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Mr. Ove: Saab, malinconia e risate

Mr. Ove: Saab, malinconia e risate

Arriva in Italia Mr. Ove, dello svedese Hannes Holm, film candidato all’ultima edizione degli Oscar come miglior pellicola straniera. In sala dal 31 ottobre.

Un vecchio stizzito, arrabbiato col mondo, ma forse sotto c’è qualcosa. Un amore inespresso, strascichi di malinconia in cerca di un tubo di scarico, magari quello di una nuova Saab. Arriva finalmente in Italia Mr. Ove, il film diretto dallo svedese Hannes Holm che aveva stregato l’Academy tanto da meritarsi una nomination agli ultimi Oscar e che presto potrebbe vantare un remake americano con Tom Hanks protagonista.

La storia è quella di Ove (Rolf Lassgård), vedovo e improvvisamente disoccupato, che vorrebbe tanto farla finita e raggiungere la moglie nell’aldilà ma poi, per un motivo o per un altro non ci riesce mai. Che si trovi alle prese con i nuovi vicini, una famiglia multietnica e caciarona, o con i vari problemi del complesso residenziale in cui abita sembra che per Ove non ci sia pace.

Adattando il romanzo L’uomo che voleva aggiustare il mondo di Fredrik Backman, Hannes Holm porta sullo schermo il racconto di un’apertura alla vita e a un nuovo mondo che certe volta ricorda uno dei film più riusciti di Clint Eastwood, Gran Torino. Mr. Ove però non è solo questo, è anche una commedia dolceamara e la storia di un grande amore, quello tra il suo protagonista (interpretato negli anni giovanili da Filip Berg) e la sua amata Sonja (Ida Engvoll), ricostruito attraverso lunghi flashback. La bravura di Holm è quella di riuscire a far sposare i tanti elementi della storia mantenendo intatto un senso di armonia, tanto che la pellicola riesce a creare un piccolo spazio emozionale dove ridere, sorridere, commuoversi a seconda dell’alternarsi delle situazioni.

E in Mr. Ove c’è tanto da ridere, tanto da sorridere e tanto da commuoversi, tra le passioni motoristiche del protagonista, i ripetuti tentativi di suicidio, il lento sciogliersi del suo ghiaccio interiore di fronte ai bisogni dei suoi vicini, di un gatto randagio e di tante altre figure del quartiere. In tutto questo quadro crepuscolare si staglia la figura di Rolf Lassgård, splendido interprete del personaggio nella sua versione più scorbutica, bravo nel far intuire la sua natura malinconica dietro il sarcasmo affilato di alcune delle battute migliori dell’anno cinematografico. E scusate se è poco.

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Marcello Lembo

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