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    The Bay: Il terrore corre sul filo… dell’acqua

    Inquinamento ambientale, rifiuti tossici, acqua, paura e batteri carnivori. Questi gli ingredienti principali del nuovo film di fantascienza del regista Barry Levinson,The Bay, dal 6 giugno nelle sale italiane.
    3stelleemezzo

    Presentato al Toronto International Film Festival nel settembre 2012, The Bay è un horror puro, estremamente diverso dallo stile a cui Levinson ci aveva abituato nei suoi precedenti film come Rain Man, Disastro a Hollywood o L’Uomo dell’Anno. Un progetto completamente nuovo, dove l’uso di found footage, conferisce un tono molto più realistico a tutta la vicenda.
    Nella piccola cittadina di Claridge, situata nella baia di Chesapeake,  gli abitanti si stanno preparando a festeggiare il 4 luglio. Tra giochi, gare e balli, tutto sembra andare per il meglio, ancora non sanno che il loro bene più prezioso, ciò che gli ha fruttato turismo, clienti, ciò che ha dato la vita a tutto si sta per trasformare nel loro nemico mortale: l’acqua. L’alto livello di tossicità, l’elevato tasso d’inquinamento collegato al rilascio nell’ambiente di ingenti quantità di escrementi di polli degli allevamenti vicini, provocano la proliferazione di un parassita che si propaga molto velocemente divorando gli organi interni di ogni essere vivente. Due biologi cercano di avvertire il sindaco, che per non gettare nel panico l’intera comunità, insabbia la notizia ritardando l’inevitabile catastrofe.
    Girato interamente con un budget ridotto, senza attori famosi e usando camere commerciali come iPhone o le fotocamere Point&Shoot per rendere il linguaggio visivo autentico del filmato amatoriale, The Bay piacerà molto a chi ha a cuore le sorti del pianeta.
    Un film documentario dunque, che mescola fatti realmente accaduti, come la moria di centinaia di pesci o improvvise eruzioni cutanee sulla pelle di ignari bagnanti, a dei fatti che potrebbero realmente accadere, creando una sorta di fiaba ammonitrice.

    Antonella Ravaglia

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    Ettore Scola racconta Federico Fellini… in un film

    Il regista di pellicole cult come C’eravamo tanto amati torna alla regia per celebrare, a vent’anni dalla scomparsa, Federico Fellini, in un film/ritratto, Che strano chiamarsi Federico, scritto a sei mani insieme a Paola e Silvia Scola.

    “Avevo promesso di non fare più film, l’ultimo è del 2003. Sono riuscito a tenere fede a quello che avevo detto per una serie di motivi, tra i quali quello di non riuscire più a riconoscere nessuna delle logiche che mi avevano guidato fino a quel momento. Così per motivi psicologici e politici non riuscivo più a fare cinema…a fare film…ma questo infatti non è un film…non è un documentario”. E invece Ettore Scola il cinema è tornato a farlo e quelli che lo hanno portato a venir meno alla sua promessa sono Roberto Ciccutto, “persona implacabile”, Felice Laudadio e le sue figlie Paola e Silvia. Il risultato è Che strano chiamarsi Federico, lungometraggio nato per omaggiare Federico Fellini e per raccontare il proprio rapporto con “un uomo contraddistinto da grande determinazione e da un’infinita visionarietà”. L’occasione per parlarne è l’annuncio di fine riprese sul set del film a Cinecittà.

    Che strano chiamarsi Federico nasce grazie a un attento lavoro mnemonico portato avanti con passione da Scola, che scavando nel proprio trascorso riesuma ogni momento passato accanto all’amico Federico: dalla fine degli anni Quaranta, quando si conobbero presso la redazione del Marc’Aurelio (rivista satirica romana), alle visite sui set dei rispettivi film, alle cene a casa Scola (il regista racconta divertito di una cena a casa sua durante la quale Federico mangiò con cappotto, sciarpa e cappello per via dell’aria che entrava dalla cappa sopra i fornelli). Tutto viene narrato da un regista che con “debito e devozione” mette in scena una vera e propria “scenografia di ricordi”.

    Scola racconta come non sia stato semplice trovare attori che ricoprissero al meglio i ruoli dei due registi da giovani: “Gli attori, per quello che rappresentano, per quello che raccontano, dovevano essere più che degli strumenti mnemonici; possedere un cuore di attore non sarebbe bastato, avrebbero dovuto avere un forte interesse nel costruire qualcosa che riguardasse i personaggi. Tommaso Lazzotti (Fellini giovane) e Giacomo Lazzotti (Scola giovane) hanno dentro qualcosa che li anima, un’apertura alla sperimentazione e sicurezza nelle scelte che un giovane deve essere pronto a fare”.

    La curiosità di sapere come sarà il film, distribuito in sala il prossimo autunno da Bim e Istituto Luce, non appartiene solo a noi, ma anche allo stesso regista che afferma: “Non so realmente cosa ne verrà fuori. So che a me piacerà. Non so se questo basta. Sono comunque curioso di sapere che film sarà”.

    Giuditta Langone

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    Star Trek Into Darkness: Nuova luce nelle tenebre

    Un’avventura al confine tra innovazione e tradizione per l’astronave Enterprise. Ai comandi sempre il capitano Kirk, il signor Spock e il talento di J.J. Abrams.
    4stelle

    Quattro anni dopo l’Enterprise riprende il volo per portarci – o meglio riportarci – dove nessuno è mai stato prima. Al timone torna J.J. Abrams, alla sceneggiatura tre dei suoi collaboratori storici, Alex Kurtzman, Roberto Orci e l’altra eminenza oscura dell’amato e odiato Lost, Damon Lindelof. A metterci la faccia sono invece Chris Pine e Zachary Quinto, coppia ormai rodata, nelle vesti del capitano Kirk e del signor Spock, personaggi assurti al rango di icona dopo quasi 50 anni di onorata carriera vissuta tra grande e piccolo schermo.

    Per questo Star Trek Into Darkness, nuovo capitolo di uno dei franchise fantascientifici più famosi del mondo, Abrams e soci smettono, almeno in via ufficiosa, le vesti del prequel e virano più marcatamente sulla rotta di un reboot. L’intenzione dichiarata è quella di trasmettere il fascino della space opera creata da Gene Roddenberry a un pubblico giovane che, vuoi per motivi anagrafici, vuoi per la scarsa propensione al retrò, non ha potuto appassionarsi alle storiche serie televisive.

    E in Star Trek Into Darkness quest’opera di traduzione, come tutte le migliori traduzioni, si trasforma necessariamente in tradimento. La sceneggiatura riduce all’osso il canone della serie, usando come fondamenta le relazioni e i conflitti tra i protagonisti (non solo la “strana coppia” Kirk-Spock, degni di menzione anche il dottor McCoy e l’ingegner Scotty, interpretati da Karl Urban e Simon Pegg) e rinverdendo alcuni classici come il confronto, rigorosamente via schermo, tra capitani d’astronave prima della battaglia. Negli spazi lasciati vuoti dalla tradizione si inseriscono invece gli elementi nuovi. Ecco allora una sequenza iniziale che ricorda Avatar, un antagonista (Benedict Cumberbatch, algido e inquietante) più simile ai terroristi odierni che non a un tiranno intergalattico, scene catastrofiche degne di 2012 e duelli aerei che sembrano figli di Star Wars più che di Star Trek.

    Ma se Into Darkness si rivolge al nuovo spettatore non c’è assolutamente voglia di lasciare sulla terra i vecchi aficionados. E così la trama non lesina strizzatine d’occhio, cameo e riferimenti che solo i cultori più accaniti sapranno cogliere. Basterà ai fan di vecchia data per perdonare una versione non troppo ortodossa dei loro beniamini? Difficile fare previsioni visto che già 4 anni fa il nutrito mondo dei trekkie si spaccò in due.

    Quel che è certo è che Star Trek Into Darkness, a dispetto degli oltranzisti, è un film visionario e spettacolare, sicuramente più riuscito del suo fratello maggiore. E non è difficile immaginare che proprio grazie a questa nuova fatica l’Enterprise possa essersi guadagnata un altro quinquennio di avventure, come lascia presagire un finale nostalgico che ha anche il sapore di un inizio. Peccato solo che in plancia non ci sarà più un J.J. Abrams diretto verso altre galassie, regista dalla mano sempre più ferma e grande aspirante – nonché grande favorito – al titolo di re della fantascienza.

    Marcello Lembo

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    Manuela Arcuri è Pupetta

    Luciano Odorisio dirige Pupetta, il coraggio e la passione. La fiction con Manuela Arcuri, Barbara De Rossi e Eva Grimaldi  andrà in onda su Canale 5 dal 6 giugno per quattro puntate.

    La fiction non va in vacanza. Almeno quella targata Mediaset. Arriva infatti, su Canale 5 dal 6 giugno per quattro prime serate Pupetta, il coraggio e la passione per la regia di Luciano Odorisio. Protagonista Manuela Arcuri nei panni di Assunta Maresca detta Pupetta e la sua ribellione contro le regole maschiliste e la mafia nella Napoli anni ‘50. La serie si ispira alla storia tristemente vera di Assunta Maresca; nel cast anche  Tony Musante, Massimiliano Morra e Barbara De Rossi e Eva Grimaldi. Ecco cosa ci hanno raccontato il regista e la Arcuri.

    Odorisio, può parlarci della fiction?
    Luciano Odorisio: È una grande passione, siamo negli anni 50-60, una storia che all’epoca fece scalpore e m’impressionò. Una grande emozione per me mettere insieme uno spaccato romanzato, d’altronde siamo in una fiction! Lavorare con degli attori così è stato bellissimo, Massimiliano, Christopher Leoni, Eva Grimaldi e la protagonista Manuela Arcuri. Più passa il tempo, più diventa brava!

    Manuela com’è stato entrare nel controverso personaggio di Pupetta?
    Manuela Arcuri: Per me è stata una bella prova, non potevo essere me stessa. Una donna coraggiosa con un carattere ribelle, che va contro la sua famiglia patriarcale anni ‘50, dove le donne erano succubi. E’stato un ruolo bellissimo, perché capita un po’ di tutto. Sono soddisfatta di aver interpretato questa storia, per me il personaggio più complesso.

    Manuela qual è stata la scena più difficile?
    M. A. : La difficoltà più grande è stata recitare con l’accento napoletano. Il lavoro maggiore è stato di certo questo. Per quanto riguarda le scene, ce ne sono state molte , ma sicuramente la scena dell’assassinio è stata forte.  Nel momento in cui scendevo dalla macchina  per sparare mi tremavano le gambe! Era tutto finto, ma per me è stato come  se stessi veramente vivendo quel momento!

    Elisa Solofrano

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    Ugo Gregoretti, a Bellaria rivive il mito RoGoPaG

    E’ un piacere incontrare Ugo Gregoretti, invitato d’eccezione al Bellaria Film Festival per presentare la proiezione di RoGoPaG e presiedere la Giuria del concorso Itallia Doc dell 31esima edizione della manifestazione dedicata ai documentari.
    Ideatore di Controfagotto e Il Circolo Pickwick, è stato autore e regista televisivo, teatrale, cinematografico, persino lirico, sempre con una grande ironia come cifra stilistica e una spiccata capacità di osservazione della nostra società. A Bellaria è stato anche l’Ospite d’Onore della serata conclusiva di premiazione, che prevedeva la proiezione dell’edizione restaurata di un classico del 1963, Ro.Go.Pa.G., film a episodi che affiancava Gregoretti a Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Pierpaolo Pasolini.
    E’ lo stesso Ugo, acciaccato (per una infiammazione del nervosciatico e per – come dice lui – uno sgambetto della moglie), ma lucidissimo e spiritoso, a raccontare quell’esperienza introoducendo il film, a partire dal titolo:

    Tre su quattro, Sono le sillabe iniziali degli autori – Ro per Rossellini, Go per Godard, Pa per Pasolini – dei tre episodi più il quarto, il mio, presente con la sola G. A me divertiva la cosa, anche perché io ero il più giovane in quella compagnia, e potevo accontentarmi anche solo di una consonante. Poi mi dicevano, pensando di dovermi consolare, che altrimenti sarebbe parso un ruggito: Rogopagrrrrrr! Poteva essere un fastidio per lo spettatore…

    Però in realtà questo titolo non era stato pensato, studiato, dagli autori…
    Era la sigla con cui il ragioner Taito della casa di produzione Arcofilm del produttre Alfredo Bini; siccome ancora non si sapeva quale sarebbe stato il titolo, ricorse al sistema che si usava sin da allora di dare un titolo provvisorio per fare tutte le pratiche al ministero. Non sapendo quale mettere, mise brraticamente le sillabe iniziali come su un documento assoluamente privo di qualsiasi appeal artistico. Poi una volta Rossellini venne, che già avevamo cominciato a girare, e chiese cosa fosse questo Rogopag. Il ragioniere precisò che era una sigla provvisoria che aveva usato per poter avere il permesso di iniziare la lavorazione, ma Rossellini disse: ma questo è un titolo bellissimo, nuovo, innovativo! Altro che provvisorio!
    Il produttore si convinse, ma era così spaventato da questi tre mostri sacri, e mezzo, che non si sarebbe mai sognato di fare altrimenti.

    L’episodio di Pasolini è per altro alla base di un ulteriore nota storica sul titolo…
    La ricotta di Pasolini, con Orson Wells, diventato poi un oggetto di venerazione da parte dei cinephiles amanti del regissta, è un titolo ormai consacato, ma allora Pasolini ebbe un incidente. La destra più becera e violenta, in quel periodo, aveva preso l’abitudine di insultare, calunniare e diffamare Pasolini  perché era di sinstra ed era omosessuae. Quando uscì il film, una sedicente – e forse inesistente – organizzzione di padri di famiglia lo denunciò per vilipendio alla religione e altro, oltre a tutte le calunnie che i rappresentanti dell’estrema destra facevano piovere su Pasolini come fossero reati realmente consumati. Fu per esempio accusato di aver rapinato un benzinaio, e il ragazzotto che era stato indotto a denunciarlo lo rappresentò secondo una iconografia convenzionale del bandito, con il giubbotto nero, la coppola e il fazzoletto sulla bocca.
    In primo grado fu condannato, ma in secondo poi assolto, ma il giudice volle castigare comunque il film, che intanto era stato ritirato dal circuito, cambiandogli il titolo, che diventò: laviamoci il cervello, che pur essendo il titolo giuridico nessuno conosce, mentre invece Ro.Go.Pa.G resiste gagliardamente a tutte queste disavventure.

    1953. L’anno del Boom di Zampa con Sordi, ma il pollo ruspante – che chiude RoGoPaG- con Lisa Gstoni, un giovanissimo Ricky Tognazzi e un Ugo nella sua maturità artistica, è la storia di una gita domenicale di una coppia che sogna in grande nell’anno cruciale di quel boom…
    E’ l’Italia di questo film, quella dei primi vagiti del consumismo in una società che da contadina è diventata assai affrettatamente industriale e dove si trapianta la cultura del consumo. Il fim stesso è inserito in una letteratura della quale l’Italia era completamente sprovvista, a differenza degli Usa, per esempio.
    Confrontandomi con Rossellini – il manager del gruppo – avremmo voluto fare di questo film una sorta di quadrittico del consumismo all’italiana, visto nel suo sorgere. Al centro della struttura un conferenziere, di quelli molto preparati e che ha vissuto in America, che però dovrebbe sembrare un extraterrestre che fa una conferenza a una parte di importanti industriali e capitalisti, prevalentemente lombardi; e questo spiega tutte le dinamiche della manipolazioe dei desideri affinché il consumatore medio desiderasse consumare sempre di più, secondo modelli nuovi e venendo calato nel pozzo del consumo.
    Tognazzi era il consumatore, Lisa gastone la moglie e io avevo bisogno di uno che facesse i conferenzeie…
    Ma il produttore mi metteva fretta dicendomi che se non l’avessi trovato entro pochi giorni avremmo chiuso il film senza la conferenza; ma il film sarebbe rimasto senza le gambe!
    Non volevo il solito grande attore, ma non sapevo nemmeno io bene cosa cercassi. Una mattina arrivati sul set, all’aperto, mentre si lavorava all’ambientazione con i giardinieri, sentii una voce. Robotica, astrale. Mi affrettai, convinto di aver trovato la voce del mio conferenziere. Era un signore di mezza età che dava ordini ai suoi giardinieri: il commendator Ceccotti, il re dei giardini nel cinema a Roma. Era venuto a fare queste operazioni per le noste ripese ché dovevamo piantare dei cavoli e dei piccoli pini. Decisi di rischiare, e mi avvicinai a lui per descrivergli questo personaggio di ‘grande intellettuale marziano’ per cui lui sarebbe stato adattissimo se avesse accettato la parte nel film, il che voleva dire leggere una conferenza con questo strano amplificatore, che portava per aver avuto una operazione alle corde vocali. Mi vergognavo di chiedere a lui, menomato, di venire a fare il buffone nel film; mi aspettavo mi girasse le spalle, e invece la risposta fu positiva e entusiastica tanto che mi volle dimstrare di esser in grado, con quell’apparecchio, di non solo parlare e farsi capire, ma anche di fare le pernacchie, come mi dimostrò ampiamente.

    E Godard, invece, vi siete incontrati?
    In occasione di RoGoPaG lui era a Parigi… Ma in fondo era stato lui il promotore iniziale ed aveva apprezzato il mio primo film, I nuovi angeli, uscito qualche mese prima. E lui girò questo episodio che però – insieme a quello di Rossellini – incontrò meno favore de La ricotta e de Il pollo ruspante. Per altro Godard si fece promotore di un altro film che si chiamava “Le prime truffe del mondo”, al quale lui teneva molto, con storie di imbrogli e imbroglioni, e i cui registi erano Chabrol, che aveva fatto l’episodio di un furbacchione di Parigi che cercava di vendere la Torre Eiffell a due sposini di provincia, io, con ‘Foglio di via’, Polanski, che per la prima volta girava in occidente, e un giapponese. Ma quello di Godard era talmente brutto che fu tagliato. E visto che era stato lui stesso a proporne il taglio, noi dicevamo che il suo era l’episodio ‘evirato’…

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    31. Bellaria Film Festival: ecco i vincitori

    Annunciati i vincitori del 31. Bellaria Film Festival. La giuria del Concorso Italia Doc composta da Maurizio Carta, Marina Collaci, Giovanni Giommi, Ugo Gregoretti e Miriam Mauti assegna il premio per miglior documentario italiano a In Utero Srebrenica di Giuseppe Carrieri con la seguente motivazione: “Poetico e terribile, capace di unire l’indagine documentaria all’estro artistico. Forte nel dare voce a storie di orrore che vorremmo non sapere, nell’offrire l’orecchio a così tanto dolore”.
    Menzione speciale a Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno “per la struttura narrativa ben articolata, la capacità di riferire della chiusura di speranze dei giovani italiani evitando ogni stereotipo”.
    Altra menzione speciale a Il libraio di Belfast: “Per la ricchezza del personaggio e la capacità di raccontare, attraverso la vita di un individuo, la lunga e difficile storia di una città”.

    La giura del Concorso Radio Doc composta da Roberto Antonini, Pinotto Fava e Federica Manzitti premia miglior documentario radiofonico Africa Bianca di Barbara D’Amico e Fabio Lepore con la seguente motivazione: “Per l’interesse che suscita il protagonista e la sua storia, e i diversi registri del sonoro: il buon uso della presa diretta, il montaggio notevole ed essenziale e l’utilizzo di materiali d’archivio”.
    Menzione Speciale Radio Doc a Italia-Romania: in viaggio con le badanti di Flavia Piccinni con la seguente motivazione: “Per il livello di intimità delle testimonianze di notevole rilevanza sociale associato ad un ambiente sonoro che ci porta in viaggio insieme alle protagoniste in un’Europa a due velocità”.
    Menzione speciale Casa Rossa assegnata dai ragazzi del DAMS di Bologna guidati da Paolo Angelini va a Le cose belle di Piperno e Agostino Ferrente con la seguente motivazione: “Perché ha espresso attraverso le immagini di una Napoli non stereotipata ee problematiche particolarmente vicine alla nostra genrezione con estrema e cruda realtà”.

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    Pieraccioni, nella casa c’e’ ‘Un fantastico viavai’..

    Operazione nostalgia per Leonardo Pieraccioni che batte il primo Ciak di una commedia natalizia, scanzonata e scacciapensieri, in uscita il 12 dicembre, distribuita da 01.
    Ancora una volta doppia fatica, regia e interpretazione da protagonista mattatore per il comico toscano che il 3 giugno sarà sul set di Arezzo con “Un fantastico via vai”, questo il titolo della commedia.
    Dice di non capire molto di politica, ma non si tira indietro quando si presenta l’occasione di scherzare e fare battute sui protagonisti attuali della scena, a cominciare da Matteo Renzi e Beppe Grillo. “Renzi e Grillo? – dice –li prenderei al posto di Ceccherini e Papaleo”,
    Io non capisco niente di politica – ha precisato Pieraccionima Renzi mi sembra prossimo a mettersi la mano nel cappotto e credersi Beppe Grillo. La politica in Italia è ridotta a un reality, entrano personaggi di quel mondo, escono quelli che non servono più, arriva il rottamatore, c’è chi vota Grillo pensando in un cambiamento e lo ritrova a controllare gli scontrini”.
    La parentesi ‘politica del comico toscano finisce con una considerazione: “In Italia ci sono autori fortissimi, come Sorrentino o Virzì, che hanno il dovere di raccontare la società. Noi saltimbanchi puri, invece, con grazia, dobbiamo raccontare storie per divertire il pubblico, che va coccolato soprattutto in questo periodo, con la vita sempre più dura”.
    Ecco perché, insieme ad un manipolo dal tasso di comicità indiscutibile, da Serena Autieri a Maurizio Battista, passando per Ceccherini e Panariello, il comico e regista toscano racconta la storia di Arnaldo, bancario, padre e marito felice, ma un po’ annoiato dalla routine, che dopo essere stato cacciato, per un equivoco, dalla moglie (Autieri), decide di prendere una stanza in un appartamento di studenti e si ritrova così in quell’atmosfera dei vent’anni, di cui sentiva nostalgia. Sulla storia si innesta anche il misterioso furto di una caravella di Colombo…
    Scritto per la prima volta con Paolo Genovese,”Un fantastico via vai” tuttavia non si rifa’ al primo indiscusso successo di Pieraccioni, ‘I laureati’.
    Non c’entra niente con il mio primo film – si affretta a precisare Pieraccioni – anche se nella trama c’é un piccolo riferimento, quando rifaccio la corsa dal ristorante per non pagare il conto. Stavolta, però, con gli anni in più il cameriere mi prende…
    Il film “é un affresco che spero piacerà a quelli della mia età, dai 30 ai 50 anni, ma anche a quelli dai 20 ai 30… ognuno può avere una sua chiave di lettura”.

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    Nastri d’Argento 2013, le candidature aspettando Taormina

    Soirée di presentazione per il meglio del cinema italiano in attesa dei riconoscimenti assegnati dal Sindacato Giornalisti Cinematografici. Testa a testa tra Sorrentino e Tornatore, ma a vincere e’ il cinema d’autore.

    Saranno assegnati il 6 luglio al Teatro Antico di Taormina i Nastri d’Argento, prestigioso riconoscimento dei Giornalisti Cinematografici Italiani al miglior cinema della stagione.
    Quel che e’ chiaro dopo la presentazione delle nomination e’ che si trattera’ di un testa a testa fra Paolo Sorrentino (La grande bellezza) e Giuseppe Tornatore  (La migliore offerta). Nove le candidature ciascuno.
    Fra i titoli con il maggior numero di candidature ci sono anche Bella addormentata di Marco Bellocchio e Viva la libertà di Roberto Andò, Miele di Valeria Golino – opera prima accolta con grande successo anche a Cannes – e Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi (sei nomination ciascuno), autentica sorpresa anche negli incassi di questa stagione particolarmente difficile per il cinema in sala.
    “I Nastri 2013 per la prima volta hanno cancellato dalla selezione le categorie che esprimono il meglio del cinema europeo ed extraeuropeo, un mondo di titoli e di autori che ha già avuto comunque, per gli stessi film che sarebbero candidati, indiscutibili riconoscimenti fra i premi cinematografici più importanti, come al botteghino” ha sottolineato Laura Delli Colli, presidente del Sngci.
    Sono cinque gli attori candidati protagonisti con Roberto Herlitzka, premiato alla carriera, e Toni Servillo, che ha il riconoscimento di un Nastro straordinario; Aniello Arena, Raoul Bova con Marco Giallini, Luca Marinelli, Valerio Mastandrea e Francesco Scianna. Margherita Buy, Laura Chiatti, Laura Morante, Kasia Smutniak e Jasmine Trinca sono candidate come attrici protagoniste.  Nella cinquina delle non protagoniste: Claudia Gerini, Sabrina Ferilli, Anna Foglietta, Eva Riccobono e Fabrizia Sacchi. Attori non protagonisti: Stefano Altieri, Carlo Cecchi, Fabrizio Falco, Michele Riondino e Carlo Verdone.
    Grande attenzione da parte del Sindacato Giornalisti per la commedia: Benvenuto Presidente di Riccardo Milani, Buongiorno papà di Edoardo Leo, Tutti contro tutti, esordio alla regia di Rolando Ravello, Una famiglia perfetta di Paolo Genovese, Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi.
    Ricca la selezione delle opere prime: accanto a Pulce non c’è di Giuseppe Bonito e L’intervallo di Leonardo Di Costanzo si scontrano in cinquina tre attori al debutto dietro la macchina da presa: Alessandro Gassmann con Razzabastarda, Valeria Golino con Miele e Luigi Lo Cascio con La città ideale.
    Tra i Premi speciali di quest’edizione un Nastro alla carriera a Roberto Herlitzka, grande “non protagonista” quest’anno per Bellocchio, Piccioni e Sorrentino; il doppio Nastro speciale che Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini ritireranno a Taormina per Venuto al mondo, dal libro al film un interessante connubio creativo e produttivo.

    L’elenco completo delle candidature:

     

    REGISTA DEL MIGLIOR FILM

    □ Roberto ANDO’                                                                     Viva la libertà

    □ Marco BELLOCCHIO                                                  Bella addormentata

    □ Claudio GIOVANNESI                                           Alì ha gli occhi azzurri

    □ Paolo SORRENTINO                                                              La grande bellezza

    □ Giuseppe TORNATORE                                                La migliore offerta

     

     

    MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE

    □ Giuseppe BONITO                                                                 Pulce non c’è

    □ Leonardo DI COSTANZO                                                         L’intervallo

    □ Alessandro GASSMANN                                                        Razzabastarda

    □ Valeria GOLINO                                                                                   Miele

    □ Luigi LO CASCIO                                                                   La città ideale

     

     

    COMMEDIA

    □ BENVENUTO PRESIDENTE                                     di Riccardo MILANI

    □ BUONGIORNO PAPA’                                                       di Edoardo LEO

    □ TUTTI CONTRO TUTTI                                           di Rolando RAVELLO

    □ UNA FAMIGLIA PERFETTA                                      di Paolo GENOVESE

    □ VIAGGIO SOLA                                       di Maria Sole TOGNAZZI

     

     

    PRODUTTORE 

    □ Simone BACHINI, Giorgio DIRITTI, Lionello CERRI

    in collaborazione con Valerio DE PAOLIS                                  Un giorno devi andare

    □ Angelo BARBAGALLO                                                             Viva la libertà

    □ Donatella BOTTI                                                  Il rosso  e  il blu, Viaggio sola

    □ Isabella COCUZZA e Arturo PAGLIA                                 La migliore offerta

    □ Nicola GIULIANO, Francesca CIMA                                   La grande bellezza

    □ Riccardo SCAMARCIO, Viola PRESTIERI                                Miele

     

     

    SOGGETTO

    □ Fabio BONIFACCI                                                      Benvenuto Presidente        

    □ Massimo GAUDIOSO, Matteo GARRONE                                          Reality

    □ Pappi CORSICATO, Monica RAMETTA                           Il volto di un’altra

    □ Maurizio BRAUCCI   Leonardo DI COSTANZO                          L’intervallo

    □ Ivan COTRONEO, Francesca MARCIANO, Maria Sole TOGNAZZI              Viaggio sola             

     

    SCENEGGIATURA

    □ Marco BELLOCCHIO, Veronica RAIMO, Stefano RULLI                                                                                                                                  Bella addormentata

    □ Giuseppe PICCIONI,Francesca MANIERI                              Il rosso e il blu

    □ Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO               La grande bellezza

    □ Giuseppe TORNATORE                                                     La migliore offerta

    □ Roberto ANDÒ, Angelo PASQUINI                               Viva la libertà

     

     

     

    ATTORE PROTAGONISTA

    □Aniello ARENA                                                                                             Reality

    □ Raoul BOVA – Marco GIALLINI                                                   Buongiorno papà

    □ Luca MARINELLI                                                             Tutti i santi giorni

    □ Valerio MASTANDREA                                     Gli equilibristi,Viva la libertà

    □ Francesco SCIANNA                                                                                        Itaker                                           

     

    ATTRICE PROTAGONISTA

    □ Margherita BUY                                                                                Viaggio sola

    □ Laura CHIATTI                                                                    Il volto di un’altra

    □ Laura MORANTE                                                             Appartamento ad Atene

    □ Kasia SMUTNIAK                                 Benvenuto Presidente,Tutti contro tutti

    □ Jasmine TRINCA                                                   Miele,Un giorno devi andare

     

     

    ATTORE NON PROTAGONISTA

    □ Stefano ALTIERI                                                                   Tutti contro tutti

    □ Carlo CECCHI                                                                                                  Miele

    □ Fabrizio FALCO                                        E’ stato il figlio, Bella addormentata

    □ Michele  RIONDINO                                                      Acciaio, Bella addormentata

    □ Carlo VERDONE                                                                 La grande bellezza

     

     

    ATTRICE NON PROTAGONISTA

    □ Claudia GERINI                       Il comandante e la cicogna,Una famiglia perfetta

    □ Sabrina FERILLI                                                                    La grande bellezza

    □ Anna FOGLIETTA                                                                     Colpi di fulmine

    □ Eva RICCOBONO                                                                          Passione sinistra

    □ Fabrizia SACCHI                                                                             Viaggio sola

     

     

    FOTOGRAFIA

    □ Luca BIGAZZI                     L’intervallo, La grande bellezza, Un giorno speciale

    □ Roberto CIMATTI                                                            Un giorno devi andare

    □ Italo PETRICCIONE                                                                     Educazione Siberiana

    □ Federico SCHLATTER                                                                 Razzabastarda

    □ Fabio ZAMARION                                                                  La migliore offerta

     

     

    SCENOGRAFIA

    □  Marco DENTICI                                        Bella addormentata. E’ stato il figlio

    □ Francesco FRIGERI                                                                  Venuto al mondo

    □ Rita RABASSINI                                                                Educazione siberiana                                                                      

    □ Paolo BONFINI                                                                                              Reality

    □ Maurizio SABATINI, Raffaella GIOVANNETTI                 La migliore offerta

     

     

    COSTUMI

    □ Patrizia CHERICONI                                                                 Educazione siberiana    

    □ Roberto CHIOCCHI                                                             Il volto di un’altra

    □ Daniela CIANCIO                                                                La grande bellezza

    □ Grazia COLOMBINI                                                                          E’ stato il figlio

    □ Maurizio MILLENOTTI                                             Reality, La migliore offerta

     

     

    MONTAGGIO

    □ Clelio BENEVENTO                                                                    Viva la libertà

    □ Walter FASANO                                                                                  Viaggio sola

    □ Giogio’ FRANCHINI                                                                              Miele

    □ Massimo QUAGLIA                                                                    La migliore offerta

    □ Giuseppe TREPICCIONE                                                      Alì ha gli occhi azzurri

     

     

    SONORO IN PRESA DIRETTA

    □ Maurizio ARGENTIERI                                                      Venuto al mondo

    □ Gaetano CARITO con Pierpaolo Merafino                          Bella addormentata

    □ Emanuele CECERE                                                La grande bellezza,  Miele

    □ Gilberto MARTINELLI                                       La migliore offerta

    □ Carlo MISSIDENTI                                                                                               Un giorno devi andare

     

     

    COLONNA SONORA

    □ THONY                                                                              Tutti i santi giorni

    □ Marco BETTA                                                                                        Viva la libertà

    □ Pivio e Aldo DE SCALZI                                                                    Razzabastarda

    □ Lele MARCHITELLI                                                             La grande bellezza

    □ Ennio MORRICONE                                                                    La migliore offerta

     

     

    CANZONE ORIGINALE

    □ “Il silenzio” di Niccolo’ FABI                                        Pulce non c’è

    □ “Hey Sister” di Violante PLACIDO                                      Cose cattive

    □ “La Cicogna” di Vinicio CAPOSSELA & BANDA OSIRIS       Il comandante e la cicogna

    □ “Grovigli” di Malika Ayane                                              Tutti i rumori del mare 

    □ “Amor mio” di Cesare Cremonini cantata da Gianni  Morandi  Padroni di casa
    □ “Se si potesse non morire” di Francesco Silvestre cantata dai Modà  Bianca come il latte, rossa come il sangue

     

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    le Palme del Festival di Cannes 2013

    Alla fine dei giochi – e delle Palme – il Festival di Cannes 2013 non è stato quello de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, ma non si può certo negare né che siano arrivate soddisfazioni per i nostri colori, né che siano mancate le bellezze sullo schermo.
    Quelle muliebri e non solo, a partire proprio dalla Palma d’Oro tunisina di Abdellatif Kechiche che, dopo Venere nera e Cous Cous, ottiene un gran risultato con un film che sarebbe ingeneroso e limitato consigliare solo per la lunga ed esplicita scena d’amore tra le protagoniste Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux.
    Per il resto i film che ci erano piaciuti di più erano stati Nebraska di Alexander Payne, Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen, Le Passé di Asghar Farhadi e un po’ tutti quelli che sono stati premiati dalla Giuria di Steven Spielberg e che trovate citati nel Palmares completo qui sotto…

    PALMA D’ORO
    LA VIE D’ADÈLE – CHAPITRE 1 & 2 (Blue Is The Warmest Colour) di Abdellatif KECHICHE
    con Adèle EXARCHOPOULOS & Léa SEYDOUX

    GRAND PRIX
    INSIDE LLEWYN DAVIS di Ethan e Joel COEN

    PRIX DU JURY
    SOSHITE CHICHI NI NARU (Like Father, Like Son) di KORE-EDA Hirokazu

    MIGLIOR REGIA
    Amat ESCALANTE per HELI

    MIGLIOR SCENEGGIATURA
    JIA Zhangke pour TIAN ZHU DING (A Touch Of Sin)

    MIGLIOR ATTRICE
    Bérénice BEJO in LE PASSÉ (The Past) di Asghar FARHADI

    MIGLIOR ATTORE
    Bruce DERN in NEBRASKA di Alexander PAYNE

    PALMA D’ORO per i CORTOMETRAGGI
    SAFE di MOON Byoung-gon

    MENTION SPECIALE
    EX-AEQUO: HVALFJORDUR (Whale Valley / Le Fjord des Baleines) di Gudmundur Arnar GUDMUNDSSON e 37°4 S di Adriano VALERIO

    UN CERTAIN REGARD

    PRIX UN CERTAIN REGARD
    L’IMAGE MANQUANTE (The Missing Picture) di Rithy PANH

    JURY PRIZE
    OMAR di Hany ABU-ASSAD

    MIGLIOR REGIA
    Alain GUIRAUDIE per L’INCONNU DU LAC

    PRIX UN CERTAIN TALENT a
    L’insieme degli attori del film LA JAULA DE ORO di Diego QUEMADA-DIEZ

    PRIX DE L’AVENIR
    FRUITVALE STATION di Ryan COOGLER

    CAMÉRA D’OR
    ILO ILO di Anthony CHEN présenté (Quinzaine des Réalisateurs)

    CINÉFONDATION

    PREMIER PRIX
    NEEDLE di Anahita GHAZVINIZADEH

    SEMAINE DE LA CRITIQUE

    GRAND PRIX NESPRESSO e PRIX REVELATION FRANCE 4
    SALVO di Fabio GRASSADONIA e Antonio PIAZZA

    GIURIA ECUMENICA

    MIGLIOR FILM
    LE PASSÉ (The Past) di Asghar FARHADI

    MENZIONE SPECIALE
    EX-AEQUO: MIELE di Valeria GOLINO e SOSHITE CHICHI NI NARU (Like Father, Like Son) di KORE-EDA Hirokazu

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    XXXI Bellaria Film Festival ai nastri di partenza

    E’ stato presentato alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma il Bellaria Film Festival, giunto alla sua XXXI edizione, che si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno nella cittadina romagnola.
    Fabio Toncelli, direttore della kermesse ha dato le prime anticipazioni sulle quattro serate del festival e sugli ospiti presenti a questa edizione 2013. “Le sezioni competitive saranno tre: ‘Italia Doc’ dedicata a produzioni cinematografiche documentarie italiane inedite e non, ‘Radio  Doc’ che conferma la particolare attenzione del BFF verso documentari e  reportage radiofonici e, a grande richiesta, torna per il terzo anno di seguito ‘Cortoconiglio’, concorso riservato ai cortometraggi realizzati dagli ascoltatori della popolarissima trasmissione radiofonica Il Ruggito del Coniglio”.
    La serata del venerdi sarà dedicata a Daniele Vicari, un grande protagonista del cinema italiano, che tra documentario e fiction ha raccontato negli anni la nostra società, la nostra storia, il nostro Paese.
    Domenica 2 giugno appuntamento con Ivano Marescotti che presenterà “Viaggetto nella Pianura”, un documentatario che vuole raccontare i luoghi della bassa emiliano-romagnola, partendo dal suo luogo natale, Villanova di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna.
    Nella stessa giornata ci sarà Vinicio Capossela che torna a Bellaria dopo qualche anno e presenterà in anteprima assoluta un estratto del documentario “La faccia della terra”, realizzato in Grecia con Andrea Segre. Nel corso dell’incontro al cantautore irpino verrà consegnata la cittadinanza onoraria di Bellaria-Igea Marina.
    Le rassegne ‘Panorama internazionale’, organizzata in collaborazione con Biografilm Festival di Bologna ‘Le opere e i giorni’, dedicata ai documentari storici completeranno il programma.
    Le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi del cinema del reale che animano la sezione Bellaria Doc Lab verranno esplorate nei sei workshop professionali, curati da personalità di spicco del settore.

    Giovanni Bonaccolta

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