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Miss Sloane – Giochi di potere: Superare i limiti

Miss Sloane – Giochi di potere: Superare i limiti

Jessica Chastain è protagonista assoluta di Miss Sloane – Giochi di potere, film di John Madden che ha valso all’attrice la candidatura ai più recenti Golden Globe. In sala dal prossimo 7 settembre.

Prevedere e anticipare le mosse dell’avversario. Questo è l’unico comandamento a cui risponde Elizabeth Sloane, affascinante lobbista statunitense pronta a vincere tutte le sfide che le si presentano davanti. E in un territorio come questo, la morale può facilmente restare fuori dai giochi, perché arrivare primi, con qualsiasi mezzo, è più importante.
Al cinema dal 7 settembre, Miss Sloane – Giochi di potere, diretto da John Madden e interpretato dalla candidata al Premio Oscar Jessica Chastain, racconta l’impegno di una lobbista in una battaglia che riguarda un tema quanto mai attuale nella società americana: bloccare una legge che permette ai cittadini di ottenere in maniera facile armi da fuoco.

Madden, che lavora su sceneggiatura di Jonathan Perera, mette in scena una donna forte, determinata, così concentrata sul suo lavoro che anche ciò che succede nella sua camera da letto è frutto di una contrattazione economica. Miss Sloane preferisce il controllo all’essere controllata, così quell’inquadratura iniziale che Madden fa dei suoi occhi, diventa poetica sottostante all’intero film: non solo ci mostra quale punto di vista acquisire per comprendere l’intera storia (la Chastain, col suo personaggio, è presente in ogni inquadratura e, quando non c’è fisicamente, fa comunque sentire la sua presenza), ma diventa il deus ex-machina che permette alla protagonista di muoversi – e trionfare – in un mondo fatto di uomini senza moralità alcuna.

Sia chiaro, però: Miss Sloane non porta sullo schermo un personaggio che vuole essere il contrario del mondo in cui si muove. Elizabeth Sloane è figlia di questo ambiente, se ne nutre e non ha problemi a mostrarsi avida e senza scrupoli come i suoi colleghi in giacca e cravatta. Elizabeth non è la buona e gli altri non sono i cattivi. E anche quando vuole provare a giustificarsi (“Non so mai dov’è il confine“), non è credibile, tanto che le viene ricordato qualcosa che già sa: “Il limite lo passi quando smetti di trattare gli altri con rispetto“. Ed ecco la forza di questa pellicola: mostrare l’intraprendenza e la scaltrezza di una donna – in un lungo colpo di scena costruito molto bene per tutta la durata del film – che sa dove sono i limiti, ma li supera senza farsi troppi scrupoli, soprattutto quando gioca col dolore altrui a suo vantaggio. Se il ritmo del film sembra subire varie frenate da alcuni stalli narrativi o dall’eccessiva quantità di materiale, questa struttura a scatole cinesi e l’interpretazione di Jessica Chastain donano maggiore qualità al risultato finale.

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Augusto D'Amante

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