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Sieranevada: Affari di famiglia

Sieranevada: Affari di famiglia

Presentato al Festival di Cannes del 2016 Sieranevada di Cristi Puiu, uno dei massimi esponenti della new wave del cinema romeno, è un lucido e infinito spaccato familiare, tra vissuto quotidiano e attualità. In sala dall’8 giugno.

Una tavola imbandita, una famiglia che si riunisce, una commemorazione. Sieranevada è una vecchia polaroid sbiadita, un’istantanea che intrappola l’attimo fuggente di una realtà piccola, ma è anche – per induzione – una foto satellitare e ultradettagliata di un mondo più grande. Prima di tutto però è l’ultima opera di Cristi Puiu, massimo rappresentante insieme a Cristian Mungiu della new wave del cinema romeno, che dopo il passaggio in concorso al Festival di Cannes del 2016 trova spazio anche nelle sale italiane, sgomitando con bagnini, pirati e supereroi, grazie al coraggio e all’amore per il cinema di Parthenos Distribuzione.

Lary (Mimi Branescu) è un medico e deve andare a casa della madre, dove si terrà una cerimonia in suffragio del padre scomparso un mese prima. Lì incontrerà una famiglia più o meno disastrata: gli zii in preda a una crisi matrimoniale, una sorella inviperita dalle nostalgie comuniste di un’anziana invitata, un cugino affascinato dall’11 settembre e dalle teorie della cospirazione, una cugina alle prese con un’amica croata che potrebbe essere sotto gli effetti di qualche droga, o semplicemente ubriaca.

E sono solo alcuni degli episodi di questo lungo, infinito, film mosaico, incastrato per lo più nella cornice claustrofobica di un appartamento dove si muove, parla, vive, un nutrito gruppo di personaggi in un’imitazione anche troppo realistica di una famiglia numerosa e allargata. Sieranevada è un film complesso perché Cristi Puiu, anche sceneggiatore, non fa sconti. Nelle quasi tre ore di durata il regista non concede spazio alla didascalia, calando direttamente lo spettatore nelle acque gelide di un torrente di parole che spazia dalla spesa al Carrefour alla strage di Charlie Hebdo, dai tradimenti di un marito alla missione internazionale nel Kosovo, da Ceausescu ai segreti che offuscano il cielo anche delle coppie più solide.

Da un lato una macchina da presa ferma che gira il suo occhio a destra o a sinistra, seguendo l’andirivieni dei protagonisti, come a declinare nella chiave di un realismo placido e drammatico l’impostazione teatrale e i tempi forsennati del Rumori fuori scena di Peter Bogdanovich, dall’altro una ricostruzione lucida delle dinamiche familiari, serene o agitate che siano, dove affiorano di tanto in tanto gli scogli dell’attualità, i grandi movimenti del mondo che nel microcosmo forse diventano margine ma che non per questo è possibile ignorare. Sieranevada è un film complesso e non per tutte le platee, di un realismo di grande maturità stilistica, in equilibrio sulla corda che congiunge il cervello al cuore, ma che probabilmente risulterà indigesto a chi in cuor suo non disprezza le regole del linguaggio mainstream. Quella imbastita da Cristi Puiu è una piccola e grande avventura cinematografica che avrà bisogno di un pubblico pronto a calarsi nelle sue atmosfere per riuscire a lasciare quel segno che certo merita di lasciare.

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Marcello Lembo

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