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On the Road Film Festival 2017 ai nastri di partenza

On the Road Film Festival 2017 ai nastri di partenza

Cinque edizioni di un festival d’autore e i vent’anni di uno storico cineclub romano. Torna per il quinto anno consecutivo dal 5 al 26 novembre prossimi al Cinema Detour di Roma, l’On the Road Film Festival: in cartellone 11 lungometraggi e 12 corti in concorso, eventi speciali e fuori concorso e anteprime nazionali. Un programma ricco, interamente dedicata al tema del viaggio e suoi corollari.

Si inizia il 5 novembre con una serata evento in cui, in occasione dei 100 anni della rivoluzione russa e dei primi vent’anni del Detour, sarà proiettato e musicato dal vivo Ottobre di Sergej Ėjzenštejn (1928). La sonorizzazione del film muto Alice in Wonderland di W. W. Young del 1915 chiuderà il festival il 26 novembre, prima della premiazione finale.
Tre notevoli fuori concorso arricchiscono il programma: Poesia Sin Fin di Alejandro Jodorowsky (2016) e Miles Ahead di e con Don Cheadle, sulla vita del grande genio del jazz Miles Davis, in anteprima romana. Per gli sportivi l’affascinante The Dolphin man, girato in Grecia, sulla vita del grande apneista francese Jacques Mayol, soprannominato proprio Dolphin man. Un viaggio sui viaggi dell’uomo che ha rivoluzionato il mondo dell’apnea e dell’immersione profonda.

Il programma del concorso, che animerà i weekend di novembre, vede anteprime e scoperte eclatanti. Due giurie decreteranno i vincitori. La Giuria per i Lungometraggi è composta dal Presidente Vittorio Moroni, regista, autore, sceneggiatore, Lea Tafuri, sceggiatrice e Luca Mandrile, regista, montatore. La Giuria per i Cortometraggi vede come membri il Presidente Gianclaudio Cappai, regista, autore, Giovanna Addivinola, montatrice, organizzatrice di festival, Paolo Cavalcanti, produttore discografico, organizzatore di festival e mostre d’arte visiva.

Tra i lunghi Punk à chien del francese Remi Mazet in cui un giovane outsider disilluso e solitario percorre le strade della Francia in compagnia di un cane, vivendo di espedienti, fin quando non si accorge che c’è qualcosa che non va nel suo cane. Il documentario Flat Tyre – An American Music Dream di Ugo di Faenza segue l’incredibile viaggio musicale attraverso gli USA del gruppo di giovani musicisti napoletani “La terza classe”, alla ricerca delle radici profonde della musica popolare americana.

Sagre Balere di Alessandro Stevanon racconta la storia di Omar, cresciuto nella periferia di Milano e destinato a fare il carrozziere, ispirato dalle voci degli anni d’oro del liscio ascoltate nella più grande discoteca d’Italia, lo Studio Zeta di Angelo Zibetti, e il suo lungo tour in tutte le regioni del Nord Italia nel suo ventesimo anno di carriera.

Istanbul Echoes di Giulia Frati analizza il rapido processo di gentrificazione di Istanbul. In soli cinque anni i quartieri di classe operaia sono stati demoliti, i loro residenti si sono spostati. Una situazione preoccupante che attira l’attenzione di alcuni giovani militanti, e in particolare un gruppo di attiviste hip-hop. Ritmando abilmente il suo film con suoni ambientali urbani, Giulia Frati ha seguito questa trasformazione del tessuto sociale della metropoli nell’arco di un decennio.

A Paradise Too Far del canadese Denis Langlois segue le tracce dei fratelli Samuel e Émilie, entrambi affetti da una forma leggera di autismo, che partono con una motoslitta per andare alla ricerca di quel paradiso dove tutti dicono che la madre, morta, sia andata. Quello di Samuel e Émilie è un viaggio al tempo stesso geografico e spirituale, che metterà a dura prova le loro capacità e sonderà i limiti della loro complessa relazione.

Anissa 2002 del francese Fabienne Facco racconta la storia e la fuga di Anissa, sposa adolescente marocchina.

Transitory Lives di Thomas Kunstler e Dimitris Lambridis: il viaggio in parallelo di tre rifugiati siriani dalle rive di Lesvos al cuore dell’Europa continentale, e il loro faticoso tentativo di integrazione nel nuovo mondo, tra speranza e disillusione.

Mingong di Davide Crudetti affronta un tema alquanto attuale: la migrazione in massa di milioni di lavoratori cinesi che dall’entroterra si riversano nelle megalopoli costiere per cercare lavoro. ‘Mingong’ significa proprio contadino-operaio. Un viaggio nel tempo nella vecchia Cina che oggi sta scomparendo, un viaggio volto a intercettare I milioni di cinesi che si spostano dai paesi verso la megalopoli del mare.

Tra i corti, The Edge della russa Alexandra Averyanova in cui una donna anziana vive in una piccola stazione, persa nella profondità della campagna. Ogni giorno, per molti anni, percorre i binari. L’unico evento nella vita della donna è un treno che passa per la sua stazione senza fermarsi.

The Troubled Troubadour di Sébastien Simon e Forest Ian Etsler è un road movie surreale con elementi di commedia, western e allegoria, sulla storia senza tempo di un uomo che affronta la propria morte.

Distancia di Cristian Perez Scigliano narra di Raul, che arriva a Londra in cerca di un futuro migliore. Da solo in una delle più grandi città del mondo, si renderà  conto di quanto sia difficile vivere da immigrato.

Shadows of Endurance di Diego Scarponi è un viaggio attraverso due secoli di storia americana, confrontando le vite della gente che vive attualmente nella contea di Harlan, un’area spogliata della sua identità: con il patrimonio di storie orali raccolte dall’autore italiano Alessandro Portelli in oltre 30 anni di ricerca sul campo. zona mancanza di lavoro, relazioni, futuro e speranza.

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La redazione

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