LOGO
  • ,

    Bleed – Più forte del destino: Storia di una rivincita

    Ben Younger porta sui grandi schermi la vera storia del pugile italoamericano Vinny Pazienza. Con Miles Teller e Aaron Eckhart, Bleed – Più forte del destino arriva nelle nostre sale il prossimo 8 marzo.

    Dicembre 1992. Al Foxwoods Resort di Mashantucket in Connecticut, il puglie italoamericano Vinny Pazienza batte sul ring Luis Santana. Quattordici mesi prima, Pazienza era stato vittima di un brutale incidente di automobile e i medici gli avevano detto che molto probabilmente non sarebbe stato più in grado di camminare. Bleed – Più forte del destino è il film drammatico diretto da Ben Younger che racconterà questa storia a partire dal prossimo 8 marzo.
    Sbruffone, playboy e molto determinato, Vinny Pazienza si fa largo nel mondo della boxe fino a quel 1991, quando vince il titolo di campione del mondo nella categoria superleggeri e quando un terribile incidente automobilistico gli spezza il collo. Costretto ad indossare l’ingombrante apparecchio Halo, Vinny non demorde e, contro il parere dei medici, inizia ad allenarsi sotto la guida di Kevin Rooney, il suo allenatore.

    Senza ombra di dubbio, quella di Bleed è una storia altamente edificante: pur risultando non particolarmente simpatico, il Vinny “Paz” di Miles Teller resta un esempio di determinazione e forza di volontà che porta il pubblico a riflettere e ad identificarsi. Il dolore di quest’uomo diventa la molla per reagire alla crudeltà della vita, che per lui ha le fattezze di una macchina fuori strada, e la sua storia assume i contorni di una rivincita, non solo nei confronti del ring, ma soprattutto nei confronti della vita, e di tutti quelli che gli avevano detto che non sarebbe mai più tornato in piedi.

    Cinema e boxe sono sempre andati d’accordo: dalla saga di Rocky fino ai più recenti The Fighter o Southpaw tutti portano in scena quella giusta carica di determinazione necessaria per affrontare non solo l’incontro stesso, ma la vita, proprio perché la boxe ne è da sempre metafora perfetta. Il rischio nel quale si può incappare sta nel farcire il tutto di retorica e demagogia, ma non è questo il caso: Younger, pur muovendosi sul filo, è bravissimo a non cedere ai facili richiami della frase ad effetto (e “Paz” è un personaggio dal quale ci aspettiamo questo tipo di battute) o delle situazioni ai limiti della morbosità.
    Sempre piacevole ritrovare Aaron Eckhart, ma ancor di più lo è vedere Miles Teller mettersi in gioco con un personaggio nuovo per la sua filmografia: Vinny Pazienza è sicuramente il più complesso e il più “adulto” dei suoi ruoli, che gli permette di mostrare la sua maturità artistica. Essenziale nella forma, con un buon equilibrio tra ironia e dramma, Bleed riesce tranquillamente a farsi apprezzare ed è una buona sferzata di energia per chi si ritrova ad avere forti dubbi sulle proprie capacità.

    Read more »
  • ,

    Sully: L’elogio dell’eroe comune

    Clint Eastwood e Tom Hanks portano sullo schermo la storia di Chesley “Sully” Sullenberger, il pilota che riuscì con un disperato atterraggio sul fiume Hudson a salvare tutti i suoi passeggeri. In sala dall’1 dicembre.

    3stelle

    Una situazione impossibile, 200 secondi per decidere, il destino di 155 persone sulle spalle. Correva l’anno 2009 e la storia del comandante Chesley “Sully” Sullenberger, protagonista suo malgrado di quello che venne definito il Miracolo dell’Hudson, fece il giro del mondo. Sette anni dopo è un film a celebrarne le gesta e a raccontare anche l’altra faccia della medaglia: l’istinto dell’eroe ma anche i dubbi dell’uomo. Sully è la nuova opera di Clint Eastwood, che segue il successo di American Sniper, e a incarnare il pilota del volo 1549 della US Airways è Tom Hanks.

    L’intreccio di Sully non si concentra tanto sull’incidente e sul temibile atterraggio d’emergenza sul fiume Hudson – sebbene gli eventi vengano ricostruiti più volte e da diversi punti di vista – ma sull’indagine che ne seguì. Quando le autorità inquirenti misero in dubbio le scelte del comandante Sullenberger (Hanks) e misero alla sbarra lui e il co-pilota Jeffrey Skiles (Aaron Eckhart), accusandoli di aver distrutto un costosissimo aereo e di aver messo a repentaglio senza motivo la vita dei passeggeri.

    Il meccanismo narrativo imbastito da Todd Komarnicki, che ha adattato il libro scritto dallo stesso Sully e da Jeffrey Zaslow, è semplice ed elegante. Mette da parte la più banale delle retoriche e cerca di tracciare il profilo dell’eroe a partire dalla sua negazione. La canonizzazione laica di Sully non arriva a seguito di un gesto, pur importante nel suo simbolismo post-11 settembre, ma attraverso il suo tentato (e in realtà fittizio) martirio ad opera di una serie di burocrati più interessati alla salvezza dell’aereo che non dei suoi passeggeri.

    Nell’equazione di Sully elemento primario è ovviamente Tom Hanks e l’attore incanala la stessa forza civica che aveva portato sullo schermo qualche anno fa in Captain Phillips. Molto simili i due personaggi, passati alla storia come eroi solo per aver compiuto il loro dovere con una dedizione che sfida il pericolo. Composto e sicuro dei suoi mezzi è anche Aaron Eckhart, che solo con la sua battuta finale, uno dei passaggi più riusciti del film, riesce a scardinare l’idea che Sully abbia un solo personaggio e un solo protagonista. E non è un caso che dopo quella battuta la parola passi al comandante Sullenberger – quello vero – che ci spiega il senso del suo gesto, e in parte anche del film, nella sequenza dei titoli di coda, affiancato dal suo copilota, dalle hostess e da un gruppo di sopravvissuti.

    Inutile dire che lo stile di Eastwood si esprima ai massimi livelli. Il regista di Gran Torino e Million Dollar Baby con la collaborazione del direttore della fotografia, Tom Stern, tinge il suo racconto dei toni blu-inverno dell’Hudson, lo accompagna alle note dolenti del suo jazz vecchia scuola e grazie a una storia che sembra armonizzarsi perfettamente alla sua sensibilità aggiunge un altro bel capitolo a una filmografia già invidiabile.

    Read more »
  • ,

    Attacco al Potere 2: Attentato al buongusto

    Tornano Gerard Butler, Aaron Eckhart e un cast di comprimari da Oscar per Attacco al Potere 2, nuovo action-thriller fantapolitico violento e caciarone. In sala dal 3 marzo.

    1stellaemezzo

    Nuovi eroi d’azione cercansi. A due anni e mezzo di distanza dalla sua prima avventura l’agente del servizio segreto Mike Banning, al secolo Gerard Butler, riprova a conquistare il titolo con Attacco al Potere 2, action-thriller con un’anima fantapolitica e un nuovo regista – iraniano nientemeno – dietro la macchina da presa. Si tratta di Babak Najafi, qualche esperienza in tv sulla serie Banshee, che va a sostituire il veterano di Training Day Antoine Fuqua.

    Il resto della squadra rimane perlopiù invariata a cominciare da un cast stellare, da Aaron Eckhart che interpreta il presidente degli Stati Uniti, ad Angela Bassett, passando per ben due premi Oscar, il solito, elegantissimo Morgan Freeman e la Melissa Leo di The Fighter. Ci sarebbe di che sfregare le mani, se non di applausi quantomeno pensando a un prodotto commerciale ma solido, pieno di luoghi comuni, forse, ma dinamico e in fondo pure divertente. Ma la sceneggiatura, firmata da così tante persone (quattro più due soggettisti) da far venire in mente certe barzellette sui carabinieri, dissolve questa pia illusione nel giro di pochi ciak. Perché Attacco al Potere lascia i confini della Casa Bianca, scenario del primo film, per portarci in una Londra dove i soliti terroristi islamici travestiti da classici bobby inglesi fanno il bello e il cattivo tempo, ammazzando capi di Stato in visita, abbattendo monumenti, bloccando infrastrutture e rifacendo la skyline cittadina con una grande nonchalance.

    Come se non bastasse un intreccio più inverosimile della media, dove i premier stranieri restano imbottigliati nel traffico e i traditori della patria dimenticano di cancellare la cronologia del pc, Najafi ci mette del suo, aggiungendo una violenza insensata e gratuita e una xenofobia di fondo che accostate a un umorismo di freddure rivedibili e quasi mai a bersaglio crea un mix ai limiti della schizofrenia. E mentre Gerard Butler, tra una sparatoria e l’altra, blatera pensieri poetici del tipo “Perché non prendete le vostre cose e ve ne tornate nel Fanculistan?“, il resto del cast, quello stellato, se ne sta chiuso in una stanza a fare espressioni sbigottite, le stesse probabilmente che toccheranno anche al pubblico pagante. Alla fine, dopo un’ora e venti di banalità e di un umorismo spesso involontario (impossibile non sorridere di fronte al destino di un viscido e attempato premier italiano alle prese con una first lady appena 30enne), arrivano poi altri venti minuti di scena finale dove Najafi sfoga tutta la sua passione per i videogiochi sparatutto, senza avere nemmeno la gentilezza di passare il joypad al pubblico. In conclusione questo nuovo thriller presidenziale riesce nell’ardua impresa di far rimpiangere il primo film e di riscattare addirittura un altro prodotto molto simile, quel Sotto Assedio di Roland Emmerich, che aveva il pregio – raro, a quanto pare – di essere scanzonato e divertente ma che era stato affossato al botteghino proprio dall’uscita in leggero ritardo rispetto al primo Attacco al Potere, con cui condivideva una trama quasi identica.

    Read more »
  • ,

    Attacco al potere – Olympus has Fallen

    Attacco al potere - Olympus Has Fallen 18aprile

    ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN
    (Olympus has Fallen)
    GENERE: Action
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 120′
    NAZIONALITA’: Usa
    REGIA: Antoine Fuqua
    CAST: Gerard Butler, Morgan Freeman, Melissa Leo, Aaron Eckhart, Dylan McDermott, Angela Basset, Ashley Judd
    DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures
    TRAMA: Un piccolo gruppo di estremisti, armati fino ai denti e meticolosamente addestrati, da il via a un audace agguato in pieno giorno alla Casa Bianca, oltrepassando l’edificio e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher e il suo staff all’interno dell’impenetrabile bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti, attaccandoli con le loro stesse armi. Mentre infuria una battaglia campale sul prato della Casa Bianca, l’ex responsabile della sicurezza presidenziale, Mike Banning, si unisce alla mischia, scoprendo che è l’unico membro dei Servizi Segreti ancora vivo nell’edificio assediato.Banning usa la sua preparazione e la dettagliata conoscenza della residenza presidenziale per divenire gli occhi e le orecchie del vice presidente Allan Trumbull e dei suoi consiglieri. Nel momento in cui gli invasori iniziano a giustiziare degli ostaggi minacciando di ucciderne molti di più se non vengono esaudite le loro richieste, Banning, cerca di individuare il giovane figlio del presidente, nascosto da qualche parte all’interno dell’edificio, e salvare il presidente stesso prima che i terroristi possano mettere in atto il loro piano. Quando il numero delle vittime aumenta e il tempo sta per scadere, diventa chiaro che Banning rappresenta l’unica speranza degli Stati Uniti per evitare la catastrofe.

    RECENSIONE: PoliticAction
    VOTO: 2.5

    TRAILER

    Read more »
Back to Top