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Sergio Stivaletti: “Rabbia furiosa? Non è un horror, ma un film trasversale ai generi”

Come nasce un horror sul canaro Della Magliara? Storia che nello stesso periodo ha suggestionato anche Matteo Garrone per un film di tutt’altro genere come Dogman…
Ci tengo a precisare che non è un horror, non mi vergogno assolutamente di fare gli horror, perché è un genere che mi piace e mi appartiene per tanti motivi, ma non è l’unica cosa che fa un regista che si occupa di effetti speciali: si possono fare i fantasy, la fantascienza, infatti ho fatto Fantaghirò, sia pur nella parte delle creature. Rabbia Furiosa è il passaggio ad un genere diverso: al thriller, al crime, è una storia che pur se rivisitata con gli occhi del cinema horror, in realtà è un film completamente diverso. Chi l’ha già visto lo definisce un prodotto trasversale ai generi, che ha a che fare con il poliziottesco, il western… e questo senza farlo però diventare un minestrone, ma solo perché in Italia siamo stati abituati a classificare i film.


Specialmente oggi, è difficile etichettare un film con un solo genere: molti dei film che si producono sono “crossover” se vogliamo usare un termine abusato…
Esattamente! E questo è un film molto crossover: ha dei momenti onirici, altri realistici, ma non vuole essere la pura e semplice cronaca. L’ho raccontato sullo schermo così come lo avevo sentivo raccontare a Roma, quando tutti ne parlavano e ognuno aggiungeva qualche dettaglio, rendendolo più o meno fantastico. Mi sono ispirato più ai racconti che alla cronaca: poi certo, per girare i momenti in cui lui si vendica usando la tortura, è ovvio che la cronaca in qualche modo mi ha molto aiutato.

Prima abbiamo citato Matteo Garrone: voi avete lavorato insieme…
Si, assolutamente, nell’ Imbalsamatore. Molti anni fa ho collaborato con lui per gli effetti speciali del suo primo film di finzione. Poi oggi, alcuni ingenuamente, mi chiedono: “Ma subito dopo ha fatto un film uguale a te…

Beh, chi conosce i tempi di scrittura e lavorazione di un film sa che certe coincidenze sono solo, appunto, coincidenze, magari suggestioni che girano nell’aria…
Si, se non sbaglio ho iniziato le riprese anche prima di Matteo. Tanti anni fa un produttore mi propose di fare un film sul Canaro: poi non se ne fece niente anche se non ho mai smesso di accarezzare l’idea prima o poi di realizzarlo. Alla fine, quando ho visto che qualcuno, dopo aver avuto tante porte sbattute in faccia, ha aperto alla possibilità di far fare la storia ad altri, ho provato anche io, perché no? Te dico ‘a verità…!

di GianLorenzo Franzì

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La redazione

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