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Torino Film Festival 35: Due italiani in concorso. Asia Argento guest director

Torino Film Festival 35: Due italiani in concorso. Asia Argento guest director

Il Festival di Torino (in programma dal 24 novembre al 2 dicembre) ricomincia dalla Mole Antonelliana. È qui infatti che si terrà la serata di apertura con il film di Richard Loncraine Finding Your Feet – Ricomincio da me, una scelta definita dal presidente del Museo del Cinema Laura Milani “di affermazione di un’identità che riparte dalla sede su cui poggerà il prossimo futuro”.
Commedia brillante sul “non è mai troppo tardi”, racconta la storia della borghesissima Lady Sandra (Imelda Staunton), che si vede crollare il mondo addosso quando scopre che il marito ha da anni una relazione con la sua migliore amica. Lascia tutto e si rifugia dalla sorella Bif (Celia Imrie), un’anticonformista dallo spirito libero che la trascina in una scuola di ballo e le presenta i suoi maturi amici ballerini, tra cui Charlie (Timothy Spall), uno stravagante restauratore di mobili che vive su una barca.
La numero trentacinque si configura come un’edizione di transizione con la perdita della sala del Lux e 40 film in meno, che non inficiano però la vocazione storica di una manifestazione attenta ai talenti più innovativi, che quest’anno conta 134 lungometraggi, 10 mediometraggi e 25 corti.
Sono quindici i titoli del concorso “come sempre incentrato sul cinema giovane e alla ricerca dei talenti che esprimono le migliori tendenze del cinema indipendente”; molti Europei, tre dall’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Hong Konfg) e due italiani. Il BelPaese si affaccia nella sezione competitiva con Lorello e Brunello di Jacopo Quadri e Blue Kids di Andrea Tagliaferri assistente alla regia di Matteo Garrone.

Come di consueto torna Festa Mobile, la sezione dedicata ai film inediti in Italia e “che ci sono piaciuti di più in giro per mondo. Temevo che quest’anno ci fosse carenza di film italiani nonostante i 26 presenti a Venezia, invece ne sono arrivati tanti”. Tornano tre simboli del cinema indipendente di casa nostra: Elisabetta Sgarbi con di L’altrove più vicino, tra le suggestioni della vicina Slovenia, Davide Ferrario con Cento anni, un viaggio da Caporetto a oggi tra sconfitte che potrebbero trasformarsi in vittorie, Bruno Bigoni con My War Is Not Over, storia del certosino lavoro di un soldato inglese che sbarcò ad Anzio per dare un nome ai tanti militari sconosciuti sepolti in Italia.  Ma fuori concorso arrivano anche Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini sulle nevrosi sentimentali dei nostri tempi, Tito e gli alieni, diretto da Paola Randi e interpretato da Valerio Mastandrea sulle avventure di due ragazzini napoletani nel cuore del Nevada e tra i segreti della galassia, e infine Balon di Pasquale Scimeca che segue il disperato e coraggioso viaggio di due giovani nigeriani scampati a una strage e in fuga verso il Mediterraneo.
“Bizzarro che ci siano anche due italiani in After Hours”, dichiara la direttrice Emanuela Martini. Nella sezione horror-thriller, spesso molto sui generis, troviamo infatti Riccardo va all’inferno di Roberta Torre, rilettura musicale contemporanea e psichedelica del Riccardo III di William Shakespeare e Favola di Filippo Timi, tratto dallo spettacolo teatrale omonimo scritto e diretto dall’attore nel 2011.
Attesi Darkest Hour, ritratto di Winston Curchill, appena nominato primo ministro nel 1940, davanti all’ipotesi della guerra ai nazisti, diretto da Joe Wright e interpretato da Gary Oldman; Kings, sui moti e le tensioni razziali esplosi a Los Angeles nel 1992, vissuti dal punto di vista di una mamma single afroamericana e dei ragazzini di cui si prende cura, diretto da Deniz Gamze Ergüven e interpretato da Halle Berry e Daniel Craig; TheReagan Show, documentario di Pacho Velez e Sierra Pettengill sulla forza comunicativa di Ronald Reagan; e The Florida Project di Sean Baker , il film di chiusura del festival già accolto con grande entusiasmo alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes.

Molti gli ospiti confermati da Noomi Rapace, protagonista di What Happened to Monday di Tommy Wirkola, a Julian Temple, Filippo Timi, Nanni Moretti, Pablo Larrain (presidente di giuria), e Asia Argento.
Sarà lei la Guest Director di questa edizione: “Da anni avrei voluto fosse una donna a dirigere questa sezione, –  rivela la Martini – così ho chiamato Asia Argento perché la considero una regista curiosa, interessante e brava fin dal suo controverso debutto con Scarlett Diva, oltre che una donna di cultura, che ha una mano, uno sguardo e un senso della narrazione molto forti e coraggiosi nel panorama dei registi italiani. La sua sezione si chiamerà Amerikana: ne fanno parte film d’epoca che raccontano l’America del profondo, o meglio dello sprofondo, dei poveracci che vivono tra baraccopoli e motel, quella di Paris, Texas tanto per intenderci. È l’America che ha votato Trump”. Si chiamerà Amerikana e comprenderà anche una performance dal vivo con Asia Argento diretta da Bertrand Bonello.
Fiore all’occhiello la retrospettiva “doverosa” su Brian De Palma: “È uno dei grandi emersi del cinema americano degli anni “60 e “70, un grande autore e laboratorio di linguaggi. I suoi film sono fondamentali per la conoscenza del cinema contemporaneo”, dice la direttrice. Sulla sua presenza al festival non ci conta molto: “Ci spero, ma al momento De Palma è al montaggio del suo ultimo film, Domino”.

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Elisabetta Bartucca

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