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    Ci vediamo domani

    Ci vediamo domani 11aprile

    CI VEDIAMO DOMANI
    GENERE: Commedia
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 103
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Andrea Zaccariello
    CAST: Enrico Brignano, Burt Young, Francesca Inaudi, Ricky Tognazzi, Giulia Salerno, Liliana Oricchio Vallasciani, Andrea Mianulli, Giovanna Matechicchia, Luca Avalgiano, Corinne Jiga, Salvatore Cantalupo
    DISTRIBUZIONE: Moviemax Italia
    TRAMA:  Un matrimonio fallito, un licenziamento dopo l’altro, investimenti sbagliati e un bel po’ di debiti: Marcello Santilli è un quarantenne buono ma irrequieto, costantemente alla ricerca della svolta che gli cambi la vita. Un giorno, mentre gratta e non vince, legge una notizia di costume: sperduto nelle Puglie c’è un piccolo paese abitato da una settantina di vecchi ottuagenari. Santilli ha una folgorazione: aprire lì un’agenzia di pompe funebri! Con i proventi di quei funerali sicuri potrà risolvere in poco tempo tutti i suoi problemi. Chiede un finanziamento a un direttore di banca “amico” che glielo concede a fronte di un’ipoteca sulla casa dell’anziana nonna, colei che lo ha cresciuto dopo la morte dei suoi genitori. Santilli arriva al volante di un carro funebre anni ’80 nel paese più vecchio d’Italia. Ha adattato una piccola stalla – affittata a un vecchietto dagli occhi vivaci e dal passato misterioso, Palagonia – e l’ha trasformata in un’agenzia funebre. Ora, osservato dagli abitanti del posto nenache troppo ostili, Santilli comincia ad aspettare in mezzo alle bare vuote. Ma i giorni passano senza una malattia, né un piccolo malore. Santilli si informa: sembra impossibile, ma in quel paese non si muore! Il direttore di banca lo pressa: c’è l’ipoteca della casa della nonna da pagare. Santilli non san che pesci prendere mentre i vecchi approfittano della sua presenza per chiedergli servizi, assistenza e favori. Lui finisce ad andargli a comprare le medicine, li supporta, li aiuta: praticamente diventa un badante di gruppo! E così finisce per tenere in vita quelli che sperava di seppellire. Finché un giorno scopre che il direttore di banca è ora diventato l’amante della sua ex moglie e si propone come padre credibile per sua figlia undicenne! E’ il colpo di grazia: Santilli si ammala seriamente. Il dottore che viene da fuori lo apostrofa: “Santilli se non fa attenzione finisce che glielo facciamo noi il funerale, sa?”. E Santilli, alzando appena l’indice: “Almeno uno…”. Adesso sono i vecchietti a curarlo: gli fanno le iniezioni, lo sfamano, lo coccolano. Così, quel rapporto per la morte diventa un rapporto per la vita. Ma, ahimè, un morto arriva davvero: è la nonna di Santilli. Lui, sconvolto, assiste all’unico funerale che non avrebbe mai voluto vedere. E’ solo, pieno di debiti e senza un futuro, perché l’ultima cosa che vorrebbe adesso è veder morire quei nonni acquisisti per i quali ha finito per provare un profondo, sincero affetto.

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    Enrico Brignano ‘becchino e innamorato’ in Ci vediamo domani

    Enrico Brignano è il protagonista di ‘Ci vediamo domani’, commedia anti crisi diretta da Andrea Zaccariello. Il comico romano recita accanto a Burt Young e Francesca Inaudi.

    Una commedia particolare, dove c’è posto anche per una storia d’amore
    Direi che ho fatto un film con sentimento. La mia è una commedia con sentimento, io faccio tutto con sentimento e lo sapete perché? Perché anche gli errori, se son fatti con sentimento sono perdonabili, altrimenti no.
    E’ una commedia che parla di amori, sbagliati, perduti, sfiorati; parla anche di amicizie, ma soprattutto parla di invecchiamento. Non si tratta di una malattia, è un dato di fatto, tutto si invecchia, le cose e le persone, e le une e le altre possono invecchiare bene oppure male.
    In questo film vengono raccontate storie di persone che invecchiano bene, malgrado tutto, ricordandosi sempre di salutarsi con un bel “ci vediamo domani”.

    Come ti sei trovato in questo ruolo da protagonista, tra il comico ed il sentimentale?
    Per me è stata una sfida. Avrei potuto accettare altri copioni, economicamente più allettanti, ma questa storia per me andava raccontata così, in modo divertente, accattivante, appetitoso. Sono contento di aver accettato questa sfida.

    Un film che hai scelto, cambiando anche per un po’ i tuoi piani di lavoro in teatro…
    Si, sono stato per alcune settimane in questa meravigliosa masseria, che nella realtà non è funzionante ma è un vero e proprio museo. Sembra un paesino nella finzione cinematografica, un paesino come ce ne sono tanti, meravigliosi in Italia, tutto fatto di salite, anche le discese infatti sono faticose come le salite. Un luogo talmente bello che inganna anche la morte.

    Un film per l’Italia in crisi che ha paura di sognare?
    Comincia come una favola, con ilo tono pacato, c’era una volta… il pubblico secondo me ha voglia di una storia credibile, che non vuol dire che quella storia dev’essere per forza vera. Chi da bambino non amava le favole, magari una in particolare, che la mamma, la nonna, la zia, gli raccontavano, magari sempre la stessa, quella preferita. L’Italia ha paura di sognare, certo, come dargli torto? Con quei parlamentari senza Dio? Non perché debbano essere per forza cattolici, apostolici, sono senza coscienza, magari non tutti ma molti. Senza una morale, perchè in un paese in cui si muore di crisi e in un momento in cui la nazione sta cercando di capire dove andare per non fare la fine di Cipro, ci sono politici, non più eletti, che prendono lo stesso centinaia di migliaia di euro, una vergogna…

    Invece il tuo becchino per caso è sognatore e romantico, ti sei perfino commosso pare, lavorando con Burt Young
    Scherzi, l’allenatore di Rocky…?? Lui è uno che per me sarà sempre quello che si arrabbia e butta il tacchino fuori dalla finestra in Rocky 1. Ci ha raccontato che anche in quel film si facevano i conti con il budget ed i macchinisti lo riprendevano e lo riportavano per la scena da rigirare finché non si è rotta una zampa…. Tutto il mondo è paese. Certo che mi ha emozionato lavorare con lui”.

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