LOGO
  • ,

    Nella casa: Insider reading

    VOTO: 3.5

    A vedere Nella casa, il nuovo film di Francoise Ozon, sembra davvero che i problemi della scuola e di alfabetizzazione giovanile non siano solo italiani, come anche la frustrazione di chi vive di parole e di cultura… Senza entrare nel merito o dedicarsi, se non lateralmente, a una analisi di questo aspetto, lo sguardo indagatore del regista si rivolge altrove, senza che per questo il risultato si banalizzi o appaia meno complesso.
    Pochi personaggi, tutti apparentemente principali, come in una rappresentazione teatrale nella quale ci si alterna sulla scena, ruotano intorno a una dinamica centrale, quella tra l’insegnante di letteratura Germain e l’allievo Claude.
    Una educazione reciproca nella quale entrambi trovano la scusa per inseguire i propri inconfessabili desideri, uno in particolare, quello di continuare a osservare la vita, altrui. Pirandello diceva: ‘o si vive o si scrive’, e qui la scelta sembra esser ben chiara. Ma non importa, né ai protagonisti né al regista, che li mette in scena in un turbinare di metafore e riferimenti.
    L’intrigo, ci rendiamo conto (e avvisiamo), è del tutto intellettuale. Pur con venature thriller e morbose, e una forte impronta Alleniana (soprattutto in alcune scene, tra Io e Annie e Misterioso Omicidio a Manhattan), il continuo spostare la partecipazione empatica del pubblico finisce per evidenziarlo. Sicuro merito del regista è quello di riuscire a mantenere l’equilibrio tra le diverse linee di racconto e i tanti elementi, mai inutili, alternandoli e facendole convergere su una risoluzione.
    Ma il fascino maggiore, per chi vorrà coglierlo, di questo viaggio in un ‘inferno’ così quotidiano e semplice da sembrare banale è forse proprio nell’invidia di quella normalità cui si anela e che, non raggiunta, istiga alla distruzione.
    Una fascinazione, una curiosità, che si rovesciano in sadismo e passano attraverso un malcelato senso di superiorità e un desiderio di punizione che cercano nella letterarietà una giustificazione. La scelta di un narratore adolescente rende la prosa stessa molto giovane, e aggiunge alla stessa un tocco di crudeltà e schiettezza; una naivte che va perdendosi via via che prosegue l’educazione dei due soggetti, Claude in primis, la cui spontaneità gradualmente scolora verso un cinismo fatto di strategia e plagio.

    Read more »
  • ,,

    Luca Zingaretti e il suo nuovo Montalbano

    L’attore torna a calarsi nei panni e nella vita del Commissario siciliano creato da Andrea Camilleri in quattro nuovi casi, con Luca Zingaretti parliamo di una esperienza che conosce, ma che è sempre nuova. E che quest’anno sembra avere qualcosa in più…

    Dopo tanti anni, è davvero possibile trovare una caratteristica inedita per una serie tanto amata?
    Mi pare ci sia una attenzione nuova, diversa. Prima il fatto che i nostri film andassero bene era considerata una costante, ma non è certo un frutto del caso. Chi partecipa a queste avventure lo fa per convinzione, e per voglia, più che per dei contratti. Lo facciamo molto anche per amicizia. Spesso l’unico modo per conservare una tigna, come si dice a Roma, nel fare le cose fatte bene.
    Sono felice di esser tornato a vestire i panni di Montalbano in questi quattro film; film che ho visto con grande piacere perché sono riusciti a rispettare le nostre aspettative, le mie in primis, che sono sempre altissime. Grazie a amici, nuovi e vecchi, siamo riusciti a fare delle cose davvero ‘Belle’ e spero che dal punto di vista dell’audience ci sia lo stesso risultato delle puntate precedenti.

    Si è pescato nella cronaca per rinnovarsi? O c’è qualcosa di più personale…?
    Cosa fanno i grandi giallisti? Raccontano il tempo in cui sono ambientate le loro storie, il momento storico di quel Paese. In questo senso le costanti di questi racconti di Camillleri sono nei personaggi e nelle situazioni, e nel misurarsi di quelli con situazioni nuove. Si respira una atmosfera più cupa, che forse è quella che si vive ora in Italia con la crisi economica, le industrie che chiudono e la gente che non se la passa tanto bene.
    Forse, l’unica cosa, dove avverto un cambiamento, che c’è da qualche storia, è che mi pare che Montalbano sia diventato più birichino con le presenze femminili, una cosa che ci ha attirato anche qualche brontolio da parte del pubblico femminile.

    Iniziano a lamentare i segni di una crisi ‘matura’? Perché questi tradimenti secondo te?
    Sicuramente per ribadire che è sempre un maschio Alpha. Ma io ho venti anni meno di lui, spero di avere tempo prima di dover parlare di rischi di crisi di mezza età.

    Da Montalbano e da attore, non temi che ritorni come questo possano creare un problema di sovraesposizione?
    A suo tempo ebbi in effetti dei malumori per le tante repliche; avevamo stabilito una strategia promozionale, col produttore, che prevedeva di farne due, al massimo quattro, ogni due anni, perché si potesse sedimentare il prodotto. Poi invece la rai ha fatto sì che le repliche andassero in onda in maniera diversa. All’epoca rinunciai a un contratto importante – dal punto di vista economico – anche per avere maggiore controllo su questo aspetto. Temevo si rischiasse di usurare il prodotto; e invece oggi siamo qui a fare conti con risultati inspiegabili, con repliche che han fatto ascolti più alti delle prime visioni…

    Una volta di più, quindi, cosa ti lascia Montalbano?
    Una sensazione che non c’entra niente: una grande dolcezza. Saranno i posti dove andiamo, la piacevolezza nel girarlo, o forse i colleghi con cui mi trovo da tanti anni e i nuovi che vengono a recitare in una famiglia che si conosce da anni.

    Read more »
  • ,

    Festival di Cannes 66: Sorrentino e gli altri

    La Grande Bellezza in concorso se la vedrà con Polanski, Coen, Refn, Soderbergh e James Grey, ma la selezione promette grandi sorprese – come sempre – a partire dai Fuori Concorso e dall’Un Certain Regard, dove spicca il Miele della nostra Valeria Golino

    Erano circolati i nomi di Terrence Malick (Knight of Cups), Stephen Frears (Philomena) e Steve McQueen (Twelve Years a Slave), oltre a Jim Jarmusch (Only Lovers Left Alive), Tsai Ming-liang (Diary of a Young Boy) e altri, ma l’annuncio ufficiale della Selezione del Festival di Cannes 2013 di certo non è di quelle che può deludere.

    Dal 15 al 26 di maggio, al Palazzo del Cinema della Croisette si alterneranno la Venere di Roman Polanski e il duo Refn-Gosling che con Only God Forgives cercherà di bissare il successo di Drive, ma anche il nuovo film di Ethan e Joel Coen e di Alexander Payne, il controverso biopic di Soderbergh, Valeria Bruni Tedeschi, il ritorno della Bejo di The Artist nel nuovo film di Farhadi (regista della sorprendente Una separazione) e James Gray… Tutti avversari – insieme al trio francese, capitanato da Francois Ozon, fino alla vigilia scaramanticamente poco fiducioso sulla sua presenta – del nostro Paolo Sorrentino e del suo La Grande Bellezza con Toni Servillo.

    Per la gioia di Steven Spielberg, Presidente di Giuria, questi saranno i principali contendenti alla 66esima Palma d’Oro in una manifestazione che si aprirà con l’atteso remake del ‘Grande Gatsby’ di Baz Luhrman e con Leonardo DiCaprio, per chiudersi con “Zulu” di Jérôme Salle.

    Johnnie To, Takashi Miike, Sofia Coppola, Valeria Golino (con Miele, una produzione Buena Onda con Rai Cinema, in uscita il 1° maggio in Italia distribuita da Bim), Claire Denis e James Franco sono alcuni dei nomi che si trovano spigolando nel programma, e che vanno ad aggiungersi a quelli di molte star chiamate a giudicare i propri colleghi, Thomas Vinterberg – Presidente del Un Certain Regard e regista di “The Hunt”, tra i più discussi della scorsa edizione – e Jane Campion (Presidente della Cinefondation) su tutti.

    A loro si aggiunge la madrina Audrey Tautou, che ritroveremo nelle cerimonie di apertura e chiusura, di una edizione che già si distingue per uno dei poster più belli di sempre (una foto di Joanne Woodward e  Paul Newman durante le riprese di “Il mio amore per Samantha” del 1963 rielaborata in maniera splendida) e che propone un omaggio a Jerry Lewis e all’India, in occasione del centenario del suo cinema.

    Ecco la lista completa dei film della Selezione Ufficiale:

     

    Concorso

    The Great Gatsby di Baz Luhrman (film di apertura)

     

    Behind The Candelabra di Steven Soderbergh

    Borgman di Alex Van Warmerdam

    Un Chateau en Italie di Valeria Bruni-Tedeschi

    La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

    Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun

    Heli di Amat Escalante

    The Immigrant di James Gray

    Inside Llewyn Davis di Ethan e Joel Coen

    Jeune et Jolie di François Ozon

    Jimmy P. di Arnaud Desplechin

    Michael Kohlhaas di Arnaud Despallieres

    Nebraska di Alexander Payne

    Only God Forgives di Nicolas Winding Refn

    Le Passe di Asghar Farhadi

    Soshite Chichi Ni Naru di Kore-Eda Hirokazu

    Tian Zhu Ding di Jia Zhangke

    La Venus a la Fourrure di Roman Polanski

    La Vie d’Adele di Abdellatif Kechiche

    Wara No Tate di Takashi Miike

     

    Zulu di Jérôme Salle (film di chiusura)

     

    Fuori Concorso

    All Is Lost di J.C Chandor

    Blood Ties di Guillaume Canet

     

    Midnight Screening

    Blind Detective di Johnnie To

    Monsoon Shootout di Amit Kumar

     

    Un Certain Regard

    The Bling Ring, di Sofia Coppola (film di apertura)

    Anonymous di Mohammad Rasoulof

    As I Lay Dying di James Franco

    Bends di Flora Lau

    Death March di Adolfo Alix Jr.

    Fruitvale Station di Ryan Coogler

    Grand Central di Rebecca Zlotowski

    L’image Manquante di Rithy Panh

    L’inconnu du Lac di Alain Guiraudie

    La Jaula de Oro di Diego Quemada-Diez

    Miele di Valeria Golino

    Norte, Hangganan Ng Kasaysayan di Lav Diaz

    Omar di Hany Abu-Assad

    Les Salauds di Claire Denis

    Sarah Préfère la Course di Chloé Robichaud

     

    Proiezioni Speciali:

    Muhammad Ali’s Greatest Fight di Stephen Frears
    Otdat Konci di Taisia Igumentseva
    Seduced and Abondoned di James Toback
    Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini
    Weekend of a Champion di Roman Polanski

     

    Omaggio a Jerry Lewis

    Max Rose di Daniel Noah

     

    Proiezione di Gala In Onore Dell’india

    Bombay Talkies di Anurag Kashyap, Dibakar Banerjee, Zoya Akhtar, Karan Johar

     

    Read more »
  • ,

    Buio: thriller seriale italiano su PremiumTV

    Andrà in onda su Premium TV, venerdì 19 aprile alle 21.15, la prima puntata di Buio, serie tv/thriller all’italiana firmata da Nicolaj Pennestri [scrtta con Francesco Cinquemani prodotto da Raffaello e Cristina Monteverde], che vanta quattro protagoniste di episodio d’eccezione: Andrea Osvart, Margareth Madè, Kasia Smutniak e Valentina Cervi.

    Le quattro donne sono al centro di quattro storie, tutte di un unico genere: il thriller. Quattro diverse storie di paura; che si manifesta in modi diversi, ma sempre nello stesso modo gela il sangue nelle vene.
    Le quattro protagoniste sono vittime del mondo che le circonda; loro malgrado, il bersaglio  perfetto di un disegno malvagio.

    Di seguito le sinossi brevi dei singoli episodi, di 25′ cadauno:

    L’intruso
    Giulia [Andrea Osvart] rimane sola nella grande villa di famiglia. Rumori, telefonate senza risposte e alcuni macabri indizi fanno credere alla ragazza che un uomo si aggiri minaccioso nella casa.
    Nessuno la vuole ascoltare; neanche la polizia vuole credere alle sue ragioni. Quando Giulia scoprirà l’identità del suo assassino sarà troppo tardi?

    Buio
    Un incidente porta via la vista e il padre ad Angela [Margareth Madè].
    Un uomo misterioso cresce la ragazza. Angela si sente al sicuro fino a quando un’operazione agli occhi non le permette di riprendere la vista. Ma non con la vista Angela troverà anche gli assassini del padre.

    Cinque ore di luna piena
    In una corsa sfrenata contro il tempo, guidando sulle strade di una Roma futuribile, Ester [Kasia Smutniak] tenta di salvare la vita al proprio uomo.
    Il tempo non lascia spazio agli errori. Sola contro tutti la donna andrà incontro al suo destino.

    L’urlo
    Barbara [Valentina Cervi] si perde nei sotterranei di un grande albergo.
    In una angusta cantina tenta di salvare una ragazza dalle grinfie di un maniaco; per farlo dovrà affrontare le insidie e la mente perversa del serial killer. Non tutto sembra ciò che appare…

    Read more »
  • Imax e Paramount, 5 film in arrivo

    IMAX® E PARAMOUNT PICTURES RAFFORZANO LA LORO PARTNERSHIP CON UN ACCORDO SU CINQUE FILM

     

    I primi due blockbuster previsti sono ‘Interstellar’ di Christopher Nolan e il Prossimo Episodio di ‘Transformers’ di Michael Bay.
    I due film conterranno
    Speciali Sequenze filmate con Cineprese IMAX®

     

    La IMAX Corporation (NYSE:IMAX; TSX:IMX) e la Paramount Pictures, una divisione di Viacom (NASDAQ: VIA e VIAB), in un’estensione della durevole partnership fra le due compagnie, hanno annunciato stanotte un accordo secondo il quale cinque dei prossimi film della Paramount Pictures impiegheranno l’immersivo formato IMAX. L’accordo riguarda alcuni dei piu’ attesi film a grande incasso della Paramount; comprende Transformers 4 di Michael Bay (giugno 2014), la coproduzione Interstellar di Christopher Nolan (novembre 2014) ed altri tre titoli non ancora annunciati.

    Sulla scia della tradizione iniziata dal pioniere IMAX Christopher Nolan con il suo impiego delle cineprese IMAX® nel film Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight), ancora una volta Nolan e Michael Bay filmeranno materiale e sequenze chiave utilizzando cineprese IMAX®. Queste particolari sequenze si amplieranno per riempire il grande schermo proprio di IMAX, avranno una chiarezza ed una definizione senza precedenti ed offriranno agli spettatori un’esperienza di totale immersione.

    “L’IMAX e’ uno dei piu’ grandi modi per fruire di un film” ha detto Rob Moore, Vice Presidente della Paramount Pictures. “Questo fatto, sommato ai successi che abbiamo accumulati insieme nel corso degli anni, la crescita del marchio IMAX nel mondo, e la nostra assidua collaborazione con Rich, Greg e tutti gli altri all’IMAX fa di quest’accordo la naturale estensione di una relazione di immenso successo. Stiamo lavorando con i migliori filmmmakers di oggigiorno e non vediamo l’ora di offire al pubblico dei film nuovi, ancora piu’ spettacolari e con la migliore presentazione possibile per molti anni a venire”.

    “Siamo molto felici di continuare la nostra collaborazione con la Paramount Pictures che e’ stata fantastica nell’incorporare la differenza IMAX e nell’offrire agli spettatori il modo migliore per fruire dei piu’ grandi film”, ha detto Richard L. Gelfond, CEO dell’IMAX. “ Quest’accordo favorisce e continua la nostra strategia che consiste nell’ancorarci a film di grande successo, diretti dai migliori registi di oggigiorno”.

    “IMAX continua ad avere una profonda stima della Paramount Pictures, del suo gruppo sempre innovativo, e anche di questi incredibili filmmakers che sono tra i registi di maggior talento nell’industria cinematografica”,  ha detto Greg Foster, Presidente di IMAX Entertainment. “Siamo eccitati ed onorati all’idea di collaborare di nuovo con i nostri amici Christopher Nolan e Michael Bay. Non vediamo l’ora di presentare la loro visione ai fans IMAX del mondo”.

    Read more »
  • ,,

    L’Argentina vince il Future Film Festival

    Si chiude con il trionfo dell’Argentina la XV edizione del Future Film Festival di Bologna (12/17 aprile), che anche quest’anno si è confermato un osservatorio irrinunciabile sul meglio delle nuove tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media.

    Il Platinum Grand Prize come migliore lungometraggio in concorso a Anima Buenos Aires, il film di María Verónica Ramírez che fonde ironia, tango ed emozione per raccontare l’anima nascosta della Capitale argentina, attraverso lo sguardo acuto dei più importanti artisti dell’animazione e della grafica del Paese.

    Quattro gli episodi che compongono il film – corrispondenti ciascuno ad un diverso punto di vista e ad un luogo peculiare della città -, realizzati con tecniche le più diverse, dall’animazione 2D al collage al fotomontaggio alla stop-motion: Anima Buenos Aires, come sottolinea la motivazione dei giurati, “propone con originalità l’immagine di un Paese ricco di idee fervide, sospeso tra umorismo e nostalgia e capace di proiettarsi oltre il difficile periodo di crisi socioeconomica. Nell’opera si legge la vitalità inventiva di diversi autori che, come in un mosaico, recuperano la struttura a episodi offrendo un esempio brillante di modello realizzativo che rappresenta uno stimolo per produttori e registi della scena internazionale“.

    Menzione speciale per un altro film di grande ricchezza figurativa, Consuming Spirits di Chris Sullivan, costato al suo autore 15 anni di lavoro e già applaudito dalla critica americana come uno straordinario esempio di animazione adulta. Un film – come spiega la motivazione della giuria – “complesso e terribile, che trasporta lo spettatore in un mondo angusto. La programmatica sgradevolezza di uno scenario senza scampo ci si offre come materia di sogno e poesia. Un’opera potente che non scende a compromessi“.

    Nel concorso Future Film Short riservato ai cortometraggi, sostenuto quest’anno da Rai.tv e Provincia di Bologna, la giuria composta dai giornalisti Andrea Fornasiero e Romano Garofalo e dall’animatore Andrew Spradbery ha premiato Cedric & Hope di Pierce Davison (Australia 2012), “per il monito contro gli integralismi religiosi e il confronto tra fede e progresso, coniugato con un’ottima tecnica in stop motion e un racconto originale dal gusto ironico che sconfina nel non-sense“.  Menzione speciale per Tears of Steel di Ian Hubert (Olanda 2012), “per l’ottima fattura degli effetti speciali e la qualità della recitazione, oltre che per  l’ironia con cui è demistificata con gusto pop l’ormai convenzionale ambientazione roboapocalittica“.
    Diversi i giudizi del “voto popolare” degli spettatori che in questi 6 giorni hanno affollato le sale del Cinema Lumière: il Primo premio del Pubblico è andato al giapponese Travelling Daru di Ushio Tazawa, mentre sul secondo gradino del podio salgono ex-aequo il francese Una Lagrima Furtiva di Carlo Vogele e Autor De Minuit e il tedesco Atlas di Aike Arndt.

    Il terzo concorso del FFF, quello del Premio Franco La Polla assegnato alla migliore tesi di laurea di argomento cinematografico degli anni 2010-2013, specificamente sui temi della fantascienza, del fantasy, dell’animazione e degli effetti visivi, ha visto affermarsi “UNCLE SAM WANTS… Bugs, Donald and Daffy – Il Cinema di animazione americano di propaganda e il secondo conflitto bellico” di Alessia Cecchet, “per l’originalità dell’argomento, la maturità con cui affronta il tema sotto il profilo metodologico e la ricchezza dei riferimenti bibliografici e filmografici“. Novità di quest’anno, Edizioni Arcoiris, in collaborazione con il Future Film Festival, pubblicherà la tesi nella neonata collana Nastri d’argento. Il Premio, con la supervisione di Susanna La Polla, è assegnato da una giuria composta da Silvia Albertazzi (Docente di Letteratura Inglese, Università di Bologna), Giacomo Manzoli (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Michele Fadda (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Leonardo Gandini (Docente di Storia del Cinema presso l’Università di Modena e Reggio-Emilia), Roy Menarini (Critico cinematografico e docente di Storia del Cinema presso l’Università di Udine), Massimiliano Spanu (Docente di Semiologia del Cinema e degli audiovisivi, Università di Trieste), Enrico Terrone (Docente di Storia e critica del Cinema presso l’Università del Piemonte Orientale, redattore di Segnocinema)

    Più che positivo il bilancio generale dell’edizione 2013, che – fedele al motto di quest’anno, “Tweet the Monster” – ha potuto contare su anteprime molto attese come il film di apertura Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe 3D, Monsters & Co. 3D, l’evento speciale di chiusura Le Streghe di Salem e il film di chiusura La Casa; ma anche su omaggi come quelli ai cinquant’anni di Calimero e ai Mostri Classici della Universal (protagonisti di una suggestiva mostra in Piazza del Nettuno). E ancora, un ricco programma di proposte fuori concorso, di Follie Notturne, e di Eventi Speciali per tutti i gusti e tutte le età.

    Read more »
  • Cineresidenze, Piccioni presenta l’Accademia

    Giuseppe Piccioni sarà il “magnifico rettore” della neonata Accademia dei Mestieri del Cinema: CineResidenze, il progetto di alta formazione della Fondazione Marche Cinema Multimedia presentato a Roma alla Libreria del Cinema.
    “Questo progetto nasce da una bellissima idea e sono felice di farne parte – ha detto il regista ascolano, patron della Libreria che da qualche anno è partner delle iniziative culturali della Regione Marche a Roma – perché credo nella didattica del Cinema e nelle esperienze formative nel nostro settore. Da molti anni mi occupo anche di scambi e iniziative seminariali rivolte  giovani oltre ad una stretta collaborazione con l’Accademia di Arte drammatica Silvio D’Amico, quindi spero di portare un utile contributo a questa originale e nuova iniziativa nelle Marche”.

    “La nostra regione sta diventando attrattiva per il Cinema – ha spiegato Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission e vicepresidente di Italian Film Commission  illustrando gli obiettivi di Cineresidenze – grazie ad un costante lavoro di promozione e assistenza alle produzioni, perché crediamo che il Cinema non sia solo espressione d’Arte ma ancora un’ impresa produttiva della creatività. Con questo progetto volevamo chiudere la filiera e dare opportunità a giovani, già orientati a questo mestiere, di elevare la loro professionalità attraverso l’insegnamento di maestri del Cinema”.

    Cineresidenze è, infatti, un progetto di alta formazione, ideato da Sofia Cecchetti come vere e proprie masterclass, in cui giovani professionisti si confronteranno con le tecniche del fare cinema. Otto weekend, da maggio ad ottobre, nei quali maestri come Giuseppe Piccioni, Massimo Gaudioso per Sceneggiatura, Gianluca Arcopinto e Ciro Scognamiglio per Produzione e Organizzazione di set, Lia Francesca Morandini per Costumi, Giancarlo Basili per Scenografia, Daniele Ciprì per Direzione della Fotografia, Marco Parollo per Suono, Francesca Archibugi, Luigi Lo Cascio e Lucia Mascino per Regia e Direzione d’Attore daranno vita a veri e propri laboratori destinati alla produzione di una messa in scena completa.
    Una villa ottocentesca, Villa Nappi di Polverigi, già sede storica di InTeatro, protetta da un parco rivolto verso le colline marchigiane, come dimensione ideale per una esperienza che meriti di essere vissuta, tra magia e artigianato puro dell’intelletto. A quest’ultimo concetto, l’artigianato del cinema elevato a sublimazione della creatività, si è richiamata anche Lia Francesca Morandini, che conosce e ama le Marche dopo un’esperienza professionale nella regione. “E’ ora di dire ai giovani ‘ce la potete fare’ – ha affermato  – e noi, da sempre precari del Cinema, lo possiamo ben testimoniare. Sono entusiasta di tornare nelle Marche per dare il mio contributo di conoscenza a questo bel progetto, con l’intento di trasmettere tutto il fascino di questo mestiere e di appassionare, una passione che non mi lascia da quarant’anni perché la vivo sempre come fosse la prima volta”.

    Francesco Adornato, vicepresidente di Marche Cinema Multimedia, illustrando le molteplici attività della Fondazione, ha ricordato che Cineresidenze gode del finanziamento dell’assessorato regionale alle Politiche giovanili (100 mila euro e 18 mila dalla partnership) ed ha evidenziato come costituisca “un esempio della trasversalità virtuosa di fare cultura nelle Marche e che potrà rappresentare un modello di rete culturale da replicare”.

    I commenti dei presenti sono stati molto positivi, Claudio Bocci direttore dell’Ufficio Sviluppo e Rapporti istituzionali di Federculture, esprimendo l’apprezzamento per questo “significativo progetto”, ha suggerito un potenziale partenariato e una auspicabile collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia,  valutandolo una buona prassi da poter estendere anche ad altre regioni.”

    Cineresidenze è riservato a tutti coloro che già operano, in modo professionale o semi-professionale, nell’industria audiovisiva e del Cinema e le masterclass (150 euro il costo della partecipazione con vitto e alloggio), saranno dedicate a giovani provenienti da tutta Italia tra i 18 e i 35 anni.
    I partecipanti, dodici per ciascun corso, verranno selezionati sulla base del proprio curriculum professionale.
    Il 50% dei posti previsti saranno riservati a professionisti residenti nelle Marche, essendo il progetto finanziato dalla stessa Regione Marche nell’ambito dell’intervento I Luoghi dell’Animazione, contenuto nell’Accordo Quadro I Giovani c’entrano siglato tra Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Marche che si avvale della collaborazione di realtà culturali consolidate ed emergenti della regione: dall’Associazione InTeatro, da più di trent’anni fautrice dell’omonimo festival internazionale, alle giovani associazioni I Bicchieri di Pandora e Officine Mattòli, ad Hacca Editore, sino al Comune di Polverigi; ed ancora Associazione Nie Wiem, Fango&Assami e Agheiro al fianco di CGS Marche, Guasco srl e il media partner Marche Movie.

    Ulteriori informazioni su www.cineresidenze.it

    Read more »
  • ,

    Comicon 2013. Da Manara a Maradona

    Decine di autori di fumetti da tutto il mondo. Mostre sul tema scelto per il 2013, l’architettura, ma anche su Diego Armando Maradona. Animazione, con le proposte più innovative e la presenza del maestro Enzo D’Alò. Giochi, con gli ampi spazi dedicati al Gamecon. Musica, con i concerti che prolungheranno fino a tarda sera le giornate. Tutto questo è Comicon 2013, il Salone internazionale del fumetto di Napoli che torna alla Mostra d’Oltremare dal 25 al 28 aprile per 4 giornate intensissime per tutti gli appassionati del fumetto e della cultura pop.

    L’appuntamento napoletano è ormai giunto alla XV edizione anche quest’anno riempirà la Mostra d’Oltremare con migliaia di giovani appassionati di fumetto ma anche cosplayers, liberi di ‘essere’ il loro eroe preferito per quattro giornate.

    La mostra principale sarà quella dedicata al rapporto tra fumetto e architettura, proseguendo il cammino alla scoperta dei rapporti che intercorrono tra il fumetto e le altre 8 arti: fumetto e architettura sono accomunate dal disegno e dalla fantasia, e spesso hanno interagito tra loro. Anche l’annuale ricognizione nel fumetto italiano emergente, con la mostra Futuro Anteriore, in collaborazione con il Centro Fumetto Andrea Pazienza, si occuperà di architettura, dal punto di vista però dell’interazione tra il fumettista ed il suo ambiente.

    Sempre nei padiglioni della Mostra d’Oltremare ci sarà una mostra-evento per celebrare i 30 anni dello storico gruppo Valvoline alla presenza di alcuni dei suoi esponenti Igort, Lorenzo Mattoti, Giorgio Carpinteri.

    Prosegue anche la rivalutazione di alcune grandi figure di maestri italiani che COMICON porta avanti da qualche anno con la collana ‘Gli Audaci’ edita proprio da Comicon: quest’anno è la volta di un saggio dal titolo “Il reporter del fumetto italiano”, dedicato a Mino Milani, che sarà a Napoli, sceneggiatore di tante storie disegnate dai più grandi maestri come Pratt, Battaglia, Manara, Di Gennaro, Micheluzzi.

    Due mostre vedono poi Napoli come protagonista: la prima è la rilettura a fumetti, realizzata da Alessandro Di Virgilio e Luca Ferrara, del testo teatrale di Maurizio de Giovanni, fresco vincitore del Premio Scerbanenco, intitolato “Gli Altri” (Tunuè). L’altra è una mostra imprescindibile per Napoli COMICON, trattandosi del primo graphic novel sulla figura di Diego Armando Maradona. Il fumetto è una rilettura in chiave poetica e anche surreale di alcuni momenti chiave della vita di Diego, ispirata al fumettista Paolo Castaldi dallo storico goal di Maradona all’Inghilterra nel mondiali messicani del 1986, ed edito da Becco Giallo.

    Decine gli ospiti e gli autori attesi alla Mostra a comnciare da Milo Manara e Tanino Liberatore che saranno ospiti di Comicon Edizioni. Dal Belgio e dall’Olanda arrivano poi due mostri sacri del fumetto internazionale, riconosciuti per la loro vicinanza alle tematiche dell’Architettura, François Schuiten e Joost Swarte, che saranno protagonisti della mostra principale e incontreranno il pubblico del Salone.

    La mostra dedicata al numero 3000 di Topolino, gia’ aperta al Pan e allestita fino a fien maggio, porterà a Comicon anche autori disneyani come Giorgio Cavazzano, Tito Faraci, Fabrizio Petrossi, Blasco Pisapia, Fabio Michelini e Marco Ghiglione. In più ci sarà Alessandro Baricco, autore anche di storie Disneyane.
    Per la sezione cinema invece ci sarà Enzo D’Alò, cui COMICON dedica un omaggio, e il regista Giancarlo Soldi, che presenta il suo documentario sul mondo Bonelli.

    Ma quest’anno Comicon guarda anche alla musica. Venerdì 26 e sabato 27 aprile, a partire dalle 19:30, sul palco esterno posizionato nel giardino delle fontane saranno protagonisti una serie di gruppi musicali. Venerdì serata dedicata alla musica italiana, con i Casinò Royale che presenteranno per la prima volta a Napoli il live di Io e la mia Ombra, seguiti da Davide Toffolo e i suoi Tre Allegri Ragazzi Morti, mentre ad aprire saranno i napoletani Abulico e Tarall & Wine. Questa serata speciale, realizzata in collaborazione con Deejay TV e XL, vedrà i disegnatori del mensile impegnati in una performance dal vivo. Sabato 27 sarà invece la volta dell’Asian Sound, con un programma dedicato a alla musica tradizionale e moderna di Giappone e Corea, con l’apertura degli scatenati MIWA, la musica tsugaru shamisen di Keisho Ohno e per finire il duo K-ble (Dj Shiru + Eriko) per una serata dal sapore orientale.

    E proprio guardando a oriente torna il Comicon Cosplay Challenge che oltre alla classica gara che premierà i migliori cosplayer partecipanti, vedrà sfilare, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, anche i migliori cosplayer che desiderano rappresentare COMICON e l’Italia alla prossima edizione dell’EuroCosplay Championship 2013 di Londra.

    Read more »
  • ,

    Claudio Bisio, il Presidente pescatore

    Claudio Bisio è, per un caso paradossale, il Presidente della Repubblica nel nuovo film di Riccardo Milani, Benvenuto Presidente! Un ruolo impegnativo da rappresentare in un momento come questo del Paese, perfetto per il suo humor.

    Una storia molto ‘attuale’, è stato un peso interpretare questo ruolo?
    La prima volta me ne parlarono 3 anni fa Riccardo e Fabio. Nell’Italia di allora Monti era solo un professore universitario e Berlusconi aveva la maggioranza in Parlamento, e Grillo era un collega.
    Accettai con un po’ di paura: fare il Presidente, pur di fantasia, era comunque una responsabilità, Purtroppo per me però l’età c’era e così ho acettato con lo spirito di fare una farsa, una favola che poi diventa persino iper realistica, una commedia che toccasse certi temi e certe istituzioni, anche con irriverenza. Anche se quella del Quirinale è la più grande istituzione italiana.
    Non è che si sia cambiata la sceneggiatura per seguire quel che succedeva nel Paese, quanto piuttosto per distanziarsene. Qgni volta che si verificava qualcosa che avevamo previsto dovevamo cambiare tutto; come quando Napolitano ha dimesso Berlusconi per incaricare Monti. Poi abbiamo virato, ma alla fine ci è capitata tra capo e collo una realtà che non ci aspettavamo.
    E viceversa, visto che a Montecitorio non si aspettavano noi. Il fatto è che il film l’abbiamo girato in autunno e, dopo lo stop di Natale, era previsto che andassimo a lavorare negli ambienti della Camera, che doveva essere ancora chiusa per le ferie. Avevamo i permessi dal 3 al 6 gennaio, ma invece abbiamo trovato un gran movimento per le elezioni che si avvicinavano e Montecitorio pullulava di politici veri. Solo che non tutti erano stati avvertiti e quando vedevano le nostre comparse, supposti deputati ma perfetti sconosciuti a tutti, erano parecchio sconcertati.

    Molti han visto similitudini con il Movimento 5 Stelle e i ‘Grillini’, secondo te ce ne sono?
    Ho visto con curiosità le immagini dei tg, con tante facce nuove per la prima volta in Parlamento. Non mi sono ispirato a loro per Peppino, perché non esistevano ancora. E’ stata una delle casualità di cui parlavo. Altrimenti saremmo meglio di Nostradamus. Io non mi sono ispirato a loro né loro a noi, non avendo ovviamente visto il film. Se poi lo vorrete interpretare come pro o contro il grillismo, fate come volete, io posso solo presentarvi il film e dirvi che è questo qui.

    Il tuo Peppino al Quirinale fa mirabilie, ce ne vorrebbe uno anche nella realtà?
    Noi un ‘Peppino’ già ce l’abbiamo e, a parte gli scherzi, a volte davvero Napolitano sembra fare quello che fa lui e non sarebbe peregrino pensare a tenerlo lì, visto che molti gli chiedono di continuare, nonostante la sua età non glielo permetta.

    La satira oggi ha meno spunti o solo si è ammorbidita? In questo film ce n’è?
    Vedendo il film a me è venuto in mente il mio monologo di San Remo; Quella era satira o no? Ripensandoci sembrava un teaser del film  ripensando alle caricature dei politici non è strano che si sia parlato di Commedia dell’Arte del terzo millennio, rapportata all’oggi.
    Sul fatto che ci sia una tendenza a una satira più morbida non sono d’accordo. Non per insistere, ma mi sembra più interessante quel che facciamo nel film. Esagerare certe caratteristiche credo avrebbe reso tutto meno credibile, e forte. Trovo più profonda la maniera in cui abbiamo trattato l’argomento.
    Personalmente ho adorato i tre politici, sono personaggi scritti molto bene. Ed è un ulteriore merito di Milani, come tutto il film. Da spettatore dico che ha fatto un gran lavoro perché la storia poteva prendere una piega farsesca esagerata, da burletta, o troppo retorica. Invece lui ha mantenuto egregiamente un equilibrio tra i vari piani. A confermare ciò ci sono anche i politici, che non sono le solite macchiette né rappresentati tutti come ladri.

    Più che al Movimento 5 Stelle sembrate esservi ispirati a ‘Dave’…
    Mi fa sorridere che si possa pensare al grillisimo quando, come dicevamo, ai tempi della scrittura della sceneggiatura, 3 anni fa, di Grillo non si parlava così tanto. Io temevo semmai che ci potessero accusare di plagio per quel film. E non penso che nemmeno gli sceneggiatori americani conoscessero Grillo. In fondo l’idea di un uomo qualsiasi che viene da lontano non è nuova… Grillo non c’entra davvero nulla!

    Tanto placido il nostro Peppino, tranne che a letto… Chi l’avrebbe detto che apprezzasse il sesso violento..
    Doveva essere solo una semplice scena di ssesso. In sceneggiatura era solo scritto in una didascalia: “fanno l’amore”. Poi Riccardo ha iniziato a mettere di sottofondo la Joplin e ci ha chiesto che ci picchiassimo. Ho persino avuto un incidente, perché Kasia mi ha messo un dito nell’occhio. Ho avuto la visita fiscale a casa, ma sono stato contento perché mi faceva davvero male.

    Ti è piaciuto questo personaggio, si sente, ma tanto da farne un sequel?
    Peppino è una persona onesta, ma spratttutto è coerente, integro. Non ci sarà mai, ma in un mio personale sequel mi piacerebbe aspettare che Janis compia i 50 anni necessari per poter essere lei un prossimo Presidente. Se non è un personaggio positivo lei…

    Read more »
  • ,

    Far East Festival, 15 anni e si festeggia ancora

    Al Far East Festival 2013, il Gelso d’Oro all’alfiere mondiale della cultura coreana è solo la punta di iceberg che ha molto da mostrare e da scoprire; in attesa dei Gelsi d’oro ogni singolo film è una celebrazione dei 15 anni della manifestazione di Udine.

     

    Kim Dong-ho, uomo di pace

    In questi 15 anni abbiamo incontrato molti registi, molti attori e molte attrici dal talento e dalla bellezza ineguagliabili. Abbiamo conosciuto anche i maestri del cinema contemporaneo e li abbiamo premiati per le loro carriere straordinarie. Da Michael Hui, il Jerry Lewis d’Oriente, al nostro amatissimo Johnnie To, con le sue visioni di una Hong Kong nera, più nera della pece, e con i suoi romantici eroi a mano armata. In questi 15 anni, poi, ci siamo pure imbattuti in grandi uomini e grandi donne che spesso hanno agito, in nome di un amore irrefrenabile per il cinema, non in prima linea, ovvero non sul grande schermo, ma in maniera comunque decisiva e determinante. Uno di questi è Mr. Kim Dong-ho.

    Tra i fondatori del Festival di Busan (cioè la Cannes dell’Estremo Oriente), il signor Kim è stato per noi un esempio. Un uomo forte che ha vissuto della sua determinazione e con la sua passione ha reso grande il suo festival e la cinematografia di un intero paese: la Corea del Sud. Regista e anche attore, lo storico fondatore e direttore del Festival di Busan ha diffuso in tutto il mondo il verbo creativo della sua terra quando ancora era in massima parte sconosciuto agli occhi occidentali. Quest’azione costante, questo suo girare per il mondo nelle vesti di ambasciatore, non a caso, ha coinciso con lo straordinario rinascimento del cinema coreano, dalla fine degli anni Ottanta agli anni Novanta, poi culminato nella consacrazione internazionale di autentiche eccellenze (basti pensare ai nomi di Park Chan-hook, Kim Jee-woon e Bong Joon-ho).

    A Kim Dong-ho consegneremo il Premio alla carriera della quindicesima edizione del Far East Film, il Gelso d’oro. Per noi è un gesto di rispetto e di riconoscenza. Ma l’idea di premiare un direttore di un festival vuole anche essere un segnale forte di resistenza a dimostrare la necessità, come azioni di libertà intellettuale, di un parlare di cinema e di un vivere di cinema. Kim è un motivo di ispirazione costante e anche la dimostrazione che i festival e il lavoro di ricerca, anche oggi tra le mille difficoltà, siano un qualcosa di imprescindibile per la circolazione delle idee.

     

    Il Gelso d’Oro

    Nato dalla collaborazione tra il Far East Film Festival e Idea Prototipi® (l’azienda di Udine che unisce la lavorazione del metallo alla tecnologia più avanzata), il Gelso è il premio ufficiale del Far East Film. Caratteristico del paesaggio del Friuli Venezia Giulia ma originario dell’Asia, l’albero del gelso è stato scelto come simbolo dell’incontro tra due culture, quella Occidentale e quella Orientale, ma anche tra due diversi immaginari.

    Da Tokyo a Taipei: il viaggio dell’edizione 2013

    Accanto alla Corea c’è il Giappone e là, ogni giorno, un ragazzino di 12 anni controlla la vita dei suoi vicini e si prende cura della sicurezza del caseggiato, dove vivono organizzate centinaia di famiglie. A raccontarci la straordinaria e, al tempo stesso, quotidianissima storia di un piccolo grande eroe è Nakamura Yoshihiro in See You Tomorrow, Everyone. Regista-chiave del cinema giapponese contemporaneo, Nakamura sarà una delle grandi personalità presenti al Festival di Udine.

    Un Giappone, quello che vedremo al FEFF, dove abitano tante donne moderne, come in Girls for Keeps, dove s’incontrano i cuori solitari in trasferta di I Have to buy New Shoes e dove si agitano adolescenti con gli ormoni in subbuglio come commedia Maruyama, The Middle Schooler dell’eccentrico sceneggiatore e regista Kudo Kankuro.

    Dalla Cina Continentale, con uno stile epico ed esteticamente impeccabile, ritorna invece dopo il successo di The City Of Life and Death Lu Chuan, per raccontarci la nascita della Dinastia Han che governò la Cina duecento anni prima di Cristo. Un capolavoro carnale e tenebroso che tra Shakespeare e Kurosawa ha per titolo The Last Supper. Lu Chuan sarà accompagnato a Udine dalla sua musa: la diva Qin Lan.

    Altro ospite del festival sarà il grande Herman Yau, vecchia conoscenza del pubblico udinese, che rappresenterà i colori di Hong Kong con uno dei titoli più attesi dell’intera selezione: Ip Man – The Final Fight, nuova tappa del biopic sul grande maestro di Bruce Lee.

    Il viaggio del Far East Film si sposterà poi a Taipei (per la prima volta sono 5 i titoli di Taiwan presenti nella selezione), in Malesia (presente con un unico film), nelle Filippine (4 titoli) e in Thailandia (5 titoli), dove incontreremo, tra gli altri, il bizzarro messia tossico del pulp horror Countdown!

    King Hu, tra visioni cinematografiche e parola scritta

    La fama di King Hu travalica, ovviamente, i confini orientali. Il nome dell’autore di A Touch of Zen e di tanti altri capolavori è ben noto anche in Occidente, almeno presso tutti coloro che amano e frequentano il cinema asiatico. A tal proposito ci piace ricordare che, già nel 1998, la rassegna Hong Kong Film (prima incursione del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine nel territorio orientale) presentò in retrospettiva Dragon Inn.

    Però in Occidente – ne parla lo stesso King Hu – gli spettatori e i cinefili tendono a guardare all’opera del grande regista cinese più in relazione allo stile cinematografico e alla costruzione visiva che in rapporto alla storia e alla cultura classica cinese, della quale essa si nutre. In generale, il grande pubblico occidentale si è sempre trovato nella condizione di chi vede i film dei maestri e dei semplici artigiani del cinema storico cinese apprezzandone gli aspetti formali e quelli narrativi immediati, ma ignorandone il background culturale; dandone quindi una lettura quanto meno limitativa.

    Il ponte culturale che congiunga il grande patrimonio culturale orientale con quello occidentale è un luminoso progetto ancora in costruzione. E noi del Far East Film Festival siamo fieri di portare la nostra pietra a questo progetto con l’insieme della nostra attività e con la pubblicazione – la prima in inglese e in italiano – degli scritti di King Hu, dalla quale emergono vivacemente la sua vivacità culturale, la sua ricchezza di stimoli intellettuali, la riflessione teorica e l’attenzione storica sottese ai suoi film.

    Questa raccolta di scritti, lungo progetto del curatore Roger Garcia, ci restituisce un King Hu inedito e finalmente completo rispetto all’immagine che ne avevamo in Occidente. E, quindi, anche i suoi meravigliosi film assumono ai nostri occhi una nuova luce. Questo, probabilmente, è il più grande evento della quindicesima edizione del Far East Film.

    15 anni di FEFF

    Più un festival invecchia, più scopre la sua necessità. Smette di essere solo un evento e diventa, a tutti gli effetti, un avamposto culturale. Dopo 15 anni, la percezione del lontano Oriente non è cambiata molto dalla prima edizione: resta lontano. Si guarda costantemente alla Cina aspettando una occidentalizzazione dei suoi costumi. Si interpretano i movimenti sociali aspettando l’arrivo dei sindacati. Continuiamo a decifrare quel mondo usando solo i nostri strumenti. 15 anni sono pochi per cambiamenti che possono avvenire solo attraverso generazioni. Perché anche se vediamo il mondo cambiare velocemente, noi restiamo ancorati al nostro immaginario.

    Nell’arco del tempo il Far East Film ha lavorato su questo concetto, cercando di allargare la sua vita: ha portato alcuni film in distribuzione nelle sale cinematografiche, ha stimolato la nascita di rassegne televisive, ha costruito la sua collana home video, ed ora avrà il suo debutto sul web. Dopo quindici anni almeno esiste, nel senso che è conosciuto, il cinema orientale anche in Italia e in Europa. La maggior parte dei film che trovano visibilità in Europa sono passati al Far East Film. Si è creato un pubblico. Il lontano Oriente resta lontano, d’accordo, ma per i più giovani un po’ meno.

    Al suo quindicesimo anniversario, il festival di Udine ha, ora più che mai, riflettuto sul senso e sul significato di una proposta che non vuole essere d’elite, autoreferenziale, prevedibile, mutuabile. Spogliandosi di tutto e ritornando alle origini, dopo 15 anni, il Far East Film è sempre e soltanto espressione di una stessa esigenza e di una stessa urgenza: quella “fame di mondo” che certo non si è mai placata. Anzi: è stata alimentata proprio dalla continua frequentazione con l’Oriente.


    Read more »
Back to Top