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Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: che confusione!

Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: che confusione!

Dal 15 novembre in sala, Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald è il secondo capitolo della serie spin-off di Harry Potter. David Yates alla regia di un racconto confuso, fin troppo parlato, pronto a far discutere e che si salva solo grazie all’interpretazione di Johnny Depp.

Anche il mondo magico di Hogwarts ha avuto il suo aizzatore di folle, il leader che promette un nuovo ordine, ma che dimentica di esprimere quale sia il suo vero scopo. Grindelwald è scappato mentre da New York viene trasferito a Londra per essere finalmente processato. E mentre il Ministero della Magia si lascia corrompere dal Lato Oscuro (una J.K. Rowling scatenata!!!), qualcuno che conosciamo bene e che risponde al nome di Albus Silente (più moderno negli anni ’30 che nella contemporaneità del ragazzo con la saetta sulla fronte), chiede aiuto a chi, mesi prima, era riuscito a fermare il temibile Grindelwald: Newt Scamander.

Da New York passando per Londra e approdando a Parigi: il nuovo capitolo di Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald, approda nel Vecchio Continente, dove vecchi e nuovi protagonisti si rincorrono tra innocui incantesimi, amori non dichiarati, passati misteriosi. Newt cerca Grindelwald, Grindelwald cerca Credence, a sua volta ricercato da Albus, e Credence cerca se stesso o, quanto meno, le sue origini. Tra nomi familiari (i Lastrange) e racconti (sommari e frettolosi) sull’origine di oscuri personaggi (Nagini), Animali Fantastici pecca di prolissità, con la sua voglia di raccontare a tutti i costi e l’intenzione di fare chiarezza che si perde in una noiosa ed evitabile confusione. Il tutto orientato verso la rivelazione finale, che potrebbe rimettere in gioco tutto l’universo magico firmato dalla Rowling. E far arrabbiare i fan di vecchia data, molto probabilmente.

Eddie Redmayne appare più sofferente in questa nuova avventura, Ezra Miller passa inosservato, il Silente di Jude Law richiama bene quello dei film originali, ma il vero colpo grosso è lui: Johnny Depp. Crudele solo con lo sguardo, il suo Grindelwald è ancora agli inizi della sua evoluzione, ma promette benissimo per i prossimi capitoli.
Prossimi capitoli, sì, ben tre alla fine di questa nuova avventura nel mondo magico. E se il primo (qui la recensione), in sala due anni fa, è stato un esperimento ben riuscito e compiuto di racconto, il secondo ha perso quella originalità e freschezza e può tranquillamente essere considerato come il classico film di passaggio, quello che riprende una storia passata e solo apparentemente conclusa, la infarcisce di nuove situazioni, nuovi personaggi, getta frettolosamente nuove rivelazioni e lascia lo spettatore a bocca aperta, pieno di domande che stuzzicano la fantasia. Un passaggio necessario e anche un po’ furbetto, visto che lo spin-off di Harry Potter era una scommessa in parte vinta col primo film. Delude la regia di Yates che si affida un po’ troppo al digitale, non solo per ricreare gli animali fantastici del titolo (qui nettamente in secondo piano), ma anche per le scenografie che, se non fossero nominate dai personaggi, si faticherebbe a riconoscere. E si resta così, un po’ delusi, ma allo stesso tempo stuzzicati in attesa di nuovi sviluppi.

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Augusto D'Amante

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