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  • La Guida alla numerologia nel Cinema

    Avete mai notato che nei film e serie tv di maggior successo emergono uno o più numeri ricorrenti e che spesso simboleggiano qualcosa o rappresentano veri e propri indizi per risolvere un mistero? Una simpatica infografica ripercorre, attraverso uno storyboard di vignette, quei film e serie tv che ci hanno appassionato in questi anni all’interno […]

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    Bif&st 2016: Omaggio a Scola e Mastroianni

    Sarà un festival sotto il segno dell’assenza. Economica, cento mila euro in meno rispetto allo scorso anno, e affettiva, quella di Ettore Scola scomparso il 19 gennaio e presidente della manifestazione sin dalla sua nascita.
    Così si presenta questa settima edizione del Bari Film Festival che si svolgerà nel capoluogo pugliese dal 2 al 9 aprile. Scola ne aveva curato minuziosamente il programma dei sei anni precedenti e stava continuando a farlo anche questa volta, pochi giorni prima che dell’infarto che lo ha portato via: “All’inizio è stato faticoso convincerlo, ma poi ci ha messo l’anima – racconta il direttore del Bif&st, Felice Laudadio, ricordando il regista che il festival omaggerà con un tributo che culminerà nella pubblicazione di un libro con la raccolta delle testimonianze apparse sulla stampa italiana e internazionale appena dopo la sua morte, e in una retrospettiva che incrocerà quella già annunciata da tempo per Mastroianni – Il tema del prossimo Bif&st sarà Scola-Mastroianni 9½ visto che il regista ha diretto più di chiunque altro l’attore scomparso 20 anni fa: hanno lavorato insieme in ben 9 film, più uno ad episodi. Per questo 9½, citando anche Fellini che come Scola diresse Mastroianni in alcuni dei suoi film”.
    In cartellone tanto cinema italiano – My Father Jack di Tonino Zangardi, L’età d’oro di Emanuela Piovano, Senza lasciare traccia di Gianclaudio Cappai – , otto master class che come ogni anno animeranno il palco del Petruzzelli (la prima dedicata a Ettore Scola, le altre sette a Marcello Mastroianni, tenute da registi e attori che con loro hanno lavorato) e altrettanti titoli americani in anteprima tra cui L’uomo che vide l’infinito di Matt Brown, Zona d’ombra di Peter Landesman e Criminal di Ariel Vromen che chiuderà il festival.
    “Una manifestazione che continua a essere un pilastro fondamentale della nostra regione – sottolinea il presidente della Regione Puglia, Michele Emilianoe che durerà a lungo. Abbiamo un programma quinquennale. Piccola gente fatta di grandi gesti: mi auguro che il Bif&st sia questo, un circuito d’amore che apre la Puglia al mondo”.
    A Scola e Mastroianni saranno dedicati anche gli incontri pubblici che quest’anno vedranno tra i protagonisti Paolo Virzì, Anna Maria Tatò, Toni Servillo e Pif.

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    13° Montecarlo Film Festival: Intervista a Paul Belmondo

    Al festival della commedia diretto da Ezio Greggio, arriva Belmondo para Belmondo di Paul Belmondo. Un omaggio che il figlio Paul dedica a suo padre Jean Paul, descrivendo l’attore, l’artista, l’uomo, le sue donne. Un racconto emozionante che porta Belmondo sui luoghi dove ha girato i suoi film: Copacabana, Roma, Normandia e i tetti di Parigi, con le testimonianze di Jean Rochefort, Jean-Pierre Marielle, Charles Gérard e di un’altra leggenda del cinema francese, Alain Delon.
    Servizio a cura di NrCinema News.

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    Lo chiamavano Jeeg Robot: Mainetti, “Il mio supereroe senza calzamaglia”

    Dimenticate le tutine di Spiderman e le calzamaglie di tanto cinecomics e fate spazio a una maschera di lana fatta ai ferri. Mettete da parte il supereroe buono a tutti i costi, americanissimo e lanciato nella missione spesso suicida di salvare l’intera umanità e preparatevi invece a prendere confidenza con un antieroe, uno che a salvare il mondo proprio non ci pensa, un ladruncolo solitario che parla romanaccio, divora budini alla crema, guarda film porno tra le pareti scalcinate di un monolocale nei sobborghi della capitale e si ritrova suo malgrado a dover gestire dei superpoteri. E’ un supereroe di periferia quello a cui ha dato vita Gabriele Mainetti in Lo chiamavano Jeeg Robot, la sua prima volta dietro la macchina da presa sulla base di una sceneggiatura scritta da Nicola Guaglianone e Roberto Menotti.
    Un film che Gabriele si è anche prodotto da solo sfidando i rischi di un genere che nel nostro paese è privo di uno storico e regalandogli invece un’identità propria; ora finalmente, dopo il successo allo scorso Festival di Roma e sei anni di gestazione, Lo chiamavano Jeeg Robot arriverà in sala dal prossimo 25 febbraio portandosi dietro suggestioni che arrivano da mondi disparati.
    Apparteniamo a quella generazioni a cui ‘Bim bum bam’ ha fatto da balia e così alla fine degli studi di cinema ‘serio’ quando si è trattato di dover dire la nostra siamo andati a pescare tra quello che ci emozionava nel profondo: i cartoni di quel periodo come Lupin III, Tiger Man. – racconta Mainetti alla presentazione romana della pellicola – E abbiamo voluto dare al costume una dimensione un po’ più semplice senza andare incontro all’idea di un costume raffinato propria di un cinema americano che non ci appartiene; lo abbiamo portato a casa nostra e lo abbiamo cucito a mano. In Italia manca uno storico di cinecomics, tant’è che in questo film il supereroe arriva solo nell’ultimissima inquadratura; c’è piuttosto un processo catartico che il protagonista deve affrontare. Mi sono sentito come in uno zoo di vetro, dovevo muovermi con molta attenzione perché è unarealtà che non ti appartiene; devi prendere lo spettatore per mano e portarlo in un mondo diverso e come lo fai? Con personaggi più reali possibili, veri e calati in un contesto assurdo”. Quello di una Roma alla mercè di attentati dinamitardi e malavitosi, in cui Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria), ombroso piccolo criminale di Tor Bella Monaca, scopre dopo un incidente di essere dotato di una forza sovraumana.  Deciderà di usarla a vantaggio della sua carriera di delinquente, almeno fino all’incontro con Alessia (Ilenia Pastorelli), ragazza un po’svitata convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato Jeeg Robot.

    Un personaggio che potrebbe diventare cult: “Gabriele voleva un personaggio pesante, fermo e che fosse presente fisicamente, doveva essere un orso, mentre io sono di natura spesso più dinoccolato; – spiega Santamaria che lo interpreta – perciò mi ha fatto mettere su venti chili e mi ha chiesto di guardare il film L’orso di Jean Jacques Annaud. Abbiamo fatto un lavoro non solo fisico, che si è esteso anche al suo modo di parlare”.
    E come ogni supereroe che si rispetti, dovrà vedersela anche con la sua nemesi, lo Zingaro, un cattivo “ambiguo, imprevedibile e originale”, un super criminale ossessionato dal desiderio di apparire, grande cultore della musica anni ’80 e una fugace apparizione a Buona Domenica, a metà tra un dandy e Joker a cui Luca Marinelli regala infinite sfumature, facendogli cantare a squarciagola Anna Oxa e la Bertè.
    E pensare che invece, per interpretarlo ha rispolverato Il silenzio degli innocenti: “Il mio primo incontro con il cinema è stato sette anni con ‘Il silenzio degli innocenti’; – dice – ricordo che quel personaggio problematico mi aveva subito affascinato, così quando Gabriele mi disse di riguardare Il silenzio degli innocenti mi è sembrato di stare a casa. L’ho costruito partendo da qui e all’inizio ci siamo convinti a vicenda; io pensavo di non farcela e Gabriele non pensava che fossi cosi matto”.
    Inizialmente avrebbe dovuto ispirarsi al fan di un cantante, “che purtroppo non ci voluto seguire (e non vi diremo chi è)”, precisano, poi arrivò lo spunto, quando Mainetti fece vedere a Marinelli un video di Anna Oxa che appena sedicenne si esibiva sul palco di Sanremo con un trucco alla Bowie e un vestito metà da uomo e metà da donna. Lo Zingaro arriva da lì e “da semplice fan è diventato una specie di cultore della musica anni ’80”.
    Un sequel? Non si sa, per ora “l’importante – come ci tiene a sottolineare il regista – è che abbia un buon successo”.

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    Star Wars: Ecco il Bignami per chi è rimasto indietro

    Cosa sono i jedi? Perché tutti ne parlano come se dovessi saperlo? E cos’è quella forza di cui blaterano? Perché continuano a dire di essere il padre di un certo Luke con una voce ansimante da asmatico? E non parliamo di quelli che senza motivo invertono l’ordine delle parole formando frasi da sapiente new age mettendo il verbo ausiliare alla fine, un po’ come fanno certe parodie dei sardi in tv.

    Insomma il mondo è impazzito? La risposta è no, ma è anche sì. Se doveste esservi fatti queste o altre domande simili negli ultimi mesi è molto probabile che voi non siate fan di Star Wars. Per molti questo non rappresenta un problema e le possibilità di vivere normalmente la vostra vita non dovrebbero essere troppo compromesse, ma quello che non potevate prevedere è che presto uscirà un nuovo film della saga dopo oltre 10 anni di attesaoltre 30 direbbe qualcuno. Ecco allora spiegato un entusiasmo tale da sfiorare la psicosi. E visto che la cosa potrebbe durare ancora per qualche anno le possibilità sono due: tentare di farsi un’infarinatura di base cercando di limitare l’inevitabile senso di isolamento o sposare la propria ignoranza e sviluppare delle particolari tecniche di sopravvivenza. Se preferite la seconda ipotesi vi rimandiamo a questo pratico vademecum, se invece avete deciso di colmare quella che percepite come una lacuna questo è il posto giusto. Questo è il Bignami che stavate cercando.

    Informazioni di base sulla saga
    Star Wars è stata creata dal regista George Lucas che ha messo insieme parecchie influenze: lo studio della mitologia di varie culture, una passione per le filosofie orientali e per la tradizione fantascientifica delle riviste pulp. Il primo film, intitolato semplicemente Star Wars (Guerre Stellari, in Italia), esce nel 1977 per la regia dello stesso Lucas e sebbene sia un film studiato per avere un inizio e una fine è solo un capitolo, il quarto, di una storia che era stata originariamente concepita in nove capitoli. Il successo del film fa sì che quello che inizialmente era solo Guerre Stellari diventi Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza. Seguiranno nel 1980 e 83 gli episodi V e VI, L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Dopo uno iato di oltre 15 anni la saga ritornò con tre film prequel, gli Episodi I-III, rispettivamente La Minaccia Fantasma, L’Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith mentre i piani per realizzare i capitoli dal VII al IX furono cassati. Alla fine del 2012 la Disney compra il pacchetto di personaggi di Star Wars per la modica cifra di 4 miliardi di dollari e annuncia poco dopo un piano ambizioso per la realizzazione di almeno altri cinque film, due spin-off e una nuova trilogia (gli Episodi VII-IX). Il Risveglio della Forza è il primo di questi film.

    Cosa sono i cavalieri Jedi?
    Nella saga spaziale di Star Wars i Jedi sono una forza di pace composta da esseri di tutte le razze. Un po’ samurai, un po’ monaci zen sono accomunati dalla capacità di usare questa sorta di magia chiamata Forza. Rispettati in tutta la galassia vengono mandati a dirimere questioni diplomatiche tra i sistemi e per risolvere guai di ogni tipo. Credono e difendono l’equilibrio dell’universo e vengono generalmente ritenuti dei saggi.

    Che cos’è la Forza?
    È l’elemento più inafferrabile del mondo creato da George Lucas. La Forza è il motore immobile di una religione panteistica, è una specie di spirito dell’universo che garantisce dei poteri a chiunque riesca a sintonizzarsi ad esso. Nella trilogia prequel Lucas ha cercato di dare più consistenza a questa sua creazione, aggiungendo al mito i Midi-Chlorian, particelle vive e all’origine della vita stessa che sono dentro ogni aspetto del creato. Chiunque abbia più Midi-Chlorian nel sangue potrà sfruttare al meglio il potere della Forza.

    Che cos’è il Lato Oscuro?
    La Forza viene solitamente usata per difendere l’equilibrio universale ma essa ha anche un lato oscuro legato alle emozioni che generano il conflitto: paura e rabbia, invidia, gelosia, cupidigia, arroganza, brama di potere e tutto ciò che è alla base della violenza. A volte gli uomini in cui la Forza scorre potente cedono a queste emozioni e abbracciano il lato oscuro.

    Cosa sono i Sith?
    Ordine parallelo e nemico dei Jedi i Sith sono uomini che hanno dedicato la loro vita alla conoscenza e all’utilizzo del lato oscuro della Forza. Un tempo un ordine vero a proprio, nell’epoca narrata nei film rispettano rigidamente la regola dei due. Solo due Sith possono esistere: un allievo e un maestro.

    Cos’è il Millennium Falcon?
    Il Millennium Falcon è un’astronave di proprietà del contrabbandiere Ian Solo che l’ha vinta a carte giocando col suo amico Lando Calrissian. Dal design tutt’altro che intrigante è in realtà una nave estremamente veloce tanto da guadagnarsi l’appellativo affettuoso di “pezzo di ferraglia più veloce della galassia”.

    Cos’è la Morte Nera?
    La Morte Nera è una superarma di cui dispone l’impero galattico. Si tratta di una fortezza a forma di planetoide che ha la potenza di fuoco sufficiente per distruggere un intero pianeta. È stato il principale spauracchio dei ribelli che si erano opposti strenuamente all’Impero.

    Note per gli expat
    Qualora la vita vi avesse condotto all’estero la recrudescenza del fenomeno di Star Wars potrebbe rappresentare un doppio problema. La sensazione di isolamento potrebbe infatti acuirsi quando scoprirete che quel poco che sapete di Guerre Stellari, captato facendo uno zapping svogliato sul televisore di casa, è quasi tutto sbagliato. Parliamo ovviamente dei nomi dei personaggi che sono stati adattati per il pubblico italiano con dei criteri tanto pretestuosi quanto inconoscibili, generando confusione anche negli adattori dei film successivi che spesso sono caduti nel pallone. Se Luke Skywalker, Anakin, Obi-Wan Kenobi e altri sono riusciti a passare indenni le maglie dell’edizione italiana non è andata troppo bene ad altri, come al malvagio Lord Fener che in originale si chiamava Darth Vader o a Ian Solo (in originale Han Solo) o alla principessa Leila (in originale Leia). Ma quello che hanno pagato lo scotto più pesante sono stati probabilmente i simpatici droidi C1-P8 e D-3B0 che in originale si chiamavano R2-D2 e C-3P0. Non è dato sapere se per voglia di raddrizzare un torto o per semplice sbadataggine nella più recente trilogia prequel i due droidi sono stati chiamati con i nomi originali, cortesia non usata invece per Vader che anche nell’eposidio III è stato sempre e solo Fener. La confusione è sicuramente caratteristica del lato oscuro perché, pur senza cambiare nome, l’imperatore Palpatine ha creato diversi grattacapi in fase di doppiaggio. E così in certi film viene chiamato Palpatain, con la pronuncia all’inglese, e in certi altri Palpatin, con la pronuncia alla francese.

    Frasario minimo

    “Luke, sono tuo padre”
    Frase cardine della saga viene pronunciata nell’episodio V quando lo spettatore viene a sapere che il cattivo Fener era in realtà il padre del protagonista. Di solito viene pronunciata imitando la parlata ansimante caratteristica del villain.

    “Che la Forza si con te”
    Mantra ripetuto in ogni angolo della saga è una frase di buon augurio da usare in tutte le occasioni. I burloni evitino il più possibile la risposta “e con il tuo spirito”.

    “Fare o non fare, non c’è provare”
    Frase dell’infinito campionario del potente maestro Yoda (quel piccolo mostriciattolo verde che ricorda vagamente E.T.) viene pronunciata nell’Episodio V, è un invito ad abbandonare le insicurezze e a rompere gli schemi mentali che ci bloccano. Perfetta per sostituire un costoso corso motivazionale.

    “Ti amo”, “Lo so”
    Uno degli scambi di dichiarazioni d’amore più leggendario della storia del cinema viene pronunciato dalla principessa Leila e dall’amato Ian Solo. Non è provato scientificamente ma pare che quel “lo so” utilizzato al punto giusto con un partner amante della saga potrebbe aver salvato numerosi matrimoni.

     

    Un ultimo avvertimento
    In nessun caso manifestate simpatia (ma sarebbe davvero difficile) per un essere alto, dall’andatura dinoccolata e la lingua penzolante, che parla una lingua strana. Si tratta di Jar-Jar Binks ed è il personaggio più odiato dalla serie, tanto odiato che lo stesso Lucas lo ha quasi disconosciuto dopo averlo introdotto nei film prequel.

     

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    Come salvarsi dall’universo Star Wars

    Spade laser, cavalieri jedi, droidi, principesse di galassie lontane. Manca davvero poco al debutto in sala di Star Wars – Il risveglio della forza (il prossimo 16 dicembre), il capitolo che riaprirà una delle saghe più longeve della storia del cinema. Creata e scritta alla fine degli anni ’70 da George Lucas, che dopo la vendita nel 2012 della Lucas Film alla Disney si farà da parte per lasciare il posto a J.J. Abrams, Guerre stellari è oggi molto più che una saga: un fenomeno di costume, una religione che nel giro di trent’anni ha creato un universo parallelo capace di sopravvivere ai suoi sei film (la trilogia originale  prodotta dal 1977 al 1983 e la seconda, un prequel, realizzata dal 1999 al 2005).
    Gadget, personaggi, una propria filosofia, romanzi, serie tv, videogiochi che hanno accompagnato un’intera generazione, forgiando seguaci in tutto il mondo con tanto di convention e raduni per quelli che definire fan sarebbe persino troppo riduttivo. Ci si chiede allora come potrà sopravvivere all’invasione chi di Jedi e spade laser non vuole sentire parlare, chi è riuscito ad arrivare alla soglia dei quaranta lasciando che Darth Vader, la principessa Leila e Luke Skywalker rimanessero su quella ‘galassia lontana lontana’ senza invadere la propria, chi il prossimo 16 dicembre lo passerà in un cinema d’essai lontano da deliri super galattici.

    Salvarsi  da Star Wars insomma, è possibile, basta seguire alcune semplici regole che ci siamo divertiti a elencare qui sotto.

    –  Weekend al cinema? I multisala sono un obiettivo sensibile. Evitateli e per una volta lasciatevi conquistare da una vecchia e polverosa sala di periferia.
    Star Wars non conosce confini e il rischio è quello di ritrovarselo in casa sotto le mentite spoglie del nuovo spot Tim. Un cambio repentino di canale appena vedrete materializzarsi la faccia di Pif vi salverà, a meno che non moriate dalla voglia di ritrovarvi a canticchiare inavvertitamente l’ormai noto tema musicale della saga intonato in questo caso da un coro natalizio di bambini.
    – Anche una breve sosta in libreria potrebbe rivelarsi fatale: cofanetti da collezione, gift-box, gigantografie, action figures e una spropositata serie di poster imperano tronfi sugli scaffali. Non vi resta allora che dirigervi come un caterpillar verso il vostro titolo, o ripiegare sulla sessione narrativa.
    – Non sottovalutate il potere dei gadget. Sono tanti, infiniti, camaleontici, capaci di camuffarsi tra una Winx e un Iron Man, nell’insospettabile reparto giocattoli del centro commerciale sotto casa. Così può capitare che un busto di Darth Vader o uno Jedi in miniatura  se ne stiano lì pronti a tendervi un’imboscata appena avrete girato l’angolo delle Barbie. Statene alla larga finché potrete.
    – Il grande alleato di Star Wars è il Natale, quello schizofrenico e delirante che prima o dopo vi trascinerà nel bel mezzo di una babelica carrellata di idee-regalo super mega galattiche. Resistetegli!
    – Questa volta la maratona di film natalizi ve la ciuccerete tutta e senza batter ciglio per schivare un’invasione mediatica che altrimenti vi farebbe sentire irrimediabilmente alieni.
    Frequenterete con più oculatezza i social per evitare che il countdown ansiogeno e irritante vi causi un convulso senso di insofferenza verso il bulimico proliferare di post di amici, che inevitabilmente si riverseranno sulla pagina del vostro profilo.
    Dichiaratevi senza paura, venite allo scoperto e ditelo che no, non lo avete mai visto. Seguiranno infinite ramanzine su come siate riuscite a smarcarvi dal ‘culto’, facce interrogative, consigli sull’episodio ‘assolutamente da vedere’, su quello da cui iniziare, un breve excursus sulle due trilogie e poi… poi forse, vi lasceranno in pace a bearvi della vostra ignoranza.

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