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Roma 2017 – Una questione privata: I fratelli Taviani e la Resistenza

Roma 2017 – Una questione privata: I fratelli Taviani e la Resistenza

Tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, Una questione privata è il film che Paolo e Vittorio Taviani portano alla Festa del Cinema di Roma. Tra le nebbie delle Langhe, la guerra partigiana è lo scenario in cui s muove il dissidio interiore del protagonista. Al cinema dal 1° novembre.

A trentacinque anni da La notte di San Lorenzo, i fratelli Taviani tornano a parlare di Resistenza, attingendo da Beppe Fenoglio il materiale per il loro ultimo film, Una questione privata, presentato nella selezione ufficiale dell’edizione 2017 della Festa del Cinema di Roma.
Milton (Luca Marinelli) è un giovane partigiano che durante un giro di perlustrazione si ritrova davanti alla villa di Fulvia (Valentina Bellè), luogo dove i due ragazzi, insieme a Giorgio (Lorenzo Richelmy), trascorrevano le loro giornate ad ascoltare Over the rainbow. La villa gli riporta alla memoria i giorni precedenti la sua decisione di unirsi ai partigiani piemontesi e il sentimento che lo legava, giorno dopo giorno, alla bella Fulvia. Il dubbio, alimentato dalla domestica della villa, che tra Fulvia e Giorgio ci sia stato qualcosa di più di una semplice amicizia, porta Milton a cercare Giorgio, che, nel frattempo, è stato fatto prigioniero dai fascisti.

Restando abbastanza fedeli a quel romanzo che tanto fece parlare la critica quando fu pubblicato nel 1963, i Taviani realizzano un film fin troppo classico che a pieno titolo rientra nella loro filmografia. La guerra partigiana diventa un dissidio interiore: se quei giovani combattono per sapere cosa accadrà alla fine (“Sarà interessante essere vivi dopo“), Milton si mette in viaggio per scoprire anche lui la sua verità, quella privata che lo sto logorando. Nel suo viaggio alla ricerca di un prigioniero, un fascista, da scambiare con Giorgio, l’ossessione di Fulvia prende la forma del flashback e la nebbia delle Langhe è metafora della sua confusione interiore.

Una questione privata può contare sull’ennesima ottima prova di Luca Marinelli: l’attore, infatti, regge da solo tutta la pellicola, ma, allo stesso tempo, ne accusa le stanchezze della scrittura alla base. Solo in poche occasioni il coinvolgimento di chi osserva questa storia raggiunge picchi più importanti e il riferimento, qui, non può non essere a due scene che affascinano per la loro assoluta semplicità e bellezza: la bambina sopravvissuta all’eccidio della famiglia in un casolare tra i boschi e  l’incontro casuale tra Milton e i suoi genitori in città. Soffermarsi eccessivamente su alcuni dettagli o su alcune battute, ripetute varie volte, però, rendono quest’utima pellicola dei Taviani troppo lontana dai nostri tempi, richiamando un certo cinema del passato. Raccontare la Resistenza è un bisogno che il cinema italiano non deve dimenticare, oggi più che mai. I fratelli Taviani lo hanno fatto, con la pecca, però, di aver reso il discorso poco appetibile.

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Augusto D'Amante

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