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    Alessandro Preziosi, sotto osservazione

    Alessandro Preziosi, l’attore più amato dalle donne italiane indossa i panni di un chirurgo plastico dai mille volti, spregiudicato, ingenuo, spietato… e finisce sotto la lente deformante di Corsicato. Tra finzione e realtà l’attore si racconta.

    Alessandro, a cosa ti sei ispirato per questo ruolo surreale?
    Mi sono ispirato al mestiere dell’attore, che non è sempre scontato riuscire a centrere con il regista e con gli sceneggiatori. Il mio personaggio andava incanalato in un percorso narrativo, questa cosa mi ha intrigato. Mi sono ritrovato a mettere a frutto cose apprese in un meraviglioso mestiere che faccio nella vita che è quello dello spettatore del grande cinema, dagli occhi di Daniel Day Lewis al roteare delle mani di Verdone.

    Hai fatto i conti con la figura di sex symbol nella vita?
    Sinceramente no, è una cosa che non mi ha mai interessato, l’ho combattuta con il teatro. Io non credo che la nostra società non possa elaborare i concetti di divo o sexy, non ci appartiene. Credo che sia un problema editoriale, la bellezza è un fenomeno di guadagni, di vendita di copie di giornali cosiddetti ‘femminili’, io non mi sono mai considerato bello. Sono un attore, bravo o meno non sta a me dirlo, ma quello è il mio mestiere, il resto è marketing. Ognuno di noi poi è libero di curare il proprio corpo come meglio crede. Ci sono avvocati o chirurghi che sono statue greche e non fanno gli attori, lo sono perche amano lo sport e lo sport fa bene al corpo.

    Come hai incontrato questa storia di Pappi?
    E’ stato un pomeriggio infinito quello in cui abbiamo parlato del film. Pappi è un artista che aveva il bisogno di esprimersi artisticamente e non socialmente. Per le esperienze che ho avuto io era qualcosa di profondamente nuovo. io non pongo mai limiti all’esplorazione di nuovi territori, quindi la sfida di capire veramente cosa significa questo mestiere mi ha preso. Non è stato facile costruire questo personaggio costruito con un perfazionismo maniacale da Pappi, cosa che mi ha messo a dura prova.

    C’è stato un momento in cui avresti fatto qualsiasi cosa pur di ‘arrivare’…
    C’è stato un momento che ricordo con grande precisione nel quale guiardando altri miei colleghi raggiungere dei risultati esaltanti ho – come si suol dire – rosicato. ho pensato allora che avrei potuto far di tutto, ma poi per fortuna anche che se così doveva essere la mia vita forse avrei dovuto tornare a fare l’avvocato. non si può vivere l’ambizione così, io non voglio viverla così. voglio essere soddisfatto di quello che faccio questo si, ma non un centimetro di più.

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  • Ryan Gosling

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  • Niente Dorothy nel sequel de Il grande e potente Oz

    Dopo aver sbancato ai botteghini – con 3 milioni di euro incassati nel solo primo weekend di programmazione – Il grande e potente Oz offre a casa Disney l’occasione per parlare di un sequel del fantasy targato Sam RaimiUn secondo capitolo che la major avrebbe già messo in cantiere da tempo, ma che potrebbe lasciare ancora una volta fuori dai giochi Dorothy, la protagonista femminile de Il mago di Oz, il film cult del 1939 diretto da Victor Fleming e ispirato al primo dei quattordici libri scritti da L. Frank Baum.

    A confermarlo sarebbero le stesse parole del produttore Joe Roth, secondo il quale un seguito de Il grande e potente Oz “non coinvolgerà in nessun modo Dorothy”. Gli fa eco anche lo sceneggiatore Mitchell Kapner: “Sono 20 anni prima dell’arrivo di Dorothy. In questo arco di tempo così lungo possono succedere un sacco di cose”.
    Il film si concentrerebbe così sugli altri personaggi che popolano il vasto mondo di Oz: tra questi una figura vista in Kansas e collegata a Dorothy, che potrebbe essere addirittura sua madre. Il che farebbe ipotizzare la presenza della celebre eroina in un terzo capitolo del franchise…

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  • Parla Bryan Burk: Star Trek 3 potrebbe essere in uscita nel 2016

    Tra i primi due film del nuovo franchise di Star Trek targato J.J. Abrams sono intercorsi 4 anni. Dopo Star Trek nel 2009, nel 2013 è arrivato Into Darkness – Star Trek. I fan del franchise ad ogni modo si stanno interrogando su quando avranno l’opportunità di vedere il terzo episodio. Il loro regista, infatti, si è legato all’attesissimo progetto di Episodio VII di Star Wars, previsto non prima del 2015, quindi è lecito chiedersi se J.J. Abrams sarà così in gamba da poter gestire l’eventuale sequel di Star Trek allo stesso tempo. Di questo avviso sembra essere il produttore di Star Trek Bryan Burk, che in un’intervista ha ipotizzato che il film potrebbe essere pronto per il 2016. Quell’anno sarabbe la data perfetta ha spiegato Burk, perché segnerebbe esattamente 50 anni dall’inizio del franchise nel 1966.
    L’indiscrezione è stata rivelata dalla testata Digital Spy che ha sottolineato che dal momento che la serie di Gene Roddenberry aveva esordito nel 1966, e visto le grandi celebrazioni per il cinquantenario di James Bond/007 se lui è la Paramount si fossero consultati sulla possibilità di celebrare la ricorrenza con un’uscita proprio nel 2016.
    “Ne stiamo parlando”, ha spiegato Burk: “ma ancora non abbiamo una data d’uscita. Non vogliamo aspettare altri quattro anni come tra l’attuale e l’ultimo, ma il 2016 sarà un bell’anno da celebrare si spera”.
    Quindi se passassero solo tre anni stavolta…saremmo nel 2016! un momento perfetto per quest’ultimo film della nuova trilogia. Qualcuno ha ipotizzato che anziché occuparsi della regia J.J. Abrams si limiterà a fungerà da produttore. D’altronde in quel momento si troverà parecchi anni indietro, in una galassia molto, molto lontana…

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