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    Pieraccioni, nella casa c’e’ ‘Un fantastico viavai’..

    Operazione nostalgia per Leonardo Pieraccioni che batte il primo Ciak di una commedia natalizia, scanzonata e scacciapensieri, in uscita il 12 dicembre, distribuita da 01.
    Ancora una volta doppia fatica, regia e interpretazione da protagonista mattatore per il comico toscano che il 3 giugno sarà sul set di Arezzo con “Un fantastico via vai”, questo il titolo della commedia.
    Dice di non capire molto di politica, ma non si tira indietro quando si presenta l’occasione di scherzare e fare battute sui protagonisti attuali della scena, a cominciare da Matteo Renzi e Beppe Grillo. “Renzi e Grillo? – dice –li prenderei al posto di Ceccherini e Papaleo”,
    Io non capisco niente di politica – ha precisato Pieraccionima Renzi mi sembra prossimo a mettersi la mano nel cappotto e credersi Beppe Grillo. La politica in Italia è ridotta a un reality, entrano personaggi di quel mondo, escono quelli che non servono più, arriva il rottamatore, c’è chi vota Grillo pensando in un cambiamento e lo ritrova a controllare gli scontrini”.
    La parentesi ‘politica del comico toscano finisce con una considerazione: “In Italia ci sono autori fortissimi, come Sorrentino o Virzì, che hanno il dovere di raccontare la società. Noi saltimbanchi puri, invece, con grazia, dobbiamo raccontare storie per divertire il pubblico, che va coccolato soprattutto in questo periodo, con la vita sempre più dura”.
    Ecco perché, insieme ad un manipolo dal tasso di comicità indiscutibile, da Serena Autieri a Maurizio Battista, passando per Ceccherini e Panariello, il comico e regista toscano racconta la storia di Arnaldo, bancario, padre e marito felice, ma un po’ annoiato dalla routine, che dopo essere stato cacciato, per un equivoco, dalla moglie (Autieri), decide di prendere una stanza in un appartamento di studenti e si ritrova così in quell’atmosfera dei vent’anni, di cui sentiva nostalgia. Sulla storia si innesta anche il misterioso furto di una caravella di Colombo…
    Scritto per la prima volta con Paolo Genovese,”Un fantastico via vai” tuttavia non si rifa’ al primo indiscusso successo di Pieraccioni, ‘I laureati’.
    Non c’entra niente con il mio primo film – si affretta a precisare Pieraccioni – anche se nella trama c’é un piccolo riferimento, quando rifaccio la corsa dal ristorante per non pagare il conto. Stavolta, però, con gli anni in più il cameriere mi prende…
    Il film “é un affresco che spero piacerà a quelli della mia età, dai 30 ai 50 anni, ma anche a quelli dai 20 ai 30… ognuno può avere una sua chiave di lettura”.

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    Nastri d’Argento 2013, le candidature aspettando Taormina

    Soirée di presentazione per il meglio del cinema italiano in attesa dei riconoscimenti assegnati dal Sindacato Giornalisti Cinematografici. Testa a testa tra Sorrentino e Tornatore, ma a vincere e’ il cinema d’autore.

    Saranno assegnati il 6 luglio al Teatro Antico di Taormina i Nastri d’Argento, prestigioso riconoscimento dei Giornalisti Cinematografici Italiani al miglior cinema della stagione.
    Quel che e’ chiaro dopo la presentazione delle nomination e’ che si trattera’ di un testa a testa fra Paolo Sorrentino (La grande bellezza) e Giuseppe Tornatore  (La migliore offerta). Nove le candidature ciascuno.
    Fra i titoli con il maggior numero di candidature ci sono anche Bella addormentata di Marco Bellocchio e Viva la libertà di Roberto Andò, Miele di Valeria Golino – opera prima accolta con grande successo anche a Cannes – e Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi (sei nomination ciascuno), autentica sorpresa anche negli incassi di questa stagione particolarmente difficile per il cinema in sala.
    “I Nastri 2013 per la prima volta hanno cancellato dalla selezione le categorie che esprimono il meglio del cinema europeo ed extraeuropeo, un mondo di titoli e di autori che ha già avuto comunque, per gli stessi film che sarebbero candidati, indiscutibili riconoscimenti fra i premi cinematografici più importanti, come al botteghino” ha sottolineato Laura Delli Colli, presidente del Sngci.
    Sono cinque gli attori candidati protagonisti con Roberto Herlitzka, premiato alla carriera, e Toni Servillo, che ha il riconoscimento di un Nastro straordinario; Aniello Arena, Raoul Bova con Marco Giallini, Luca Marinelli, Valerio Mastandrea e Francesco Scianna. Margherita Buy, Laura Chiatti, Laura Morante, Kasia Smutniak e Jasmine Trinca sono candidate come attrici protagoniste.  Nella cinquina delle non protagoniste: Claudia Gerini, Sabrina Ferilli, Anna Foglietta, Eva Riccobono e Fabrizia Sacchi. Attori non protagonisti: Stefano Altieri, Carlo Cecchi, Fabrizio Falco, Michele Riondino e Carlo Verdone.
    Grande attenzione da parte del Sindacato Giornalisti per la commedia: Benvenuto Presidente di Riccardo Milani, Buongiorno papà di Edoardo Leo, Tutti contro tutti, esordio alla regia di Rolando Ravello, Una famiglia perfetta di Paolo Genovese, Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi.
    Ricca la selezione delle opere prime: accanto a Pulce non c’è di Giuseppe Bonito e L’intervallo di Leonardo Di Costanzo si scontrano in cinquina tre attori al debutto dietro la macchina da presa: Alessandro Gassmann con Razzabastarda, Valeria Golino con Miele e Luigi Lo Cascio con La città ideale.
    Tra i Premi speciali di quest’edizione un Nastro alla carriera a Roberto Herlitzka, grande “non protagonista” quest’anno per Bellocchio, Piccioni e Sorrentino; il doppio Nastro speciale che Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini ritireranno a Taormina per Venuto al mondo, dal libro al film un interessante connubio creativo e produttivo.

    L’elenco completo delle candidature:

     

    REGISTA DEL MIGLIOR FILM

    □ Roberto ANDO’                                                                     Viva la libertà

    □ Marco BELLOCCHIO                                                  Bella addormentata

    □ Claudio GIOVANNESI                                           Alì ha gli occhi azzurri

    □ Paolo SORRENTINO                                                              La grande bellezza

    □ Giuseppe TORNATORE                                                La migliore offerta

     

     

    MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE

    □ Giuseppe BONITO                                                                 Pulce non c’è

    □ Leonardo DI COSTANZO                                                         L’intervallo

    □ Alessandro GASSMANN                                                        Razzabastarda

    □ Valeria GOLINO                                                                                   Miele

    □ Luigi LO CASCIO                                                                   La città ideale

     

     

    COMMEDIA

    □ BENVENUTO PRESIDENTE                                     di Riccardo MILANI

    □ BUONGIORNO PAPA’                                                       di Edoardo LEO

    □ TUTTI CONTRO TUTTI                                           di Rolando RAVELLO

    □ UNA FAMIGLIA PERFETTA                                      di Paolo GENOVESE

    □ VIAGGIO SOLA                                       di Maria Sole TOGNAZZI

     

     

    PRODUTTORE 

    □ Simone BACHINI, Giorgio DIRITTI, Lionello CERRI

    in collaborazione con Valerio DE PAOLIS                                  Un giorno devi andare

    □ Angelo BARBAGALLO                                                             Viva la libertà

    □ Donatella BOTTI                                                  Il rosso  e  il blu, Viaggio sola

    □ Isabella COCUZZA e Arturo PAGLIA                                 La migliore offerta

    □ Nicola GIULIANO, Francesca CIMA                                   La grande bellezza

    □ Riccardo SCAMARCIO, Viola PRESTIERI                                Miele

     

     

    SOGGETTO

    □ Fabio BONIFACCI                                                      Benvenuto Presidente        

    □ Massimo GAUDIOSO, Matteo GARRONE                                          Reality

    □ Pappi CORSICATO, Monica RAMETTA                           Il volto di un’altra

    □ Maurizio BRAUCCI   Leonardo DI COSTANZO                          L’intervallo

    □ Ivan COTRONEO, Francesca MARCIANO, Maria Sole TOGNAZZI              Viaggio sola             

     

    SCENEGGIATURA

    □ Marco BELLOCCHIO, Veronica RAIMO, Stefano RULLI                                                                                                                                  Bella addormentata

    □ Giuseppe PICCIONI,Francesca MANIERI                              Il rosso e il blu

    □ Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO               La grande bellezza

    □ Giuseppe TORNATORE                                                     La migliore offerta

    □ Roberto ANDÒ, Angelo PASQUINI                               Viva la libertà

     

     

     

    ATTORE PROTAGONISTA

    □Aniello ARENA                                                                                             Reality

    □ Raoul BOVA – Marco GIALLINI                                                   Buongiorno papà

    □ Luca MARINELLI                                                             Tutti i santi giorni

    □ Valerio MASTANDREA                                     Gli equilibristi,Viva la libertà

    □ Francesco SCIANNA                                                                                        Itaker                                           

     

    ATTRICE PROTAGONISTA

    □ Margherita BUY                                                                                Viaggio sola

    □ Laura CHIATTI                                                                    Il volto di un’altra

    □ Laura MORANTE                                                             Appartamento ad Atene

    □ Kasia SMUTNIAK                                 Benvenuto Presidente,Tutti contro tutti

    □ Jasmine TRINCA                                                   Miele,Un giorno devi andare

     

     

    ATTORE NON PROTAGONISTA

    □ Stefano ALTIERI                                                                   Tutti contro tutti

    □ Carlo CECCHI                                                                                                  Miele

    □ Fabrizio FALCO                                        E’ stato il figlio, Bella addormentata

    □ Michele  RIONDINO                                                      Acciaio, Bella addormentata

    □ Carlo VERDONE                                                                 La grande bellezza

     

     

    ATTRICE NON PROTAGONISTA

    □ Claudia GERINI                       Il comandante e la cicogna,Una famiglia perfetta

    □ Sabrina FERILLI                                                                    La grande bellezza

    □ Anna FOGLIETTA                                                                     Colpi di fulmine

    □ Eva RICCOBONO                                                                          Passione sinistra

    □ Fabrizia SACCHI                                                                             Viaggio sola

     

     

    FOTOGRAFIA

    □ Luca BIGAZZI                     L’intervallo, La grande bellezza, Un giorno speciale

    □ Roberto CIMATTI                                                            Un giorno devi andare

    □ Italo PETRICCIONE                                                                     Educazione Siberiana

    □ Federico SCHLATTER                                                                 Razzabastarda

    □ Fabio ZAMARION                                                                  La migliore offerta

     

     

    SCENOGRAFIA

    □  Marco DENTICI                                        Bella addormentata. E’ stato il figlio

    □ Francesco FRIGERI                                                                  Venuto al mondo

    □ Rita RABASSINI                                                                Educazione siberiana                                                                      

    □ Paolo BONFINI                                                                                              Reality

    □ Maurizio SABATINI, Raffaella GIOVANNETTI                 La migliore offerta

     

     

    COSTUMI

    □ Patrizia CHERICONI                                                                 Educazione siberiana    

    □ Roberto CHIOCCHI                                                             Il volto di un’altra

    □ Daniela CIANCIO                                                                La grande bellezza

    □ Grazia COLOMBINI                                                                          E’ stato il figlio

    □ Maurizio MILLENOTTI                                             Reality, La migliore offerta

     

     

    MONTAGGIO

    □ Clelio BENEVENTO                                                                    Viva la libertà

    □ Walter FASANO                                                                                  Viaggio sola

    □ Giogio’ FRANCHINI                                                                              Miele

    □ Massimo QUAGLIA                                                                    La migliore offerta

    □ Giuseppe TREPICCIONE                                                      Alì ha gli occhi azzurri

     

     

    SONORO IN PRESA DIRETTA

    □ Maurizio ARGENTIERI                                                      Venuto al mondo

    □ Gaetano CARITO con Pierpaolo Merafino                          Bella addormentata

    □ Emanuele CECERE                                                La grande bellezza,  Miele

    □ Gilberto MARTINELLI                                       La migliore offerta

    □ Carlo MISSIDENTI                                                                                               Un giorno devi andare

     

     

    COLONNA SONORA

    □ THONY                                                                              Tutti i santi giorni

    □ Marco BETTA                                                                                        Viva la libertà

    □ Pivio e Aldo DE SCALZI                                                                    Razzabastarda

    □ Lele MARCHITELLI                                                             La grande bellezza

    □ Ennio MORRICONE                                                                    La migliore offerta

     

     

    CANZONE ORIGINALE

    □ “Il silenzio” di Niccolo’ FABI                                        Pulce non c’è

    □ “Hey Sister” di Violante PLACIDO                                      Cose cattive

    □ “La Cicogna” di Vinicio CAPOSSELA & BANDA OSIRIS       Il comandante e la cicogna

    □ “Grovigli” di Malika Ayane                                              Tutti i rumori del mare 

    □ “Amor mio” di Cesare Cremonini cantata da Gianni  Morandi  Padroni di casa
    □ “Se si potesse non morire” di Francesco Silvestre cantata dai Modà  Bianca come il latte, rossa come il sangue

     

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    Una notte da leoni 3: una gita poco pericolosa

    Si conclude in maniera classica la saga dei lupi del branco. Il percorso del terzo episodio è quello della più classica commedia, niente situazioni estreme ma un viaggio divertente senza eccessi…

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    Non aspettatevi una tigre che sbuca in un hotel nel bel mezzo di un risveglio con postumi da sbronza epocale.
    Il terzo e conclusivo episodio della saga di ‘Una notte da leoni’ chiude il cerchio e cambia registro, diventa una commedia che si muove sul solco della tradizionale risata a stelle e strisce.
    Basta eccessi, niente nastro dei ricordi da riavvolgere nel disperato tentativo di dipanare nel modo migliore la matassa intrecciata da un gruppo di inguaribili casinari…
    In ‘una notte da leoni il Wolfpack, i nostri lupi del branco hanno per lo più messo la testa a posto, e questo creerà un certo sconcerto nei fan più agee, per i quali quel branco di scellerati fannulloni, nottambuli e combinaguai era per lo più un baluardo contro l’età adulta.
    Tanto vale abituarsi, anche perché fino alla fine a tener alta la bandiera dei bamboccio i combina guai, resta il geniale Alan (Zach Galifianakis, pronto ormai per una carriera a solista della risata), l’unico che ancora non ha trovato un senso nella vita e ce ne accorgeremo quando, dopo aver smesso di prendere le medicine, la sua follia e le sue assurdità sembreranno senza fine.
    Probabilmente era inevitabile cambiar percorso narrativo, arrivare placidamente ad un finale che suona francamente troppo conciliante, ma la scelta produttiva dovrà fare i conti con un gruppo di aficionados della saga davvero legati ad un mondo fatto di risate irriverenti e addicted a situazioni al limite dell’inverosimile. Staremo a vedere se tutti seguiranno i nostri eroi in questo viaggio – tutto sommato troppo tranquillo – fino all’immancabile meta finale.

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    The Bling Ring: Coppola-Watson, “cattive” ragazze ma poco scandalo

    Quinto film di Sofia Coppola, “The Bling Ring” segna il ritorno a Cannes della regista, a tre anni dall’ultimo lavoro, “Somewhere”, Leone d’Oro a Venezia.
    3stelle

    Tratto da un articolo pubblicato da ‘Vanity Fair’ a cura della giornalista Nancy Jo Sales Dishes, la pellicola racconta le (dis)avventure, a cavallo tra l’ottobre 2008 e l’agosto 2009 della banda di quattro rapinatrici (più un ragazzo), soprannominati dai media appunto The Bling Ring che fecero incetta di abiti firmati e gioielli stimati per un valore di quasi 3 milioni di dollari, intrufolandosi e rubando nelle ville a Los Angeles di star come Paris Hilton, Lindsay Lohan,  Rachel Bilson, Audrina Patridge, Orlando Bloom, Megan Fox e Brian Austin Green.
    Narcisiste, spudorate, vanitose, fashion addicted per scelta di vita, assuefatte e stimolate dal mondo patinato della moda e della rete (Facebook, Tmz) tanto da arrivare a trovare semplicemente gli indirizzi dove colpire grazie a programmi come GoogleMaps o siti come celebrityaddressaerial.com.

    Ricordo di aver letto l’articolo in questione quando ero in aeroporto – dice la Coppola – e fin da quel momento ho trovato questa storia affascinante, molto contemporanea, tanto da interessarmene subito. Ancora un racconto su adolescenti irrequieti (lo fece nel debutto con Il giardino delle vergini suicide e poi con Maria Antonietta), gioventù annoiate, dedite ad alcol, droghe, pronte a scandalizzare a tutti i costi, tanto da arrivare a catturare l’attenzione di tutte le televisioni e riviste americane.

    Bad girls con Emma Watson eletta a capo branco, ruolo-trasformazione che la sdogana dopo anni nei ricchi panni della Hermione nella saga di Harry Potter, ma che il cinema aveva già provato a sperimentare con Spring Breakers di Harmony Korine. La pellicola vive con i suoi ritmi, ritrovando molto nella contaminazione dei linguaggi più recenti, dai reality al web, fino al videoclip, che guardano al glamour trash di una società giovanile, oggi sempre di più ipnotizzata da modelli sbagliati.

    Andrea Giordano

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  • The parade: Solo l’amore conta

    Dalla ex Jugoslavia una commedia dolce-amara sulla difficile convivenza tra la comunità LGBT e quella “sana”, che ha convinto il pubblico del 62° Festival di Berlino.

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    In che modo potrebbero mai incrociarsi le strade di un ex soldato serbo e di un veterinario gay? Quando l’adorato cane di Limun, un militare riciclatosi come bodyguard e criminale “occasionale”, viene ferito gravemente, Radmilo dovrà salvarlo a meno che non voglia subire la stessa sorte. La sopravvivenza del povero animale dovrebbe interrompere ogni tipo di rapporto tra due persone cosi diverse, se non fosse che il ragazzo di Radmilo, Mirko, sta organizzando le principesche nozze proprio tra Limun e Biserka, tipa tosta con uno strano concetto di “comunicazione non violenta”.
    Intanto la comunità gay di Belgrado cerca di organizzare la parata del Gay Pride, scontrandosi con la comunità civile ed ecclesiastica, la polizia ma soprattutto con i gruppi neonazisti della città, in cui milita anche il figlio di Limun: Radmilo allora “costringe” l’ex militare ad occuparsi della sicurezza del corteo, in cambio del matrimonio da favola sognato dalla sua fidanzata. Naturalmente i suoi colleghi rifiutano, quindi chi potrebbe aiutarlo se non i suoi vecchi nemici ? Quattro uomini tutti d’un pezzo, temprati dalla guerra nei Balcani, impareranno così a conoscere ed apprezzare i loro nuovi amici attraverso situazioni paradossali, momenti comici e ricordi dolorosi, fino a rendersi conto che non sono poi cosi diversi quando si tratta di combattere per un ideale, come hanno fatto loro stessi in passato.
    La parata non finisce bene ma è comunque il seme che porta, due anni dopo, alla prima manifestazione omosessuale serba “di successo”, se cosi si può definire il semplice fatto che le poche centinaia di partecipanti non siano stati massacrati di botte perché protetti da ben 4600 poliziotti, mentre le bande di estrema destra radevano al suolo il centro di Belgrado.
    In The parade il regista Srdjan Dragojevic (Pretty village pretty flame, The wounds) cerca di condensare temi importanti quali la guerra, l’omofobia, l’amore e l’amicizia in una commedia riuscitissima che fa ridere di  gusto ma anche amaramente, che fa riflettere senza salire in cattedra, che vuole mantenere viva la speranza che le cose possano cambiare. Un film intelligente che, tra una citazione di Ben Hur ed una de I Magnifici Sette, sfodera l’arma dell’ironia per difendere i diritti e la dignità di una parte della società tuttora costretta a nascondersi: del resto, “quando sei disposto a far qualunque cosa per qualcuno, il resto non conta”.

    Guido Curzio

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    Biografilm, tra la Vanoni e le Pussy Riot

    Si aprirà con l’anteprima del documentario vincitore del premio Oscar “Sugar Man” il Biografilm Festival, kermesse italiana dedicata alle biografie, che si terrà a Bologna dal 7 al 17 giugno. Nona edizione per il Biografilm, che si svilupperà con un concorso internazionale, una sezione dedicata ai documentari prodotti nel nostro Paese (Biografilm Italia), la sezione legata a temi di attualità (Contemporary Lives) e Activism, un focus che analizza l’attivismo nell’epoca dei social media.
    Tra i documentari in concorso “Pussy Riot – A punk prayer”, che ripercorre le vicende della musiciste della punk-band condannate e arrestate in Russia, “Wrong Time Wrong Place” sulla strage di Utoya, e “The Man Behind the Throne”, che racconta la carriera del coreografo Vincent Paterson, che ha ideato le più celebri coreografie di Madonna e Michael Jackson. Madrina della manifestazione sarà Ornella Vanoni, protagonista del documentario “Ornella Vanoni. Ricetta di donna”. Ne abbiamo parlato con Andrea Romeo, direttore del festival.

    Andrea cominciamo dall’affascinante ed attualissima sezione Activism..
    “Il focus sull’Activism era inevitabile perché in un anno di cinema ti accorgi delle linee di tendenza e va raccontato il cinema fatto con la camera che c’è mentre le cose accadono. Sintomatico di questo è la storia incredibile delle Pussy Riot e di questo brevissimo video per realizzare il quale queste ragazze hanno subito un processo pesantissimo per vilipendio di qualsiasi cosa… sono seguite le campagne di artisti di tutto il mondo in loro aiuto, ed in questo la macchina da presa di activism ha sempre seguito le cose mentre succedevano. Un bell’esempio di questo processo lo avevamo avuto con ‘The Cove’, film vincitore di un Oscar e che testimonia la mattanza assurda di delfini in una baia del Giappone. Anche li, soprattutto nelle riprese notturne, le micro camere ad infrarossi degli attivisti hanno fatto cinema, hanno fatto cultura, hanno fatto anche cronaca.”
    Ovviamente Biografilm non è solo attivismo. Se ti guardi indietro, tra sforzi e mille difficoltà come ti sembra questa edizione?
    “Se devo essere sincero posso dire che la scommessa di un festival che si basasse sul racconto di vite straordinarie e sul documentario post rivoluzione digitale è una scommessa vincente. Questo cinema si sta nutrendo del periodo, ma ancor di più riesce a documentare e combattere ingiustizie atroci in tutto il mondo. Il senso di un certo cinema è proprio questo e noi al Biografilm cerchiamo di interpretare questo spirito. Biografilm si nutre della produzione smodata favorita dal digitale, dell’accessibilità alla narrazione e alla documentazione di una vastità di artisti, giornalisti, semplici cittadini che imbracciano la telecamera e raccontano la confusione del momento”.

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  • Mi rifaccio vivo, non diverte l’All-star cast di Rubini

    2stelle

    Non basta un ottimo cast ed un bravo regista per confezionare un buon film in generale ed una commedia divertente nello specifico. Non fa eccezione Mi rifaccio vivo, regia di Sergio Rubini e cast pieno di ottimi professionisti, della risata ma non solo.
    Si parte, male, con una voce off che dovrebbe proiettare dritti al cuore della vicenda, ma che non fa presagire nulla di buono fin dai primi minuti. Poi un lampo, una trovata, un chiodo ed il volto di gomma di Pasquale Petrolo, in arte Lillo, tengono in vita una speranza. Le tanto agognate risate, il divertimento, la battuta sagace però sono merce rara nella nuova regia di Rubini. Incomprensibilmente, perché, va sottolineato, il regista ed attore pugliese e’ persona colta e divertente, un professionista navigato che però stavolta si perde nelle pieghe di una sceneggiatura debole, scontata e poco divertente. Non lo aiutano le ‘facce’ di Marcore’, incapsulato nel ruolo (un Gastone Paperone un poco stolto un po’ Mefisto) cui non rende la caratteristica di doppiezza evidentemente necessaria, non lo aiuta la Buy (troppo risicato per incidere il suo ruolo di mogliettina trascurata), e poi e poi, Iacchietti, la Incontrada, ma soprattutto un Solfrizzi mai realmente esilarante, troppo contenuto, in un ruolo che invece dovrebbe essere esplosivo, grazie ad una ‘spalla’ come Lillo ed un contraltare come Marcore’.
    L’extra time di vita, l’ultima chance per rimediare all’insano gesto sono plot frequentati al cinema, da commedie più o meno brillanti. Quello che è mancato in questo ennesimo tentativo e’ il coraggio di percorrere fino in fondo almeno uno dei filoni narrativi presi ed abbandonati per strada, con pregiudizio del risultato finale, davvero poco divertente, purtroppo.

     

     

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    Effetti collaterali: psycho giallo per Soderbergh

    3stelle

    L’aspetto psicologico dell’essere umano è stato spesso oggetto di grande interesse per la Settima Arte, che ha declinato patologie e inclinazioni dell’uomo per creare vicende più o meno intense o affascinanti. Quando l’oggetto di analisi psicologica si mescola al thriller poi il connubio è potenzialmente vincente. Accade anche con gli  “Effetti collaterali” di Steven Soderbergh, sulla soglia di un cambio radicale di binario artistico, come lui stesso ha dichiarato, riservandosi per il prossimo festival di Cannes la chiusura in grande stile.  Sarà, però con questo divertissement tra la psichiatria e il giallo che si rifà al grande Hitchock, il regista di ‘Sesso bugie e videotape’ e tanti altri successi dirige Rooney Mara, Catherine Zeta Jones e Jude Law  in un film che parte da un presupposto semplicissimo: una pillola può cambiare il corso di una vita, irrimediabilmente?
    L’incastro è ad orologeria, come sempre nelle sceneggiature del regista americano; il gusto estetico affinato all’ombra della Hollywood indipendente, in quella specie di factory di talenti dell’America off che sa incontrare il gusto degli spettatori europei, è ormai un marchio di fabbrica. C’è anche l’annosa questione delle multinazionali del farmaco sullo sfondo; la pubblicità orientata delle lobby del farmaco senza scrupoli, una certa deriva della società per cui la pillola è il tappeto sotto il quale nascondere deliri, disagi, paure moderne. Viaggia sul filo del rasoio Effetti collaterali, che già aveva fatto bella mostra alla Berlinale, dispensando colpi di scena e sensualità, giudizio morale ed empatia con le vicende raccontate con mestiere da un maestro del cinema che sarebbe un peccato perdere per le strade della ‘videoarte’…

     

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    Io viaggio sola: Tognazzi e un film ‘internazionale’

    Una donna normale con un lavoro molto, molto speciale… Margherita Buy è Irene, di professione ‘ospite a sorpresa’, alias ispettore in incognito per una società che valuta le eccellenze in fatto di alberghi di lusso. Potrebbe sembrare semplice, comodo e divertente stabilire a che temperatura va servita una zuppa, come vanno disposti i saponi e quale la distanza esatta tra le posate; in realtà non è così, come ci racconta la bella interpretazione della Buy, diretta da Maria Sole Tognazzi .
    Un film inconsueto per il nostro cinema ‘Io viaggio sola’, commedia sofisticata che cerca anche risposte sul piano sociale alla domanda “Perchè una donna single e soddisfatta è considerata sola, mentre una maschio nelle stesse condizioni è uno che ama la libertà?”.
    Sempre alla ricerca di una storia convincente e coinvolgente da raccontare, la Tognazzi che aveva stupito al Festival di Roma con il racconto affascinante delle figura paterna, non si smentisce e con leggerezza guida – e si lascia trascinare – da un’ottima interprete di fobie e ansie dei nostri tempi.
    Un connubio quello tra queste due professioniste, che merita di essere segnalato dalla critica ed apprezzato dal pubblico, alle prese con un film che sfonda le pareti del ‘due camere e cucina’, raccontando una storia che da Roma guarda il Mondo. Viaggia tra hotel ed aeroporti, lenzuola inamidate e domande esistenziali sulla maternità, Maria Sole Tognazzi, per poi farvi ritorno nella sua Capitale, con una consapevolezza maggiore, sua, della protagonista e forse, probabilmente, anche dello spettatore.

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    Maria Sole Tognazzi viaggia in ottima compagnia…

    Maria Sole Tognazzi dirige una Margherita Buy straordinariamente in parte in ‘ Viaggio sola’, leggero e divertente ma non senza un tocco di riflessione profonda sulla nostra società osservata con gli occhi di una donna libera.

    Maria Sole, quando hai pensato di raccontare un personaggio così particolare?
    E’ nato con il proposito di raccontare una cosa che esiste ma si vede poco sugli schermi; raccontare cioè una donna che non è in carriera, non rinuncia alla sua vita per il lavoro, non è problematica.
    La mi protagonista ha semplicemente un lavoro che le piace, fa l’ispettore per una catena che certifica solo alberghi a 5 stelle, è sola, senza famiglia, senza figli, ma non per questo non accetta la vita per quello che le offre.

    Fai anche riflettere sul fatto che la società giudica però una persona come Margherita come sola…
    E’ esattamente quello che volevo raccontare. Il fatto che lei viva serena la sua vita non corrisponde alla percezione che il mondo ha di lei, semplicemente perché non è mamma e non è moglie…
    Da donna mi interessava molto raccontare questa storia, il personaggio di Irene. Io ho quarant’anni e avrei voglia di fare un figlio, ma non mi è capitato e non so se mi capiterà, malgrado oggi le donne facciano figli sempre più tardi; molte di noi non si sentono complete se non con la maternità, altre, come il personaggio che ha interpretato in maniera fantastica Margherita, vivono bene la propria vita in ogni caso.

    Come hai scovato il personaggio particolarissimo che affidi alla Buy?
    Io sono alla mia quarta regia e sinceramente l’idea di raccontare un personaggio che non fosse stato rappresentato al cinema, almeno come protagonista, come il mio ‘mistery guest’ non era male.
    Devo ringraziare Francesca Marciano perché scriveva con me ed Ivan Cotroneo questo film ma l’idea di questa single senza figli che ormai è al 17% in Italia è venuta a lei.
    Abbiamo incontrato un ispettore vero ed abbiamo ambientato la storia in 7 reali alberghi sparsi per il mondo.

    Irene è una donna libera, emancipata, il tuo concetto di libertà?
    E’ senza dubbio il bene più prezioso poter decidere del proprio destino. Non sentirsi obbligati a dover scegliere per forza è una bella sensazione; quando si sceglie poi si fanno i conti solo con la prova coscienza.

    il personaggio di Irene sembra ritagliato sulla recitazione di Margherita, sembra quasi che in Italia avrebbe potuto realizzarlo solo lei il tuo film, non è vero?
    Io faccio la regista da tanto, da quanto avevo 28 anni, e almeno da 10 anni pensavo di fare un film con lei. Il mio secondo film era scritto per lei, purtroppo non lo abbiamo mai realizzato…
    Dieci anni dopo mi sono trovata ad offrirle un nuovo ruolo e per fortuna questa volta lei ha acettato ed il film si è fatto. Voglio ringraziarla perché io conosco gli attori, vengo da una famiglia di attori, ne conosco la psicologia, l’indole, ma il rapporto che abbiamo creato sul set ha permesso di creare un personaggio etereo, leggero ma allo stesso tempo malinconico il suo personaggio, che io avevo pensato esattamente così.

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