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    Ivan Cotroneo e le mamme imperfette

    Ivan Cotroneo porta sul web le sue Mamme Imperfette per una prima visione su Corriere.it della nuova serie del regista di La kryptonite nella borsa, in replica a settembre su Rai2.

    29 giorni di riprese per 220 minuti finali di montato divisi in più di 450 scene. Tutto girato a Roma, e dal vero, come si vede sin dai primi episodi dalla forte impronta realistica; mantenuta grazie a set veri – le case dei personaggi sono vere case, abitate – e nonostante una ricerca creativa costante.

    Una serie dal format molto innovativo, che hai voluto presentare in anteprima al Centro Sperimentale di Cinematografia… Un omaggio o una intenzione anche didattica?
    E’ la casa che ha cambiato la mia vita. Era dal 1992 che non ci tornavo e sono emozionato come fossi di nuovo a scuola. Come quando venni da Napoli per studiare cinema con la passione e la volontà di fare lo sceneggiatore. E’ stata davvero la casa che mi ha permesso di fare il lavoro che mi piace per vivere.
    Mi piaceva l’idea di parlare di quello che abbiamo fatto insieme, anche perché proprio in questa serie c’è stata quella stessa solidarietà e unione, grazie alla generosità, umana oltre che professionale, delle persone che l’hanno realizzata con me.

    Compresi gli interpreti? Come hai scelto Lucia, la protagonista, e le sue amiche?
    Tutto parte da un lavoro di sceneggiatura abbastanza approfondito. Abbiamo incontrato tanti attori, e attrici, ma con una serie come questa che gioca tanto sull’identificazione con i personaggi, avevo un po’ di scrupolo a lavorare con attori ultrapopolari. Ne abbiamo visti tanti, e ho potuto incontrare attori che non avevo mai visto. E’ stato entusiasmante. Anche se poi i ruoli sono diventati improvvisamente pochi e tanti di quelli che avevo incontrato non ho potuto usarli.
    In compenso, molti di loro li ho incontrati quando ancora non avevo terminato la fase di scrittura delle varie puntate e cos’, conoscendoli, ho potuto modellare i personaggi non tanto sulle loro caratteristiche, quanto piuttosto su quello che loro potevano portare.

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