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Roma 2017 – The Party: Cinema da camera

Roma 2017 – The Party: Cinema da camera

Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Bruno Ganz e Cillian Murphy animano The Party, la commedia britannica indipendente diretta da Sally Potter presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Una cena, gli amici di sempre, un’occasione da celebrare. Classico spaccato quotidiano che come le vite più imprevedibili comincia a sfuggire a qualunque illusione di controllo. The Party, presentato in anteprima alla 12esima edizione della Festa del Cinema di Roma, è la nuova opera dell’inglese Sally Potter, regista di Orlando e Lezioni di Tango, che arruola un cast di livello e ci porta nei sobborghi della Londra benestante per raccontarci una storia di crisi di mezz’età e di ipocrisie, di malattie, tradimenti e pistole.

Janet (Kristin Scott Thomas) ha appena coronato il grande obiettivo della sua vita politica, è diventata ministro del governo ombra britannico. Decide di celebrare invitando gli amici più stretti nella casa che divide col marito Bill (Timothy Spall), un intellettuale che naviga sulla rotta di una strana depressione. E così arrivano la sarcastica April (Patricia Clarkson) col suo nuovo compagno, un life coach tedesco (Bruno Ganz), e la professoressa Martha (Cherry Jones) con la moglie Jinny (Emily Mortimer), e poi c’è pure Tom (Cillian Murphy), broker cocainomane con una pistola in tasca e qualche conto da saldare.

The Party, chiuso com’è tra le pareti di un’intimità domestica che nel migliore dei casi scricchiola, è un classico esempio di cinema da camera, di teatro adattato ad un altro medium. E come il miglior teatro è sulla forza del testo e dei suoi interpreti che costruisce le fondamenta della sua scalata all’umano divertimento. Sally Potter lascia le immagini nelle mani del direttore della fotografia e Aleksei Rodionov sfuma in un morbido bianco e nero le asperità di una trama che scompone a poco a poco le certezze della borghesia liberal. Una classe sociale all’apparenza solida, in realtà molto fragile. La regista preferisce lavorare sugli attori, sui tempi, sui personaggi. “Con loro ho svolto un lavoro dettagliato e individuale – ha spiegato la regista incontrando la stampa durante la Festa del cinema di Roma – li raggiungevo ovunque. Abbiamo lavorato sul dettaglio, sulla voce e sul modo di muoversi e una volta riuniti erano tutti molto sicuri di ciò che avrebbero dovuto fare. Poi è arrivato il momento di girare ed è stato tutto molto veloce ed intenso”. E questo lavoro paga alla perfezione per tutti, anche se le battute affilate di Patricia Clarkson e le irresistibili frasi fatte di Bruno Ganz sono quelle che al termine dei 70 minuti di film restano più impresse.

Testo e attori, dunque. E sono loro che fanno di The Party una commedia semplice, divertente, ben diretta, ben recitata e con quel pizzico di sapore indie che non guasta mai.

 

 

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Marcello Lembo

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