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    Passione sinistra

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    PASSIONE SINISTRA
    GENERE: Commedia
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 90′
    NAZIONALITA’: Italia
    REGIA: Marco Ponti
    CAST: Alessandro Preziosi, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Iurij Ferrini, Glen Blackhall
    DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
    TRAMA: Nina è un’integralista di sinistra, crede in quello che fa ed è convinta che si possa lottare per un mondo migliore. Vive con Bernando, giovane intellettuale che spera un giorno di diventare uno scrittore di successo. Giulio invece è figlio di una famiglia di industriali, arrogante e qualunquista, fidanzato con Simonetta, ‘una simpatica biondezza’. Nina e Giulio un giorno si incontrano casulamente e a prima vista si odiano, Giulio rappresenta per Nina l’uomo che da sempre disprezza, Nina è per Giulio il tipo di donna che di solito ignora. Ma nonostante tutto la passione li travolge, e dopo il loro incontro ogni presunta certezza verrà distrutta e ogni differenza azzerata.
    RECENSIONE:
    VOTO:
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    Nina

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    NINA
    (Nina)
    GENERE: Drammatico
    ANNO: 2013
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 80′
    NAZIONALITA’: Italia
    REGIA:
    Elisa Fuksas
    CAST: Diane Fleri, Andrea Bosca, Luigi Catani, Ernesto Mahieux, Luca Marinelli, Marina Rocco
    DISTRIBUZIONE: Fandango
    TRAMA: Nina è una ragazza vicino ai trent’anni con la passione per la Cina, il canto ed un amore appena nato. Si trova a Roma d’estate per custodire il cane, il criceto e l’aquario di un amico. In questo palazzo la ragazza incontra Ettore,un bambino un po’ misterioso che ha le chiavi di tutti gli appartamenti del palazzo. Tra i due nasce un’amicizia molto forte che porterà Ettore ad aiutare Nina a prendere la decisione della sua vita: partire o no per la Cina.

    RECENSIONE: Fascino senz’anima
    VOTO:
    1.5

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    Nella casa

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    NELLA CASA
    (Dans la maison)
    GENERE: Thriller
    ANNO: 2012
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 105′
    NAZIONALITA’: Francia
    REGIA: François Ozon
    CAST: Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Vincent Schmitt, Jacques Bosc, Diana Stewart
    DISTRIBUZIONE: Bim
    TRAMA: Un ragazzo di 16 anni si insinua nella casa di un suo compagno di classe per trovare ispirazione per i suoi componimenti scolastici. Colpito dal talento e dall’indole insolita dello studente, il suo professore di francese ritrova il gusto dell’insegnamento, ma l’intrusione scatenerà una serie di eventi incontrollabili.

    RECENSIONE: Insider reading
    VOTO: 3.5

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    Il Ministro

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    IL MINISTRO
    (L’exercice de l’Etat)
    GENERE: Commedia, Drammatico
    ANNO: 2011
    USCITA: 18/04/2013
    DURATA: 112′
    NAZIONALITA’: Francia
    REGIA: Pierre Schoeller
    CAST: Olivier Gourmet, Michel Blanc, Zabou Breitman, Laurent Stocker, Sylvain Deblé, Arly Jover
    DISTRIBUZIONE: P.F.A. Films e Feltrinelli Cinema
    TRAMA: Il ministro dei trasporti, Saint-Jean Bertrand, accorre nel cuore della notte sul luogo di un incidente. Da questo, inizia un viaggio sempre più profondo in un mondo dove regnano caos, sopraffazione e ingiustizia. Afforntando un’emergenza dopo l’altra, si scontrerà con uno Stato che divora coloro che lo servono.
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    Festival di Cannes 2011 – Un certain Regard

    RECENSIONE:
    VOTO:
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    Viaggio sola

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    GENERE: Commedia
    ANNO: 2013
    USCITA: 24/04/2013
    DURATA: 85′
    NAZIONALITA’: Italia
    REGIA: Maria Sole Tognazzi
    CAST: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Fabrizia Sacchi, Gian Marco Tognazzi, Alessia Barela, Lesley Manville, Carolina Signore, Diletta Gradia
    DISTRIBUZIONE: Teodora Film e spazioCinema
    TRAMA:  Irene ha superato i quarant’anni, niente marito, niente figli e un lavoro che è il sogno di molti: Irene è un “ospite a sorpresa”, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. Oltre al lavoro, nella sua vita ci sono la sorella Silvia, sposata con figli, svampita e sempre di corsa, e l’ex fidanzato Andrea. Irene non ha alcun desiderio di stabilità, si sente libera, privilegiata.
    Ma è vera libertà la sua? Qualcosa metterà in discussione questa certezza…
    RECENSIONE:
    VOTO:
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    Chris Sanders, dal Re Leone ai cavernicoli Croods

    Ecco Chris Sanders – un aficionado dell’animazione classica e di storie che hanno fatto sognare, commuovere e sorridere come Il re leone, La bella e la bestia o Lilo&Stitch – a Roma per presentare, dopo la trasferta berlinese, la sua nuova creatura: I Croods, film d’animazione scritto e diretto insieme a Kirk De Micco, nelle sale italiane dal 21 marzo in ben 700 copie. Un’avventura preistorica che guarda, ma solo da lontano, a L’era glaciale e ai Flinstones per raccontare in maniera illuminata e con ironia l’evoluzione del genere umano.

    Molti credono che girare un film di animazione sia più semplice che realizzare un live action, perchè non ci sono limiti fisici su dove ad esempio posizionare la cinepresa, ma sappiamo che in fondo non è così. Quali sono le tue impressioni?
    Sono completamente d’accordo. Avere la possibilità illimitata di piazzare la macchina da presa dove ti pare, in realtà può anche farti correre il rischio di uscire fuori di testa e fare cose senza senso, perchè puoi metterla in troppi posti dove magari non serve.
    Abbiamo cercato quindi di dare a questo film un aspetto che fosse quanto più documentaristico possibile, come se stessimo usando una macchina a spalla o a mano.
    È sicuramente molto più difficile realizzare un film di animazione rispetto a uno con attori in carne e ossa, perchè in quel caso hai gli attori a disposizione sul set, ce li hai tutti insieme contemporaneamente. Invece con un lungomatraggio animato hai la macchina da presa, le voci, gli attori, le luci tutti in posti e momenti diversi; c’è molta ripetizione, ma adoro il fatto di avere possibilità infinite.

    Quando scrivi per i bambini ci sono dei limiti che pensi di non dover superare?
    In realtà no, perché con l’animazione puoi affrontare qualsiasi cosa tu voglia, devi solo stare attento a come racconti e come descrivi o parli di quello di cui vuoi parlare. Per noi è sempre stato importante non escludere nessuno e al tempo stesso non salire in cattedra, ovvero non parlare dall’alto in basso nei confornti di qualcuno, perché vogliamo che tutti vengano a vedere i nostri film e ne escano divertiti. Sono tanti gli ingrendienti presenti in film di questo genere: i bambini ad esempio noteranno alcuni aspetti e gli adulti ne percepiranno altri, ma tutti avranno visto lo stesso film e goduto di questa esperienza insieme.

    La saga de L’ era glaciale o i Flinstones di Hanna-Barbera sono stati un ostacolo o ti hanno costretto in qualche modo ad aggiustare il tiro per non cadere nel rischio di fare qualcosa di già visto?
    Abbiamo iniizato a lavorare all’idea di un film sui cavernicoli dove tutto il continente va in pezzi, moltissiimi anni fa, nel 2004; ma proprio mentre ci lavoravamo ecco che viene fuori il trailer de ‘L’era glaciale’ con il mondo appunto che si diseintegra. Ma cosa avremmo potuto fare? Ormai la strada era stata intrapresa, avevamo già cominiciato e non potevamo certo cambiare direzione o fermarci, è stata una di quelle coincidenze che purtroppo a volte si verificano. Qualcuno ad esempio ha notato che la nostra protagonista ha i capelli rossi e che ricorda molto la Merida di ‘Brave – Ribelle’, ma posso assicurare che non c’è stata mai nessuna contaminazione o interferneza.
    Mi piacciono tutti i film de ‘L’era glaciale’, sono in assoluto i piu divertenti e buffi, e adoro i loro personaggi; ma amo anche i Flinstones, certo rispetto a loro siamo stati più svantaggiati perchè gli Antenati hanno a disposizione la tecnologia a cui noi invece non abbiamo potuto fare riferimento. Sia gli Antenati sia L’era glaciale sono stati fonte di grande ispirazione.

    Hai nostalgia per l’animazione tradizionale?
    Adoro l’animazione classica in 2D e credo che comunque continui a esser assolutamente valida e forse più adatta per alcuni tipi di storie. Sia l’animazione tradizionale sia quella in CG hanno i loro punti di forza, io però continuo a disegnare, mi piace e lo faccio spesso a fine giornata o in un momento di pausa, perchè anche la CG parte dal disegno. I personaggi prendono vita da lì, dagli storyboard che hai preparato e mi piacerebbe, laddove trovassi il materiale giusto, continuare a lavorare con l’animazione classica.

    Emma Stone ha dichiarato che non si sarebbe mai aspettata di dover affrontare una performance così fisica. Come avete lavorato con il cast vocale? Quanto gli attori hanno contribuito alla caratterizzazione dei personaggi?
    La prima considerazione nella scelta di chi presterà la voce ai personaggi è il personaggio stesso. Nel caso di Emma Stone sin dall’inizio la sua voce aveva una tale qualità e una tale caratteristica, che sembrava incarnare molti dei tratti di Eep, la figlia. Quando scegli gli attori che doppieranno i protagonisti di una storia, in genere ti aspetti sempre che diano il proprio contributo e che aiutino a forgiare il personaggio per come verrà fuori. Ed è quello che è successo nella realizzazione de I Croods. Quando registravamo le voci usavamo due mini telecamere puntate sugli attori per riprendere le loro performance e eventualmente catturarne qualche movimento, perchè poteva capitare – e con la Stone si è verificato molto più che in qualsiasi altro film – che alcune espressioni facciali venissero rubate e utilizzate per il personaggio. Emma ha una mimica straordinaria, e con lei questo è successo spessissimo.
    Un’altra cosa molto bella è successa con Nicolas Cage quando Grug ha la crisi di mezza età: avevamo scritto tutte le battutte, ma non sapevamo come lui l’avrebbe interpretato. Cage è immediatamente entrato nel personaggio, in realtà è stata tutta una sua invenzione e ha fatto cose che poi hanno  determinato la scena del film. È entrato talmente tanto nel personaggio che abbiamo dovuto registrare le battute solo un paio di volte e da lì abbiamo preso spunto per creare le scena. Partiamo sempre dalla voce.

    Pensi di tornare a doppiare qualcuno dopo Stitch e Laccio?
    Non sono cose che programmi, con Laccio è capitato come con Stitch. Laccio non doveva essere un personaggio animato all’inizio, ma solo parte del costume di Guy; invece andando avanti abbiamo cominciato a pensare che poteva chiudere un occhio o sorridere, per far capire che non era proprio morto e alla fine ha preso vita. Man mano che cresceva aumentava anche la sua parte di recitazione.

    La figura di Grug è primitiva per eccellenza, come se appartenesse a un altro tipo di razza che poi incontra l’evoluzione umana. È stata una scelta consapevole sin dall’inizio?
    Sì, è stato tutto assolutamente intenzionale. Grug è stato progettato per essere molto più simile e vicino ad un gorilla rispetto a Guy, che invece rappresenta l’Homo Sapiens concentrato sull’intelletto. È stato fatto per mostrare che ci sono diversi tipi di esseri umani: i Croods hanno dentro di sè molto più caverna e molto meno uomo.

    Che ruolo ha avuto la musica?
    La musica è la mia arma segreta, ho imparato da Alan Silvestri che è estremamanete importante, è quella che dal punto di vista della storia si occupa del sollevamente pesi. Quando le parole non sono sifficienti interviene la musica: l’ho imparato con lui dai tempi di ‘Lilo&Stitch’ e da allora l’ho utlizzata, in particolare in questo film, per dire qualcosa quando i personaggi smettono di parlare. C’è un momento, quello in cui tutta la famiglia sale su un albero e per la prima volta vede il cielo stellato, in cui i personaggi non parlano, ma lo fa la musica al loro posto. Avevo pensato quella scena così e l’avevo scritta esattamente in quel modo senza dialoghi, avevo previsto il momento musicale sin dalla  sceneggiatura.
    La musica sottolinea e marca un momento di cambiamento globale: da quel preciso istante in poi la storia prenderà un’ altra dimensione. Parimenti importante è la scena in cui Grug capisce e accetta l’idea che la sua famiglia non tornerà mai più nella caverna, anche lì la musica svolge un compito importantissimo.

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    Bentornato Riccardo Milani

    Dopo ‘Piano, solo’ e ‘Volare’ in tv, con Benvenuto Presidente! Riccardo Milani entra in Parlamento per mostrarci un Paese che sembra aver seguito le previsioni della sceneggiatura di questa favola comica ricca di ottimi comprimari.

    Il film perfetto in un momento così delicato, di rifiuto della politica…?
    Credo, da cittadino italiano, che la politica spesso serva a coprire delle responsabilità, generalmente personali. La cosidetta ‘antipolitica’ la respiro da quando sono bambino, e sono anni che sento parlare di governi incapaci… Credo anche che il nostro sia un Paese diviso in due tra chi fa politica – che è una conquista che va difesa – e chi parla senza saperne molto. Non sopporto sentire che i partiti sono tutti uguali, è qualcosa non vero, è antistorico.

    Viene il dubbio che sia un ‘instant movie’, tanto è legato – criticamente? – alla nostra attualità… come nel caso del riferimento al Papa…
    La scena sul Papa era stata girata ai primi di novembre, quindi ben prima che si potesse immaginare quel che è poi successo.
    Per il resto, come detto, sono argomenti che sento da sempre. Quando sento parlare di ventata di legalità sono contento, ma se si parla di ‘fetore di partiti’ e di ‘tutti a casa’ no. Credo che il marcio sia anche nell’economia, soprattutto nella politica economica, ma anche e non poco nella vita delle persone. Benvenuto Presidente è una comedia leggera e surreale, come è surreale la Storia di questo Paese.

    Possiamo parlare quindi a pieno titolo di Commedia all’italiana?
    Mi sembra una descrizione nobile. La Commedia all’italiana per me è stata una specie di libro di storia, mi ha aiutato a conoscere il Paese. Credo che il cinema debba fare questo. Le stesse commedie devono essere divertenti, ma non nascondere i vizi e le lacerazioni del Paese.

    Come vi è venuto in mente di rappresentare i ‘Poteri Forti’ con registi e giornalisti molto noti?
    E’ stata una idea mia. Anche se Lina Wertmuller me l’ha suggerita Kasia quando ho detto che volevo ci fosse una donna.
    Ho un grande senso di riconoscena verso alcuni di questi registi: Lina, Pupi, è stato un onore averli sul set. Io sono cresciuto con i loro film. Per me Pasqualino sette bellezze è un film enorme! Gli altri due (Steve Della Casa e Gianni Rondolino) erano personaggi diversi ma che mi faceva piacere ci fossero, anche se per aspetti diversi.

    Ultimamente il nostro cinema guarda spesso al Parlamento, spesso in maniera surreale… come mai, secondo te?
    Credo che questo film in realtà faccia lo sforzo di uscire dal Parlamento, come nel discorso finale del Presidente. E lo fa mostrando le tre famiglie ‘tipo’ che raccontiamo, e che osservano; sono loro quel che forse può caratterizzare il film, sono una sorta di sguardo sugli italiani, su alcune nostre banalità, luoghi comuni nei quali ci si rifugia. Il marcio, come dicevamo, è anche nelle abitudini quotidiane; credo sia fuori dal Parlamento piu che dentro di esso. Noi mostriamo l’esempio di una responsabilità, ma molte di queste sono anche nella vita quotidiana, in come educhiamo i nostri figli, per esempio… nella furbizia di cui siamo un po’ orgogliosi e che ci gratifica. E’ questo che spacca davvero in due il Paese, non politicamente, ma eticamente.

    Come ti sei trovato a dirigere attori che non sono esattamente avvezzi alla commedia?
    Mi piace dirigere attori con cui ho già lavorato o con i quali lavorerei volentieri, anche se hanno meno abitudine alla commedia rispetto ad altri. Ma è un motivo in più, perché mi piace cercare una sorta di ‘contromovimento’, anche nei singoli; dà una certa soddisfazione, come vedere Remo Gironi strafatto per le troppe canne o cose del genere… Sono situazioni nelle quali ci si diverte sul set. Spesso gli attori si lamentano, temono di perdere la credibilità accumulata in anni di lavoro. Ma anche questa è una piccola soddisfazione…

    In questa Italia divisa, qual è la parte ‘buona’?
    Emerge nelle famiglie che seguono la politica in televisione. Credo che rappresentino uno spartiacque. Sono spettatori distratti, che si sentono messi sotto accusa. Sono il simbolo di una Italia più disattenta, non so se peggiore, ma che certo punta il dito senza guardare alle proprie responsabilità. Trovo che non fosse necessario rappresentare visivamente ogni cosa, e in questo caso credo si noti che possono essere persone per bene, anche se colpevolmente distanti.

    Nel film vediamo che le soluzioni ai tanti problemi del Paese ci sono già… sei ottimista che qualcuno le realizzi anche nella realtà?
    Io spero si facciano, ma chissà… E’ significativo che la gente comune possa essere una forza positiva per il Paese. Che ci sia la possibilità di accadere e che accada. Almeno che questo sia possibile. Poi, certo, si entra nel campo delle previsioni… e lì mi faccio indietro e lascio il compito alla politica sana.

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    Francois Ozon, Vampiro Voyeur

    Da Potiche a Cannes, Francois Ozon, il cantore dell’amore e di tante grandi attrici francesi, in Nella casa sceglie di raccontare un ambiguo e contrastato rapporto tra due figure maschili (e non solo).

    Partiamo dalla fine, è soddisfatto del finale che ha dato a questo film? Ce n’erano altri?
    Capisco che possa essere frustrante per alcuni, dopo un’attesa di una “fine sorprendente e unica conclusione possibile a una storia” come viene detto nel film, al pari del fatto che “non si è mai soddisfatti del finale di una storia”. Sono io d’altronde a immergere lo spettatore nella storia e a creare l’aspettativa di un finale alla Michael Haneke in cui tutti muoiono e invece poi vado altrove.
    Io scelgo deliberatamente che sia il pubblico a decidere il finale, soprattutto di questa storia. Nella quale ho optato per un finale aperto che mostrasse quanto non fosse importate la conclusione in sé quanto piuttosto la relazione tra i due personaggi disadattati e mostrare la necessità della creazione narrativa per queste due solitudini.

    Questo era il senso della storia?
    Cerco di lasciare spazio all’immaginario del pubblico, per quanto siano spesso interpretazioni diverse dalla mia o dalla mia intenzione originaria è sempre interessante scoprirle.

    Però lo spunto viene da un testo esistente, o qualcos’altro l’ha ispirata?
    Ho bisogno di una realtà da mascherare, comunque una base documentale a partire dalla quale far lavorare la mia immaginazione. Questa deve essere nutrita da una ispirazione che venga da quel che vedo per strada, da una storia che mi raccontano, una notizia che sento, o dalla intimità altrui, come è Nella Casa. Poi la trasformo, modifico e arrangio…

    Di nuovo la Seigner al centro di un rapporto seduttivo, per questo ha dichiarato di non essersi riconosciuta nel suo personaggio?
    In realtà lei non si è piaciuta, perché si è trovata molto brutta. In passato avevamo avuto un progetto – simile a “Quell’estate del ’42” – nel quale avrebbe dovuto avere un’avventura con un amico di suo figlio, ma non trovai i soldi per realizzarlo. In questo caso, lontani da ogni perversione, è il giovane a essere pericoloso e seducente. Anzi, a lei vengono sempre proposti ruoli agressivi, anche sessualmente, ma qui io ho voluto mostrarla più tenera e materna.

    Come fosse una versione adulta del personaggio che aveva in Luna di fiele di Polanski?
    Non saprei, ma è particolare che anche Kristin Scott Thomas fosse in quel film con lei, e le due avevano persino una scena lesbica insieme. In questo film avevo pensato a una scena nella quale le due fossero insieme, durante l’inaugurazione della mostra nella Galleria, l’avevamo filmata, ma poi ho deciso di tagliarla al montaggio perché non mi pareva interessante.

    Resta comunque un film sulla seduzione?
    Parlerei più di manipolazione, mi pare un tema più evidente. Anche se lo stesso Claude seduce Esther. Ma resta intrappolato nel suo stesso tentativo di manipolazione per poter continuare la sua storia, si innamora e cade nella sua stessa trappola. E’ vero secondo me che ognuno di noi seduce per manipolare, per ottenere qualcosa.

    Un film anche ricco di riferimenti…
    Ho detto io espressamente a Lucchini e la Scott Thomas di riferirsi alla coppia Allen-Keaton, di tanti loro film, per creare la loro coppia nel film; ma un altro riferimento importante è quello a Hitchcock e alla sua teorizzazione della idea di suspanse e del ruolo dello spettatore nel film.

    Anche in Swimming Pool si parlava del rapporto tra uno scrittore e la sua creatura… un caso?
    Quello era più un film sull’ispirazione, su una scrittrice che aveva perso l’ispirazione. Qui è diverso, Claude ha molte fonti di ispirazione, il problema è semmai come raccontare la storia, che forma darle, di commedia, farsa, thriller, melodramma, come trattare i personaggi… Tutte opzioni che in Swimming Pool non c’erano. Lì Sarah Morton sapeva esattamente cosa fare, il problema era semmai far nascere un desiderio per mettere in pratica questa forma.

    Il prossimo film, alla vigilia di Cannes?
    Si intitola “Giovane e carina”, ed è già terminato. Domani sapermo se sarà al Festival di Cannes. Ma sono pessimista… Non avevano accettato Potiche, né questo Nella casa, per cui non vedo perché dovrebbero selezionare questo film su una giovane diciassettenne che scopre sua sessualità, con Marinne Vakt e Charlotte Rampling.

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    Un’Estate Firmata Disney

     

    Dopo il successo della scorsa estate, torna l’iniziativa Disney Classici al Cinema, che dall’1 al 30 giugno riporta sul grande schermo gli indimenticabili capolavori che hanno segnato la storia dell’animazione, restaurati in digitale.
    L’estate vedrà il ritorno di tre classici tra i piu amati di sempre: Gli Aristogatti, Il Libro della Giungla e Le Avventure di Peter Pan.

    Ad aprire la rassegna Gli Aristogatti, l’emozionante storia, ambientata nel cuore di Parigi, di Duchessa e dei suoi piccoli Minou, Matisse e Bizet, una famiglia di gatti di alto rango, il cui patrimonio che riceveranno in ereditr dall’anziana padrona rischia di essere trafugato; grazie all’intervento di Romeo e della sua band felina di musicisti jazz vivranno una fantastica avventura, ricca di colpi di scena, divertimento e nuovi amici.
    A seguire Il Libro della Giungla, l’ultimo capolavoro in cui Walt Disney in persona ha potuto mettere il proprio tocco unico; tratto dal romanzo di Rudyard Kipling, la storia di Mowgli e dei suoi buffi ed esuberanti compagni della giungla c il trionfo dell’amicizia, del divertimento e dell’avventura.
    Infine, imprevisti e fantasia con Le Avventure di Peter Pan, il cartone ricco di personaggi memorabili e polvere fatata che ci ha insegnato a credere nei sogni.

    A partire da aprile e per tutto il mese di maggio saranno in distribuzione presso i Disney Store e altri partner selezionati oltre 10.000.000 di buoni Disney Classici al Cinema (ottenibili senza obbligo d’acquisto) che, presentati alle casse dei cinema aderenti all’iniziativa, daranno la possibilitr di ricevere un biglietto omaggio per un film a scelta a fronte dell’acquisto di uno intero.

    Il voucher inoltre sarà valido anche per la visione di un altro grande capolavoro del cinema d’animazione, il film Disney-Pixar Monsters & Co., vincitore di un Academy Award®, che tornerà al cinema dal 13 al 26 giugno per la prima volta in un’emozionante versione stereoscopica 3D.

    The Walt Disney Company Italia anche quest’anno riserva un pensiero speciale alle famiglie italiane avvicinandole al mondo cinematografico grazie alla speciale promozione Disney Classici al Cinema per augurare le migliori vacanze all’insegna del divertimento.
    Un appuntamento unico che permetterà alle nuove generazioni di godersi la spettacolare e imparagonabile visione sul grande schermo in una nuova versione digitale di quei film che hanno segnato la storia del mondo dell’animazione.

    Le date:
    – Gli Aristogatti dall’1 al 2 giugno;
    – Il Libro della Giungla dall’8 al 9 giugno;
    – Monsters & Co. 3D dal 13 al 26 giugno;
    – Le Avventure di Peter Pan dal 29 al 30 giugno.

    Per maggiori informazioni: www.disney.it/film-disney/cinema/Classici-al-cinema

    Il TRAILER della Promozione

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