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    Locarno omaggia Sergio Castellitto

    L’attore, regista e sceneggiatore italiano Sergio Castellitto sarà omaggiato con un Pardo alla carriera durante la 66a edizione del Festival del film Locarno, che avrà luogo dal 7 al 17 agosto 2013.
    L’annuncio il 6 giugno, da parte del Direttore artistico Carlo Chatrian in occasione del tradizionale Ricevimento all’Ambasciata di Svizzera a Roma, in presenza dell’Ambasciatore Bernardino Regazzoni e Signora Maria Cristina e del Presidente del Festival Marco Solari.

    L’Omaggio a Sergio Castellitto – che era già stato sulla celebre Piazza Grande della città svizzera, anche se solo sullo schermo, in occasione della proiezione di Ricette d’amore di Sandra Nettelbeck nel 2001 – prevede una conversazione con l’artista aperta al pubblico del Festival e la presentazione di cinque opere che saranno l’occasione per ripercorrerne la carriera: Chi lo sa? di Jacques Rivette (2001), L’ora di religione di Marco Bellocchio (2002), Alza la testa di Alessandro Angelini (2009), così come La bellezza del somaro (2010) e Venuto al mondo (2012, presentato in prima svizzera) diretti da Castellitto.

    Il Direttore artistico del Festival del film Locarno Carlo Chatrian dichiara: “Il riconoscimento a Sergio Castellitto, attore e regista, non è solo un modo per ripercorrere una carriera che ha saputo collegare due epoche distinte del cinema italiano, quella dei mostri sacri (Monicelli, Ferreri, Mastroianni…) e quella dei nuovi registi (Amelio, Bellocchio, Virzì), per poi trovare un proprio percorso creativo. Che sia al servizio di registi italiani e stranieri o impegnato in proprie produzioni, Sergio Castellitto rappresenta quel cinema italiano di qualità che ha molto da raccontare anche oltre i suoi confini, quello stesso cinema che mi piacerebbe portare a Locarno attraverso proposte magari meno celebri ma altrettanto originali”.

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    Iscrizioni aperte alla Scuola Gian Maria Volonté

    Si sta per concludere il primo biennio della scuola Gian Maria Volonté.
    75 allievi/e scelti tra più di 1000 richieste hanno fatto un percorso umano e professionale molto intenso. Continuare un’esperienza come questa è un privilegio e una grande occasione per affermare che la Volonté è una scuola, funziona e serve a qualcosa.
    Un po’ come il Cinema.

    Valerio Mastandrea

    E’ ora possibile presentare domanda per iscriversi al secondo biennio della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté, scuola pubblica e gratuita della provincia di Roma.
    Il corso di formazione è di durata biennale (1500 ore) ed è articolato in un primo anno comune a tutti gli indirizzi e in un secondo, di specializzazione professionale, nell’area tecnico-artistica prescelta dal candidato: regia; sceneggiatura; organizzazione della produzione; recitazione; direzione della fotografia; scenografia; costume cinematografico; ripresa, montaggio e missaggio del suono; montaggio della scena; visual effects design.

    Alla Scuola saranno ammessi  66 allievi e allieve di età compresa tra i 18 e 29 anni non compiuti: 6 allievi/e per ciascuna area, ad eccezione dell’area “recitazione” per la quale verranno accolti 12 allievi (6 ragazzi e 6 ragazze).

    Tutti coloro che sono interessati a presentare domanda di partecipazione devono essere in possesso dei requisiti richiesti e attenersi alle indicazioni contenute nel bando reperibile ai seguenti link: http://scuolavolonte.it/index.php/news/356/ e http://www.provincia.roma.it/attiedocumenti/avvisi/bando-lammissione-di-n-66-allievi-al-corso-di-formazione-professionale-operato
    Dai quali è anche possibile scaricare la documentazione relativa alle procedure di selezione,  agli obiettivi formativi e all’articolazione didattica del corso di qualificazione.
    La domanda può essere spedita tramite raccomandata A/R o consegnata a mano presso la sede della scuola in Via Greve 61 e deve pervenire entro e non oltre il 4 luglio 2013.
    È possibile presentare la candidatura per un solo profilo professionale, pena l’esclusione dalla selezione.

    Per informazioni:
    Provincia di Roma – Scuola D’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”
    Via Greve, 61 -00146 Roma
    Telefono: 06 6766.4822 / 3722
    E-mail: scuolacinema@provincia.roma.it

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    Contest: Il documentario in sala, via alla terza edizione

    Tutto pronto al Nuovo Cinema Aquila di Roma per la consueta rassegna dedicata al cinema del reale. Quest’anno sette i film in concorso sul tema ‘Territori’ e tre le proiezioni speciali.

    Via per il terzo anno consecutivo a ‘Contest – Il documentario in sala’, consueta rassegna dedicata alla promozione del documentario italiano che per quattro giorni (dal 6 al 9 giugno) come di consueto animerà i pomeriggi del Nuovo Cinema Aquila di Roma dalle 18.30 in poi.
    Dopo le esperienze precedenti dedicate al tema delle nuove generazioni  e a quello delle Memorie, questa terza edizione si sofferma sui Territori e i meccanismi di resistenza messi in atto per difenderli ma anche dei territori della mente e della condizione umana.
    Saranno sette i documentari in concorso che, valutati da una giuria del pubblico, concorreranno al premio AQUILA Doc (una settimana di programmazione in sala). Prevista anche una sezione Fuori Concorso composta da tre titoli dedicati al tema delle stragi irrisolte.

    Film in concorso
    Sette titoli come detto, tutti di recente produzione, premiati in diversi Festival e nella loro maggior parte proiettati in anteprima a Roma. Come nel caso di NOMUOSFILM di Enzo Rizzo, anteprima assoluta dello scempio previsto della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi dove il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti si appresta a costruire il  Mobile User Objective System, sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza, o nel bellissimo MATERIA OSCURA di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, presentato nell’ultima edizione della Berlinale, che racconta un luogo di guerra in tempo di pace, il Poligono Sperimentale del Salto di Guirra tra le province di Cagliari  e Nuoro, dove da oltre cinquant’anni i governi di tutto il mondo hanno testato armi nuove”, compromettendo inesorabilmente il territorio, così come le miniere dell’Iglesiente e i personaggi che le popolano sono protagoniste de L’AMORE E LA FOLLIA di Giuseppe Casu. Infine, ecco l’approccio poetico tracciato da Alessandra Celesia nel suo LE LIBRAIRE DE BELFAST, vincitore dell’ultima edizione del Festival dei Popoli. Completano il programma il racconto e l’incontro straordinario con Gerardo Marotta nello splendido LA SECONDA NATURA di Marcello Sannino, SMS-Save my soul di Piergiorgio Curzi, un vero e proprio saggio narrativo sulle relazioni affettive al tempo della comunicazione digitale, virtuale e frammentata, e per concludere l’indagine, serrata senza sconti sugli OPG italiani e le 1500 persone che “ospitano”, in LO STATO DELLA FOLLIA di Francesco Cordio.

    Film fuori concorso
    Questa piccola sezione formata da tre Doc, PER MANO IGNOTA – PETEANO UNA STRAGE DIMENTICATA di Cristian Natoli, UN SOLO ERRORE –Bologna 2 Agosto 1980 di Matteo Pasi e prodotto da Ass. Pereira e SUICIDIO ITALIA di Filippo Soldi , prende spunto  dall’impegno di singoli e associazioni che ostinatamente si spendono per contribuire a tenere viva la memoria di alcune delle pagine più oscure della storia della Repubblica Italiana.
    Tutti gli Autori e le Autrici saranno presenti in sala.

    Tra gli ospiti invitati, hanno garantito la loro presenza, Cecilia Mangini, Davide Oberto, Christian Carmosino.

    Proiezioni ore 18.30- 20.30- 22.30.

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    L’Originale Starbuck finalmente in Italia

    Grazie alla Bolero Film, arriva in Italia l’originale film del regista Ken Scott, Starbuck – 533 figli e…non saperlo.

    Il 29 agosto è prevista l’uscita in sala di una commedia divertente che per ora ha fatto impazzire mezzo mondo, dal Canada (paese di origine del regista) alla Francia (dove ha registrato un record di incassi), raccontando delle difficoltà di conciliare la Sindrome di Peter Pan con una paternità moltiplicata per 533 da parte del protagonista

    Si parla di David, 42enne irresponsabile ‘impegnato’ in una complicata relazione con Valerie, una giovane poliziotta. Quando Valerie scopre di essere incinta, Il passato di David riaffiora.
    Vent’anni prima infatti, per sbarcare il lunario, David donava sperma in una clinica, ma ora ha scoperto di essere padre di 533 ragazzi, 142 dei quali hanno intrapreso una causa legale per scoprire l’identità del loro padre biologico, conosciuto solo con lo pseudonimo di Starbuck.

    Nel 2004 Scott aveva già vinto il Premio del Pubblico del Sundance Film Festival (con Seducing Doctor Lewis), ma nonostante una attenzione costante da parte del settore, non era mai riuscito a sfondare veramente. Con Starbucks l’impresa sembra riuscita, visto che già l’anno scorso era stato annunciato che la First Take Entertainment aveva aquisito i diritti per un remake indiano con il titolo Vicky Donor.
    Ma da Bollywood a Hollywood il passo è breve, e ora si parla già di una versione in lingua inglese curata dallo stesso regista canadese, The Delivery Man, prodotta addirittura da Steven Spielberg e la sua Dreamworks.
    Per ora il progetto prevede Vince Vaughn nel ruolo del protagonista e una distribuzione che già comprende Nord e Sud America, Russia, Australia e Asia – grazie alla Touchstone Pictures – , Gran Bretagna, Belgio e Olanda – attraverso la Entertainment One – , Germania, Austria e Svizzera – con la Constantine Film -, Scandinavia con la Nordisk Film e Medio Oriente grazie alla Italia Film.

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    Tornatore all’Est Film Festival

    La settima edizione del festival viterbese – che si terrà dal 21 al 28 luglio a Montefiascone – annuncia un ospite d’Onore capace di dare lustro a qualsiasi evento.
    L’inaugurazione dell’Est Film Festival vedrà infatti il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore salire sul palco di Piazzale Frigo, sabato 21 luglio, per ritirare l’Arco di Platino – Premio Italiana Assicurazioni e incontrare il pubblico del Festival.
    L’incontro sarà preceduto dalla proiezione del suo ultimo film La migliore offerta, candidato a 13 David di Donatello, 9 Nastri d’Argento, recentemente vincitore di 4 Ciak d’Oro e campione di incassi dell’ultima stagione cinematografica.

    Est Film Festival, prodotto dalla Società Arcopublic e dell’Associazione Culturale Factotum, proporrà anche per questa 7a edizione un ricco calendario di appuntamenti culturali ad ingresso completamente GRATUITO.
    Le tre sezioni competitive, Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, saranno affiancate da numerosi Eventi Extra, dagli Incontri Speciali con registi e attori del cinema italiano, dalla sezione Caffè Corto con proposta di cortometraggi proiettati a ciclo continuo e dalla sezione notturna del DopoFestival, che manterrà vivo lo spirito culturale del Festival sotto le stelle con proiezioni speciali, reading, spettacoli dal vivo e concerti fino a tarda notte.

    Queste le location che faranno da sfondo al Festival: l’antica Rocca dei Papi, edificata nel punto più alto e suggestivo di Montefiascone, ospiterà le proiezioni mattutine e pomeridiane e molti Eventi Extra; Piazzale Frigo, nel pieno centro storico, dove si svolgeranno le proiezioni e gli incontri serali delle sezioni Incontri Speciali,  Lungometraggi e gli eventi più prestigiosi della sezione Dopo Festiva; le suggestive Carceri Papaline, situate all’interno del complesso della Rocca dei Papi, che ospiteranno Eventi Extra per l’intero periodo del Festival; e Il Caffè di Piazza Vittorio Emanuele, sede della sezione Caffè Corto; infine la Location Colle di Montisola scenario per le interviste agli ospiti del Festival.

    L’ingresso alla Manifestazione è completamente gratuito per tutti gli eventi, fino ad esaurimento posti.

    Per maggiori informazioni potrete consultare il sito ufficiale del Festival: www.estfilmfestival.it

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  • CinemAmbiente, bilancio positivo!

    Non è ancora tempo di bilanci per Cinemambiente, festival da anni in prima linea per la salvaguardia del pianeta, all’ombra della Mole Antonelliana, simbolo della città di Torino e vero e proprio ‘faro’ per gli appassionati della Settima Arte, custodendo il prezioso Museo del Cinema.
    La sedicesima edizione di CinemAmbiente, come sempre diretto da Gaetano Capizzi, si conferma come la passerella tematica più importante a livello europeo.
    I riflettori si spengono mercoledì 5, data in cui si festeggia il World Environment Day (WED), la Giornata Mondiale dell’Ambiente promossa da United Nations Environment Programme, ma tanto resterà negliocchindi giovani e meno giovani spettatori, delle oltre 80 proiezioni, suddivise tra le sezioni competitive nazionali ed internazionali.
    Fra i 10 titoli el Concorso Internazionale Documentari, da ricordare «Fuck for Forest», film divenuto un caso internazionale e incentrato sull’omonimo gruppo di porno attivisti, e «Blackfish», documentario shock sulla storia dell’orca assassina Tilikum presentato con successo all’ultima edizione del Sundance di Robert Redford. Il Concorso Documentari Italiani, composto a sua volta da 10 titoli, continua a raccontare il nostro Paese e le sue tante storie di resistenza e attivismo, come «Se io fossi acqua», documentario che descrive il dopo inondazione del 2011 a La Spezia e Massa Carrara. Lo sguardo dei registi italiani si posa anche su storie estere, come nel caso di «Lucciole per lanterne» che analizza la gestione delle risorse idriche nel Cile del dopo Pinochet. Due novità hanno animato il panorama delle competizioni del festival: il Concorso Internazionale Documentari One Hour, dedicato ai documentari internazionali della durata inferiore ai 60 minuti e il Concorso «La casa di domani», cinque film capaci di tracciare scenari futuri fra sviluppo, economia, demografia, raccogliendo documentari di produzione internazionale che affrontano, in modo costruttivo, le problematiche della contemporaneità, suggerendo buone pratiche per la società di domani.
    Una sfida da considerare ancora una volta vinta quella che ha visto protagonista lo staff di Cinemambiente, che quest’anno ha dovuto fare i conti anche con una sensibile riduzione di budget, che per fortuna non si è avvertita all’ombra della Mole…

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    Popoli Doc, documentari e homevideo

    Da CG Home Video e dal Festival dei Popoli, Festival internazionale del film Documentario, nasce POPOLI doc, una collana dedicata al cinema documentario che promette sin d’ora di distinguersi per l’ampia varietà di film presentati, titoli italiani e internazionali che hanno riscosso consensi di pubblico e di critica, dai festival più importanti, presentati in home video in una selezione in grado di soddisfare gli spettatori più esigenti.
    “Per anni e anni abbiamo ricevuto richieste, anche insistenti, da parte del pubblico che segue il Festival dei Popoli di poter vedere, rivedere, acquistare i film presentati al festival… Finalmente siamo in grado di poter proporre loro, e a tutti gli amanti del buon cinema, un’intera collana dedicata al documentario di qualità” spiega il direttore del Festival dei Popoli, Alberto Lastrucci e continua: “sono certo che POPOLI doc rappresenta un’importante contributo alla diffusione e circolazione del cinema documentario nel nostro paese”.

    Ogni titolo è frutto di un’attenta opera di ricerca ed è presentato al pubblico in edizioni curate sotto ogni profilo: una veste grafica dedicata, approfondimenti testuali e contenuti audiovisivi appositamente realizzati accompagnano ogni film della collana POPOLI doc.

    Il primo titolo della collana POPOLI doc sarà L’ora Blu di Stefano Cattini che inaugura il progetto il 4 giugno.
    Il film vinse il premio di distribuzione Cinemaitaliano.info – CG Home Video al 53° Festival dei Popoli, “per la singolare storia d’amore e per la bellezza dell’immagini. Un film universale e poetico che ci spinge a guardare sempre al futuro”.
    Ma, come per ogni titolo della collana, il film arriva accompagnato da contenuti di approfondimento esclusivi: un testo introduttivo curato da Vittorio Ierverse del Festival dei Popoli, una videointervista realizzata dallo staff del Festival,  e gli speciali “Ilario e Irma”, “Piccolo diario della nostra scoperta”, “La musica blu”e “Pianoforte a Natale”.

    Lorenzo Ferrari Ardicini, vicepresidente di CG Home Video ha così commentato l’iniziativa: “Siamo orgogliosi di questa sinergia nata a Firenze tra la nostra realtà editoriale e uno dei più importanti e prestigiosi Festival internazionali di cinema documentario, giunto alla 54ma edizione. Anche in momenti di crisi diffusa come questo, siamo sempre più convinti che investire nell’offerta di cinema di qualità e promuovere in senso lato la cultura sia un ottimo investimento per gli spettatori di oggi e di domani”.

    Tutte le uscite di POPOLI doc saranno comunicate sul sito di CG Home Video e sul sito ufficiale del Festival dei Popoli a partire dai prossimi titoli in programmazione tra i quali si segnala già Peak – Un mondo al limite di Hannes Lang, dal 24 settembre.

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    Cinelatino 2013, rivelazioni a Bergamo

    Dal 18 al 22 giugno grande attesa per la sesta edizione di Cinelatino, che proporrà al pubblico italiano il meglio della produzione latinoamericana.
    Una produzione che non dà segni di cedimento e che di anno in anno rivela autori nuovi e film che attingono ai generi più vari, raccontando storie tra le più diverse e imprevedibili.
    È sempre un’avventura per lo spettatore italiano, che sovente è tenuto in condizioni di inferiorità da una distribuzione miope e timida, avvicinare una cinematografia che si articola su molteplici aree geografiche ma che riesce a rappresentare e a materializzare l’identità di un intero continente. L’impressione, infatti, è che la parte centro-meridionale del continente americano, pur nella varietà dei tanti Stati che la compongono, possegga una sorta di sovra-identità, costituita da elementi che in qualche modo la definiscono e la rendono riconoscibile agli occhi dello spettatore.

    Il cinema latino americano si distingue per la vivacità, la capacità di raccontare il presente e rovistare nel passato, muovendosi tra la realtà di ogni giorno, tra le vicende di persone che si confrontano con i problemi della vita e che a volte si misurano con la grande Storia, anche se spesso rimane sullo sfondo.
    Come nel colombiano La Sirga di William Vega, che narra della giovane Alicia, in fuga dall’orrore di una guerra che sta dilaniando il suo Paese da oltre cinquant’anni e che crede di avere trovato un rifugio sicuro nella casa dello zio Óscar, immersa nella natura e apparentemente lontana dai drammi del mondo reale. L’arrivo del cugino comincia a far traballare la sicurezza tanto sperata. Film dai tempi sospesi, dove ogni fatto sembra chiuso in una tranquilla ripetitività, ma dove in realtà le cose cambiano in maniera quasi impercettibile costringendo Alicia a un’altra, decisiva scelta.
    Dal Cile arriva un film accorato e di grande forza evocativa, Violeta se fue a los cielos di Andrés Wood, un partecipe e intenso ritratto di Violeta Parra, complessa figura di cantante, poetessa e artista che ha contribuito a far conoscere la tradizione musicale del proprio Paese. Il regista ne ricostruisce la vicenda umana montando brani della sua ultima intervista concessa e momenti di finzione che ne ricostruiscono la vita, fatta di grandi sprazzi di creatività e di lunghe ombre provocate dalla depressione e da un carattere aspro e drammaticamente difficile.
    Rimaniamo in Cile, che si sta rivelando come uno dei Paesi più interessanti per quanto riguarda la qualità delle produzioni e degli autori emergenti, con De jueves a domingo della giovane Dominga Sotomayor Castillo, classe 1985, che ci presenta gli ultimi quattro giorni della vacanza di una famiglia tipo, madre padre e due figli, un’occasione di svago che coincide in realtà con la definitiva separazione dei due giovani genitori. Uno degli esordi più interessanti, quello di Dominga Sotomayor Castillo, che tratteggia il conflitto in maniera allusiva, passando attraverso il filtro dello sguardo silenzioso e interrogativo di Lucía, una bambina di dieci anni che in breve tempo deve fare i conti con la perdita del candore e della spensieratezza infantili.
    Altro Paese che si sta imponendo sulla scena internazionale è il Messico, di cui Cinelatino presenta due film. No quiero dormir sola di Natalia Beristáin, presentato alla Settimana Internazionale della Critica all’ultima edizione del Festival di Venezia, racconta di un rapporto a due tra Amanda e l’anziana nonna Dolores, che la giovane si trova costretta ad assistere, misurandosi con il dramma dell’alcolismo e della degenerazione provocata dall’Alzheimer. Ma questa esperienza aprirà gli occhi alla nipote facendole scoprire la ricchezza di un rapporto umano sincero, che, nella pazienza e nella dolcezza, sottolineate da uno stile delicato e trattenuto, troverà un epilogo per niente scontato.
    L’altro film è La demora di Rodrigo Plá, che, oltre al Messico, vede coinvolto nella produzione anche il Paraguay. Anche qui, al centro c’è il problema della vecchiaia: María, madre di tre figli, deve prendersi cura anche dell’anziano padre Agustín, affetto da demenza senile, che è fuggito di casa per raggiungere i luoghi dove abitava un tempo. Il regista, già autore di La zona, uscito in Italia nel 2008 e presentato nell’edizione di quell’anno di Cinelatino, utilizza la vicenda di María per denunciare le storture di una società che non sostiene i singoli sul piano dell’assistenza sociale e anzi li umilia con continui rimbalzi tra impedimenti burocratici e disimpegni istituzionali.
    Paraguayano è anche l’interessante 7 cajas, che porta la firma di una coppia di registi, Juan Carlos Maneglia e Tana Schémbori, già attivi nel mondo della pubblicità. Il film è curioso: si svolge tutto negli immensi mercati di Asunción, nell’arco di ventiquattro ore, e racconta del tormentato trasporto di sette casse da parte del giovane Víctor, che non ne conosce il contenuto, come d’altronde lo spettatore, e che si trova a dover superare ostacoli a dir poco impegnativi. Lo stile adottato dai due autori è veloce e vivace e ben traduce il percorso concitato del protagonista, costretto a fuggire continuamente dalle minacce che gli piovono addosso per la presenza e l’interesse di individui poco raccomandabili.
    L’Argentina rimane un Paese dove la produzione cinematografica continua a proporre opere e autori di ottimo livello. Un regista già noto, quasi un veterano, come Carlos Sorín realizza con Días de pesca un film intimista; è la storia di Marco Tucci, un commesso viaggiatore che decide di dare una svolta alla propria esistenza dopo un soggiorno in un centro di disintossicazione. La decisione dell’uomo in realtà nasconde un secondo fine: l’intenzione di riavvicinare una persona molto cara e di rimarginare antiche ferite. Negli splendidi paesaggi della Patagonia, Marco sperimenterà le enormi difficoltà che si devono superare quando ci si muove tra le macerie dell’animo umano.
    Il giovane Armando Bo si cimenta nel lungometraggio di finzione con El último Elvis, dove Carlos, lasciato dalla moglie e con una figlia piccola che ha sempre trascurato, si identifica a tal punto con l’amato Elvis Presley da vivere con grande inquietudine il fatto di avere raggiunto l’età in cui il suo idolo è morto. Il regista argentino già dimostra di possedere abilità e consapevolezza nella costruzione narrativa; accompagna la solitudine del suo personaggio, l’ossessione che domina la sua vita, le sue esibizioni musicali senza nulla concedere al macchiettismo o all’ascolto troppo orecchiabile.

    L’iniziativa Cinelatino è promossa da TenarisDalmine, organizzata da Gamec, Fondazione Dalmine, Fundación Proa, Bergamo Film Meeting, e curata da Sara Mazzocchi (Gamec) e Angelo Signorelli (Bergamo Film Meeting), come si legge nell’ottimo e aggiornato sito ufficiale che vi invitiamo a consultare: http://www.cinelatino.it/

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    31. Bellaria Film Festival: ecco i vincitori

    Annunciati i vincitori del 31. Bellaria Film Festival. La giuria del Concorso Italia Doc composta da Maurizio Carta, Marina Collaci, Giovanni Giommi, Ugo Gregoretti e Miriam Mauti assegna il premio per miglior documentario italiano a In Utero Srebrenica di Giuseppe Carrieri con la seguente motivazione: “Poetico e terribile, capace di unire l’indagine documentaria all’estro artistico. Forte nel dare voce a storie di orrore che vorremmo non sapere, nell’offrire l’orecchio a così tanto dolore”.
    Menzione speciale a Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno “per la struttura narrativa ben articolata, la capacità di riferire della chiusura di speranze dei giovani italiani evitando ogni stereotipo”.
    Altra menzione speciale a Il libraio di Belfast: “Per la ricchezza del personaggio e la capacità di raccontare, attraverso la vita di un individuo, la lunga e difficile storia di una città”.

    La giura del Concorso Radio Doc composta da Roberto Antonini, Pinotto Fava e Federica Manzitti premia miglior documentario radiofonico Africa Bianca di Barbara D’Amico e Fabio Lepore con la seguente motivazione: “Per l’interesse che suscita il protagonista e la sua storia, e i diversi registri del sonoro: il buon uso della presa diretta, il montaggio notevole ed essenziale e l’utilizzo di materiali d’archivio”.
    Menzione Speciale Radio Doc a Italia-Romania: in viaggio con le badanti di Flavia Piccinni con la seguente motivazione: “Per il livello di intimità delle testimonianze di notevole rilevanza sociale associato ad un ambiente sonoro che ci porta in viaggio insieme alle protagoniste in un’Europa a due velocità”.
    Menzione speciale Casa Rossa assegnata dai ragazzi del DAMS di Bologna guidati da Paolo Angelini va a Le cose belle di Piperno e Agostino Ferrente con la seguente motivazione: “Perché ha espresso attraverso le immagini di una Napoli non stereotipata ee problematiche particolarmente vicine alla nostra genrezione con estrema e cruda realtà”.

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  • Aquadro approda su Raicinemachannel.it

    Aquadro sbarca su  www.raicinemachannel.it. L’opera prima del ventinovenne Stefano Lodovichi, visibile fino al 15 maggio sulla piattaforma web di Telecom Italia, Cubovision, continua il suo tour in rete e da oggi 1 giugno sarà disponibile in free streaming sul sito www.raicinemachannel.it.
    Scritto dallo stesso regista insieme a Davide Orsini il film racconta con freschezza e precisione il mondo dei giovani di oggi, il loro rapporto con il sesso e con i nuovi mezzi di comunicazione, a partire da internet e dai videofonini.

    La prima volta non si dimentica mai. Soprattutto se il video finisce su internet… Ma perché un giovane adolescente usa la rete per il sesso? E’ uno degli interrogativi sollevati da questo esordio coraggioso e sincero.
    Non tutte le storie d’amore sono uguali. Quella di Amanda (Maria Vittoria Barrella) e Alberto (Lorenzo Colombi), due studenti sedicenni di un liceo artistico di Bolzano, inizia in gita e corre veloce. Alimentata da videochiamate e messaggini, riempie di calore e nuove emozioni una quotidianità fatta di lezioni e allenamenti di hockey. Dietro un’apparente normalità Alberto però nasconde una passione per il mondo del porno amatoriale su web, un mondo fatto di chat erotiche, video e discussioni su forum. Quando Amanda scopre che forse è proprio questa sua dipendenza a rendere complicata la loro intimità, comincia ad assecondarlo, prestandosi a giochi sempre più audaci, fino a farsi filmare mentre fanno l’amore per la prima volta. L’atto che più in assoluto li fa sentire uniti, innamorati, invincibili. Ma quel video, che dovrebbe rimanere il loro segreto, finisce invece su internet e diventa pubblico.

    Dopo aver fatto incetta di premi (Miglior Film Italiano ex-aequo alla XII Edizione del Rome Independent Film Festival 2013, Menzione Speciale 27° Bolzano Cinema), Aquadro continua così il suo cammino che parte da un presupposto: non più solo sale cinematografiche, seguendo alcuni illustri predecessori come Larry Clark, trionfatore all’ultimo Festival di Roma con Marfa Girl, uscito solo online.
    Questo sarà l’ultimo mese per vedere gratis il film, perché dal 1 luglio andrà a pagamento su I-tunes e di nuovo su Cubovision.it.

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