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    Miele: Live and Let Die

    Miele non è certo il primo film a parlare di certi temi, ma certo quello di Valeria Golino è un esordio che si fa notare e che va ad aggiungersi al novero dei film sulla ‘dolce morte’ da non scartare per  qualità o qualunquismo…
    3stelleemezzo

    E’ sempre un merito, per un film, soprattutto se incentrato su un tema controverso, l’essere capace di raggiungere più persone e offrire loro spunti non ideologici di riflessione. Ancora di più se il film è di un regista esordiente.
    Certo, in questo caso, considerare Valeria Golino un’esordiente dopo 30 anni di carriera come attrice, ma l’insidia di realizzare un racconto retorico, banale e buonista, come anche crudo oltre il necessario o artatamente toccante era forte, a prescindere dall’esperienza raccolta. E invece, si riesce a parlare di assistenza al suicidio (più che dolce morte, o ‘semplicemente’ Eutanasia) con una misura che nasce dall’empatia.
    Qualche leggerezza, o qualche scelta potrà essere non condivisibile, ma si conceda licenza all’artista e alla sua sensibilità, anche in considerazione del grande impegno che traspare dalle scene, forti di uno studio delle location e una selezione musicale quasi maniacali, da vera esordiente.
    Un gran lavoro, evidente anche nella selezione e rilettura fatta a partire dal libro originario – A nome tuo (Einaudi) – reso diverso dalla sua derivazione, in punti e maniere anche sostanziali. A partire dalle caratterizzazioni dei due personaggi principali, ben sostenuti dalle interpretazioni di Jasmine Trinca e Carlo Cecchi, qui strumenti di vita e non di morte, in cerca di speranza e non manifesti di disperazione.
    Una positività di fondo che potrà trovare chi, come la regista, in partenza, si avvicinerà al tema senza pregiudizi o dettami (spesso solo formalmente) etici, e senza cercare una provocazione che non c’è, abbracciando invece la possibilità di cui è permeato.

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    Far East Festival 2013: Gelso d’Oro alla Corea

    Al Far East Festival 2013 l’irresistibile commedia How To Use Guys With Secret Tips di Lee Won-suk si è aggiudicata, a furor di popolo, il Gelso d’Oro 2013.
    Sul podio anche la Thailandia e Hong Hong.

    Il pubblico del Far East Film Festival non ha avuto dubbi: il Gelso d’Oro 2013 non poteva che andare alla Corea del Sud per l’irresistibile commedia How To Use Guys With Secret Tips! Cultura pop al quadrato (anzi: al cubo) e un regista, il simpaticissimo Lee Won-suk, diventato l’idolo degli spettatori!
    Sul secondo gradino del podio, con pochi voti di scarto, si è piazzato il geniale thai pulp Countdown dell’esordiente Nattawut Poonpiriya (ed esordisce, va detto, anche la Thailandia, finora mai premiata!), mentre il raffinato biopic Ip Man – The Final Fight di Herman Yau (vecchio e caro amico del FEFF) ha garantito la medaglia di bronzo ad Hong Kong.
    Il Gelso Nero degli accreditati Black Dragon ha invece raggiunto Taiwan, per il dramma Touch of the Light di Chang Jung-chi, mentre i web-giurati hanno preferito l’eccentrico It’s Me, It’s Me del giapponese Satoshi Miki, accompagnato sul palco del Teatro Nuovo (per la gioia delle ammiratrici di mezzo pianeta) dal pop idol Kamenashi Kazuya.
    Dopo gli applausi calorosi della Closing Night, dunque, è tempo di bilancio per Far East Film 15. Un’edizione che, a dispetto dei massicci tagli subiti, è riuscita ancora una volta a tagliare il traguardo in rigoroso FEFF style, tra sold out, file chilometriche ed eventi speciali: dalla consegna del Gelso d’oro alla carriera al gigante sudcoreano Kim Dong-ho, uomo di pace e di cinema, fino alla storico (davvero storico) incontro con l’attrice Hang Jong Sim e la produttrice Ryom Mi Hwa, giunte a Udine direttamente da Pyongyang per presentare la favola nordcoreana Comrade Kim Goes Flying.
    Le cifre? Il festival udinese ha sostanzialmente raggiunto e confermato le soglie del 2012, rispondendo con forza alla drastica riduzione del budget: 50 mila spettatori in sala, 1200 accreditati (le provenienze coprono 16 nazioni), 100 mila euro d’incasso (tra sbigliettamenti e accrediti). Diverse migliaia, inoltre, le persone messe in circolo dal fitto calendario delle attività collaterali, culminate nell’affollatissimo Far East Cosplay Contest del 25 aprile.
    Lasciando parlare ancora le cifre: il bookshop ha venduto 2000 pezzi (tra libri, t-shirt, poster, Dvd, gadget), il sito ufficiale ha superato ancora una volta i 50.000 visitatori unici da metà aprile e la pagina ufficiale su Facebook ha sfondato il tetto dei 10 mila iscritti; oltre ai 50.000 spettatori totali registrati da questa quindicesima edizione.
    Anche quest’anno, dunque, Far East Film ha potuto contare sul supporto di un pubblico davvero fedelissimo (europeo e internazionale) composto da giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, addetti ai lavori e, soprattutto, gente che ama le visioni d’Oriente. Senza, ovviamente, dimenticare il prezioso contributo degli oltre 150 volontari che hanno affiancato lo staff.
    Ancora un bilancio da incorniciare, dunque, sia in termini quantitativi che qualitativi: il valore del programma è stato ampiamente certificato da nomi e titoli già iscritti all’albo d’oro del nuovo cinema asiatico!

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    Italian Dvd & Blu-ray Awards 2012: la Warner sorride

    Italian Dvd & Blu-ray Awards 2012
    SHERLOCK HOLMES GIOCO DI OMBRE, miglior Dvd
    DIAZ miglior Dvd Italiano, ACAB miglior Blu-ray

    Roma, 29 aprile. Il mondo del cinema e dell’home video  si son dati appuntamento alla Casa del Cinema di Roma per l’assegnazione dei prestigiosi Italian Dvd & Blu-ray Awards, giunti quest’anno alla decima edizione e scelti tra i titoli posti in vendita da gennaio a dicembre 2012.

    Alla  festa che ogni anno premia l’eccellenza del cinema in casa erano presenti attori, produttori, registi, editori multimediali e distributori.
    La serata ha avuto come  madrina l’attrice Regina Orioli e ed è stata condotta dal giornalista Francesco Castelnuovo. I premi sono stati assegnati da una  Giuria composta da Alessia Barela, Urbano Barberini, Vinicio Marchioni, Paola Minaccioni, Eva Riccobono, Alessandro Roja e dal presidente Claudio Masenza.

    Agli abituali riconoscimenti si sono aggiunti il premio assegnato dal mensile Ciak, quello degli utenti del web ed i premi assegnati dalla FAPAV a chi si è particolarmente distinto in difesa dell’antipirateria: Forze dell’ordine, attori e registi come Giuseppe Tornatore.

    In occasione del decennale della manifestazione, sono stati anche assegnati Premi ai migliori Dvd/Blu-ray italiani del decennio.

    Questi i vincitori:

    MIGLIOR DVD
    Sherlock Holmes gioco di ombre
    (Warner Home Video)

    MIGLIOR DVD ITALIANO
    Diaz
    (Fandango)

    MIGLIOR DVD CLASSICO
    C’era una volta in America
    (Warner Home Video)

    MIGLIOR DVD DOCUMENTARIO
    La guerra dei vulcani
    (Cinecittà Luce)

    MIGLIOR DVD SERIE TV
    Il trono di spade
    (Warner Home Video)

    MIGLIOR BLU-RAY
    Il cavaliere oscuro – il ritorno
    (Warner Home Video)

    MIGLIOR BLU-RAY ITALIANO
    ACAB
    (01 Distribution)

    MIGLIOR BLU-RAY CLASSICO
    Il buio oltre la siepe
    (Universal Pictures Home Video)

    MIGLIOR BLU-RAY ANIMAZIONE
    Madagascar 3
    (Universal Pictures Home Video)

    MIGLIOR BLU-RAY Cofanetto/Edizione speciale
    Alfred Hitchcock Masterpiece Collection
    (Universal Picture Home Video)

     

    Premi speciali

    Premio Speciale Dvd Academy
    a
    FRANCA VALERI

    Premio Speciale Dvd Academy
    a
    RARO VIDEO

    Premio Speciale Dvd Academy
    al mensile di cinema
    CIAK

     

    Premi del Decennale 

    Migliori Titoli in Dvd/Blu-ray
    GOMORRA
    di Matteo Garrone (01)

    IL DIVO
    di Paolo Sorrentino
    (Luky Red)

    BAARIA
    di Giuseppe Tornatore
    (Medusa)

     

    Premi Ospiti

    Premio CIAK
    BOND 50  (20th Fox)

    Mymovieslive! Awards
    I COLORI DELLA PASSIONE
    di Lech Majewski  (Cecchi Gori H.V.)

    info su Giuria, Nomination ed immagini della premiazione sono scaricabili dal sito  www.italiandvdawards.it

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    Michele Placido, dalla Francia col Polar

    Il Cecchino dovrebbe arrivare nelle nostre sale nella Primavera del 2013, ma Michele Placido già parla di prossimi progetti e suggerisce…
    Ancora un cattivo, ancora una regia, come mai in Francia?
    Essendo io un professionista, sono stato chiamato, molto semplicemente, da Fabio Conversi che dalla Francia distribuisce spesso film italiani e ha costruito questa operazione con una delle maggiori case di distribuzione, Canal Plus. Così stavolta ho girato un film del quale non ho scritto un rigo, nel bene o nel male. Tutto nasce dal successo avuto da Romanzo Criminale in Francia, ovviamente, successo che ha attratto anche attori come Auteil o Kassovitz, che ho trovato sul set, ma che ho diretto, questo sì, assolutamente in base alle mie sensazioni.
    Ma il contatto con i cugini è più ampio…
    Avevo altre propste da distributori francesi, ma ho scelto questo progetto che sentivo più vicino, e amavo. Anche per la memoria di certi autori e attori della mia giovinezza. Da Lino Ventura a Audiard padre o Alain Delon… riferimenti comuni, evidentemente, anche ai due giovani sceneggiatori, che hanno suggerito il mio nome e che erano sempre molto attenti sul set. Possiamo dire che il film è metà degli sceneggiatori e metà del regista, che poi deve adattarsi per rispettare le necessità produttive per le quali si viene scelti.
    C’è una morale nel film? Come dicevamo, non sarà un caso se i cattivi sono sempre così centrali nei suoi film…
    In questo caso, un po’ era tutto scritto già nella sceneggiatura. Ma, in fondo, il tema ha radici antiche… In questo momento io sto facendo Re Lear a teatro, e anche lì la parte oscura dell’uomo viene fuori, soprattutto in alcuni personaggi, che starebbero benissimo in un film di Tarantino, come Edmond o le figlie.
    Noi vogliamo cercare i buoni, mantenere la speranza, ma in un Polar forse si è più aderenti alla realtà che nella commedia, che non la rispecchia… basta guardare il mondo per vederlo.
    Io personalmente mi trovo bene con questa tipologia di film; particolarmente in questo caso, in cui – più che parlare di morale o di aspetti politici – ho trovato interessante il tema degli ex militari francesi e occidentali che tornati dalle zone di guerra finiscono con il diventare rapinatori…
    Si trova bene a fare il regista migrante? O è solo verso la Francia…?
    L’Italia, negli ultimi anni è stata teatro di grandi storie, molto interessanti, soprattutto se pensiamo alla cronaca giudiziaria e politica e ai collegamenti tra stato e mafia; temi dei quali non si vede abbastanza nel nostro cinema. E invece dovrebbe essere quasi un dovere per noi. Se partisse un progetto così, io e tanti altri italiani ci metteremmo volentieri in gioco. ma sembra esserci una sorta di autocensura dalle nostre parti. Se ci si desse la possibilità, io resterei molto volentieri qui a lavorare. Magari, senza essere timidi e parlando chiaro, su un film su dell’Utri, che negli Usa avrebbero già fatto. Credo sarebbe un soggetto interessante, lui come altri messi sotto osservazione da qualche anno e arrivati tanto a sedere in Parlamento quanto a essere tacciati di disonestà, a prescindere dalle colpe, ma in quanto personaggio, anche per esplorare le motivazioni che l’anno messo sotto i riflettori e portato all’attenzione dei giudici.
    Più in generale, è attraverso la cultura che va fatta questa analisi, proprio per non restare nell’ambiguità. Per dare un segnale, etico, civile, per mostrare la voglia di ricominciare e per dare un segnale ai giovani.
    E invece cosa farà ora?
    Una storia d’amore, tratta da un testo teatrale del 1916 di Pirandello. La storia dell’amore tra una maestra del conservatorio e un signore che lavora in un negozio di alimentari, di delicatessen, ma una vicenda comunque con una sua violenza di base, proprio per il lato oscuro della donna, che dopo esser stata violentata scopre di essere incinta e, nel suo delirio femminile, decide di tenere il bambino e farlo accettare al marito. Dovrebbe essere ambientato in una città francese, forse a Lione – che amo, ha una gastronomia eccezionale ed è una città molto colta – ma comunque in Francia, dove ci sono più soldi. Io sarò solo regista, ma la produzione ha chiesto la Bejo come attrice… Speriamo.
    Mi piacerebbe però realizzare in francia anche del cinema italiano; lì sono molto attenti al nostro cinema, a quello di Garrone, di Moretti, di Sorrentino. Perché non iniziare a programmare una cinematografia italo-francese? Prendetelo come un invito, da parte mia…

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    Ivan Cotroneo e le mamme imperfette

    Ivan Cotroneo porta sul web le sue Mamme Imperfette per una prima visione su Corriere.it della nuova serie del regista di La kryptonite nella borsa, in replica a settembre su Rai2.

    29 giorni di riprese per 220 minuti finali di montato divisi in più di 450 scene. Tutto girato a Roma, e dal vero, come si vede sin dai primi episodi dalla forte impronta realistica; mantenuta grazie a set veri – le case dei personaggi sono vere case, abitate – e nonostante una ricerca creativa costante.

    Una serie dal format molto innovativo, che hai voluto presentare in anteprima al Centro Sperimentale di Cinematografia… Un omaggio o una intenzione anche didattica?
    E’ la casa che ha cambiato la mia vita. Era dal 1992 che non ci tornavo e sono emozionato come fossi di nuovo a scuola. Come quando venni da Napoli per studiare cinema con la passione e la volontà di fare lo sceneggiatore. E’ stata davvero la casa che mi ha permesso di fare il lavoro che mi piace per vivere.
    Mi piaceva l’idea di parlare di quello che abbiamo fatto insieme, anche perché proprio in questa serie c’è stata quella stessa solidarietà e unione, grazie alla generosità, umana oltre che professionale, delle persone che l’hanno realizzata con me.

    Compresi gli interpreti? Come hai scelto Lucia, la protagonista, e le sue amiche?
    Tutto parte da un lavoro di sceneggiatura abbastanza approfondito. Abbiamo incontrato tanti attori, e attrici, ma con una serie come questa che gioca tanto sull’identificazione con i personaggi, avevo un po’ di scrupolo a lavorare con attori ultrapopolari. Ne abbiamo visti tanti, e ho potuto incontrare attori che non avevo mai visto. E’ stato entusiasmante. Anche se poi i ruoli sono diventati improvvisamente pochi e tanti di quelli che avevo incontrato non ho potuto usarli.
    In compenso, molti di loro li ho incontrati quando ancora non avevo terminato la fase di scrittura delle varie puntate e cos’, conoscendoli, ho potuto modellare i personaggi non tanto sulle loro caratteristiche, quanto piuttosto su quello che loro potevano portare.

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    Tulpa

    Tulpa

    TULPA – I DEMONI DEL DESIDERIO
    (Tulpa)
    GENERE: Horror
    ANNO: 2013
    USCITA: 30/05/2013
    DURATA: 82′
    NAZIONALITA‘: Italia
    REGIA: Federico Zampaglione
    CAST: Claudia Gerini, Michele Placido, Michela Cescon, Ivan Franek, Nuot Arquint, Crisula Stafida
    PRODUZIONE: Italian Dreams Factory
    DISTRIBUZIONE: AI Entertainment
    TRAMA: Lisa Boeri è una donna in carriera che conduce una doppia vita: di giorno manager d’assalto e di notte frequentatrice di un misterioso locale ispirato al buddismo tibetano e al culto del Tulpa, dove si pratica sesso con sconosciuti come forma di liberazione dalle ansie del vivere. Tra le ombre inquietanti del quartiere dell’Eur di Roma si sviluppa una catena di orribili omicidi che all’improvviso arriva a sconvolgere la vita di Lisa.

    RECENSIONE:
    VOTO:

    TRAILER

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    Post Tenebras Lux

    post_tenebras_lux


    POST TENEBRAS LUX

    (Post Tenebras Lux)
    GENERE: Drammatico
    ANNO: 2012
    USCITA: 09/05/2013
    DURATA: 120′
    NAZIONALITA‘: Germania, Francia, Messico, Olanda
    REGIA: Carlos Reygadas
    DISTRIBUZIONE: Academy Two
    TRAMA: Juan vive assieme alla sua piccola famiglia di città nella campagna del Messico. Qui vivono le gioie e le sofferenze di un mondo che concepisce la vita in un modo diverso. Juan si chiede se questi mondi siano complementari o se, in realtà, si combattano per eliminarsi a vicenda…
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    Cannes 65 – Concorso

    RECENSIONE:
    VOTO:

    TRAILER

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    MAshRome FilmFest, imperdibile bis

    Celebrating Arts Experiences in the Remix Era
    Roma – Aranciera di San Sisto, Istituto Cervantes
    8 / 11 maggio 2013

    Si tiene a Roma, dall’8 all’11 maggio, presso l’Aranciera di San Sisto e l’Istituto Cervantes, la seconda edizione di MAshRome FilmFest, primo festival italiano dedicato al Mash up e alla cultura del Remix, ideato e diretto da Mariangela Matarozzo e Alessandra Lo Russo.
    Tra sperimentazione e contaminazione il Mash Up è un linguaggio che, mescolando immagini e suoni, estratti da sorgenti diverse – documentario, film d’animazione, film di finzione e contaminando arti diverse, dal cinema alla fotografia crea una nuova opera. Proiezioni di film “mashmetraggi”, masterclass e incontri con gli artisti.
    Evento Speciale di pre-apertura al Macro di via Nizza il maestoso mash up The Final Cut: Ladies and Gentleman del regista ungherese Gyorgy Palfi, che sarà ospite del festival. Già al Festival di Cannes, il film è una storia d’amore raccontata attraverso i fotogrammi tratti da 451 pellicole, dai fratelli Lumière ad Avatar. La trama racconta di un uomo e una donna che hanno centinaia e centinaia di volti ma che allo stesso tempo vivono un’unica storia d’amore.

    Altro atteso ospite del festival, il messicano Carlos Amorales, una delle figure di maggiore rilievo del panorama artistico internazionale, che con il suo Archivio liquido – archivio digitale avviato alla fine degli anni Novanta – attinge per la realizzazione di ogni suo nuovo lavoro, attraverso foto, immagini ricavate da riviste, libri che, trasformate, diventano disegni, installazioni, diapositive, video, copertine di dischi, collage, dipinti, sculture.
    Tra gli eventi del festival, il concerto degli Addictive TV, duo VJ di musica elettronica che creano remix di musica e video, già votati due volte come inumeri uno tra i VJ mashuppers nel mondo.
    Il 9 maggio, a ingresso gratuito, il panel Remix is Everywhere, presso la Real Academia de España di Roma, con artisti e creativi del mondo del cinema e dell’arte, per approfondire i terreni delle nuove tecnologie, dei nuovi linguaggi, dei nuovi media: uno scambio vivace,attivo, partecipato, con confronti e analisi di video, film e materiali audiovisivi.

    Ingresso gratuito fino a esaurimento posti per Masterclass e Talk e ingresso per proiezioni con tessera MashRome.

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    VI Festival del Cinema Spagnolo a Roma

    Torna, dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, che offrirà come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori a Roma un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualità, dai classici alle ultime novità.
    Film di apertura del festival, il lungometraggio Blancanieves di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente (Macarena Garcia). Il film, che sarà distribuito in Italia il prossimo autunno, è muto e in bianco e nero, ambientato nella Siviglia degli anni Venti e sarà presentato dall’attrice, cantante e ballerina Macarena Garcia, volto noto della serie televisiva Amar en tiempos revueltos.

    La Nueva Ola, sezione principale del festival, presenterà le produzioni spagnole più recenti, da quelle mainstream alle più indipendenti. Tra i film presentati in questa sezione, il thriller poliziesco Grupo 7, di Alberto Rodríguez con Antonio de la Torre, Mario Casas e Inma Cuesta, ambientato nella Siviglia pre-Expo Universale del 1992, in cui la polizia si incarica di ripulire la città. Intimismo declinato al femminile con De tu ventana a la mía, opera prima di Paula Ortiz, le storie incrociate di tre donne che in tempi diversi lottano per riaffermare la propria identità. Tra gli ospiti attesi, il regista Xavi Puebla, che presenterà il suo terzo lungometraggio, A puerta fría , interpretato, tra gli altri, da María Valverde e Nick Nolte.

    L’omaggio al cinema italo-spagnolo di questa sesta edizione sarà dedicato – lunedì 13 maggio alle ore 20:30 – al 50° anniversario del film El verdugo (tit.ita La ballata del boia), di Luis García Berlanga, Premio FIPRESCI a Venezia 1963, sceneggiato da Rafael Azcona ed Ennio Flaiano e con Nino Manfredi come protagonista. Il film è uno dei massimi esempi della commedia nera spagnola.
    Quindi Locos ‘80, sezione vintage del festival, che riunisce 3 cult-movies fondamentali del cinema spagnolo degli anni Ottanta: Labirinto di passioni, di Pedro Almodóvar; Opera prima, del futuro Premio Oscar Fernando Trueba e La línea del cielo (Skyline), di Fernando Colomo, autore-chiave del decennio.

    Novità assoluta di questa edizione, la sezione La Nueva Ola Latinoamericana – L’immagine assente,  nata con l’obiettivo di recuperare film importanti del continente Sud-Americano che in Italia non sono passati se non in rare e rapide eccezioni. Tra gli ospiti, il regista colombiano Ciro Guerra, che presenterà – mercoledì 15 maggio – il film di chiusura del festival, Los viajes del viento.
    Tra gli altri film presentati in questa sezione,  gli argentini El studiante, di Santiago Mitre (astro nascente del nuovo cinema indipendente argentino), vincitore del Gran Prix della Giuria a Locarno e l’anteprima di Infancia clandestina di Banjamín Ávila in uscita a giugno. La sezione Latinoamericana è completata da altri titoli quali il cult-movie ecuadoregno Ratas, ratones, rateros (Roditori) di Sebastián Cordero e il messicano El violín di Francisco Vargas.

    Tra le attività parallele si segnalano le proiezioni del lungometraggio di animazione Arrugas, di Ignacio Ferreras, distribuito in Italia da EXIT med!a nell’ambito di Público Joven, Cinema in Versione Originale per scuole e licei. Il film, già programmato con grande successo durante la scorsa edizione del festival, è lo spunto per unprogetto didattico intorno alla solidarietà inter-generazionale.

    Il Festival del Cinema Spagnolo da quest’anno moltiplica la propria presenza sul territorio italiano con tappe e anteprime in numerose città tra cui Bari, Trieste, La Spezia, Cagliari, Udine, Pordenone, Treviso, Firenze, Napoli, Milano e Bologna.

    Tutte le proiezioni saranno in versione originale con sottotitoli in italiano

    Ingresso
    6 euro – biglietto intero
    4 euro – biglietto ridotto (studenti, over-60 e il primo spettacolo di ogni fascia giornaliera, eccetto film d’apertura a biglietto unico 8 euro).
    Promozione: vedi 4 film, il 5° è gratis

    Info: www.cinemaspagna.org

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    Italian Dvd & Blu-ray Awards 2012

    Alla notte degli Oscar italiani dell’HomeVideo – gli Italian Dvd & Blu-ray Awards 2012 – si annuncia una sfida tra Amelio, Giordana e Sorrentino per il miglior Dvd/Blu-ray nazionale.

    Il mondo del cinema e dell’home video si danno appuntamento per la serata di lunedì 29 aprile a partire dalle 20.30 alla Casa del Cinema di Roma per l’assegnazione dei prestigiosi Italian Dvd & Blu-ray Awards, giunti quest’anno alla decima edizione e scelti tra i titoli posti in vendita da gennaio a dicembre 2012.

    La grande festa – che ogni anno premia l’eccellenza del cinema in casa sono attesi attori, produttori, registi, editori multimediali e distributori – avrà come madrina l’attrice Regina Orioli e sarà condotta dal giornalista Francesco Castelnuovo. I premi saranno consegnati dalla Giuria al completo composta da Alessia Barela, Urbano Barberini, Vinicio Marchioni, Paola Minaccioni, Eva Riccobono, Alessandro Roja e dal presidente Claudio Masenza.
    Hanno confermato, ad oggi, la loro presenza anche: Franca Valeri, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore, Anna Foglietta, Marco Giallini, Enrico Lo Verso, Andrea Occhipinti e tutti i premiati.

    Agli abituali riconoscimenti si aggiungono i premi assegnati dal mensile Ciak, quello virtuale degli utenti internet ed i premi assegnati dalla FAPAV a chi si è particolarmente distinto in difesa dell’antipirateria e alle Forze dell’ordine.

    In occasione del decennale della manifestazione, una speciale giuria ha assegnato i Premi ai migliori Dvd/Blu-ray italiani del decennio e possiamo già annunciare i vincitori: un trio di autori che con i loro titoli hanno reso orgoglioso il cinema italiano.

    Premi del Decennale

    Migliori Titoli in Dvd/Blu-ray
    BAARIA
    di Giuseppe Tornatore (Medusa)

    GOMORRA
    di Matteo Garrone (01)

    IL DIVO
    di Paolo Sorrentino (Lucky Red)

    Sono poi stati assegnati due premi speciali, a:

    FRANCA VALERI
    Attrice, scrittrice, sceneggiatrice, regista, Franca Valeri è uno dei maggiori protagonisti di una lunga e felice stagione cinematografica nella quale gli anni hanno ancora di più evidenziato l’altissima qualità.
    Ed è grazie all’home video che quei film vengono continuamente riscoperti da nuove generazioni. Ecco il forte legame fra la signora Valeri e questo premio.

    GIANLUCA e ANDREA CURTI
    e la distribuzione
    Raro Video – Minerva Pictures
    per l’internazionalizzazione del prodotto italiano in Dvd e Blu-ray

    Preme ricordare che gli Italian Dvd & Blu-ray Awards possono inoltre contare sulla preziosa collaborazione  di Univideo, della Fapav, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e della Casa del Cinema di Roma.

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