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    Eyes finalista al Roma Web Fest 2018

    Eyes selezionato tra i corti finalisti del Roma Web Fest 2018, il festival dedicato all’audiovisivo nel mondo del web in programma dal 28 al 30 Novembre alla Casa del Cinema di Roma. Il cortometraggio scritto e diretto da Maria Laura Moraci, dedicato alla memoria di Niccolò Ciatti, il ventiduenne picchiato a morte da tre coetanei nell’indifferenza generale il 14 agosto 2017 all’uscita di una discoteca vicino Barcellona, sarà proiettato il 30 novembre alle ore 19.12 presso la Sala Kodak della Casa del Cinema di Roma.

    In meno di quattro mesi Eyes ha già vinto 19 premi tra cui: Migliore Colonna Sonora all’Ischia Film Festival premiato dalla Sony, Miglior Corto Italiano al Milan International Film Festival (MIFF), Miglior Regista Donna nella sezione “Best Woman Filmmaker” al Los Angeles Indepen-dent Film Festival Awards; il premio Miglior Regista nella sezione “Best Director” al Gold Movie Awards Goddess Nike a Londra; Miglior Corto di Finzione nella sezione “Best Narrative Short Film” al Barcelona Planet Film Festival; Miglior Film di Giustizia Sociale nella sezione “Best Social Justice Film” all’Oniros Film Awards ad Aosta; una menzione speciale al PIFF – Pordenone International Film Fest e il premio eccezionale “Outstanding Achievement” al Berlin Flash Film Festival.

    Il corto di Maria Laura Moraci è stato inoltre selezionato in 44 festival, come l’Olbia Film Network, il Roma Cinema Doc e il Social Machinery Film Festival di Palermo; il Miami Independent Film Festival e il 5th Mzansi Women’s Film Festival in South Africa; ARFF Barcelona // Around International Film Festival Best Cinematography per la Fotografia di Daniele Ciprì; e nella pre-selezione al 5° Firenze FilmCorti Festival è stato il corto più votato dal pubblico.

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    LFF5: Casa Surace si racconta

    Casa Surace sbarca alla 5a edizione del Lamezia Film Fest.
    Nell’incontro con il pubblico di ieri sera, moderato dal direttore artistico GianLorenzo Franzì, si sono raccontati mettendo in scena alcuni degli sketch che li hanno resi così popolari sulla rete.
    Dietro ai video di Casa Surace c’è un lavoro minuzioso di scrittura e realizzazione: “La parte autoriale, di scrittura, è fondamentale nel nostro lavoro” pur lasciando sempre “molto spazio all’improvvisazione”, hanno spiegato i ragazzi. E, forse, questo è proprio uno dei loro punti di forza perché riescono a trasmettere “spontaneità e immediatezza”. Che poi sono anche le parole chiave per avere successo sul web.
    Il cinema e la rete hanno dei linguaggi completamente diversi. Pensare di utilizzare gli stessi codici per entrambi è una follia” hanno spiegato i ragazzi per poi affrontare il tema delle opportunità offerte oggi dalle nuove piattaforme. “Il nostro paese è sempre stato un po’ restio a certe forme di progresso, ma noi crediamo che ci si dovrebbe aprire di più alle tantissime opportunità che ci offrono oggi le piattaforme digitali”. Non sappiamo se li vedremo anche sul grande schermo ma “se decideremo di fare cinema, sicuramente faremo in modo di uscire il mercoledì nelle sale, quando il biglietto costa 3,50 euro”, hanno ironizzato. Una cosa è certa, li vedremo presto alle prese con l’imminente uscita del libro Quest’anno non scendo, un romanzo che racconta il vero e proprio “dramma” degli studenti fuori sede quando si tratta di comunicare alle loro famiglie che non scenderanno a Natale: la storia prende spunto da un reale esperimento sociale fatto dai ragazzi per realizzare un loro video e sarà disponibile a partire dal prossimo 27 novembre.

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    TFF36: Il programma

    Da Reitman a Moretti, passando per l'esordio di Valerio Mastandrea, "Ride". Così il Torino Film Festival si prepara alla 36esima edizione. In programma dal 23 novembre al 1 dicembre.

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    LFF5, Enrico Vanzina: “Fiero di aver fatto un film con Netflix”

    Sono fiero di aver fatto il film di Natale con Netflix”. Così Enrico Vanzina ha salutato ieri sera l’apertura della quinta edizione del Lamezia Film Fest diretta da Gianlorenzo Franzì. “Netflix è una realtà che non si può ignorare, che esiste e che concede la possibilità di fare vedere il tuo film in 160 paesi del mondo – ha continuato  esprimendo profonda gratitudine nei confronti della piattaforma che gli ha lasciato “massima libertà”, dandogli la possibilità di realizzare “la più feroce satira politica del cinema italiano degli ultimi vent’anni”. Natale a 5 stelle è “solo apparentemente un film di Natale”, dice, “si tratta di un film sulla politica”.

    La cultura è una parola che spaventa molti. Un autore francese diceva che la cultura è ciò che resta quando si è dimenticato tutto. – ci ha tenuto a sottolineare lo storico sceneggiatore che insieme al fratello Carlo, scomparso la scorsa estate, ha fotografato oltre trent’anni di società italiana – La cultura era mio padre che non ci portava in vacanza al mare ma a Londra a vedere la National Gallery. Perché il cinema non lo puoi fare se non hai letto romanzi, se non hai mai visto un quadro di Goya, se non sai che differenza c’è fra Mozart e Guccini. Altrimenti diventi un divulgatore di immagini, che è un’altra cosa, non è cinema. La cultura serve” .

    Ma l’incontro di ieri è stata anche un’occasione per riflettere sul tanto dibattuto “cinema popolare”, molto spesso sottovalutato e denigrato. “I più grandi registi della storia del nostro cinema, da Elio Petri e Federico Fellini, facevano film popolari – ha spiegato – non dovrebbe esistere questa divisione fra cinema d’autore e cinema popolare” perché “fare cinema popolare vuol dire entrare nella vita delle persone”. È proprio sul contatto con la realtà, con le persone, che si è concentrata la seconda parte del partecipatissimo incontro serale che ha poi accompagnato la proiezione del film Sapore di mare – abile ritratto generazionale e splendida fotografia di un’epoca.

     

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  • LFF5 ai nastri di partenza

    Tutto pronto per la quinta edizione del Lamezia Film Fest (in programma a Lamezia Terme dal 13 al 17 novembre) diretto da GianLorenzo Franzì .

    Ad inaugurare la kermesse internazionale sarà l’incontro con uno dei volti più popolari e significativi del cinema italiano, Enrico Vanzina, in ricordo anche del fratello Carlo con cui ha realizzato film cult che sono entrati nell’immaginario culturale collettivo. Lo sceneggiatore accompagnerà anche la proiezione di Sapore di mare (Carlo Vanzina, 1983) per la sezione Monoscopio, dedicata alle retrospettive sugli artisti presenti alla manifestazione.

    Tanti gli ospiti che di questi quattro giorni dedicati al cinema. Tra questi: l’attore Alessandro Cosentini reduce da Rocco Chinnici dedicato al celebre magistrato del pool antimafia assassinato da Cosa Nostra; l’attore Alessandro D’Ambrosi, il Romolo della serie tv Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana; l’attrice, sceneggiatrice e regista Santa De Santis; il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Daniele Ciprì; l’attore e regista Ascanio Celestini; il popolarissimo gruppo di youtuber Casa Surace; l’attrice Alice Pagani, la Stella di Loro di Paolo Sorrentino (2018); la giovanissima attrice Laura Adriani che abbiamo recentemente apprezzato nel film di Silvio Soldini Il colore nascosto delle cose (2017); uno dei più grandi maestri del cinema internazionale, Peter Greenaway.

    A chiudere il festival sarà Maccio Capatonda, vincitore del Premio Paolo Villaggio, la novità istituita quest’anno dal LFF, fortemente voluta dal direttore artistico Franzì: “Era doveroso ricordare Paolo Villaggio, il suo mondo, la sua caratura d’interprete, la sua poetica e tutto quello che ha significato e significa tutt’oggi per il cinema e non solo”. Della famiglia del grande attore genovese, sarà presente il figlio Piero Villaggio.
    In occasione del Premio Paolo Villaggio sarà allestita anche una mostra fotografica con immagini che ritraggono l’attore in famiglia e sul set, oltre a scatti esclusivi della Collezione Carlo Bozzano con cui la Fondazione Fabrizio De André Onlus ha voluto omaggiare il grande artista genovese.
    Spazio anche a due film rivolti all’attualità come  Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (2018) e Un paese di Calabria di Shu Aiello e Catherine Catela (2016).

    Il LFF dal 2017 rientra nel progetto Vacantiandu, finanziato dalla Regione Calabria per il triennio 2017-2019 nell’ambito degli interventi tesi a valorizzare i luoghi di interesse storico e archeologico e promosso dall’Associazione teatrale I Vacantusi

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    Tff36: Pupi Avati guest director

    Il ruolo di Guest Director del 36° Torino Film Festival (in programma dal 23 novembre al 1° dicembre prossimi) toccherà a Pupi Avati. Il regista, sceneggiatore e scrittore bolognese presenterà unasezione intitolata Unforgettables, cinque titoli che mescolano musica e cinema, due sue grandi passioni. Avati sarà a Torino nei giorni del festival e introdurrà le proiezioni dei film che ha scelto: La storia di Glenn Miller di Anthony Mann, Il re del jazz di Valentine Davies, Bird di Clint Eastwood, Trentadue piccoli film su Glenn Gould di François Girard, Bix dello stesso Avati.

    Quando Emanuela Martini, conoscendo le mie passioni, mi ha invitato al Torino Film Festival come Guest Director, chiedendomi qualche titolo di film che sintetizzasse quello straordinario insieme che è per me cinema e musica, ho vissuto gioia e titubanza.” – ha dichiarato il regista. “I film che si ispirano alla musica (nel mio caso intesa esclusivamente come jazz o classica) non sono tanti, e pochi dotati di un’anima. Così, costretto a eliminare una serie di titoli, dal magnifico Let’s Get Lost di Bruce Weber e Born To Be Blue di Robert Budreau (entrambi su Chet Baker) al Round Midnight di Tavernier (su Lester Young), dal sontuoso Cotton Club ellingtoniano di Coppola al Jazz on a Summer’s Day di Bert Stern con Louis Armstrong, Thelonious Monk e Gerry Mulligan, tutti film probabilmente già troppo visti, ho deciso di scegliere Bird, la struggente biografia di Charlie Parker diretta da Clint Eastwood, e due titoli che hanno contribuito a far nascere in me, nei remoti anni della mia adolescenza, questa passione. La vita di Benny Goodman e quella di Glenn Miller.  Mi restava pochissimo spazio per dire la mia infinita riconoscenza a quella musica classica che non so più distinguere dal jazz. Mi occorreva un musicista che non appartenesse né a un tempo né a una moda, un musicista che fosse la sintesi di tutti i tempi e di tutte le mode.  Glenn Gould, che suona le sue variazioni cantando come faceva Oscar Peterson (altro straordinario pianista jazz canadese), era probabilmente colui che cercavo. Nei Trentadue piccoli film su Glenn Gould, Francois Girard ha circumnavigato questo genio assoluto, che ancora oggi non smette di commuoverci”.

    La sezione proposta da Avati si collega idealmente alla mostra su cinema e musica in corso al Museo Nazionale del Cinema, Soundframes (inaugurata il 26 gennaio 2018 e che proseguirà fino al 7 gennaio 2019), nella quale sono stati approfonditi molteplici aspetti delle connessioni e commistioni tra le due arti: “Mi è parso però che, nella mini-sezione del Guest Director, mancasse un tassello importante. – ha commentato Emanuela Martini – Perciò, ho scelto, tra i numerosi film e le miniserie che Pupi Avati ha realizzato nel suo connubio ideale tra cinema e musica, la sua toccante ricostruzione del leggendario e oscuro cornettista Leon Bix Beiderbecke, Bix, storia di una vita americana “perduta”, colta dal nostro autore con piena adesione a quella musica e a quel ‘mito’”.

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    Primo ciak per l’esordio alla regia di Marco Bocci

    Al via le riprese di Erre11, che segna il debutto alla regia di Marco Bocci. Tratto da ‘A Torbella monaca non piove mai’, esordio letterario firmato dallo stesso attore, il film sarà girato interamente nella Capitale e sarà una co-produzione Italia-Spagna, prodotto da Gianluca Curti.
    “Voglio raccontare una periferia vera – fa sapere Bocci – dentro la quale si incrociano tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma indispensabile per il prossimo. Una gabbia dentro la quale vivono e convivono tante umanità, sfiorandosi senza accorgersene, inquinandosi e contaminandosi in quest’era di condivisione estrema”.

    Nel ruolo del protagonista Libero De Rienzo nei panni di Mauro, un ex studente che ha quasi sfiorato la laurea ma ora disoccupato e senza un futuro; ad affiancarlo Andrea Sartoretti, che interpreta suo fratello Romolo, ex galeotto che ha deciso di redimersi e di cambiare strada, ma che per tutti ormai resta un criminale.
    Nel ruolo di Samatha, donna cinica e spezzata dalle insoddisfazioni di una vita, Laura Chiatti. Accanto a loro un reticolo di umanità che tenta ogni giorno di sopravvivere con dignità e ottimismo. “Tanti personaggi, tanti perdenti, tanti sconfitti che però sanno vivere senza abbandonare la speranza, allegri e positivi, come le immagini che li racconteranno – spiega Bocci – la mia narrazione sarà allegra, euforica e al limite del grottesco, con una storia che va dritta al sodo ma si lascia raccontare fluidamente, attraverso un linguaggio che passa dal video clip alla spettacolarizzazione degli eventi fino al realismo dei silenzi e delle frasi non dette. Una storia che non strizza l’occhio alla battuta o alla commedia, ma composta da personaggi che sanno ridere e sanno far ridere”.

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