapevole alleato del male, con l’esercito a stelle e strisce schierato contro i protagonisti, e un’apocalisse più inquietante del solito questo quinto capitolo è sicuramente il più dark della saga, pur rimanendo sempre nei rigidi confini dell’intrattenimento per famiglie. Per il resto il fracasso è sempre quello, il quoziente di computer graphics in ogni scena è – se possibile – aumentato e migliorato ma in generale Transformers: L’ultimo cavaliere è un film che sa di non doversi prendere troppo sul serio. Forse perché i tre sceneggiatori (gli Art Marcum e Matt Holloway di Iron Man e il Ken Nolan di Black Hawk Down) e il supervisore Akiva Goldsman si sono resi conto di narrare le gesta di un gruppo di robot alieni che si trasformano in automobili e combattono al fianco di Merlino e re Artù, forse perché l’alleggerimento comico funziona, affidato com’è a tanti personaggi e situazioni, dal comico Jerrold Carmichael, nel ruolo della spalla di Cade, al robot Hound, doppiato in originale da John Goodman, da un cinico Turturro a uno Stanley Tucci nelle vesti di un mago ubriacone. Se la cavano degnamente in questo senso anche Wahlberg e la Haddock che mostrano un’ottima chimica sul set mettendo in scena una serie di spassosi battibecchi.

    In definitiva Transformers: L’ultimo cavaliere è probabilmente uno dei capitoli più riusciti di una saga insensata ma discretamente divertente, confezionata per un pubblico di adolescenti golosi di popcorn e per qualche inguaribile nostalgico che ha voglia di tornare a spolverare i giocattoli dell’infanzia. Peccato solo che gli elementi positivi finiscano per perdersi spesso in quel fracasso che accompagna ogni film di Michael Bay, fracasso che probabilmente era messo lì per coprire gli elementi negativi. E allora si torna alla sfida di cui sopra. Basterà qualche pizzico di novità a far distinguere questo quinto capitolo dai quattro precedenti?

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    Autobahn: Fuori controllo, Trans-Europa Express

    Inseguimenti, adrenalina e amore per Autobahn: Fuori Controllo, un thriller diretto da Eran Creevy e interpretato da Nicholas Hoult e Felicity Jones. In sala dal 16 febbraio.

    Acceleratore a tavoletta, ruote che sgommano, e via a tutta velocità sulla strada che porta all’amore. E solo la forza dei sentimenti e l’ostinazione dei suoi produttori hanno permesso ad Autobahn: Fuori controllo di tagliare il traguardo e di schivare gli ingorghi e gli ostacoli lungo il cammino. Il piccolo thriller diretto da Eran Creevy e interpretato da due divi in rampa di lancio come Nicholas Hoult (X-Men, Mad Max: Fury Road) e Felicity Jones (Rogue One, La Teoria del Tutto) è sopravvissuto infatti alla bancarotta della Relativity che per prima aveva investito nel progetto e ora approda nelle sale italiane grazie a M2 Pictures.

    La storia è quella di Casey (Nicholas Hoult), ladro d’auto e spacciatore americano in trasferta a Colonia, che in Europa trova all’improvviso l’amore di Juliette (Felicity Jones), anche lei espatriata, e per lei si lascia alle spalle la vita da criminale. Peccato però che il destino abbia in serbo ben altro e che lo spettro della malattia incomba sulla coppia. Ecco allora che Casey, alla ricerca disperata di soldi per pagare le cure a Juliette, decide di mettere a segno il classico ultimo colpo e finisce in mezzo alla guerra non dichiarata tra due signori del crimine, il rozzo e spietato Geran (Ben Kinglsey), il raffinato ma sempre spietato Hagen Kahl (Anthony Hopkins).

    Lo script firmato dallo stesso Eran Creevy (Welcome to the Punch) e dallo sceneggiatore F. Scott Frazier (xXx – Il ritorno di Xander Cage) coniuga in un film d’azione la più classica delle premesse, quella dell’uomo disperato costretto ad azioni altrettanto disperate per salvare l’amore della sua vita. L’estetica dell’inseguimento, che a partire dagli anni 70 e dell’evoluzione dell’arte dello stunt segnò un intero filone cinematografico, trova in Autobahn: Fuori controllo (Collide in originale) una testa di ponte anche in questi anni 10. Il contributo di due stunt coordinator di primo livello come Tom Struthers (la trilogia del Cavaliere Oscuro) e Ben Collins (Skyfall e Spectre) è quindi il fulcro su cui poggia la leva del film che, quasi con orgoglio, rifiuta il massiccio intervento della computer graphics (al contrario della saga di Fast & Furious di Vin Diesel) ed esalta la sua natura genuina ma non meno adrenalinica.

    Inutile dire che le sequenze d’azione sono di buon livello e risollevano il film anche quando si ha l’impressione che la trama non possa reggere al peso di un attento fact-checking. Negli episodi migliori delle sue evoluzioni automobilistiche Eran Creevy incanala l’energia di Ronin, il thriller di John Frankenheimer che proprio alla fine degli anni 90 e prima dell’avvento di Vin Diesel e Paul Walker, fu uno degli ultimi grandi episodi del filone a cui si accennava sopra. Peccato però che verso la fine del film i modelli di automobile comincino a farsi sempre più nuovi, sempre più fiammanti (Bmw, Jaguar, Aston Martin e Mercedes) sempre più usciti dalla showroom di un concessionario. La sensazione finale è che l’aspetto genuino, che era stato uno dei punti di forza del film, lasci a poco a poco spazio alla logica del product placement, della sponsorizzazione a tutti i costi.

    Un capitolo a parte va dedicato al cast. Da un lato i due protagonisti, Nicholas Hoult e Felicity Jones, il cui successo è probabilmente la molla che ha convinto produttori e distributori a scommettere su un film che inizialmente avrebbe dovuto vedere in scena Zac Efron e Amber Heard. Dall’altro lato due grandi vecchi come Anthony Hopkins e Ben Kinglsey, che negli ultimi anni hanno mostrato di non essere schizzinosi in fatto di copioni, ma che è sempre un piacere rivedere, meglio ancora insieme. I due premi Oscar saranno pure costretti a incarnare due personaggi non particolarmente sfumati ma li portano sullo schermo con una grazia che forse eccede anche le pretese.

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    Hitchcock

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    HITCHCOCK
    (Hitchcock)
    GENERE: Biografico, Drammatico
    ANNO: 2013
    USCITA: 04/04/2013
    DURATA: 98′
    DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
    NAZIONALITA‘: USA
    REGIA: Sacha Gervasi
    CAST: Anthony Hopkins, Scarlett Johansson, Jessica Biel, Helen Mirren, Ralph Macchio, Toni Collette
    TRAMA: E’ il 1960 e Alfred Hitchcock si prepara a realizzare il suo grande film, Psycho, che lo consacrerà definitivamente come il maestro del brivido. In primo piano la storia d’amore tra il regista e sua moglie Alma Reville.

    RECENSIONE: Ognuno ha il suo Passeggero Oscuro
    VOTO: 3.5

    TRAILER

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