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    L’Argentina vince il Future Film Festival

    Si chiude con il trionfo dell’Argentina la XV edizione del Future Film Festival di Bologna (12/17 aprile), che anche quest’anno si è confermato un osservatorio irrinunciabile sul meglio delle nuove tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media.

    Il Platinum Grand Prize come migliore lungometraggio in concorso a Anima Buenos Aires, il film di María Verónica Ramírez che fonde ironia, tango ed emozione per raccontare l’anima nascosta della Capitale argentina, attraverso lo sguardo acuto dei più importanti artisti dell’animazione e della grafica del Paese.

    Quattro gli episodi che compongono il film – corrispondenti ciascuno ad un diverso punto di vista e ad un luogo peculiare della città -, realizzati con tecniche le più diverse, dall’animazione 2D al collage al fotomontaggio alla stop-motion: Anima Buenos Aires, come sottolinea la motivazione dei giurati, “propone con originalità l’immagine di un Paese ricco di idee fervide, sospeso tra umorismo e nostalgia e capace di proiettarsi oltre il difficile periodo di crisi socioeconomica. Nell’opera si legge la vitalità inventiva di diversi autori che, come in un mosaico, recuperano la struttura a episodi offrendo un esempio brillante di modello realizzativo che rappresenta uno stimolo per produttori e registi della scena internazionale“.

    Menzione speciale per un altro film di grande ricchezza figurativa, Consuming Spirits di Chris Sullivan, costato al suo autore 15 anni di lavoro e già applaudito dalla critica americana come uno straordinario esempio di animazione adulta. Un film – come spiega la motivazione della giuria – “complesso e terribile, che trasporta lo spettatore in un mondo angusto. La programmatica sgradevolezza di uno scenario senza scampo ci si offre come materia di sogno e poesia. Un’opera potente che non scende a compromessi“.

    Nel concorso Future Film Short riservato ai cortometraggi, sostenuto quest’anno da Rai.tv e Provincia di Bologna, la giuria composta dai giornalisti Andrea Fornasiero e Romano Garofalo e dall’animatore Andrew Spradbery ha premiato Cedric & Hope di Pierce Davison (Australia 2012), “per il monito contro gli integralismi religiosi e il confronto tra fede e progresso, coniugato con un’ottima tecnica in stop motion e un racconto originale dal gusto ironico che sconfina nel non-sense“.  Menzione speciale per Tears of Steel di Ian Hubert (Olanda 2012), “per l’ottima fattura degli effetti speciali e la qualità della recitazione, oltre che per  l’ironia con cui è demistificata con gusto pop l’ormai convenzionale ambientazione roboapocalittica“.
    Diversi i giudizi del “voto popolare” degli spettatori che in questi 6 giorni hanno affollato le sale del Cinema Lumière: il Primo premio del Pubblico è andato al giapponese Travelling Daru di Ushio Tazawa, mentre sul secondo gradino del podio salgono ex-aequo il francese Una Lagrima Furtiva di Carlo Vogele e Autor De Minuit e il tedesco Atlas di Aike Arndt.

    Il terzo concorso del FFF, quello del Premio Franco La Polla assegnato alla migliore tesi di laurea di argomento cinematografico degli anni 2010-2013, specificamente sui temi della fantascienza, del fantasy, dell’animazione e degli effetti visivi, ha visto affermarsi “UNCLE SAM WANTS… Bugs, Donald and Daffy – Il Cinema di animazione americano di propaganda e il secondo conflitto bellico” di Alessia Cecchet, “per l’originalità dell’argomento, la maturità con cui affronta il tema sotto il profilo metodologico e la ricchezza dei riferimenti bibliografici e filmografici“. Novità di quest’anno, Edizioni Arcoiris, in collaborazione con il Future Film Festival, pubblicherà la tesi nella neonata collana Nastri d’argento. Il Premio, con la supervisione di Susanna La Polla, è assegnato da una giuria composta da Silvia Albertazzi (Docente di Letteratura Inglese, Università di Bologna), Giacomo Manzoli (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Michele Fadda (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Leonardo Gandini (Docente di Storia del Cinema presso l’Università di Modena e Reggio-Emilia), Roy Menarini (Critico cinematografico e docente di Storia del Cinema presso l’Università di Udine), Massimiliano Spanu (Docente di Semiologia del Cinema e degli audiovisivi, Università di Trieste), Enrico Terrone (Docente di Storia e critica del Cinema presso l’Università del Piemonte Orientale, redattore di Segnocinema)

    Più che positivo il bilancio generale dell’edizione 2013, che – fedele al motto di quest’anno, “Tweet the Monster” – ha potuto contare su anteprime molto attese come il film di apertura Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe 3D, Monsters & Co. 3D, l’evento speciale di chiusura Le Streghe di Salem e il film di chiusura La Casa; ma anche su omaggi come quelli ai cinquant’anni di Calimero e ai Mostri Classici della Universal (protagonisti di una suggestiva mostra in Piazza del Nettuno). E ancora, un ricco programma di proposte fuori concorso, di Follie Notturne, e di Eventi Speciali per tutti i gusti e tutte le età.

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    La grande bellezza

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    LA GRANDE BELLEZZA
    GENERE: Drammatico
    ANNO: 2013
    USCITA: 21/05/2013
    DURATA: 150′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA
    : Paolo Sorrentino
    CAST: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi, Anna Della Rosa, Giovanna Vignola, Roberto Herlitzka, Massimo De Francovich, Giusi Merli, Giorgio Pasotti, Massimo Popolizio, Isabella Ferrari, Franco Graziosi, Sonia Gessner, Luca Marinelli
    DISTRIBUZIONE: Medusa Film
    TRAMA: Dame dell’alta società, parvenu, politici, criminali d’alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ci sono dentro tutti. E non ci fanno una bella figura. Jep Gambardella, 65 anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un’umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un’atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta.

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    In concorso al Festival di Cannes 2013

    LE FOTO

    TRAILER

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    Claudio Bisio, il Presidente pescatore

    Claudio Bisio è, per un caso paradossale, il Presidente della Repubblica nel nuovo film di Riccardo Milani, Benvenuto Presidente! Un ruolo impegnativo da rappresentare in un momento come questo del Paese, perfetto per il suo humor.

    Una storia molto ‘attuale’, è stato un peso interpretare questo ruolo?
    La prima volta me ne parlarono 3 anni fa Riccardo e Fabio. Nell’Italia di allora Monti era solo un professore universitario e Berlusconi aveva la maggioranza in Parlamento, e Grillo era un collega.
    Accettai con un po’ di paura: fare il Presidente, pur di fantasia, era comunque una responsabilità, Purtroppo per me però l’età c’era e così ho acettato con lo spirito di fare una farsa, una favola che poi diventa persino iper realistica, una commedia che toccasse certi temi e certe istituzioni, anche con irriverenza. Anche se quella del Quirinale è la più grande istituzione italiana.
    Non è che si sia cambiata la sceneggiatura per seguire quel che succedeva nel Paese, quanto piuttosto per distanziarsene. Qgni volta che si verificava qualcosa che avevamo previsto dovevamo cambiare tutto; come quando Napolitano ha dimesso Berlusconi per incaricare Monti. Poi abbiamo virato, ma alla fine ci è capitata tra capo e collo una realtà che non ci aspettavamo.
    E viceversa, visto che a Montecitorio non si aspettavano noi. Il fatto è che il film l’abbiamo girato in autunno e, dopo lo stop di Natale, era previsto che andassimo a lavorare negli ambienti della Camera, che doveva essere ancora chiusa per le ferie. Avevamo i permessi dal 3 al 6 gennaio, ma invece abbiamo trovato un gran movimento per le elezioni che si avvicinavano e Montecitorio pullulava di politici veri. Solo che non tutti erano stati avvertiti e quando vedevano le nostre comparse, supposti deputati ma perfetti sconosciuti a tutti, erano parecchio sconcertati.

    Molti han visto similitudini con il Movimento 5 Stelle e i ‘Grillini’, secondo te ce ne sono?
    Ho visto con curiosità le immagini dei tg, con tante facce nuove per la prima volta in Parlamento. Non mi sono ispirato a loro per Peppino, perché non esistevano ancora. E’ stata una delle casualità di cui parlavo. Altrimenti saremmo meglio di Nostradamus. Io non mi sono ispirato a loro né loro a noi, non avendo ovviamente visto il film. Se poi lo vorrete interpretare come pro o contro il grillismo, fate come volete, io posso solo presentarvi il film e dirvi che è questo qui.

    Il tuo Peppino al Quirinale fa mirabilie, ce ne vorrebbe uno anche nella realtà?
    Noi un ‘Peppino’ già ce l’abbiamo e, a parte gli scherzi, a volte davvero Napolitano sembra fare quello che fa lui e non sarebbe peregrino pensare a tenerlo lì, visto che molti gli chiedono di continuare, nonostante la sua età non glielo permetta.

    La satira oggi ha meno spunti o solo si è ammorbidita? In questo film ce n’è?
    Vedendo il film a me è venuto in mente il mio monologo di San Remo; Quella era satira o no? Ripensandoci sembrava un teaser del film  ripensando alle caricature dei politici non è strano che si sia parlato di Commedia dell’Arte del terzo millennio, rapportata all’oggi.
    Sul fatto che ci sia una tendenza a una satira più morbida non sono d’accordo. Non per insistere, ma mi sembra più interessante quel che facciamo nel film. Esagerare certe caratteristiche credo avrebbe reso tutto meno credibile, e forte. Trovo più profonda la maniera in cui abbiamo trattato l’argomento.
    Personalmente ho adorato i tre politici, sono personaggi scritti molto bene. Ed è un ulteriore merito di Milani, come tutto il film. Da spettatore dico che ha fatto un gran lavoro perché la storia poteva prendere una piega farsesca esagerata, da burletta, o troppo retorica. Invece lui ha mantenuto egregiamente un equilibrio tra i vari piani. A confermare ciò ci sono anche i politici, che non sono le solite macchiette né rappresentati tutti come ladri.

    Più che al Movimento 5 Stelle sembrate esservi ispirati a ‘Dave’…
    Mi fa sorridere che si possa pensare al grillisimo quando, come dicevamo, ai tempi della scrittura della sceneggiatura, 3 anni fa, di Grillo non si parlava così tanto. Io temevo semmai che ci potessero accusare di plagio per quel film. E non penso che nemmeno gli sceneggiatori americani conoscessero Grillo. In fondo l’idea di un uomo qualsiasi che viene da lontano non è nuova… Grillo non c’entra davvero nulla!

    Tanto placido il nostro Peppino, tranne che a letto… Chi l’avrebbe detto che apprezzasse il sesso violento..
    Doveva essere solo una semplice scena di ssesso. In sceneggiatura era solo scritto in una didascalia: “fanno l’amore”. Poi Riccardo ha iniziato a mettere di sottofondo la Joplin e ci ha chiesto che ci picchiassimo. Ho persino avuto un incidente, perché Kasia mi ha messo un dito nell’occhio. Ho avuto la visita fiscale a casa, ma sono stato contento perché mi faceva davvero male.

    Ti è piaciuto questo personaggio, si sente, ma tanto da farne un sequel?
    Peppino è una persona onesta, ma spratttutto è coerente, integro. Non ci sarà mai, ma in un mio personale sequel mi piacerebbe aspettare che Janis compia i 50 anni necessari per poter essere lei un prossimo Presidente. Se non è un personaggio positivo lei…

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    Far East Festival Goes Flying

    Anche nel 2013 il Far East Fest di Udine propone un gran cartellone, e con un Concorso di 57 titoli punta lo sguardo sul presente e sul futuro del nuovo cinema Made in Asia.

     

    Il Far East Film Festival di Udine compie 15 anni e, come il compagno Kim della pellicola-evento nordcoreana Comrade Kim Goes Flying, comincia a volare.
    Anzi: continua a volare.
    Continua a puntare lo sguardo sul presente e sul futuro del cinema asiatico offrendo una Competition 57 titoli che attingono alle migliori produzioni degli ultimi mesi (senza dimenticare 6 corti griffati Fresh Wave Hong Kong, 3 titoli di e con King Hu e la dedica a Mario O’Hara) e rendendo omaggio all’alfiere mondiale della cultura coreana: il grandissimo Kim Dong-ho.

    Ecco, raccontata in poche righe, la quindicesima edizione del FEFF. Ecco la finestra che si spalancherà, dal 19 al 27 aprile prossimi, sul lontano est. Ecco un festival che riconfermerà, con orgoglio, quello che ha sempre voluto essere: una festa del cinema. Un punto d’osservazione esclusivo e strategico sulle tendenze, gli stili e il mercato d’Oriente, nato per impavido azzardo nel 1998 (contando il numero zero della rassegna Hong Kong Film) e diventato una delle più massicce roccaforti occidentali del cinema asiatico.

    Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine, Singapore, Taiwan. Lasciando parlare i numeri: 2 anteprime mondiali, 15 anteprime internazionali, 19 anteprime europee. Ed entrare al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” (con i suoi 1.200 posti sempre gremiti) sarà, ancora una volta, come frequentare una sala di Tokyo, Manila o Seul.

    Vivere e morire… a Berlino

    Berlino, anni Duemila. Una città moderna, internazionale, ma imbevuta ancora nei colori di un passato indelebile, un passato da capitale divisa, sede di sottotrame spionistiche, di interrogatori, di sparatorie, di prigionie. Una capitale sotto sorveglianza che trasuda le atmosfere glaciali della Grande Guerra. Seppure il muro non ci sia più, quei 46 chilometri che dividevano le due Germanie e i cuori dei tedeschi, sembrano ora essersi trasformati nel confine che divide la Corea del Sud e la Corea del Nord

    Nella capitale tedesca, un agente speciale della Corea del Nord sta negoziando un traffico d’armi con un’organizzazione terrorista araba. A breve anche la CIA, il Mossad e soprattutto la Corea del Sud saranno implicati nella trama. E inizia una fuga fino all’ultimo respiro!

    Berlino è la città sfondo del grande ritorno di Ryoo Seung-wan – maestro coreano dell’action, applaudito a Udine con The Unjus nel 2010 – e The Berlin File è il titolo del suo ultimo film che aprirà, in anteprima europea, la quindicesima edizione del FEFF.

     

    Volare a Pyongyang

    Se la Berlino di oggi è noir, la vita al di là del 38° parallelo, nella capitale nordcoreana raccontata da Comrade Kim Goes Flying, sembra essere sgargiante di vita e di colori accesi. Il lavoro quotidiano alla miniera di carbone è una fabbrica di sorrisi e di canzoni popolari. La provincia è bella e gioviale ma è a Pyongyang, nella capitale, che la nostra eroina, giovane minatrice, coltiverà il suo sogno: diventare trapezista. Inizierà così la sua ascesa, dal carbone della terra al cielo del trapezio. Volando…

    Rarissimo esempio di coproduzione internazionale per un’industria, come quella nordcoreana, controllata dallo Stato, il film è un’esperienza visiva senza precedenti. Nel suo essere una favola (una favola che nulla, forse, ha a che fare con la vita reale del Paese), è indubbiamente un’altra prova di dialogo (così come lo è The Berlin File) tra le Coree e il resto del Mondo…

    Un popolo diviso

    Quello coreano è l’ultimo popolo diviso. Da più di mezzo secolo pronto alla guerra, con le sirene degli allarmi aerei che suonano – per prova, sì, ma suonano – due volte l’anno, e tutti devono trovare rifugio (come si vede anche in Castaway on the Moon).

    Una situazione di allerta continua, di democrazia sospesa, anche al Sud. National Security racconta la storia vera di Kim Geun-tae, noto attivista democratico, ed è il resoconto minuzioso del suo rapimento e delle torture subite in 22 giorni di prigionia durante il regime di Chun Doo-hwan nel 1985 (a tre anni di distanza dalle Olimpiadi di Seoul). Per i giovani coreani che ritrovano – e, in molti casi, apprendono soltanto ora – il significato di quel sacrificio, consumato in nome della democrazia contro la dittatura militare, il film, uscito nelle sale lo scorso novembre, ha lasciato un segno difficile da dimenticare.

    Potente, estremo, disturbante, National Security è scomodo soprattutto nella scelta frontale di mettere in scena i particolari delle tecniche di tortura. È un’opera di denuncia e, allo stesso tempo, una cronaca diretta, senza compromessi, senza pudori del limite assoluto a cui il sadismo e la volontà di esternazione del potere possono condurre un uomo, con determinazione, a produrre dolore fisico su un altro uomo.

    Presentato in anteprima mondiale al Festival di Busan lo scorso ottobre, davanti a un pubblico commosso e straziato, il film di Chung Ji-young usciva nelle sale a un mese di distanza dalle elezioni politiche che hanno poi decretato la vittoria alla guida del paese della signora Park Geun-hye, figlia del Generale Park Chung-hee, presidente/dittatore della Corea nel periodo precedente a quello raccontato dal film: dal 1963 al 1979.

    Nel suo discorso di insediamento la First Lady coreana ha parlato di una nuova era per la Corea, un’era fondata su tre elementi: la ripresa economica, la felicità dei cittadini e la rinascita della cultura. Forse i fantasmi dei precedenti regimi sono definitivamente finiti… ma solo la memoria, come sembra dire il film, permette di superare e, soprattutto, perdonare.

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  • Far East Festival 2013: pioggia di star

    Al Far East Festival 2013 di Udine, tanti film e grandi ospiti. Ecco la lista completa delle star attese alla manifestazione:

    CHINA
    LU Chuan (regista, The Last Supper)
    YANG  Shupeng (regista, An Inaccurate Memoir)
    QIN  Lan (attrice, The Last Supper)
    WANG Jing (regista, Feng Shui)

    HONG KONG
    Herman YAU (regista, Ip Man -The Final Fight)
    Erica LI (sceneggiatrice, Ip Man -The Final Fight)
    Happyheart  LI (regista, FreshWave/Flowers with Aphasia)
    MAN Uen-ching (regista, FreshWave/Such A Girl Like Me)
    Enoch Cheng (regista, Fresh Wave/Before Friday)
    Albert LEE (produttore, Emperor Motion Pictures)

    JAPAN
    HIGUCHI Shinji (regista, The Floating Castle)
    NAKAMURA Yoshihiro (regista, See you Tomorrow, Everyone)

    THE PHILIPPINES
    Chris MARTINEZ (regista, I Do Bidoo Bidoo)
    Eugene DOMINGO (attrice, I Do Bidoo Bidoo, Demons)

    SOUTH KOREA
    KIM Dong-ho (regista, Giuria)
    RYOO  Seung-wan (regista, The Berlin File)
    KANG Hye -jung (produttrice, The Berlin File)
    RYOO Seung-bum (attore, The Berlin File)
    YEH Ji-won (attrice, The Winter of the Year Was Warm)
    LEE Won-suk (regista, How To Use Guys With Secret Tips)
    KANG Yi-kwan (regista, Juvenile Offender)
    PARK Hoon-jung (regista, New World)
    HONG Hyo-sook (produttrice, Giuria)
    JUNG Sang-jin (produttore, National Security)

    TAIWAN
    HSIEH Chun-yi (regista, Apolitical Romance)

    THAILANDIA
    Nattawut “Baz” POONPIRIYA (regista, Countdown)
    Chookiat “Matthew” SAKVEERAKUL (regista, Home)
    Witwisit HIRANYAWONGKUL (attore, Home)

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  • Tutti i film del Far East Fest 2013

    Una lista tutta da scoprire, che i fortunati partecipanti al festival di Udine – giunto alla sua 15esima edizione – potranno godere in sala.
    Ecco i Magnifici 62 (+6), divisi per nazione e sezione (speciale):

    CHINA (10)
    An Inaccurate Memoir di YANG Shupeng (Italian Premiere)
    Beijing Flickers di ZHANG Yuan (Italian Premiere)
    Design of Death di GUAN Hu (European Premiere)
    Feng Shui di WANG Jing (European Premiere)
    Finding Mr. Right di XUE Xiaolu (International Festival Premiere)
    The Last Supper di LU Chuan (Italian Premiere)
    Lethal Hostage di CHENG Er (Italian Premiere – in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
    Lost in Thailand di XU Zheng, comedy, China 2012, European Premiere (in collaboration with CinemAsia Film Festival, Amsterdam)
    Million Dollar Crocodile di LIN Lisheng (European Premiere)
    Painted Skin: The Resurrection di Wuershan (Italian Premiere – in collaboration with Future Film Festival, Bologna)

    HONG KONG (7)
    The Bullet Vanishes di LO Chi-leung (European Premiere)
    Cold War di Longman LEUNG, Sunny LUK (European Premiere)
    The Guillotines di Andrew LAU, period-action, HK 2012, European Premiere)
    Ip Man – The Final Fight di Herman YAU (European Premiere)
    My Sassy Hubby di James YUEN (International Festival Premiere)
    Saving General Yang di Ronny YU (European Premiere)
    The Way We Dance di Adam Wong (International Festival Premiere)

    INDONESIA (1)
    Shackled di Upi (Italian Premiere)

    JAPAN (12)
    Angel Home di TSUTSUMI Yukihiko (World Premiere)
    The Complex di NAKATA Hideo (Italian Premiere)
    The Floating Castle di INUDO Isshin (European Premiere)
    G’mor Evian! di YAMAMOTO Toru (European Premiere)
    Girls for Keeps di FUKAGAWA Yoshihiro (European Premiere)
    I Have to Buy New Shoes di KITAGAWA Eriko (European Premiere)
    It’s Me, It’s Me di MIKI Satoshi (World Premiere)
    Key of Life di UCHIDA Kenji (Italian Premiere)
    Maruyama, The Middle Schooler di KUDO Kankuro (World Premiere)
    Rurouni Kenshin di OTOMO Keishi (Italian Premiere)
    See You Tomorrow, Everyone di NAKAMURA Yoshihiro (International Festival Premiere)
    A Story of Yonosuke di OKITA Shuichi (International Festival Premiere)

    MALAYSIA (1)
    Istanbul Here I Come di Bernard CHAULY (European Premiere)

    NORTH KOREA (BELGIUM-UK-NORTH KOREA) (1)
    Comrade Kim Goes Flying di KIM Gwang-hun, Nicholas BONNER, Anja DAELEMANS (Italian Premiere)

    THE PHILIPPINES (4)
    I Do Bidoo Bidoo di Chris MARTINEZ, musical, The Philippines 2012, European Premiere
    Mariposa in the Cage of the Night di Richard V. SOMES, thriller, The Philippines 2012, International Festival Premiere
    The Strangers di Lawrence A. FAJARDO, horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere
    Tiktik: The Aswang Chronicles di Erik MATTI, action-horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere

    SOUTH KOREA (12)
    All About My Wife di MIN Kyu-dong (Italian Premiere)
    The Berlin File di RYOO Seung-wan (European Premiere)
    EunGyo di JUNG Ji-woo (European Premiere)
    Ghost Sweepers di SHIN Jung-won (International Festival Premiere)
    How To Use Guys With Secret Tips di LEE Won-suk (International Festival Premiere)
    Jury di KIM Dong-ho
    Juvenile Offender di KANG Yi-kwan (Italian Premiere)
    National Security di CHUNG Ji-young (Italian Premiere)
    New World di PARK Hoon-jung (Italian Premiere)
    The Thieves di CHOI Dong-hoon (Italian Premiere)
    A Werewolf Boy di JO Sung-hee (European Premiere)
    The Winter of the Year Was Warm di David CHO (International Festival Premiere)

    TAIWAN (5)
    Apolitical Romance di HSIEH Chun-yi
    GF*BF di YANG Ya-che (in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
    Forever Love di SHIAO Li-shiou e KITAMURA Toyoharu (European Premiere)
    Touch of the Light di CHANG Jung-chi (Italian Premiere)
    Will You Still Love Me Tomorrow? di Arvin CHEN (in collaboration with Torino GLBT Film Festival)

    THAILANDIA (5)
    9-9-81 di AAVV (International Festival Premiere)
    Countdown di Nattawut “Baz” POONPIRIYA (International Festival Premiere)
    The Gangster di Kongkiat KHOMSIRI (European Premiere)
    Home di Chookiat “Matthew” SAKVEERAKUL (European Premiere)
    Long Weekend di Taweewat WANTHA (International Festival Premiere)

    Special Sections

    KING HU IN HIS OWN WORDS – SPECIAL SECTION
    My Lucky Star di HO Meng-hua (1963)
    Raining in the Mountain di King HU (1979)
    A Touch Of Zen di King HU (1971)

    THE QUIET MAN PASSES – REMEMBERING MARIO O’HARA
    Demons, Mario O’Hara, The Philippines 2000

    FRESH WAVE SHORTS (HONG KONG)
    Before Friday di Enoch CHENG
    Dong di Li Yushan
    Flowers With Aphasia di Happyheart LI
    God Bless All Parents di LAU Wing-tai
    Heartbeat 48 di Leo LAM
    Such A Girl Like Me di MAN Uen-ching

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    Pedro Almodòvar, Gli amanti passeggeri? Un ritorno alle origini

    Sesso, amore, risate e morte per esorcizzare la crisi e soprattutto per tornare alle proprie origini. Così Pedro Almodòvar presenta Gli amanti passeggeri che, dopo aver sbancato al botteghino spagnolo, si prepara a prendere d’assalto le sale italiane, ben 300.  “Avevo voglia di tornare ai toni dei miei film dei primi anni ’80, volevo evocare quel tono. Gli amanti passeggeri è in fondo un tributo a quel decennio che per la Spagna ha rappresentato un periodo molto importante, una vera esplosione della democrazia”.

    E’ tornato alla commedia dopo tanti anni. Cosa l’ha spinta a farlo?
    Ho un contatto diretto con la gente e l’unico sport che pratico è passeggiare per le strade di Madrid dove molta gente mi chiede informazioni sui miei film e spesso la frase ricorrente è: “Quando ci fai la prossimo commedia?”. È una domanda che mi è rimasta nel cuore, ma avevo comunque molta volgia di tornare alla commedia e quando ho avuto la sceneggiatura ho dato il benvenuto a questa possibilità.  Avevo voglia poi di tornare ai toni dei miei film dei primi anni ’80, volevo evocare quel tono. Gli amanti passeggeri è in fondo un tributo a quel decennio che per la Spagna ha rappresentato un periodo molto importante, una vera esplosione della democrazia.

    Questo film è una presa in giro di certi trash movies o è semplicemente una collezione di tutte quelle notiziole che circolano su ciò che succede sugli aerei?
    Non so cosa succeda esattamente sugli aerei, nè ho mai avuto esperienze estreme su un aereo. In questo film volevo solo riunire un gran gruppo di gente in un luogo ristretto, chiuso da cui non si potesse uscire e sottoporli a una grande tensione. L’unico modo per potersi divertire e lottare contro la paura e l’incertezza era l’uso della parola ed è questo il vero spettacolo, che esorcizza la paura. Sull’areo tutti gli schermi sono neri, vuoti quasi a voler recuperare la funzione primaria della parola: cioè tornare a usarla per creare una relazione tra le persone.

    Con chi vorrebbe viaggiare? Con un capitano come il suo o con uno come il Denzel Washington di Flight?
    Non ho visto Flight ma credo che sceglierei il mio comandante, perché è un uomo di grande competenza che sa gestire sia le emergenze umane sia quelle tecniche.

    Lei stesso ha dichiarato che il film è un tributo alle sue commedie dei primi anni ’80. Come vive il ricordo di quell’epoca nella Spagna di oggi? Ha nostalgia?
    La situazione spagnola attuale è la peggiore dall’inizio della democrazia. Non sono un nostalgico, ma ricordo bene quell’esplosione di libertà degli anni ’80 e mi manca molto, manca molto a tutti noi.

    Se negli anni ’80 il sesso e l’amore servivano per usicre dalla dittatura, oggi potrebbero servire a usicre dalla crisi?
    Per me sesso e l’amore sono sempre stati un modo per celebrare qualcosa che ci è stato dato dalla natura e che nessuno ci può togliere, una festa. Nel film questa catarsi erotica dei personaggi mi sembrava il modo migliore per accomiatarsi dalla vita; l’amore non fa mai male, amare l’altro significa mettersi nei suoi panni, compiacerlo e aiutarlo, quindi potremmo ipotizzare in questo caso che il governo spagnolo si innamori del proprio popolo. Il sesso per superare la crisi? Il sesso in sé è buono ma non so se abbia un rapporto diretto con il poter creare leggi anche se in un governo innamorato del proprio popolo potremmo immaginare dei politici che aspirano a scoparsi sempre i propri elettori, una sorta di governo ninfomaniaco.

    Gli amanti passeggeri è stato letto come una metafora dell’ attuale situazione spagnola. Cosa pensa delle recenti elezioni politiche italiane?
    Ogni giorno di più questo film è sicuramente metafora di questo viaggio senza destinazione: l’ atteraggio forzato, il pericolo incombente lo rendono assoluta metafora della Spagna di oggi. Ma il film è una commedia e tutti si salvano, nella realtà invece non sappiamo come atterreremo e se ci salveremo, non sappiamo chi ci guiderà in questo atterraggio.
    Vivo una situazione di completa incertezza come tutti; non vivo in Italia e non mi azzardo a dare opinioni. Certo vedo che c’é stata una reazione forte dei cittadini ai tagli alle spese, questo dimostra che le scelte attuate fino ad ora sono opposte a quello che il popolo vorrebbe. La parola più  ricorrente sul risultato elettorale italiano è ‘ingovernabilità’; temo che oggi in Spagna, pur non avendo una figura simile a quella di Grillo, il risultato sarebbe piuttosto simile, frammentario e scomparirebbe il bipartitismo.

    La morte è un altro tema ricorrente della sua filmografia. Cosa l’affascina?
    Mi piacerebbe avere fede, credo che sia un dono che ricevi o non ricevi e io non l’ho ricevuta in dono. Per questo la temo, ne presi coscienza dal momento della morte di mia madre, è una cosa che non riesco a comprendere nè ad accettare e credo che questo sia un problema nella mia vita. Penso sia è l’elemento eterno della storia e della narrazione in generale.

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    Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe

    Hansel & Gretel

    HANSEL & GRETEL – CACCIATORI DI STREGHE

    (Hansel and Gretel Witch Hunters – 3D)
    GENERE: Horror, Fantasy
    ANNO: 2013
    USCITA: 01/05/2013
    DURATA: 88′
    NAZIONALITA‘: Germania, Usa
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures
    REGIA: Tommy Wirkola
    CAST: Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare, Zoe Bell, Derek Mears, Thomas Mann, Ingrid Bolsø Berdal, Pihla Viitala, Thomas Scharff
    TRAMA: Hansel e Gretel sono due cacciatori di taglie, specializzati nell’inseguire, rintracciare e uccidere streghe in tutto il mondo. All’avvicinarsi della mitica Luna di Sangue i due fratelli dovranno confrontarsi con una inattesa manifestazione del Male, e con dei segreti provenienti dal loro passato.

    RECENSIONE: L’immondo delle fiabe
    VOTO: 2

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    Tutto parla di te

    Locandina italiana

    TUTTO PARLA DI TE
    GENERE:
    Drammatico
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 83′
    NAZIONALITA‘: Svizzera, Italia
    REGIA: Alina Marazzi
    CAST: Charlotte Rampling, Elena Radonicich, Maria Grazia Mandruzzato, Valerio Binasco, Alice Torriani, Marta Lina Comerio
    DISTRIBUZIONE: Bim
    TRAMA: Pauline ritorna a Torino dopo molti anni decisa a fare i conti con il suo passato. Le sue ricerche sulla depressione post partum la portano ad incontrare Emma, una giovane ballerina in crisi dopo la nascita del figlio. La complicità tra le due donne permetterà a Pauline di fare i conti con un suo tragico segreto e a Emma di ritrovare se stessa anche nella maternità.
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    Presentato al Festival di Roma 2012 – Cinema XXI

    RECENSIONE: Madri
    VOTO: 3

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