LOGO
  • ,

    Pongo il cane milionario: Arriva dalla Spagna il nuovo eroe quattro zampe

    Ama la bella vita, è un milionario viziato, colleziona giocattoli, diamanti, auto e party di lusso, vive in una casa enorme sotto le cure di un preziosissimo maggiordomo. Il suo nome è Pongo ed è il jack russel che dal 25 settembre ci terrà compagnia al cinema nel primo film spagnolo (Pongo il cane milionario) che ha per protagonista un cane.

    Al timone Tom Fernández, regista quasi misconosciuto che dopo una lunga gavetta nel mondo della commedia ispanica si cimenta nell’impresa di un film per famiglie che sfiora diversi generi: dalla commedia romantica, all’avventura passando per l’action movie.
    “Non mi era mai capitato niente di simile prima, e quindi era una sfida. – racconta – In secondo luogo, un film come ‘Pongo’ non si è mai visto prima nel cinema spagnolo”.
    I suoi spettatori? I bambini… e non solo.
    “I bambini sono stati il mio punto di riferimento anche durante le riprese. Il mio obiettivo era fare breccia in un pubblico abituato ai migliori film prodotti negli ultimi cinquant’anni. E, cosa ancora più difficile, cercare di conquistare i genitori, a volte più guardie del corpo che spettatori, facendoli divertire proprio come i più piccoli”.
    La storia è quella del simpatico cane milionario del titolo, che dopo aver vinto una colossale fortuna alla lotteria, si concede ogni tipo di vizio. Vive nel lusso più sfrenato e il suo patrimonio è amministrato dal buon Alberto, assistente personale che cerca di indirizzarlo verso scelte più “responsabili”.
    Un giorno un ricco uomo d’affari senza scrupoli, Montalban, promette a Pongo di farlo diventare una star. Come? Utilizzando la sua immagine per produrre una serie di gadget. Pongo e Alberto non accettano, ma Montalban non è il tipo di persona che si fa dire di no: decide così di rapirlo con l’aiuto di due scagnozzi da strapazzo. L’unico modo per mettere in salvo Pongo è nascondere la sua identità: comincia così un’appassionante fuga che farà scoprire a Pongo il mondo reale e il valore dell’amicizia.
    Nessuno qualche anno fa avrebbe immaginato che la mascotte di uno spot pubblicitario sarebbe diventato il protagonista di un film sul grande schermo, che in Spagna ha già avuto ottimi consensi.

    L’idea infatti venne ai due produttori Robert Fonollosa e Four Luck Banana durante la cerimonia dei Goya Awards: in quell’occasione Pongo era il testimonial della campagna pubblicitaria della lotteria che sponsorizza gli Oscar spagnoli. “Lo hanno fotografato con tutte le più grandi star della Spagna; sul palco, sembrava un attore tra gli attori! Così, dal giorno dopo, abbiamo cominciato a lavorare a questo progetto. Nessuno prima d’ora in Spagna aveva mai pensato di fare un film con un cane come protagonista. – spiegano – Con il vantaggio, in questo caso, che Pongo è un cane già conosciuto al grande pubblico spagnolo e che gode della fama di ottimo attore”.
    Chissà che non nasca una nuova stella a quattro zampe!

    Read more »
  • Italo barocco: la storia del cane Italo diventa un film

    Lo hanno definito il ‘Belle & Sebastien italiano’ per l’amicizia straordinaria che legherà un bambino a un cane randagio sfidando qualsiasi pregiudizio della piccola comunità in cui i due impavidi personaggi si ritroveranno a vivere quest’avventura. Il suo percorso che lo porterà in giro per il mondo , in attesa di un’uscita nella sale, è cominciato in Canada lo scorso aprile alla 32° edizione dell’International Film Festival for Youth di Vancouver.

    Si chiama Italo Barocco ed è l’opera prima della giovane regista Alessia Scarso. Nel cast Marco Bocci, nei panni di un affascinante sindaco vedovo, alle prese con una piccola città barocca siciliana terrorizzata dalla presenza dei cani randagi e con un figlio da crescere da solo. Al suo fianco Elena Radonichich, impacciata ed affascinante maestra, e Barbara Tabita, esuberante ed esplosiva consigliere comunale.

    Ma la vera star è lui, Tomak, il cane – attore che presta il volto a Italo: ha 8 anni e fa parte della Mp Dog Star di Massimo Perla, il più famoso addestratore di cani in Italia, ad accompagnarlo sul set Carolina Basile, una delle addestratrici della scuola romana. Non è la prima volta che la vita di Tomak incrocia quella del grande schermo – in passato era già apparso in altri film, con Verdone e Muccino – ma qui è alla sua prima volta da protagonista assoluto.

    Alla base una storia vera, quella di un cane randagio ribattezzato Italo, che dopo le iniziali diffidenze del paesino di Scicli, in Sicilia, riuscì a conquistare prima l’affetto di un bambino e poi quello di tutti gli abitanti del posto diventando una vera e propria star.
    Un racconto corale alimentato dagli intrecci e dalle vite quotidiane dei vari protagonisti, un film  “di sentimento” come lo ha definito lo stesso Bocci, “una commedia low budget che nonostante i costi ridotti ha delle potenzialità di scrittura enormi e puoi riuscire ad essere anche un film da botteghino”. Noi non possiamo che incrociare le dita e sperare che Italo barocco trovi al più presto una distribuzione.

    Read more »
  • ,

    Cuccioli – Il paese del vento: Avventure a quattro zampe

    Ama i libri, ha occhi profondi, pelliccia nera e un collare rosso. Il suo nome è Portatile, gli piace raccontare aneddoti e viaggiare, avventura è la sua parola d’ordine. Non gli piacciono lo sport e i pettegolezzi, ed è un appassionato di informatica e telefoni .
    Portatile è un saggio cagnolino, si chiama così perché quando era molto piccolo ha inghiottito un cellulare, che ogni tanto gli squilla ancora nella pancia.
    Insieme alla gattina Olly, il coniglietto Cilindro, la papera Diva, il pulcino Senzanome, il ranocchio Pio è uno dei protagonisti di Cuccioli – Il paese del vento, la nuova sfida cinematografica di Sergio e Francesco Manfio, gli ideatori della fortunata serie animata Cuccioli: 156 episodi in onda su Raidue che da quasi un decennio accompagnano il pubblico dei più piccoli.
    Arriva quasi quattro anni dopo la prima avventura cinematografica dei Cuccioli del Gruppo Alcuni – Cuccioli-Il Codice di Marco Polo top ten al box office italiano del 2010 – con ben 200 copie, un impegno distributivo riservato in genere solo ai titoli delle grandi produzione animate d’oltreoceano. Una miscela equilibrata di divertimento e impegno, nel tentativo di avvicinare anche il pubblico dei piccolissimi al tema delle energie rinnovabili.
    I Cuccioli abitano a Soffio, il Paese del vento, un villaggio dove tutto funziona grazie all’energia eolica fino a quando la perfida Maga Cornacchia non deciderà di impossessarsi della ‘Girandolona’, la girandola che genera il vento.
    Tra gag esilaranti, slapstick della migliore tradizione cartoonistica e macchine volanti che – seppur da lontano – strizzano l’occhio a quelle magiche di Hayao Miyazaki, le rocambolesche vicende dei sei protagonisti si snodano per ottanta minuti di risate, humour e storia durante i quali non mancano i momenti in cui il pubblico verrà invitato a partecipare attivamente alla visione. “Chi produce comunicazione per bambini – osserva Sergio Mangio – deve assumersi una responsabilità di tipo pedagogico. Abbiamo verificato che guardando un film durante il quale i protagonisti si rivolgono direttamente ai piccoli spettatori, chiedendo consigli o invitandoli a compiere delle azioni come battere le mani o cantare, la partecipazione dei bambini si fa più attiva e anche la loro postura cambia. Si attivano dei meccanismi di difesa nei confronti di ciò che si recepisce e credo che la partecipazione sia la chiave da sviluppare per evitare che alcuni contenuti passino in maniera subconscia. Un atteggiamento meno partecipativo rende questo passaggio più passivo”.
    Una storia che spesso, a detta dei suoi stessi registi, veicola temi di difficile comprensione (la contrapposizione energia pulita/energia inquinante), ma tessuta e orchestrata con il piglio e la saggezza dei grandi narratori di fiabe. Per di più in 3D stereoscopico: “Girare in 3D stereoscopico non era una sfida facile, dovevamo affrontare qualcosa che non conoscevamo, lavorare su una struttura più articolata rispetto a quella della serie e con un modo diverso di studiare le immagini. La stereoscopia dà infatti una maggiore sensazione di ritmo e movimento”. Un terzo capitolo? No, l’avventura dei cuccioli si conclude qui, ma in cantiere c’è già un’altra storia.

    Read more »
  • ,,

    Mr Peabody & Sherman: In viaggio nel tempo

    Il nuovo cartoon della DreamWorks punta sul rapporto padre-figlio per regalare al pubblico un’irresistibile avventura in perfetto equilibrio tra risate e buoni sentimenti.

    3stelleemezzo

    Mr Peabody & Sherman: sono loro le star (poco conosciute in Italia) del nuovo cartoon della DreamWorks in uscita nelle sale il 13 marzo. La loro storia? Arriva da lontano precisamente da Peabody’s Improbable History, frammento del Rocky and Bullwinkle Show, trasmissione cult americana di fine anni ‘50.
    Mr Peabody è un cane dalle doti eccezionali: fine intellettuale, premio Nobel, scienziato, ma anche musicista e inventore. E non solo: è anche il padre adottivo di Sherman, un simpatico bambino occhialuto abbandonato in fasce. Grazie alla portentosa invenzione del ‘tornaindietro’, padre e figlio viaggiano in epoche remote e affrontano mirabolanti avventure sfidando le leggi spazio-temporali.
    Diretto da Rob Minkoff (Stuart Litte, Il re leone), il film è un divertentissimo viaggio nella Storia, tra l’antico Egitto e la guerra di Troia, passando per il Rinascimento e la Rivoluzione francese. Lo spettatore rimane subito conquistato dalla galleria di esilaranti personaggi incontrati dai protagonisti, da una golosa Maria Antonietta che si ingozza di dolci a un bizzarro Leonardo Da Vinci alle prese con l’inquietante prototipo di un bambino.
    Il film corre su due binari, rivelandosi come un’opera per bambini solo ad uno sguardo superficiale: l’attenzione del pubblico adulto è catturata infatti non solo puntando sul fattore nostalgia, ma soprattutto infarcendo il film di battute sottili, allusioni e numerose citazioni (esilarante quella su Spartaco o il cammeo di Clinton), risultando un’opera divertente per tutte le età.
    Non manca l’attenzione ad aspetti più ‘seri’, vedi il tema dell’adozione e dell’intervento dei servizi sociali e il bullismo, così come la giusta dose di buoni sentimenti. Il tema centrale del film rimane infatti il rapporto padre-figlio, ma i toni sentimentali non scadono mai nell’eccesso di melassa.
    Il tono didattico di alcune parti, mutuato dalla serie originale, risulta smorzato dall’atmosfera generale, caratterizzata da un ritmo veloce e da battute e situazioni spassose.
    A fronte di una trama che non brilla per originalità, il valore del film è dato proprio dal ritmo e dalla giusta combinazione di humour (anche grottesco) e di una morale più profonda, in grado di conquistare il pubblico di grandi e piccini.

    Sara Tonarelli

    Read more »
  • ,

    Palm Dog Award: Oscar da ‘cani’

    Tempo di bilanci per una stagione cinematografica che con la consueta cerimonia degli Oscar si avvia verso la conclusione. Impossibile allora, non ricordare che anche l’universo canino ha il suo bel da fare con statuette, riconoscimenti e premi di ogni genere per eleggere il migliore del grande schermo. Così se a Oltreoceano ci sono i Golden Collar Award, nel vecchio continente tocca a Cannes con l’ormai consueto Palm Dog Award assegnare la ‘palma’ della migliore performance canina.
    Il premio, assegnato dalla critica internazionale durante il Festival di Cannes e fondato nel 2001 dal giornalista Toby Rose, non poteva non essere rappresentato da un collare di cuoio; evidente invece il gioco di parole tra Palm Dog e Palm d’Or.
    Un riconoscimento che in questi anni ha portato sulla Croisette centinaia di star a quattro zampe, per l’occasione coccolati, imbellettati e corteggiati da fotografi e giornalisti di mezzo mondo.
    Il primo a ricevere il Palm Dog Award fu nel 2001 il cane Otis per The Anniversary Party, a ritirare il premio ci andò la regista del film in persona, Jennifer Jason Leigh. Lo sconfitto si chiamava Delgado, del film Large.
    Curioso il caso di Moses, il cane disegnato a terra di Dogville che trionfò nel 2003, strappando il titolo di migliore all’avversario Bruno di Appuntamento a Belleville.
    L’anno dopo a salire sul carro dei vincitori fu l’intero cast canino del documentario di Jonathan Nossiter, Mondovino; primo ex-aequo invece nel 2007, quando il festival decise di premiare il cast corale del thailandese Mid Road Gang e Yuki di Persepolis.
    Il 2008 segnò la vittoria di Lucy per Wendy and Lucy, decretata per la prima volta all’unanimità e accompagnata da una menzione speciale della giuria per Molly (Il Mondo di Horten).
    A spuntarla l’anno dopo fu Dug, il cane protagonista del capolavoro firmato Pixar, Up, che ebbe la meglio sulla volpe parlante del controverso Antichrist di Lars von Trier e sul barboncino di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.
    Considerazione a parte merita Uggie, lo straordinario jack russell del film premio Oscar The Artist, che vinse la palma nel 2011. Fu l’inizio di una carriera da superstar: l’anno dopo Uggie sarebbe volato a Hollywood sfilando al Kodak Theatre per la notte degli Oscar insieme agli attori del film in carne e ossa, non prima di essersi guadagnato però una campagna su Facebook, ‘Consider Uggie’, affinché avesse una nomination. Nulla di fatto: il quadrupede in quell’occasione si dovette “accontentare” di lasciare le impronte (primo ed unico cane ad averlo fatto) sull’ Hollywood Walk of  Fame.
    In attesa di sapere chi trionferà quest’anno ecco la lista completa dei vincitori dal 2001 a oggi.

    2001
    Otis per The Anniversary Party

    2002
    Tähti “Hannibal” per The Man Without a Past

    2003
    Moses per Dogville

    2004
    I cani di Mondovino

    2005
    Bruno per The Cave of the Yellow Dog

    2006
    Mops per Marie Antoinette

    2007
    Ex-aequo:
    I cani di Mid Road Gang
    Yuki per Persepolis

    2008
    Lucy per Wendy and Lucy
    Premio Speciale della Giuria: Molly per O’ Horten

    2009
    Dug per Up

    2010
    Boss per Tamara Drewe
    Premio della Giuria: Vuk per Le Quattro Volte.

    2011
    Uggie per The Artist
    Premio Speciale della Giuria: Laika per Le Havre

    2012
    Banjo e Poppy per Sightseers
    Premio Speciale della Giuria: Billy Bob per Le Grand Soir

    2013
    Baby Boy per Dietro i candelabri

    Read more »
  • ,

    I 10 cani più famosi del cinema

    A volte si sente dire che un attore, non particolarmente bravo, recita da cani; ma cosa succede quando sono davvero loro a recitare?
    Il grande schermo è pieno di memorabili performance ‘canine’, gli amici a quattro zampe hanno accompagnato quasi cento anni di storia del cinema e i nomi, celebri o meno, non mancano.
    Non si può quindi non partire da Rin Tin Tin, arcinoto Pastore Tedesco protagonista di molti film e serie televisive; si dice che il cane fosse stato trovato da un soldato americano, Lee Duncan, in un canile francese bombardato e che fosse poi stato portato a Los Angeles e addestrato, finché il produttore cinematografico Darryl F. Zanuck non lo notò: il resto è storia.
    Della stessa razza era Strongheart addestrato in Germania come cane poliziotto, poi portato negli Stati Uniti dai registi Laurence Trimble e Jane Murfin, partecipando a diversi film come l’adattamento del 1925 di Zanna Bianca; peccato che gran parte dei lungometraggi successivi sia andata persa. 
    Ma è Lassie il Collie più famoso di sempre, nato dalla penna di Eric Knight nel 1938 e successivamente approdato sul grande schermo nel 1943 con Torna a casa Lassie!, in compagnia di Elizabeth Taylor e Roddy McDowallOltre ad incarnare tutti la figura del cane eroe, i tre sono per ora i soli ad avere persino una stella sull’ Hollywood Walk of Fame.
    Protagonista di una serie fortunata di pellicole è invece un San Bernardo: stiamo ovviamente parlando di Beethoven, un grosso e invadente combinaguai che però sa conquistare tutti con la simpatia. Passando all’animazione, sicuramente un posto d’onore lo occupano i Dalmata Pongo, Peggy e i loro cuccioli, star de La carica dei 101; un altro classico Disney celebra invece la storia d’amore tra la Cockerina Lilli e il meticcio Biagio, senza dimenticare però l’Alano più fifone dei cartoni animati, Scooby-Doo, che insieme al suo padrone Shaggy cerca di risolvere misteri… abbuffandosi il più possibile!

    Tornando al recente passato, The Artist ha fatto la fortuna non solo dei suoi attori umani ma anche del Jack Russell Uggie, talmente bravo da meritarsi  una campagna su Facebook, “Consider Uggie”, affinché avesse una nomination agli Oscar; il quadrupede si è però dovuto “accontentare” di lasciare le sue impronte (primo ed unico cane ad averlo fatto) sull’ Hollywood Walk of  Fame.
    Nessuno però ha dimostrato la fedeltà assoluta di Hachiko, un Akita talmente legato al suo proprietario da aspettarlo per dieci anni alla stazione di Shibuya, dove scendeva di ritorno dal lavoro, anche dopo la morte dell’uomo: un fatto talmente straordinario da guadagnarsi persino una statua, proprio nel punto esatto in cui Hachiko ha aspettato invano il suo padrone per anni. Infine, ma solo per ordine cronologico, ricordiamo anche il Cane dei Pirenei Belle, che insieme al suo padroncino Sebastien è il protagonista del recente Belle & Sebastien, oltre che dei cartoni che i trentenni italiani non possono non ricordare.

    Guido Curzio

    Read more »
  • ,

    Mr. Peabody e Sherman: Il cane è il miglior amico dell’uomo… o viceversa?

    Che i cani siano intelligenti è risaputo, ma che uno di essi sia addirittura uno scienziato ed inventore, vincitore di un Nobel oltre che medagliato Olimpico ed esperto gourmet, sembra un po’ esagerato. Questa invece è la perfetta descrizione di Mr. Peabody, che per non farsi mancare nulla adotta anche un bambino, Sherman, educandolo in maniera decisamente poco convenzionale grazie alla sua più grande invenzione, la WABAC, ovvero una macchina del tempo che permette al ragazzo di vivere davvero la Storia fino in fondo. Quando però Sherman usa il congegno per far colpo sulla sua compagna di classe Penny, portando il caos nei più importanti eventi storici, toccherà al genitore tirarlo fuori dai guai trovandosi di fronte alla sfida più importante della sua vita: la paternità non è infatti qualcosa che si può studiare scientificamente.
    La nuova animazione targata Dreamworks, Mr. Peabody e Sherman, distribuita nelle sale italiane dal prossimo 13 marzo, porta così sul grande schermo le avventure de L’improbabile storia di Peabody, il cartone animato prodotto da Jay Ward basandosi sui personaggi creati da Ted Key all’interno della celebre serie degli anni ’60, The Rocky and Bullwinkle Show. Al timone il regista de Il re leone, Rob Minkoff.

    “Mr. Peabody ha adottato Sherman e lo ha cresciuto nel miglior modo possibile. – spiega Minkoff –  Come con ogni famiglia però, le cose si complicano ed entrambi dovranno crescere ed imparare dalle loro esperienze e, infine, diventare una famiglia ancora migliore.”
    A dar voce al candido beagle ci pensa Ty Burrell anche se inizialmente, come rivela lo stesso regista, la star di Modern Family non è stata una scelta così scontata. “Ty è famoso e amato per la sua interpretazione di Phil Dunphy, che non è esattamente un pozzo di scienza; ma quando abbiamo messo insieme la sua performance e il personaggio di Peabody, è uscita fuori la sua vera personalità. Se ci pensate, Mr. Peabody e Sherman erano l’originale ‘Modern Family’ – scherza Minkoff  – Cosa c’è di più moderno di un cane come un genitore?”.
    Il figlio sullo schermo di Burrell è doppiato invece dal giovane Max Charles (The Amazing Spider – Man) che, come dice il produttore Alex Schwartz (Un ponte per Terabithia, Viaggio al centro della Terra), dona a Sherman un’autentica voce da ragazzino. “Max si esibisce con emozione, profondità , cuore ed umorismo – aggiunge il regista – non è facile trovare tutto questo in un giovane attore”.

    Dinamismo, intelligenza del personaggio e coraggio hanno reso difficile trovare una voce adatta a Penny, fino al provino di Ariel Winter, la figlia adolescente di Phil Dunphy in Modern Family. “È stata una grande coincidenza che siano venuti a lavorare insieme su Mr. Peabody & Sherman. – precisa Minkoff che all’inizio ignorava completamente il legame tra i due – Ariel dà a Penny un’ enorme energia; lei è un’ adolescente arguta ed ironica e, anche se Penny è più giovane (dell’attrice), Ariel le conferisce naturalezza e carattere”.
    Il cast si completa con altre voci famose come quelle di Mel Brooks, Stanley Tucci e Lake Bell, doppiatori rispettivamente di Einstein, Leonardo e Monna Lisa, personaggi che i due protagonisti incontrano durante le loro scorribande storiche. Il tutto arricchito dal 3D e dalle musiche di Danny Elfman, pluripremiato autore di colonne sonore per Tim Burton, Martin Scorsese e Gus Van Sant, solo per citarne alcuni.

    Guido Curzio

     

    Read more »
  • ,,,

    Belle & Sebastien: Amici inseparabili

    Nicolas Vanier allestisce una fiaba dolce e profonda, che tocca con leggerezza solo apparente i grandi temi dell’amicizia, del coraggio e del rapporto uomo-natura.

    3stelle

    Sebastien è un ragazzino orfano, cresciuto dal burbero César in un villaggio dei Pirenei. Il paese è sorvegliato dalle truppe naziste, convinte che gli abitanti aiutino gli ebrei a fuggire al di là del confine. Abituato a scorrazzare liberamente per la montagna, Sebastien stringe un’amicizia speciale con Belle, uno splendido pastore maremmano che al villaggio è soprannominato “la bestia”, perchè accusato di essere aggressivo e di fare strage tra le greggi. Sfidando i pregiudizi della gente, Sebastien dimostrerà a tutti la bontà e il coraggio dell’animale, che si rivelerà un aiuto fondamentale per una famiglia ebrea in fuga verso la Svizzera.
    Cimentandosi con un classico francese della letteratura per l’infanzia (una serie di romanzi scritti da Cécile Aubry e da lei stessa successivamente adattati per la televisione) e con la celeberrima serie animata che ha incantato la generazione nata negli anni ottanta, Nicolas Vanier dà vita ad un’opera che inserisce la ‘favola’ tradizionale in un nuovo contesto storico, quello della Seconda Guerra Mondiale, con riprese mozzafiato derivate dalla sua esperienza di documentarista.
    Il punto forte del film è infatti la splendida rappresentazione della natura che, lungi dall’essere semplice sfondo, si delinea come vera grande protagonista. La montagna, nella sua imponenza, diventa simbolo di una natura impetuosa e talvolta crudele, ostile quando si sfidano le sue regole, ma anche capace di regalare emozioni impareggiabili. Il rapporto uomo-natura si delinea come il tema principale di un film che, se rivela qualche limite nella ricostruzione storica sicuramente semplicistica (del resto è un prodotto principalmente dedicato ai ragazzi), non manca di coinvolgere ed emozionare.
    Il piccolo Félix Bossuet, al suo esordio sul grande schermo, si rivela un interprete convincente, rendendo credibile e toccante l’amicizia con Belle, che rimane il vero eroe del film.
    Belle & Sebastien è un film che intrattiene e commuove, emoziona e fa riflettere, e, facendo leva su temi universali quali lotta della purezza contro il pregiudizio, il coraggio e l’amicizia, conquista non solo i nostalgici, ma il pubblico di tutte le età.

    Sara Tonarelli

    Read more »
Back to Top