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Addio a Jeanne Moreau

Addio a Jeanne Moreau

Ci lascia a 89 anni l’icona più spregiudicata e irriverente del cinema francese. Jeanne Moreau si è spenta nella notte nella sua casa di Parigi; a darne l’annuncio l’agente dell’attrice.
Louis Malle disse di lei: “La più essenziale qualità della Moreau è la sua capacità di essere quasi brutta e, dopo dieci secondi, di girarsi ed essere incredibilmente bella. In ogni caso Moreau è sempre se stessa“, mentre Orson Welles la definì “la più grande attrice del mondo”.
Enorme talento, figlia di una ballerina inglese e di un albergatore d’oltralpe, Jeanne Moreau nacque a Parigi il 23 gennaio 1928 e mosse i suoi primi passi nella Comedie Française, dopo essersi iscritta di nascosto ai corsi di recitazioni tenuti da Denis d’Inès (debuttò in teatro, ad Avignone, nel 1947).
Imprevedibile e instabile, sempre desiderosa di libertà, rescisse il contratto di quattro anni con la Comedie, per tornare a fare teatro per conto suo e iniziare il suo formidabile percorso cinematografico.
Le sue prime apparizioni sono in thriller di serie B, i Grisbi movie con Jean Gabin, ma l’incontro con Malle fu essenziale per la sua notorietà e per diventare l’attrice più scandalosa di Francia, con film come Ascensore per il patibolo e Gli Amanti, ruoli forti e scabrosi che la trasformano in un sex symbol internazionale.
Nel 1960 ottiene la Palma d’Oro come migliore attrice per Moderato cantabile di Peter Brook, ma non si monta la testa e ai salotti vip preferisce la frequentazione di intellettuali e scrittori (suoi grandi amici sono stati Jean Cocteau, Jean Genet, la coppia Henry Miller e Anais Nin e l’adorata Marguerite Duras). Avvezza a qualsiasi eccesso, ha iniziato con le mille sigarette che le hanno reso la voce arrochita e inconfondibile e l’alcol, un problema serio, curato solo recentemente con grande difficoltà.

L’incontro con François Truffaut è fondamentale: il regista francese le regala il suo ruolo più bello, quello di Catherine in Jules e Jim. I primi anni Sessanta sono i migliori di Mademoiselle Moreau, con l’interpretazione di Lidia in La notte di Michelangelo Antonioni, cui seguono Eva di Joseph Losey, Il Processo di Orson Welles e Il diario di una cameriera di Luis Bunuel, una sequela di capolavori che farebbe impallidire chiunque. Malle la dirige accanto a Brigitte Bardot in Viva Maria!, un film che nel 1965 fu un successo commerciale.
La vita sentimentale di Jeanne Moreau è stata molto movimentata e libera da pregiudizi o etichette: a parte due matrimoni subito liquidati (l’ultimo, con il regista William Friedkin, durato solo due anni), alcuni dei suoi amori furono Malle, Lee Marvin, Pierre Cardin e Tony Richardson, da cui Vanessa Redgrave chiese il divorzio per flagrante adulterio con la scandalosa bruna del cinema internazionale. La Moreau è stata la sola attrice a presiedere, a tutt’oggi, due volte la giuria del Festival di Cannes (nel 1975 e nel 1995), ha vinto un Leone d’Oro alla carriera nel 1992, è stata la prima donna a entrare nella Academy des Beaux.-Arts e nel 1998 ha ricevuto dalle mani della sua più cara amica degli ultimi anni, Sharon Stone, il premio alla carriera dell’American Academy of Motion Pictures.
In un tripudio di riconoscimenti fu nominata anche ai Razzie Awards nel 1984, per la più brutta canzone dell’anno, ‘Young and Joyful Bandit’ in Querelle de Brest di Fassbinder. Ha anche coprodotto dei film, come accadde per Jules e Jim, che rischiava di non essere finito per mancanza di danaro, ma consapevole dell’importanza della pellicola, l’attrice diede a Truffaut tutti i risparmi accumulati fino a quel momento.

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La redazione

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