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Venezia 74. – Sebastiano Riso ai CineCocktail, “Inaccettabili fischi e comportamenti da stadio nei festival”

Venezia 74. – Sebastiano Riso ai CineCocktail, “Inaccettabili fischi e comportamenti da stadio nei festival”

“Questo film non parla di uteri in affitto, ma di una coppia legata in maniera viscerale. Una coppia che conduce un business terribile, la vendita illegale dei figli”. Così esordisce il regista Sebastiano Riso, protagonista lo scorso 5 settembre dell’appuntamento veneziano dei ‘CineCocktail – Incontri ravvicinati del miglior tipo: cinema, cocktail e chiacchiere in libertà’ ideati e condotti da sei anni dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli.
Al centro dell’incontro, realizzato in collaborazione con Cybex nello Spazio Fondazione Ente dello Spettacolo, il suo film, Una famiglia, già diventato il caso di questa Mostra dove la pellicola concorre per il Leone d’Oro.
“Il tema è tratto da una realtà purtroppo radicata in Italia, abbiamo condotto molte ricerche al riguardo. – spiega Riso – Ovviamente abbiamo alleggerito l’approccio per dare un senso poetico alla storia, non volevamo fare un film d’inchiesta”.
Ad accompagnarlo il cantante e attore francese Patrick Bruel, protagonista del film insieme a Micaela Ramazzotti. “Mi è stato affidato il personaggio più oscuro e complesso di tutta la mia carriera. – dice rispondendo alle domande del pubblico – Sono contento di essere stato scelto per un ruolo che mi ha permesso di mettermi alla prova lavorando a lungo su me stesso. Per entrare nel ruolo ho immaginato questo personaggio come un uomo che vede nei figli un pericolo per la coppia. Ho provato a non giudicarlo, a non pensare a come avrei agito io al suo posto. Con un personaggio così controverso non è stato semplice”.

Tanti i temi sviscerati tra un cocktail e l’altro: “L’omosessualità com’è raccontata in Italia è insopportabile – commenta ancora Riso – perché trasuda di finto perbenismo e omofobia: la realtà è che esistono persone, il loro orientamento è un discorso a parte. Persone che si amano. E che magari vogliono avere un figlio. Il mio film pone una domanda: che cos’è una famiglia? Una donna sola con il suo bambino, come nel manifesto, o due papà che vogliono diventare genitori, sono una famiglia?”.

Le ultime battute Riso le riserva alle reazioni di stampa e pubblico alle proiezioni del festival, riferendosi in particolare anche alla bordata di fischi che ha accompagnato l’anteprima di Mother di Darren Aronofsky: “Un film è sempre frutto di un lavoro complessivo. Ormai ai festival si ha la malsana abitudine di vederlo con l’atteggiamento di un cecchino pronto a sparare lì dove è possibile. Dovremmo concordare tutti nel ritenere l’accanimento, i fischi e il comportamento da stadio nei festival del tutto inaccettabili”.

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La redazione

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