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    Far East Festival Goes Flying

    Anche nel 2013 il Far East Fest di Udine propone un gran cartellone, e con un Concorso di 57 titoli punta lo sguardo sul presente e sul futuro del nuovo cinema Made in Asia.

     

    Il Far East Film Festival di Udine compie 15 anni e, come il compagno Kim della pellicola-evento nordcoreana Comrade Kim Goes Flying, comincia a volare.
    Anzi: continua a volare.
    Continua a puntare lo sguardo sul presente e sul futuro del cinema asiatico offrendo una Competition 57 titoli che attingono alle migliori produzioni degli ultimi mesi (senza dimenticare 6 corti griffati Fresh Wave Hong Kong, 3 titoli di e con King Hu e la dedica a Mario O’Hara) e rendendo omaggio all’alfiere mondiale della cultura coreana: il grandissimo Kim Dong-ho.

    Ecco, raccontata in poche righe, la quindicesima edizione del FEFF. Ecco la finestra che si spalancherà, dal 19 al 27 aprile prossimi, sul lontano est. Ecco un festival che riconfermerà, con orgoglio, quello che ha sempre voluto essere: una festa del cinema. Un punto d’osservazione esclusivo e strategico sulle tendenze, gli stili e il mercato d’Oriente, nato per impavido azzardo nel 1998 (contando il numero zero della rassegna Hong Kong Film) e diventato una delle più massicce roccaforti occidentali del cinema asiatico.

    Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine, Singapore, Taiwan. Lasciando parlare i numeri: 2 anteprime mondiali, 15 anteprime internazionali, 19 anteprime europee. Ed entrare al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” (con i suoi 1.200 posti sempre gremiti) sarà, ancora una volta, come frequentare una sala di Tokyo, Manila o Seul.

    Vivere e morire… a Berlino

    Berlino, anni Duemila. Una città moderna, internazionale, ma imbevuta ancora nei colori di un passato indelebile, un passato da capitale divisa, sede di sottotrame spionistiche, di interrogatori, di sparatorie, di prigionie. Una capitale sotto sorveglianza che trasuda le atmosfere glaciali della Grande Guerra. Seppure il muro non ci sia più, quei 46 chilometri che dividevano le due Germanie e i cuori dei tedeschi, sembrano ora essersi trasformati nel confine che divide la Corea del Sud e la Corea del Nord

    Nella capitale tedesca, un agente speciale della Corea del Nord sta negoziando un traffico d’armi con un’organizzazione terrorista araba. A breve anche la CIA, il Mossad e soprattutto la Corea del Sud saranno implicati nella trama. E inizia una fuga fino all’ultimo respiro!

    Berlino è la città sfondo del grande ritorno di Ryoo Seung-wan – maestro coreano dell’action, applaudito a Udine con The Unjus nel 2010 – e The Berlin File è il titolo del suo ultimo film che aprirà, in anteprima europea, la quindicesima edizione del FEFF.

     

    Volare a Pyongyang

    Se la Berlino di oggi è noir, la vita al di là del 38° parallelo, nella capitale nordcoreana raccontata da Comrade Kim Goes Flying, sembra essere sgargiante di vita e di colori accesi. Il lavoro quotidiano alla miniera di carbone è una fabbrica di sorrisi e di canzoni popolari. La provincia è bella e gioviale ma è a Pyongyang, nella capitale, che la nostra eroina, giovane minatrice, coltiverà il suo sogno: diventare trapezista. Inizierà così la sua ascesa, dal carbone della terra al cielo del trapezio. Volando…

    Rarissimo esempio di coproduzione internazionale per un’industria, come quella nordcoreana, controllata dallo Stato, il film è un’esperienza visiva senza precedenti. Nel suo essere una favola (una favola che nulla, forse, ha a che fare con la vita reale del Paese), è indubbiamente un’altra prova di dialogo (così come lo è The Berlin File) tra le Coree e il resto del Mondo…

    Un popolo diviso

    Quello coreano è l’ultimo popolo diviso. Da più di mezzo secolo pronto alla guerra, con le sirene degli allarmi aerei che suonano – per prova, sì, ma suonano – due volte l’anno, e tutti devono trovare rifugio (come si vede anche in Castaway on the Moon).

    Una situazione di allerta continua, di democrazia sospesa, anche al Sud. National Security racconta la storia vera di Kim Geun-tae, noto attivista democratico, ed è il resoconto minuzioso del suo rapimento e delle torture subite in 22 giorni di prigionia durante il regime di Chun Doo-hwan nel 1985 (a tre anni di distanza dalle Olimpiadi di Seoul). Per i giovani coreani che ritrovano – e, in molti casi, apprendono soltanto ora – il significato di quel sacrificio, consumato in nome della democrazia contro la dittatura militare, il film, uscito nelle sale lo scorso novembre, ha lasciato un segno difficile da dimenticare.

    Potente, estremo, disturbante, National Security è scomodo soprattutto nella scelta frontale di mettere in scena i particolari delle tecniche di tortura. È un’opera di denuncia e, allo stesso tempo, una cronaca diretta, senza compromessi, senza pudori del limite assoluto a cui il sadismo e la volontà di esternazione del potere possono condurre un uomo, con determinazione, a produrre dolore fisico su un altro uomo.

    Presentato in anteprima mondiale al Festival di Busan lo scorso ottobre, davanti a un pubblico commosso e straziato, il film di Chung Ji-young usciva nelle sale a un mese di distanza dalle elezioni politiche che hanno poi decretato la vittoria alla guida del paese della signora Park Geun-hye, figlia del Generale Park Chung-hee, presidente/dittatore della Corea nel periodo precedente a quello raccontato dal film: dal 1963 al 1979.

    Nel suo discorso di insediamento la First Lady coreana ha parlato di una nuova era per la Corea, un’era fondata su tre elementi: la ripresa economica, la felicità dei cittadini e la rinascita della cultura. Forse i fantasmi dei precedenti regimi sono definitivamente finiti… ma solo la memoria, come sembra dire il film, permette di superare e, soprattutto, perdonare.

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  • Far East Festival 2013: pioggia di star

    Al Far East Festival 2013 di Udine, tanti film e grandi ospiti. Ecco la lista completa delle star attese alla manifestazione:

    CHINA
    LU Chuan (regista, The Last Supper)
    YANG  Shupeng (regista, An Inaccurate Memoir)
    QIN  Lan (attrice, The Last Supper)
    WANG Jing (regista, Feng Shui)

    HONG KONG
    Herman YAU (regista, Ip Man -The Final Fight)
    Erica LI (sceneggiatrice, Ip Man -The Final Fight)
    Happyheart  LI (regista, FreshWave/Flowers with Aphasia)
    MAN Uen-ching (regista, FreshWave/Such A Girl Like Me)
    Enoch Cheng (regista, Fresh Wave/Before Friday)
    Albert LEE (produttore, Emperor Motion Pictures)

    JAPAN
    HIGUCHI Shinji (regista, The Floating Castle)
    NAKAMURA Yoshihiro (regista, See you Tomorrow, Everyone)

    THE PHILIPPINES
    Chris MARTINEZ (regista, I Do Bidoo Bidoo)
    Eugene DOMINGO (attrice, I Do Bidoo Bidoo, Demons)

    SOUTH KOREA
    KIM Dong-ho (regista, Giuria)
    RYOO  Seung-wan (regista, The Berlin File)
    KANG Hye -jung (produttrice, The Berlin File)
    RYOO Seung-bum (attore, The Berlin File)
    YEH Ji-won (attrice, The Winter of the Year Was Warm)
    LEE Won-suk (regista, How To Use Guys With Secret Tips)
    KANG Yi-kwan (regista, Juvenile Offender)
    PARK Hoon-jung (regista, New World)
    HONG Hyo-sook (produttrice, Giuria)
    JUNG Sang-jin (produttore, National Security)

    TAIWAN
    HSIEH Chun-yi (regista, Apolitical Romance)

    THAILANDIA
    Nattawut “Baz” POONPIRIYA (regista, Countdown)
    Chookiat “Matthew” SAKVEERAKUL (regista, Home)
    Witwisit HIRANYAWONGKUL (attore, Home)

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  • Tutti i film del Far East Fest 2013

    Una lista tutta da scoprire, che i fortunati partecipanti al festival di Udine – giunto alla sua 15esima edizione – potranno godere in sala.
    Ecco i Magnifici 62 (+6), divisi per nazione e sezione (speciale):

    CHINA (10)
    An Inaccurate Memoir di YANG Shupeng (Italian Premiere)
    Beijing Flickers di ZHANG Yuan (Italian Premiere)
    Design of Death di GUAN Hu (European Premiere)
    Feng Shui di WANG Jing (European Premiere)
    Finding Mr. Right di XUE Xiaolu (International Festival Premiere)
    The Last Supper di LU Chuan (Italian Premiere)
    Lethal Hostage di CHENG Er (Italian Premiere – in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
    Lost in Thailand di XU Zheng, comedy, China 2012, European Premiere (in collaboration with CinemAsia Film Festival, Amsterdam)
    Million Dollar Crocodile di LIN Lisheng (European Premiere)
    Painted Skin: The Resurrection di Wuershan (Italian Premiere – in collaboration with Future Film Festival, Bologna)

    HONG KONG (7)
    The Bullet Vanishes di LO Chi-leung (European Premiere)
    Cold War di Longman LEUNG, Sunny LUK (European Premiere)
    The Guillotines di Andrew LAU, period-action, HK 2012, European Premiere)
    Ip Man – The Final Fight di Herman YAU (European Premiere)
    My Sassy Hubby di James YUEN (International Festival Premiere)
    Saving General Yang di Ronny YU (European Premiere)
    The Way We Dance di Adam Wong (International Festival Premiere)

    INDONESIA (1)
    Shackled di Upi (Italian Premiere)

    JAPAN (12)
    Angel Home di TSUTSUMI Yukihiko (World Premiere)
    The Complex di NAKATA Hideo (Italian Premiere)
    The Floating Castle di INUDO Isshin (European Premiere)
    G’mor Evian! di YAMAMOTO Toru (European Premiere)
    Girls for Keeps di FUKAGAWA Yoshihiro (European Premiere)
    I Have to Buy New Shoes di KITAGAWA Eriko (European Premiere)
    It’s Me, It’s Me di MIKI Satoshi (World Premiere)
    Key of Life di UCHIDA Kenji (Italian Premiere)
    Maruyama, The Middle Schooler di KUDO Kankuro (World Premiere)
    Rurouni Kenshin di OTOMO Keishi (Italian Premiere)
    See You Tomorrow, Everyone di NAKAMURA Yoshihiro (International Festival Premiere)
    A Story of Yonosuke di OKITA Shuichi (International Festival Premiere)

    MALAYSIA (1)
    Istanbul Here I Come di Bernard CHAULY (European Premiere)

    NORTH KOREA (BELGIUM-UK-NORTH KOREA) (1)
    Comrade Kim Goes Flying di KIM Gwang-hun, Nicholas BONNER, Anja DAELEMANS (Italian Premiere)

    THE PHILIPPINES (4)
    I Do Bidoo Bidoo di Chris MARTINEZ, musical, The Philippines 2012, European Premiere
    Mariposa in the Cage of the Night di Richard V. SOMES, thriller, The Philippines 2012, International Festival Premiere
    The Strangers di Lawrence A. FAJARDO, horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere
    Tiktik: The Aswang Chronicles di Erik MATTI, action-horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere

    SOUTH KOREA (12)
    All About My Wife di MIN Kyu-dong (Italian Premiere)
    The Berlin File di RYOO Seung-wan (European Premiere)
    EunGyo di JUNG Ji-woo (European Premiere)
    Ghost Sweepers di SHIN Jung-won (International Festival Premiere)
    How To Use Guys With Secret Tips di LEE Won-suk (International Festival Premiere)
    Jury di KIM Dong-ho
    Juvenile Offender di KANG Yi-kwan (Italian Premiere)
    National Security di CHUNG Ji-young (Italian Premiere)
    New World di PARK Hoon-jung (Italian Premiere)
    The Thieves di CHOI Dong-hoon (Italian Premiere)
    A Werewolf Boy di JO Sung-hee (European Premiere)
    The Winter of the Year Was Warm di David CHO (International Festival Premiere)

    TAIWAN (5)
    Apolitical Romance di HSIEH Chun-yi
    GF*BF di YANG Ya-che (in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
    Forever Love di SHIAO Li-shiou e KITAMURA Toyoharu (European Premiere)
    Touch of the Light di CHANG Jung-chi (Italian Premiere)
    Will You Still Love Me Tomorrow? di Arvin CHEN (in collaboration with Torino GLBT Film Festival)

    THAILANDIA (5)
    9-9-81 di AAVV (International Festival Premiere)
    Countdown di Nattawut “Baz” POONPIRIYA (International Festival Premiere)
    The Gangster di Kongkiat KHOMSIRI (European Premiere)
    Home di Chookiat “Matthew” SAKVEERAKUL (European Premiere)
    Long Weekend di Taweewat WANTHA (International Festival Premiere)

    Special Sections

    KING HU IN HIS OWN WORDS – SPECIAL SECTION
    My Lucky Star di HO Meng-hua (1963)
    Raining in the Mountain di King HU (1979)
    A Touch Of Zen di King HU (1971)

    THE QUIET MAN PASSES – REMEMBERING MARIO O’HARA
    Demons, Mario O’Hara, The Philippines 2000

    FRESH WAVE SHORTS (HONG KONG)
    Before Friday di Enoch CHENG
    Dong di Li Yushan
    Flowers With Aphasia di Happyheart LI
    God Bless All Parents di LAU Wing-tai
    Heartbeat 48 di Leo LAM
    Such A Girl Like Me di MAN Uen-ching

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    Pedro Almodòvar, Gli amanti passeggeri? Un ritorno alle origini

    Sesso, amore, risate e morte per esorcizzare la crisi e soprattutto per tornare alle proprie origini. Così Pedro Almodòvar presenta Gli amanti passeggeri che, dopo aver sbancato al botteghino spagnolo, si prepara a prendere d’assalto le sale italiane, ben 300.  “Avevo voglia di tornare ai toni dei miei film dei primi anni ’80, volevo evocare quel tono. Gli amanti passeggeri è in fondo un tributo a quel decennio che per la Spagna ha rappresentato un periodo molto importante, una vera esplosione della democrazia”.

    E’ tornato alla commedia dopo tanti anni. Cosa l’ha spinta a farlo?
    Ho un contatto diretto con la gente e l’unico sport che pratico è passeggiare per le strade di Madrid dove molta gente mi chiede informazioni sui miei film e spesso la frase ricorrente è: “Quando ci fai la prossimo commedia?”. È una domanda che mi è rimasta nel cuore, ma avevo comunque molta volgia di tornare alla commedia e quando ho avuto la sceneggiatura ho dato il benvenuto a questa possibilità.  Avevo voglia poi di tornare ai toni dei miei film dei primi anni ’80, volevo evocare quel tono. Gli amanti passeggeri è in fondo un tributo a quel decennio che per la Spagna ha rappresentato un periodo molto importante, una vera esplosione della democrazia.

    Questo film è una presa in giro di certi trash movies o è semplicemente una collezione di tutte quelle notiziole che circolano su ciò che succede sugli aerei?
    Non so cosa succeda esattamente sugli aerei, nè ho mai avuto esperienze estreme su un aereo. In questo film volevo solo riunire un gran gruppo di gente in un luogo ristretto, chiuso da cui non si potesse uscire e sottoporli a una grande tensione. L’unico modo per potersi divertire e lottare contro la paura e l’incertezza era l’uso della parola ed è questo il vero spettacolo, che esorcizza la paura. Sull’areo tutti gli schermi sono neri, vuoti quasi a voler recuperare la funzione primaria della parola: cioè tornare a usarla per creare una relazione tra le persone.

    Con chi vorrebbe viaggiare? Con un capitano come il suo o con uno come il Denzel Washington di Flight?
    Non ho visto Flight ma credo che sceglierei il mio comandante, perché è un uomo di grande competenza che sa gestire sia le emergenze umane sia quelle tecniche.

    Lei stesso ha dichiarato che il film è un tributo alle sue commedie dei primi anni ’80. Come vive il ricordo di quell’epoca nella Spagna di oggi? Ha nostalgia?
    La situazione spagnola attuale è la peggiore dall’inizio della democrazia. Non sono un nostalgico, ma ricordo bene quell’esplosione di libertà degli anni ’80 e mi manca molto, manca molto a tutti noi.

    Se negli anni ’80 il sesso e l’amore servivano per usicre dalla dittatura, oggi potrebbero servire a usicre dalla crisi?
    Per me sesso e l’amore sono sempre stati un modo per celebrare qualcosa che ci è stato dato dalla natura e che nessuno ci può togliere, una festa. Nel film questa catarsi erotica dei personaggi mi sembrava il modo migliore per accomiatarsi dalla vita; l’amore non fa mai male, amare l’altro significa mettersi nei suoi panni, compiacerlo e aiutarlo, quindi potremmo ipotizzare in questo caso che il governo spagnolo si innamori del proprio popolo. Il sesso per superare la crisi? Il sesso in sé è buono ma non so se abbia un rapporto diretto con il poter creare leggi anche se in un governo innamorato del proprio popolo potremmo immaginare dei politici che aspirano a scoparsi sempre i propri elettori, una sorta di governo ninfomaniaco.

    Gli amanti passeggeri è stato letto come una metafora dell’ attuale situazione spagnola. Cosa pensa delle recenti elezioni politiche italiane?
    Ogni giorno di più questo film è sicuramente metafora di questo viaggio senza destinazione: l’ atteraggio forzato, il pericolo incombente lo rendono assoluta metafora della Spagna di oggi. Ma il film è una commedia e tutti si salvano, nella realtà invece non sappiamo come atterreremo e se ci salveremo, non sappiamo chi ci guiderà in questo atterraggio.
    Vivo una situazione di completa incertezza come tutti; non vivo in Italia e non mi azzardo a dare opinioni. Certo vedo che c’é stata una reazione forte dei cittadini ai tagli alle spese, questo dimostra che le scelte attuate fino ad ora sono opposte a quello che il popolo vorrebbe. La parola più  ricorrente sul risultato elettorale italiano è ‘ingovernabilità’; temo che oggi in Spagna, pur non avendo una figura simile a quella di Grillo, il risultato sarebbe piuttosto simile, frammentario e scomparirebbe il bipartitismo.

    La morte è un altro tema ricorrente della sua filmografia. Cosa l’affascina?
    Mi piacerebbe avere fede, credo che sia un dono che ricevi o non ricevi e io non l’ho ricevuta in dono. Per questo la temo, ne presi coscienza dal momento della morte di mia madre, è una cosa che non riesco a comprendere nè ad accettare e credo che questo sia un problema nella mia vita. Penso sia è l’elemento eterno della storia e della narrazione in generale.

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    Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe

    Hansel & Gretel

    HANSEL & GRETEL – CACCIATORI DI STREGHE

    (Hansel and Gretel Witch Hunters – 3D)
    GENERE: Horror, Fantasy
    ANNO: 2013
    USCITA: 01/05/2013
    DURATA: 88′
    NAZIONALITA‘: Germania, Usa
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures
    REGIA: Tommy Wirkola
    CAST: Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare, Zoe Bell, Derek Mears, Thomas Mann, Ingrid Bolsø Berdal, Pihla Viitala, Thomas Scharff
    TRAMA: Hansel e Gretel sono due cacciatori di taglie, specializzati nell’inseguire, rintracciare e uccidere streghe in tutto il mondo. All’avvicinarsi della mitica Luna di Sangue i due fratelli dovranno confrontarsi con una inattesa manifestazione del Male, e con dei segreti provenienti dal loro passato.

    RECENSIONE: L’immondo delle fiabe
    VOTO: 2

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    Tutto parla di te

    Locandina italiana

    TUTTO PARLA DI TE
    GENERE:
    Drammatico
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 83′
    NAZIONALITA‘: Svizzera, Italia
    REGIA: Alina Marazzi
    CAST: Charlotte Rampling, Elena Radonicich, Maria Grazia Mandruzzato, Valerio Binasco, Alice Torriani, Marta Lina Comerio
    DISTRIBUZIONE: Bim
    TRAMA: Pauline ritorna a Torino dopo molti anni decisa a fare i conti con il suo passato. Le sue ricerche sulla depressione post partum la portano ad incontrare Emma, una giovane ballerina in crisi dopo la nascita del figlio. La complicità tra le due donne permetterà a Pauline di fare i conti con un suo tragico segreto e a Emma di ritrovare se stessa anche nella maternità.
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    Presentato al Festival di Roma 2012 – Cinema XXI

    RECENSIONE: Madri
    VOTO: 3

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    La città ideale

    Locandina italiana

    LA CITTA’ IDEALE
    GENERE: Drammatico
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 105′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Luigi Lo Cascio
    CAST: Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Massimo Foschi, Alfonso Santagata, Roberto Herlitzka, Aida Burruano
    DISTRIBUZIONE: Cinecittà Luce
    TRAMA: Michele Grassadonia è un fervente ecologista. Molto tempo fa ha lasciato Palermo per trasferirsi a Siena, che lui considera, tra tutte, la città ideale. Da quasi un anno sta portando avanti un esperimento nel suo appartamento: riuscire a vivere in piena autosufficienza, senza dover ricorrere all’acqua corrente o all’energia elettrica. In una notte di pioggia, Michele rimane coinvolto in una serie di accadimenti dai contorni confusi e misteriosi. Da questo momento in poi, la sua esperienza felice di integrazione gioiosa nella città ideale comincerà a vacillare.
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    In concorso alla 27. Settimana Internazione della Critica

    RECENSIONE: esordio coraggioso per Lo Cascio
    VOTO: 3.5

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    Il volto di un’altra

    Locandina italiana

    IL VOLTO DI UN’ALTRA

    GENERE: Commedia
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 83′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Pappi Corsicato
    CAST: Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin, Franco Giacobini
    DISTRIBUZIONE: Officine Ubu
    TRAMA: Bella è la splendida ed esuberante conduttrice di un famoso programma televisivo sulla chirurgia estetica, appena licenziata per il calo di ascolti. René è suo marito, un medico chirurgo che nello stesso programma effettua gli interventi sugli ospiti.
    Bella, infuriata, lascia lo studio televisivo e, sulla via del ritorno a casa, ha un brutto incidente d’auto e rimane fortemente sfigurata. Ma quello che potrebbe sembrare il colpo di grazia che sancisce la fine della carriera di Bella, si rivela invece essere un’ ottima occasione per rilanciare la propria  immagine.
    Bella decide infatti di farsi ricostruire dal marito un volto totalmente nuovo, un volto con il quale vendicarsi di chi la dava per finita e riconquistare l’attenzione e l’amore del suo pubblico. Questa notizia crea ovviamente non poca curiosità ed eccitazione, soprattutto tra i pazienti della clinica in cui Bella è ricoverata.
    Proprio questa clinica, situata tra le montagne incontaminate del Sud Tirolo, diventerà scenario di personaggi, situazioni divertenti e paradossali: una suora  con l’ossessione di somministrare purghe a tutti, Tru Tru l’addetto all’impianto fognario con velleità canore, ecc… Intanto tutti si chiedono una sola cosa: come sarà il nuovo volto di Bella?
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    Il film è finanziato dal MiBAC e dalla BLS (Business Location Südtirol)
    Festival Internazionale del Film di Roma 2012 – In concorso

    RECENSIONE: Occasione sprecata
    VOTO: 2

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    Walter Hill, la storia sul Red Carpet

    Un privilegio trovarsi davanti a Walter Hill, un regista che ha fatto la storia di un genere… Con lui parliamo del nuovo Bullet to the Head, di Sylvester Stallone e delle nuove generazioni…

    Un film che rimanda a classici del genere, era così che lo volevate con Sylvester Stallone?
    Bè, all’inizio lui mi ha mandato lo script, ci avevano lavorato per circa due anni, su varie versioni, e con un altro regista, con il quale poi non hanno continuato. Per questo mi hanno chiamato. Sly mi ha mostrato un paio di stesure della storia e mi ha chiesto cosa ne pensassi: c’erano idee valide, ma anche molte cose che non mi pareva funzionassero. Gli ho spiegato come secondo me andasse realizzato e ci siamo trovati molto bene a fare il film; lui è molto professionale e ha una forte personalità. Io da parte mia sono una persona molto dolce, ma di base entrambi cercavamo di fare lo stesso film, avevamo gli stessi obiettivi e idee simili. Per esempio su certe sequenze di azione, sullo humor, sull’ironia che attraversa il film. Un omaggio ‘retrò’ ai film degli anni 70, cose che oggi, vedendole, sono più chiare di quando ci stavamo lavorando

    Da dove viene la citazione di Jerry Maguire?
    Ricordo perfettamente da chi è venuta ogni singola battuta… Questa è stata una idea dello sceneggiatura, di Alessandro.

    E il nome del personaggio, Bobo? Nella Graphic Novel i nomi erano diversi…
    Questo nasce da una collaborazione tra me e Sly. Lui voleva essere Bobo; io volevo Jimmy, dove essere un diminutivo del suo cognome, qualcosa come Boborelli. E’ molto infantile ma è così che ti guadagni da vivere…

    Questo film sembra recuperare il suo vecchio progetto di un remake di The Killer di John Woo, alcune tracce sono rimaste…
    La gente spesso mi chiedeva come mi senta per il fatto che John Woo fa film simili ai miei, oggi altri mi chiedono perché io faccia film come quelli di John Woo. John è una persona molto divertente, e abbiamo sicuramente delle somiglianze, ma non credo ci sia stata questa influenza, di certo non voluta o cosciente.
    L’idea viene essenzialmente dalla graphic novel, come molto del film; forse dovremmo chiedere all’autore di quella, a Alexi. Magari a chi si sia ispirato lui, anche se lui afferma di esser stato influenzato solo da me.

    Un film che gioca molto sul ‘Old Style’, anche per differenziarsi da tanti giovani registi che stanno rileggendo il genere?
    Credo molto nella brevità di quelle che sono le dichiarazioni artistiche. Io mi lamento molto dei film troppo lunghi, con ripetizioni infinite. Mentre invece bisogna sottolineare quello che vuoi dire e poi andare avanti.
    La sequenza della tortura di Slater doveva essere molto drammatica, non tanto sulla sua uccisione quanto sul confronto tra i due personaggi, tra i loro codici di comportamento, che però non si risolve perché vengono interrotti… Il trucco è tutto lì.
    Ci sono nuovi registi, ma non so cosa dirne. Noi abbiamo un tempo limitato e non sappiamo quanto sia, per questo forse mi interessa di più guardare agli antichi maestri, come Anthony Mann, che i giovani registi, dei quali non saprei dire molto. Probabilmente perché non sono più giovane. Sicuramente è un lavoro duro il raccontare storie, passiamo molto tempo lavorando su aspetti tecnici ma in definitiva tutto riguarda la testa e il cuore dei personaggi.

    Mattia Pasquini

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