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Baywatch: I bagnini al potere

Baywatch: I bagnini al potere

I bagnini di Baywatch esordiscono al cinema in un’avventura balneare interpretata da Dwayne Johnson, Zac Efron, e dalle belle Alexandra Daddario e Kelly Rohrbach. Alla regia il Seth Gordon di Come ammazzare il capo e vivere felici. In sala dall’1 giugno.

Galleggianti rossi, costumi abbinati, muscoli e curve al vento. I bagnini di Baywatch provano a lasciare di nuovo la loro impronta nell’immaginario collettivo e per farlo scelgono il bagnasciuga del cinema, tanto più spazioso quanto remunerativo rispetto ai confinati lidi televisivi che avevano calcato nelle loro leggendarie corse al rallenty già dalla metà degli anni 90. In cabina di regia lo specialista in commedie Seth Gordon (Come ammazzare il capo e vivere felici), sul proscenio di sabbia e onde il superdivo Dwayne Johnson e l’ex teen star Zac Efron a mettere in mostra bicipiti e addominali, l’ex True Detective Alexandra Daddario e la modella Kelly Rohrbach a sfoggiare tutto un armamentario di curve degno del Gran Premio di Montecarlo e di non pochi rally.

La storia è quella di Matt Brody (Efron), un Michael Phelps in versione comica, allo stesso tempo ragazzo prodigio e bad boy del nuoto a stelle e strisce. Per rifarsi una vita Matt decide di entrare tra le fila dei bagnini di Malibù, guidati dal roccioso (in tutti i sensi) tenente Mitch Buckhannon (Dwayne “The Rock” Johnson). Lì dovrà riuscire a fare squadra con un team già affiatato composto da Summer (Daddario), C.J. (Rohrbach), dall’esotica Stephanie (Ilfenesh Hadera) e dal nerd Ronnie (Jon Bass). E allo stesso tempo dovrà sventare i piani della trafficante-affarista Victoria Leeds (Priyanka Chopra) in un turbillon di evoluzioni acquatiche misto a un umorismo che non disdegna la via del demenziale.

Pur senza attraversare mai il confine del nonsense le sei persone che hanno messo mano allo script (gli sceneggiatori Damian Shannon e Mark Swift e quattro soggettisti) hanno scelto questa strada per aggiornare un prodotto televisivo tanto scanzonato che oggi sarebbe difficile da riproporre anche nel panorama dei palinsesti pomeridiani. Ci riferiamo alla strada di in umorismo che non esita a puntare in basso senza raggiungere le vette del becerume proposte da American Pie ed emuli, e in fondo c’era da aspettarselo, vuoi perché lo stesso trattamento è stato riservato ad altri telefilm trasposti per il cinema (dallo Starsky & Hutch dell’accoppiata Stiller e Wilson fino al più recente 21 Jump Street) vuoi perché pur sempre di un film per famiglie si tratta. Quindi a parte gli inseguimenti in moto d’acqua, i tuffi dai pontili e tutto il resto si scherza sulle erezioni incontrollate del personaggio interpretato da Jon Bass ma anche sui peni dei cadaveri in obitorio e sugli sguardi incontrollati alle tette di qualche protagonista.

Un retrogusto pecoreccio che forse stona un po’ con l’innocente malizia del prodotto originale ma che in fondo può adattarsi ai canoni – invero piuttosto bassi – della farsa americana di oggigiorno. Per il resto il nuovo Baywatch incassa i dividendi grazie al carisma di Dwayne Johnson, una delle stelle forse più inaspettate di Hollywood, che per un motivo o per un altro esce sempre vincitore dalla sfida al botteghino, e grazie all’innocente malizia di cui sopra, ovvero quel mix insensato ma divertente di galleggianti e costumi rossi, attori palestrati, attrici tutte curve, corse al rallenty e quel sano spirito di squadra, arricchito da qualche guest star annunciata e da un pizzico di autoironia che non guasta mai.

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Marcello Lembo

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