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    Sono un pirata, sono un signore

    Sono un pirata sono un signore

    SONO UN PIRATA, SONO UN SIGNORE
    GENERE: Commedia
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 105′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Edoardo Tartaglia
    CAST: Giorgia Surina, Francesco Pannofino, Veronica Mazza, Eduardo Tartaglia, Maurizio Mattioli, Ernesto Mahieux, Alessia Giuliani, Stefano Sarcinelli
    DISTRIBUZIONE: AI Entertainment
    TRAMA: Quattro italiani si trovano al largo delle coste africane ognuno per motivi diversi: un Professore Universitario e la sua Assistente, impegnati in un progetto di ricerca della Facoltà di Biologia Marina dell’Università di Milano; un Marittimo napoletano imbarcato su una nave mercantile; una Parrucchiera, anche lei partenopea, assunta per curare personalmente il look di una eccentrica e ricchissima nobildonna in vacanza nella classica crociera di fine anno. Casualmente riuniti su di una stessa barca, vengono improvvisamente sequestrati da un gruppo di Pirati, diventando pertanto ed in maniera imprevista e imprevedibile, i protagonisti di una vicenda di rilevanza internazionale.
    RECENSIONE: No more Julio
    VOTO: 1,5
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    Le streghe di Salem

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    LE STREGHE DI SALEM
    (The Lords of Salem)
    GENERE: Horror, Thriller
    ANNO: 2012
    USCITA: 24/04/2013
    DURATA: 101′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Rob Zombie
    CAST: Sheri Moon Zombie, Clint Howard, Udo Kier, Lisa Marie, Sid Haig
    DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures
    TRAMA: Heidi, DJ di una stazione locale, riceve un regalo: una scatola di legno, con all’interno un vinile. Credendo in una trovata pubblicitaria di un nuovo gruppo musicale, la ragazza ascolta i suoni che provengono dal disco e presto ne viene condizionata, perdendo progressivamente il contatto con la realtà e scatenando una maledizione infernale sulla città nella quale trecento anni molte donne innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta…

    RECENSIONE: Troppo sangue al fuoco
    VOTO: 3

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    Qualcuno da amare

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    QUALCUNO DA AMARE
    (Like Someone in Love)
    GENERE: Drammatico, Sentimentale
    ANNO: 2012
    USCITA: 24/04/2013
    DURATA: 109′
    NAZIONALITA’: Francia, Iran, Giappone
    REGIA: Abbas Kiarostami
    CAST: Ryo Kase, Rin Takanashi, Tadashi Okuno
    DISTRIBUZIONE: Lucky Red
    TRAMA: Tokyo. Una studentessa di un college femminile si prostituisce per pagarsi gli studi ma finisce per innamorarsi di un cliente molto singolare: un anziano e raffinato professore universitario che si mostra sin da subito molto benevolo nei suoi confronti.
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    Presentato al Festival di Cannes 2012 – In Concorso

    RECENSIONE: Some things are better left unsaid
    VOTO: 3.5

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    Attacco al potere – Olympus has Fallen

    Attacco al potere - Olympus Has Fallen 18aprile

    ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN
    (Olympus has Fallen)
    GENERE: Action
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 120′
    NAZIONALITA’: Usa
    REGIA: Antoine Fuqua
    CAST: Gerard Butler, Morgan Freeman, Melissa Leo, Aaron Eckhart, Dylan McDermott, Angela Basset, Ashley Judd
    DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures
    TRAMA: Un piccolo gruppo di estremisti, armati fino ai denti e meticolosamente addestrati, da il via a un audace agguato in pieno giorno alla Casa Bianca, oltrepassando l’edificio e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher e il suo staff all’interno dell’impenetrabile bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti, attaccandoli con le loro stesse armi. Mentre infuria una battaglia campale sul prato della Casa Bianca, l’ex responsabile della sicurezza presidenziale, Mike Banning, si unisce alla mischia, scoprendo che è l’unico membro dei Servizi Segreti ancora vivo nell’edificio assediato.Banning usa la sua preparazione e la dettagliata conoscenza della residenza presidenziale per divenire gli occhi e le orecchie del vice presidente Allan Trumbull e dei suoi consiglieri. Nel momento in cui gli invasori iniziano a giustiziare degli ostaggi minacciando di ucciderne molti di più se non vengono esaudite le loro richieste, Banning, cerca di individuare il giovane figlio del presidente, nascosto da qualche parte all’interno dell’edificio, e salvare il presidente stesso prima che i terroristi possano mettere in atto il loro piano. Quando il numero delle vittime aumenta e il tempo sta per scadere, diventa chiaro che Banning rappresenta l’unica speranza degli Stati Uniti per evitare la catastrofe.

    RECENSIONE: PoliticAction
    VOTO: 2.5

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    Nella casa: Insider reading

    VOTO: 3.5

    A vedere Nella casa, il nuovo film di Francoise Ozon, sembra davvero che i problemi della scuola e di alfabetizzazione giovanile non siano solo italiani, come anche la frustrazione di chi vive di parole e di cultura… Senza entrare nel merito o dedicarsi, se non lateralmente, a una analisi di questo aspetto, lo sguardo indagatore del regista si rivolge altrove, senza che per questo il risultato si banalizzi o appaia meno complesso.
    Pochi personaggi, tutti apparentemente principali, come in una rappresentazione teatrale nella quale ci si alterna sulla scena, ruotano intorno a una dinamica centrale, quella tra l’insegnante di letteratura Germain e l’allievo Claude.
    Una educazione reciproca nella quale entrambi trovano la scusa per inseguire i propri inconfessabili desideri, uno in particolare, quello di continuare a osservare la vita, altrui. Pirandello diceva: ‘o si vive o si scrive’, e qui la scelta sembra esser ben chiara. Ma non importa, né ai protagonisti né al regista, che li mette in scena in un turbinare di metafore e riferimenti.
    L’intrigo, ci rendiamo conto (e avvisiamo), è del tutto intellettuale. Pur con venature thriller e morbose, e una forte impronta Alleniana (soprattutto in alcune scene, tra Io e Annie e Misterioso Omicidio a Manhattan), il continuo spostare la partecipazione empatica del pubblico finisce per evidenziarlo. Sicuro merito del regista è quello di riuscire a mantenere l’equilibrio tra le diverse linee di racconto e i tanti elementi, mai inutili, alternandoli e facendole convergere su una risoluzione.
    Ma il fascino maggiore, per chi vorrà coglierlo, di questo viaggio in un ‘inferno’ così quotidiano e semplice da sembrare banale è forse proprio nell’invidia di quella normalità cui si anela e che, non raggiunta, istiga alla distruzione.
    Una fascinazione, una curiosità, che si rovesciano in sadismo e passano attraverso un malcelato senso di superiorità e un desiderio di punizione che cercano nella letterarietà una giustificazione. La scelta di un narratore adolescente rende la prosa stessa molto giovane, e aggiunge alla stessa un tocco di crudeltà e schiettezza; una naivte che va perdendosi via via che prosegue l’educazione dei due soggetti, Claude in primis, la cui spontaneità gradualmente scolora verso un cinismo fatto di strategia e plagio.

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    Luca Zingaretti e il suo nuovo Montalbano

    L’attore torna a calarsi nei panni e nella vita del Commissario siciliano creato da Andrea Camilleri in quattro nuovi casi, con Luca Zingaretti parliamo di una esperienza che conosce, ma che è sempre nuova. E che quest’anno sembra avere qualcosa in più…

    Dopo tanti anni, è davvero possibile trovare una caratteristica inedita per una serie tanto amata?
    Mi pare ci sia una attenzione nuova, diversa. Prima il fatto che i nostri film andassero bene era considerata una costante, ma non è certo un frutto del caso. Chi partecipa a queste avventure lo fa per convinzione, e per voglia, più che per dei contratti. Lo facciamo molto anche per amicizia. Spesso l’unico modo per conservare una tigna, come si dice a Roma, nel fare le cose fatte bene.
    Sono felice di esser tornato a vestire i panni di Montalbano in questi quattro film; film che ho visto con grande piacere perché sono riusciti a rispettare le nostre aspettative, le mie in primis, che sono sempre altissime. Grazie a amici, nuovi e vecchi, siamo riusciti a fare delle cose davvero ‘Belle’ e spero che dal punto di vista dell’audience ci sia lo stesso risultato delle puntate precedenti.

    Si è pescato nella cronaca per rinnovarsi? O c’è qualcosa di più personale…?
    Cosa fanno i grandi giallisti? Raccontano il tempo in cui sono ambientate le loro storie, il momento storico di quel Paese. In questo senso le costanti di questi racconti di Camillleri sono nei personaggi e nelle situazioni, e nel misurarsi di quelli con situazioni nuove. Si respira una atmosfera più cupa, che forse è quella che si vive ora in Italia con la crisi economica, le industrie che chiudono e la gente che non se la passa tanto bene.
    Forse, l’unica cosa, dove avverto un cambiamento, che c’è da qualche storia, è che mi pare che Montalbano sia diventato più birichino con le presenze femminili, una cosa che ci ha attirato anche qualche brontolio da parte del pubblico femminile.

    Iniziano a lamentare i segni di una crisi ‘matura’? Perché questi tradimenti secondo te?
    Sicuramente per ribadire che è sempre un maschio Alpha. Ma io ho venti anni meno di lui, spero di avere tempo prima di dover parlare di rischi di crisi di mezza età.

    Da Montalbano e da attore, non temi che ritorni come questo possano creare un problema di sovraesposizione?
    A suo tempo ebbi in effetti dei malumori per le tante repliche; avevamo stabilito una strategia promozionale, col produttore, che prevedeva di farne due, al massimo quattro, ogni due anni, perché si potesse sedimentare il prodotto. Poi invece la rai ha fatto sì che le repliche andassero in onda in maniera diversa. All’epoca rinunciai a un contratto importante – dal punto di vista economico – anche per avere maggiore controllo su questo aspetto. Temevo si rischiasse di usurare il prodotto; e invece oggi siamo qui a fare conti con risultati inspiegabili, con repliche che han fatto ascolti più alti delle prime visioni…

    Una volta di più, quindi, cosa ti lascia Montalbano?
    Una sensazione che non c’entra niente: una grande dolcezza. Saranno i posti dove andiamo, la piacevolezza nel girarlo, o forse i colleghi con cui mi trovo da tanti anni e i nuovi che vengono a recitare in una famiglia che si conosce da anni.

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    Far East Film Festival 2013. Inizia il contro alla rovescia!

    Nove giorni di pura adrenalina per la 15esima edizione del Far East Festival di Udine, che aprirà ibattenti venerdì 19 aprile per concludersi sabato 27.
    Moltissime le novità di quest’anno: vampiri filippini, la nascita della dinastia Han, spie nord coreane,trucchi di corteggiamento, due giapponesi a spasso per Parigi, un lupo mannaro coreano… in campagna, non poteva mancare nemmeno lo Sherlock Holmes di Hong Kong, l’Ocean Eleven rifatto secondo lostile di Macao e una versione del padrino thailandese.
    Tutto questo e molto altro al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, location consueta per la manifestazionepunto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di cinematografia asiatica.
    Aprirà il festival Confessions del giapponese Nakashima Tetsuya, pellicola rivelazione definita daMichael Mann “un capolavoro inquietante e assoluto”, fregiatasi nel 2010 della Nomination agli Oscar come miglior film straniero. La vasta programmazione continua con ben 60 titoli che attingono alle produzioni asiatiche degli ultimi mesi.

    Catalogo ampio e articolato a cominciare da una doppietta dianteprime europee:
    Girls For Keeps di Fukagawa Yoshiro, insolita comedy nipponica, e Ip Man – TheFinal Fight di Herman Yau, nuovo capitolo della saga dedicata a Bruce Lee, con la partecipazione straordinaria di Anthony Wong nei panni del mentore dell’icona universale del kung fu.
    Il FEFF 15 presenterà anche quattro titoli che spaziano dalla bellezza malinconica di A Story of  Yonosuke, del giapponese Okita Shuichi, al perfetto stile Sherlock Holmes di The Bullet Vanishes, detective story cinese ambientanta alla fine dell’Ottocento (cast arricchito da Lau Ching-wan e NicholasTse), fino all’action hongkonghese Cold War di Longman Leung & Sunny Luk, infine Lost in Thailand dell’attore/regista Xu Zheng.
    Tra gli eventi da segnalare, oltre all’anteprima europea del kolossal The Guillotines di Andrew Lau edell’horror The Complex di Hideo Nakata, la consegna del Gelso d’oro alla carriera al coreano KimDong-ho, il ricordo del regista filippino Mario O’Hara e la pubblicazione del volume dedicato al registacinese King Hu, con interviste e materiali inediti.

    Per il programma completo consultare
    http://www.fareastfilm.com

    Chiara Nucera

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    Festival di Cannes 66: Sorrentino e gli altri

    La Grande Bellezza in concorso se la vedrà con Polanski, Coen, Refn, Soderbergh e James Grey, ma la selezione promette grandi sorprese – come sempre – a partire dai Fuori Concorso e dall’Un Certain Regard, dove spicca il Miele della nostra Valeria Golino

    Erano circolati i nomi di Terrence Malick (Knight of Cups), Stephen Frears (Philomena) e Steve McQueen (Twelve Years a Slave), oltre a Jim Jarmusch (Only Lovers Left Alive), Tsai Ming-liang (Diary of a Young Boy) e altri, ma l’annuncio ufficiale della Selezione del Festival di Cannes 2013 di certo non è di quelle che può deludere.

    Dal 15 al 26 di maggio, al Palazzo del Cinema della Croisette si alterneranno la Venere di Roman Polanski e il duo Refn-Gosling che con Only God Forgives cercherà di bissare il successo di Drive, ma anche il nuovo film di Ethan e Joel Coen e di Alexander Payne, il controverso biopic di Soderbergh, Valeria Bruni Tedeschi, il ritorno della Bejo di The Artist nel nuovo film di Farhadi (regista della sorprendente Una separazione) e James Gray… Tutti avversari – insieme al trio francese, capitanato da Francois Ozon, fino alla vigilia scaramanticamente poco fiducioso sulla sua presenta – del nostro Paolo Sorrentino e del suo La Grande Bellezza con Toni Servillo.

    Per la gioia di Steven Spielberg, Presidente di Giuria, questi saranno i principali contendenti alla 66esima Palma d’Oro in una manifestazione che si aprirà con l’atteso remake del ‘Grande Gatsby’ di Baz Luhrman e con Leonardo DiCaprio, per chiudersi con “Zulu” di Jérôme Salle.

    Johnnie To, Takashi Miike, Sofia Coppola, Valeria Golino (con Miele, una produzione Buena Onda con Rai Cinema, in uscita il 1° maggio in Italia distribuita da Bim), Claire Denis e James Franco sono alcuni dei nomi che si trovano spigolando nel programma, e che vanno ad aggiungersi a quelli di molte star chiamate a giudicare i propri colleghi, Thomas Vinterberg – Presidente del Un Certain Regard e regista di “The Hunt”, tra i più discussi della scorsa edizione – e Jane Campion (Presidente della Cinefondation) su tutti.

    A loro si aggiunge la madrina Audrey Tautou, che ritroveremo nelle cerimonie di apertura e chiusura, di una edizione che già si distingue per uno dei poster più belli di sempre (una foto di Joanne Woodward e  Paul Newman durante le riprese di “Il mio amore per Samantha” del 1963 rielaborata in maniera splendida) e che propone un omaggio a Jerry Lewis e all’India, in occasione del centenario del suo cinema.

    Ecco la lista completa dei film della Selezione Ufficiale:

     

    Concorso

    The Great Gatsby di Baz Luhrman (film di apertura)

     

    Behind The Candelabra di Steven Soderbergh

    Borgman di Alex Van Warmerdam

    Un Chateau en Italie di Valeria Bruni-Tedeschi

    La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

    Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun

    Heli di Amat Escalante

    The Immigrant di James Gray

    Inside Llewyn Davis di Ethan e Joel Coen

    Jeune et Jolie di François Ozon

    Jimmy P. di Arnaud Desplechin

    Michael Kohlhaas di Arnaud Despallieres

    Nebraska di Alexander Payne

    Only God Forgives di Nicolas Winding Refn

    Le Passe di Asghar Farhadi

    Soshite Chichi Ni Naru di Kore-Eda Hirokazu

    Tian Zhu Ding di Jia Zhangke

    La Venus a la Fourrure di Roman Polanski

    La Vie d’Adele di Abdellatif Kechiche

    Wara No Tate di Takashi Miike

     

    Zulu di Jérôme Salle (film di chiusura)

     

    Fuori Concorso

    All Is Lost di J.C Chandor

    Blood Ties di Guillaume Canet

     

    Midnight Screening

    Blind Detective di Johnnie To

    Monsoon Shootout di Amit Kumar

     

    Un Certain Regard

    The Bling Ring, di Sofia Coppola (film di apertura)

    Anonymous di Mohammad Rasoulof

    As I Lay Dying di James Franco

    Bends di Flora Lau

    Death March di Adolfo Alix Jr.

    Fruitvale Station di Ryan Coogler

    Grand Central di Rebecca Zlotowski

    L’image Manquante di Rithy Panh

    L’inconnu du Lac di Alain Guiraudie

    La Jaula de Oro di Diego Quemada-Diez

    Miele di Valeria Golino

    Norte, Hangganan Ng Kasaysayan di Lav Diaz

    Omar di Hany Abu-Assad

    Les Salauds di Claire Denis

    Sarah Préfère la Course di Chloé Robichaud

     

    Proiezioni Speciali:

    Muhammad Ali’s Greatest Fight di Stephen Frears
    Otdat Konci di Taisia Igumentseva
    Seduced and Abondoned di James Toback
    Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini
    Weekend of a Champion di Roman Polanski

     

    Omaggio a Jerry Lewis

    Max Rose di Daniel Noah

     

    Proiezione di Gala In Onore Dell’india

    Bombay Talkies di Anurag Kashyap, Dibakar Banerjee, Zoya Akhtar, Karan Johar

     

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    Confessions: A little broken flower

    Candidato agli Oscar come miglior film straniero, secondo Michael Mann Confessions  è “un capolavoro inquietante e assoluto”, finalmente in Italia trova la distribuzione della Tuker Film e un trampolino di lancio come il Far East Festival di Udine.
    VOTO: 4

    Questa trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Kanae Minato, si dimostratecnicamente ineccepibile, un ricordo visivo che resta scolpito nella mente degli spettatori, che travalicai confini nazionali per guadagnarsi a pieno titolo un posto tra i più fregiati e famosi lavori hollywoodiani.
    Una storia snella, non banale, una ricostruzione a ritroso per un thriller con una linea narrativa degna diun Bryan Singer in ottima forma. Tutto molto moderno, attuale, perfettamente contestualizzato nelraccontare una complessa vita adolescenziale, non cristallizzata ma esportabile oltreoceano.
    Un forte senso di giustizia privata è il fil rouge che lega tutta l’opera, avvicinandola ad una cinica leggedel taglione: percorso amaro tra punizione e redenzione in cui la nemesi è anche catarsi, vissutaintensamente sulle emozionanti note di Little flower dei Radiohead.
    La morale comune tuttavia è forse la parte che più stona, ridondante nel voler trovare per forza unsenso e un risarcimento, un inquadramento in un troppo scontato “ciò che semini è ciò che raccogli”che la vita, quella vera, praticamente mai dona.
    Moriguchi, ragazza madre e semplice insegnante diliceo, colpita da un dramma perverso, si erge così a giudice supremo, in questo la vendetta ritrova unsuo senso, fuoriuscendo da uno schema troppo karmico persino per un orientale e così crudo eschietto per il mercato occidentale.

    Chiara Nucera

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    Buio: thriller seriale italiano su PremiumTV

    Andrà in onda su Premium TV, venerdì 19 aprile alle 21.15, la prima puntata di Buio, serie tv/thriller all’italiana firmata da Nicolaj Pennestri [scrtta con Francesco Cinquemani prodotto da Raffaello e Cristina Monteverde], che vanta quattro protagoniste di episodio d’eccezione: Andrea Osvart, Margareth Madè, Kasia Smutniak e Valentina Cervi.

    Le quattro donne sono al centro di quattro storie, tutte di un unico genere: il thriller. Quattro diverse storie di paura; che si manifesta in modi diversi, ma sempre nello stesso modo gela il sangue nelle vene.
    Le quattro protagoniste sono vittime del mondo che le circonda; loro malgrado, il bersaglio  perfetto di un disegno malvagio.

    Di seguito le sinossi brevi dei singoli episodi, di 25′ cadauno:

    L’intruso
    Giulia [Andrea Osvart] rimane sola nella grande villa di famiglia. Rumori, telefonate senza risposte e alcuni macabri indizi fanno credere alla ragazza che un uomo si aggiri minaccioso nella casa.
    Nessuno la vuole ascoltare; neanche la polizia vuole credere alle sue ragioni. Quando Giulia scoprirà l’identità del suo assassino sarà troppo tardi?

    Buio
    Un incidente porta via la vista e il padre ad Angela [Margareth Madè].
    Un uomo misterioso cresce la ragazza. Angela si sente al sicuro fino a quando un’operazione agli occhi non le permette di riprendere la vista. Ma non con la vista Angela troverà anche gli assassini del padre.

    Cinque ore di luna piena
    In una corsa sfrenata contro il tempo, guidando sulle strade di una Roma futuribile, Ester [Kasia Smutniak] tenta di salvare la vita al proprio uomo.
    Il tempo non lascia spazio agli errori. Sola contro tutti la donna andrà incontro al suo destino.

    L’urlo
    Barbara [Valentina Cervi] si perde nei sotterranei di un grande albergo.
    In una angusta cantina tenta di salvare una ragazza dalle grinfie di un maniaco; per farlo dovrà affrontare le insidie e la mente perversa del serial killer. Non tutto sembra ciò che appare…

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