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    Francois Ozon, Vampiro Voyeur

    Da Potiche a Cannes, Francois Ozon, il cantore dell’amore e di tante grandi attrici francesi, in Nella casa sceglie di raccontare un ambiguo e contrastato rapporto tra due figure maschili (e non solo).

    Partiamo dalla fine, è soddisfatto del finale che ha dato a questo film? Ce n’erano altri?
    Capisco che possa essere frustrante per alcuni, dopo un’attesa di una “fine sorprendente e unica conclusione possibile a una storia” come viene detto nel film, al pari del fatto che “non si è mai soddisfatti del finale di una storia”. Sono io d’altronde a immergere lo spettatore nella storia e a creare l’aspettativa di un finale alla Michael Haneke in cui tutti muoiono e invece poi vado altrove.
    Io scelgo deliberatamente che sia il pubblico a decidere il finale, soprattutto di questa storia. Nella quale ho optato per un finale aperto che mostrasse quanto non fosse importate la conclusione in sé quanto piuttosto la relazione tra i due personaggi disadattati e mostrare la necessità della creazione narrativa per queste due solitudini.

    Questo era il senso della storia?
    Cerco di lasciare spazio all’immaginario del pubblico, per quanto siano spesso interpretazioni diverse dalla mia o dalla mia intenzione originaria è sempre interessante scoprirle.

    Però lo spunto viene da un testo esistente, o qualcos’altro l’ha ispirata?
    Ho bisogno di una realtà da mascherare, comunque una base documentale a partire dalla quale far lavorare la mia immaginazione. Questa deve essere nutrita da una ispirazione che venga da quel che vedo per strada, da una storia che mi raccontano, una notizia che sento, o dalla intimità altrui, come è Nella Casa. Poi la trasformo, modifico e arrangio…

    Di nuovo la Seigner al centro di un rapporto seduttivo, per questo ha dichiarato di non essersi riconosciuta nel suo personaggio?
    In realtà lei non si è piaciuta, perché si è trovata molto brutta. In passato avevamo avuto un progetto – simile a “Quell’estate del ’42” – nel quale avrebbe dovuto avere un’avventura con un amico di suo figlio, ma non trovai i soldi per realizzarlo. In questo caso, lontani da ogni perversione, è il giovane a essere pericoloso e seducente. Anzi, a lei vengono sempre proposti ruoli agressivi, anche sessualmente, ma qui io ho voluto mostrarla più tenera e materna.

    Come fosse una versione adulta del personaggio che aveva in Luna di fiele di Polanski?
    Non saprei, ma è particolare che anche Kristin Scott Thomas fosse in quel film con lei, e le due avevano persino una scena lesbica insieme. In questo film avevo pensato a una scena nella quale le due fossero insieme, durante l’inaugurazione della mostra nella Galleria, l’avevamo filmata, ma poi ho deciso di tagliarla al montaggio perché non mi pareva interessante.

    Resta comunque un film sulla seduzione?
    Parlerei più di manipolazione, mi pare un tema più evidente. Anche se lo stesso Claude seduce Esther. Ma resta intrappolato nel suo stesso tentativo di manipolazione per poter continuare la sua storia, si innamora e cade nella sua stessa trappola. E’ vero secondo me che ognuno di noi seduce per manipolare, per ottenere qualcosa.

    Un film anche ricco di riferimenti…
    Ho detto io espressamente a Lucchini e la Scott Thomas di riferirsi alla coppia Allen-Keaton, di tanti loro film, per creare la loro coppia nel film; ma un altro riferimento importante è quello a Hitchcock e alla sua teorizzazione della idea di suspanse e del ruolo dello spettatore nel film.

    Anche in Swimming Pool si parlava del rapporto tra uno scrittore e la sua creatura… un caso?
    Quello era più un film sull’ispirazione, su una scrittrice che aveva perso l’ispirazione. Qui è diverso, Claude ha molte fonti di ispirazione, il problema è semmai come raccontare la storia, che forma darle, di commedia, farsa, thriller, melodramma, come trattare i personaggi… Tutte opzioni che in Swimming Pool non c’erano. Lì Sarah Morton sapeva esattamente cosa fare, il problema era semmai far nascere un desiderio per mettere in pratica questa forma.

    Il prossimo film, alla vigilia di Cannes?
    Si intitola “Giovane e carina”, ed è già terminato. Domani sapermo se sarà al Festival di Cannes. Ma sono pessimista… Non avevano accettato Potiche, né questo Nella casa, per cui non vedo perché dovrebbero selezionare questo film su una giovane diciassettenne che scopre sua sessualità, con Marinne Vakt e Charlotte Rampling.

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    Un’Estate Firmata Disney

     

    Dopo il successo della scorsa estate, torna l’iniziativa Disney Classici al Cinema, che dall’1 al 30 giugno riporta sul grande schermo gli indimenticabili capolavori che hanno segnato la storia dell’animazione, restaurati in digitale.
    L’estate vedrà il ritorno di tre classici tra i piu amati di sempre: Gli Aristogatti, Il Libro della Giungla e Le Avventure di Peter Pan.

    Ad aprire la rassegna Gli Aristogatti, l’emozionante storia, ambientata nel cuore di Parigi, di Duchessa e dei suoi piccoli Minou, Matisse e Bizet, una famiglia di gatti di alto rango, il cui patrimonio che riceveranno in ereditr dall’anziana padrona rischia di essere trafugato; grazie all’intervento di Romeo e della sua band felina di musicisti jazz vivranno una fantastica avventura, ricca di colpi di scena, divertimento e nuovi amici.
    A seguire Il Libro della Giungla, l’ultimo capolavoro in cui Walt Disney in persona ha potuto mettere il proprio tocco unico; tratto dal romanzo di Rudyard Kipling, la storia di Mowgli e dei suoi buffi ed esuberanti compagni della giungla c il trionfo dell’amicizia, del divertimento e dell’avventura.
    Infine, imprevisti e fantasia con Le Avventure di Peter Pan, il cartone ricco di personaggi memorabili e polvere fatata che ci ha insegnato a credere nei sogni.

    A partire da aprile e per tutto il mese di maggio saranno in distribuzione presso i Disney Store e altri partner selezionati oltre 10.000.000 di buoni Disney Classici al Cinema (ottenibili senza obbligo d’acquisto) che, presentati alle casse dei cinema aderenti all’iniziativa, daranno la possibilitr di ricevere un biglietto omaggio per un film a scelta a fronte dell’acquisto di uno intero.

    Il voucher inoltre sarà valido anche per la visione di un altro grande capolavoro del cinema d’animazione, il film Disney-Pixar Monsters & Co., vincitore di un Academy Award®, che tornerà al cinema dal 13 al 26 giugno per la prima volta in un’emozionante versione stereoscopica 3D.

    The Walt Disney Company Italia anche quest’anno riserva un pensiero speciale alle famiglie italiane avvicinandole al mondo cinematografico grazie alla speciale promozione Disney Classici al Cinema per augurare le migliori vacanze all’insegna del divertimento.
    Un appuntamento unico che permetterà alle nuove generazioni di godersi la spettacolare e imparagonabile visione sul grande schermo in una nuova versione digitale di quei film che hanno segnato la storia del mondo dell’animazione.

    Le date:
    – Gli Aristogatti dall’1 al 2 giugno;
    – Il Libro della Giungla dall’8 al 9 giugno;
    – Monsters & Co. 3D dal 13 al 26 giugno;
    – Le Avventure di Peter Pan dal 29 al 30 giugno.

    Per maggiori informazioni: www.disney.it/film-disney/cinema/Classici-al-cinema

    Il TRAILER della Promozione

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    Sono un pirata, sono un signore

    Sono un pirata sono un signore

    SONO UN PIRATA, SONO UN SIGNORE
    GENERE: Commedia
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 105′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Edoardo Tartaglia
    CAST: Giorgia Surina, Francesco Pannofino, Veronica Mazza, Eduardo Tartaglia, Maurizio Mattioli, Ernesto Mahieux, Alessia Giuliani, Stefano Sarcinelli
    DISTRIBUZIONE: AI Entertainment
    TRAMA: Quattro italiani si trovano al largo delle coste africane ognuno per motivi diversi: un Professore Universitario e la sua Assistente, impegnati in un progetto di ricerca della Facoltà di Biologia Marina dell’Università di Milano; un Marittimo napoletano imbarcato su una nave mercantile; una Parrucchiera, anche lei partenopea, assunta per curare personalmente il look di una eccentrica e ricchissima nobildonna in vacanza nella classica crociera di fine anno. Casualmente riuniti su di una stessa barca, vengono improvvisamente sequestrati da un gruppo di Pirati, diventando pertanto ed in maniera imprevista e imprevedibile, i protagonisti di una vicenda di rilevanza internazionale.
    RECENSIONE: No more Julio
    VOTO: 1,5
    TRAILER

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    Le streghe di Salem

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    LE STREGHE DI SALEM
    (The Lords of Salem)
    GENERE: Horror, Thriller
    ANNO: 2012
    USCITA: 24/04/2013
    DURATA: 101′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Rob Zombie
    CAST: Sheri Moon Zombie, Clint Howard, Udo Kier, Lisa Marie, Sid Haig
    DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures
    TRAMA: Heidi, DJ di una stazione locale, riceve un regalo: una scatola di legno, con all’interno un vinile. Credendo in una trovata pubblicitaria di un nuovo gruppo musicale, la ragazza ascolta i suoni che provengono dal disco e presto ne viene condizionata, perdendo progressivamente il contatto con la realtà e scatenando una maledizione infernale sulla città nella quale trecento anni molte donne innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta…

    RECENSIONE: Troppo sangue al fuoco
    VOTO: 3

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    Qualcuno da amare

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    QUALCUNO DA AMARE
    (Like Someone in Love)
    GENERE: Drammatico, Sentimentale
    ANNO: 2012
    USCITA: 24/04/2013
    DURATA: 109′
    NAZIONALITA’: Francia, Iran, Giappone
    REGIA: Abbas Kiarostami
    CAST: Ryo Kase, Rin Takanashi, Tadashi Okuno
    DISTRIBUZIONE: Lucky Red
    TRAMA: Tokyo. Una studentessa di un college femminile si prostituisce per pagarsi gli studi ma finisce per innamorarsi di un cliente molto singolare: un anziano e raffinato professore universitario che si mostra sin da subito molto benevolo nei suoi confronti.
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    Presentato al Festival di Cannes 2012 – In Concorso

    RECENSIONE: Some things are better left unsaid
    VOTO: 3.5

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    Attacco al potere – Olympus has Fallen

    Attacco al potere - Olympus Has Fallen 18aprile

    ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN
    (Olympus has Fallen)
    GENERE: Action
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 120′
    NAZIONALITA’: Usa
    REGIA: Antoine Fuqua
    CAST: Gerard Butler, Morgan Freeman, Melissa Leo, Aaron Eckhart, Dylan McDermott, Angela Basset, Ashley Judd
    DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures
    TRAMA: Un piccolo gruppo di estremisti, armati fino ai denti e meticolosamente addestrati, da il via a un audace agguato in pieno giorno alla Casa Bianca, oltrepassando l’edificio e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher e il suo staff all’interno dell’impenetrabile bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti, attaccandoli con le loro stesse armi. Mentre infuria una battaglia campale sul prato della Casa Bianca, l’ex responsabile della sicurezza presidenziale, Mike Banning, si unisce alla mischia, scoprendo che è l’unico membro dei Servizi Segreti ancora vivo nell’edificio assediato.Banning usa la sua preparazione e la dettagliata conoscenza della residenza presidenziale per divenire gli occhi e le orecchie del vice presidente Allan Trumbull e dei suoi consiglieri. Nel momento in cui gli invasori iniziano a giustiziare degli ostaggi minacciando di ucciderne molti di più se non vengono esaudite le loro richieste, Banning, cerca di individuare il giovane figlio del presidente, nascosto da qualche parte all’interno dell’edificio, e salvare il presidente stesso prima che i terroristi possano mettere in atto il loro piano. Quando il numero delle vittime aumenta e il tempo sta per scadere, diventa chiaro che Banning rappresenta l’unica speranza degli Stati Uniti per evitare la catastrofe.

    RECENSIONE: PoliticAction
    VOTO: 2.5

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    Nella casa: Insider reading

    VOTO: 3.5

    A vedere Nella casa, il nuovo film di Francoise Ozon, sembra davvero che i problemi della scuola e di alfabetizzazione giovanile non siano solo italiani, come anche la frustrazione di chi vive di parole e di cultura… Senza entrare nel merito o dedicarsi, se non lateralmente, a una analisi di questo aspetto, lo sguardo indagatore del regista si rivolge altrove, senza che per questo il risultato si banalizzi o appaia meno complesso.
    Pochi personaggi, tutti apparentemente principali, come in una rappresentazione teatrale nella quale ci si alterna sulla scena, ruotano intorno a una dinamica centrale, quella tra l’insegnante di letteratura Germain e l’allievo Claude.
    Una educazione reciproca nella quale entrambi trovano la scusa per inseguire i propri inconfessabili desideri, uno in particolare, quello di continuare a osservare la vita, altrui. Pirandello diceva: ‘o si vive o si scrive’, e qui la scelta sembra esser ben chiara. Ma non importa, né ai protagonisti né al regista, che li mette in scena in un turbinare di metafore e riferimenti.
    L’intrigo, ci rendiamo conto (e avvisiamo), è del tutto intellettuale. Pur con venature thriller e morbose, e una forte impronta Alleniana (soprattutto in alcune scene, tra Io e Annie e Misterioso Omicidio a Manhattan), il continuo spostare la partecipazione empatica del pubblico finisce per evidenziarlo. Sicuro merito del regista è quello di riuscire a mantenere l’equilibrio tra le diverse linee di racconto e i tanti elementi, mai inutili, alternandoli e facendole convergere su una risoluzione.
    Ma il fascino maggiore, per chi vorrà coglierlo, di questo viaggio in un ‘inferno’ così quotidiano e semplice da sembrare banale è forse proprio nell’invidia di quella normalità cui si anela e che, non raggiunta, istiga alla distruzione.
    Una fascinazione, una curiosità, che si rovesciano in sadismo e passano attraverso un malcelato senso di superiorità e un desiderio di punizione che cercano nella letterarietà una giustificazione. La scelta di un narratore adolescente rende la prosa stessa molto giovane, e aggiunge alla stessa un tocco di crudeltà e schiettezza; una naivte che va perdendosi via via che prosegue l’educazione dei due soggetti, Claude in primis, la cui spontaneità gradualmente scolora verso un cinismo fatto di strategia e plagio.

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    Luca Zingaretti e il suo nuovo Montalbano

    L’attore torna a calarsi nei panni e nella vita del Commissario siciliano creato da Andrea Camilleri in quattro nuovi casi, con Luca Zingaretti parliamo di una esperienza che conosce, ma che è sempre nuova. E che quest’anno sembra avere qualcosa in più…

    Dopo tanti anni, è davvero possibile trovare una caratteristica inedita per una serie tanto amata?
    Mi pare ci sia una attenzione nuova, diversa. Prima il fatto che i nostri film andassero bene era considerata una costante, ma non è certo un frutto del caso. Chi partecipa a queste avventure lo fa per convinzione, e per voglia, più che per dei contratti. Lo facciamo molto anche per amicizia. Spesso l’unico modo per conservare una tigna, come si dice a Roma, nel fare le cose fatte bene.
    Sono felice di esser tornato a vestire i panni di Montalbano in questi quattro film; film che ho visto con grande piacere perché sono riusciti a rispettare le nostre aspettative, le mie in primis, che sono sempre altissime. Grazie a amici, nuovi e vecchi, siamo riusciti a fare delle cose davvero ‘Belle’ e spero che dal punto di vista dell’audience ci sia lo stesso risultato delle puntate precedenti.

    Si è pescato nella cronaca per rinnovarsi? O c’è qualcosa di più personale…?
    Cosa fanno i grandi giallisti? Raccontano il tempo in cui sono ambientate le loro storie, il momento storico di quel Paese. In questo senso le costanti di questi racconti di Camillleri sono nei personaggi e nelle situazioni, e nel misurarsi di quelli con situazioni nuove. Si respira una atmosfera più cupa, che forse è quella che si vive ora in Italia con la crisi economica, le industrie che chiudono e la gente che non se la passa tanto bene.
    Forse, l’unica cosa, dove avverto un cambiamento, che c’è da qualche storia, è che mi pare che Montalbano sia diventato più birichino con le presenze femminili, una cosa che ci ha attirato anche qualche brontolio da parte del pubblico femminile.

    Iniziano a lamentare i segni di una crisi ‘matura’? Perché questi tradimenti secondo te?
    Sicuramente per ribadire che è sempre un maschio Alpha. Ma io ho venti anni meno di lui, spero di avere tempo prima di dover parlare di rischi di crisi di mezza età.

    Da Montalbano e da attore, non temi che ritorni come questo possano creare un problema di sovraesposizione?
    A suo tempo ebbi in effetti dei malumori per le tante repliche; avevamo stabilito una strategia promozionale, col produttore, che prevedeva di farne due, al massimo quattro, ogni due anni, perché si potesse sedimentare il prodotto. Poi invece la rai ha fatto sì che le repliche andassero in onda in maniera diversa. All’epoca rinunciai a un contratto importante – dal punto di vista economico – anche per avere maggiore controllo su questo aspetto. Temevo si rischiasse di usurare il prodotto; e invece oggi siamo qui a fare conti con risultati inspiegabili, con repliche che han fatto ascolti più alti delle prime visioni…

    Una volta di più, quindi, cosa ti lascia Montalbano?
    Una sensazione che non c’entra niente: una grande dolcezza. Saranno i posti dove andiamo, la piacevolezza nel girarlo, o forse i colleghi con cui mi trovo da tanti anni e i nuovi che vengono a recitare in una famiglia che si conosce da anni.

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    Far East Film Festival 2013. Inizia il contro alla rovescia!

    Nove giorni di pura adrenalina per la 15esima edizione del Far East Festival di Udine, che aprirà ibattenti venerdì 19 aprile per concludersi sabato 27.
    Moltissime le novità di quest’anno: vampiri filippini, la nascita della dinastia Han, spie nord coreane,trucchi di corteggiamento, due giapponesi a spasso per Parigi, un lupo mannaro coreano… in campagna, non poteva mancare nemmeno lo Sherlock Holmes di Hong Kong, l’Ocean Eleven rifatto secondo lostile di Macao e una versione del padrino thailandese.
    Tutto questo e molto altro al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, location consueta per la manifestazionepunto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di cinematografia asiatica.
    Aprirà il festival Confessions del giapponese Nakashima Tetsuya, pellicola rivelazione definita daMichael Mann “un capolavoro inquietante e assoluto”, fregiatasi nel 2010 della Nomination agli Oscar come miglior film straniero. La vasta programmazione continua con ben 60 titoli che attingono alle produzioni asiatiche degli ultimi mesi.

    Catalogo ampio e articolato a cominciare da una doppietta dianteprime europee:
    Girls For Keeps di Fukagawa Yoshiro, insolita comedy nipponica, e Ip Man – TheFinal Fight di Herman Yau, nuovo capitolo della saga dedicata a Bruce Lee, con la partecipazione straordinaria di Anthony Wong nei panni del mentore dell’icona universale del kung fu.
    Il FEFF 15 presenterà anche quattro titoli che spaziano dalla bellezza malinconica di A Story of  Yonosuke, del giapponese Okita Shuichi, al perfetto stile Sherlock Holmes di The Bullet Vanishes, detective story cinese ambientanta alla fine dell’Ottocento (cast arricchito da Lau Ching-wan e NicholasTse), fino all’action hongkonghese Cold War di Longman Leung & Sunny Luk, infine Lost in Thailand dell’attore/regista Xu Zheng.
    Tra gli eventi da segnalare, oltre all’anteprima europea del kolossal The Guillotines di Andrew Lau edell’horror The Complex di Hideo Nakata, la consegna del Gelso d’oro alla carriera al coreano KimDong-ho, il ricordo del regista filippino Mario O’Hara e la pubblicazione del volume dedicato al registacinese King Hu, con interviste e materiali inediti.

    Per il programma completo consultare
    http://www.fareastfilm.com

    Chiara Nucera

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