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    Weekend al cinema: il ritorno di Tarantino

    Il mese di febbraio inizia con un primo weekend al cinema davvero ricco. Sono ben sette i nuovi titoli che da oggi, giovedì 4 febbraio, andranno a riempire le sale cinematografiche italiane e tra questi spicca l’attesissimo ottavo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight (in foto). Dopo Django Unchained, Tarantino omaggia nuovamente il genere western con una pellicola ambientata nel Wyoming pochi anni dopo la guerra civile americana. Con Jennifer Jason Leigh (candidata all’Oscar per questo ruolo come miglior attrice non protagonista), Kurt Russell, Samuel L. Jackson, Demian Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Channing Tatum e Bruce Dern, la pellicola sarà disponibile anche nella versione in 70mm a Roma, Bologna e Melzo (MI).

    Atom Egoyan, invece, torna con un thriller che ricorda l’Olocausto e le sue vittime: Remember. Il Premio Oscar Christopher Plummer interpreta un uomo affetto da demenza senile che va alla ricerca di colui che ha rovinato per sempre la sua esistenza, affrontando un labirinto popolato dall’orrore e da fantasmi indimenticabili (il campo di Auschwitz). Nel cast anche Martin Landau e Bruno Ganz. Crime movie per J. C. Chandor, che dirige Oscar Isaac e Jessica Chastain in 1981: Indagine a New York. Uscito negli USA nel 2014, il film è ambientato in uno degli anni più violenti della storia della Grande Mela e racconta le vicende di un immigrato che cerca di espandere la propria attività mentre violenza e corruzione minacciano tutto ciò che è riuscito a costruire.

    Quando un classico della letteratura incontra l’horror ecco che sul grande schermo arriva PPZ – Pride+Prejudice+Zombies, film diretto da Burr Steers e tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith, a sua volta ispirato al capolavoro di Jane Austen. Una terribile epidemia si abbatte sull’Inghilterra del XIX secolo e il Paese è invaso da zombie. Le sorelle Bennet cercano di proteggere i loro amati, ma il tenebroso colonnello Darcy esercita una forte attrazione verso Elizabeth, che inizia a perdere la sua tenacia. Per il genere fantascientifico, invece, La Quinta Onda di J. Blakeson si basa sul primo libro della saga scritta da Rick Yancey e racconta la storia di una ragazza che parte alla ricerca del fratello scomparso durante un attacco alieno.

    Per gli amanti dei film di animazione, Trevor Wall è il regista di Il viaggio di Norm. Protagonista del film è un orso bianco, vegano e ballerino che sa parlare la lingua degli uomini. Norm si troverà ben presto a lasciare il Polo Nord per approdare a New York, dove deve cercare di fermare lo spietato Mr. Grenne, costruttore che vuole mettere in atto un piano di edificazione del Polo Nord. Concludiamo la carrellata dei film in sala con la pellicola drammatica Seconda primavera, dell’italiano Francesco Calogero. Quattro persone si incontrano e restano indissolubilmente legate a seguito di un evento occorso durante una movimentata festa di San Silvestro. Sullo sfondo, la morte oscura e misteriosa di un personaggio del passato.

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    1981: Indagine a New York, incubo americano

    Oscar Isaac, Jessica Chastain e David Oyelowo danno vita ai protagonisti di 1981: Indagine a New York di J.C. Chandor, uno dei film più celebrati del 2014 che arriva in Italia grazie a Movies Inspired. In sala dal 4 febbraio.

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    Due anni di ritardo ma alla fine giustizia è fatta. Arriva in Italia 1981: Indagine a New York, in originale A Most Violent Year, il film di J.C. Chandor che aveva riscosso il plauso della critica nell’ormai lontano 2014 e che le dinamiche della distribuzione italiana avevano lasciato inspiegabilmente in un cassetto fino a quando non si è mossa Movies Inspired. Un cast capitanato da tre attori lanciatissimi, Oscar Isaac, Jessica Chastain e David Oyelowo, un regista chiamato a mantenere le promesse dei film precedenti (il dramma di Wall Street Margin Call, e il marinaro All is lost con Robert Redford), una storia che affonda le radici in uno dei periodi più cupi della storia di New York, l’anno 1981, quando furono denunciati in 365 giorni oltre 120mila rapine e circa 2.100 omicidi.

    La sceneggiatura, scritta dallo stesso Chandor, segue le mosse di Abel Morales (Isaac), imprenditore immigrato, incarnazione stessa del sogno americano, che al momento di siglare un affare fondamentale per le sue fortune si troverà sotto un duplice attacco, un’indagine giudiziaria condotta da un procuratore in cerca di gloria (Oyelowo) e una serie di rapine mirate ai camion della sua azienda. L’impianto narrativo messo su da Chandor è mirabile nel raccontare un impero che si sgretola a poco a poco nonostante le sue fondamenta apparentemente solide. È mirabile soprattutto perché lo fa con un minimalismo ricercato e ossessivo, lasciando che la tensione monti sottotraccia, nascosta dietro eventi all’apparenza banali. Solo in un secondo momento lo spettatore si renderà conto che la posta in gioco è altissima, perché la libertà di un’affermazione sociale è lo slogan su cui regge un paese che spesso trascura le sue ipocrisie, e se l’America si svegliasse dal suo sogno in fondo resterebbero solo quelle ipocrisie che poi puntualmente riemergono, quasi a sorpresa, in un finale dove i vividi contrasti della trama sfumano in una cinica zona grigia.

    Il Chandor regista non è da meno. Complice la splendida fotografia di Bradford Young (Selma), l’autore riesce a ricreare una versione convincente dei primissimi anni 80, una visione che incanala le suggestioni di certi polizieschi alla William Friedkin o all’ultimo Don Siegel. Ultima ciliegina sulla torta è un bel cast dove a primeggiare è Oscar Isaac, sicuramente uno degli attori più interessanti e versatili dell’ultima generazione, che ritrae il suo protagonista con il giusto mix di dubbi e ostinazione, la gravitas di chi sceglie di correre grossi rischi e non vuole accettare una sconfitta. Oyelowo e Chastain stanno a ruota, un po’ più defilati, costretti a incidere meno da una sceneggiatura che concede loro poco spazio ma il contributo lo danno, specie la seconda che aggiunge alla sua galleria di personaggi un’altra donna caparbia, una moglie meno semplice di quanto non sembri all’inizio.

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