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    En Solitaire: Vittorie condivise

    Una convincente opera prima. Ad aiutare l’esordiente regista un attore del calibro di Cluzet (Quasi amici). 

    3stelle

    Un regista alla sua opera prima, un attore di grande livello e la bellezza dei panorami naturali.
    Sono queste le componenti predominanti di una pellicola convincente come En Solitaire di Christophe Offenstein. Girato per gran parte in acqua, su una barca da regata, la pellicola poggia la sua struttura sulle spalle dell’attore francese François Cluzet, famosissimo in Patria e noto al pubblico internazionale per l’interpretazione straordinaria del paraplegico di Quasi amici.
    Cluzet non è mai scontato ed ama mettersi alla prova: non a caso in questa pellicola interpreta il ruolo di un esperto skipper di regate. I movimenti sulla barca a vela sono studiati e precisi, l’attore francese ammaina le vele, tira le corde e scivola da una parte all’altra con una sorprendente disinvoltura.
    Attore – bravo – a parte, En Solitaire è una straordinaria avventura a barca a vela, attraverso le tempeste e le meraviglie degli oceani, e i tramonti sul mare.
    L’estetica è coadiuvata dalla sostanza: la pellicola dell’esordiente regista – con alle spalle una lunga carriera come ‘primo assistente’ – affronta l’importante tematica sociale degli sbarchi clandestini, più che mai alla ribalta delle cronache italiane proprio in questo periodo.
    Cluzet, in corsa per il primo posto di una regata internazionale attraverso il giro del mondo, si ritrova inavvertitamente un clandestino a bordo, un ragazzo diciassettenne che sogna Parigi.
    Cosa deve fare? Abbandonarlo sulla prima riva o aiutarlo?
    Nonostante siano i buoni sentimenti a farla da padrone, En Solitaire riesce a portare sul grande schermo una storia più che mai piacevole, scorrevole e commovente.
    E’ davvero possibile un mondo diverso? E’ davvero possibile aprirsi e sacrificarsi per gli altri?
    Offenstein ci fa ben sperare, offrendoci una possibilità.
    Cosa avremmo fatto al suo posto? Pensate gente, pensate.

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