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Gold – La grande truffa: ambizioni e fallimenti di un sognatore

Gold – La grande truffa: ambizioni e fallimenti di un sognatore

Le ambizioni e i sogni di un uomo contro l’affascinate quanto crudele sogno americano. Gold – La grande truffa è la pellicola di Stephen Gaghan che vede Matthew McConaughey protagonista indiscusso. Nelle nostre sale dal 4 maggio.

Era da un paio di anni che quel mattatore di Matthew McConaughey non si mostrava in tutto il suo splendore, ma con Gold – La grande truffa, in sala dal 4 maggio, ridà lustro alle sue interpretazioni. Diretto da Stephen Gaghan, l’attore Premio Oscar porta in sala un film sul sogno americano, che tutto ti dà e tutto ti toglie, nel giro di pochi secondo. Lo sa bene il suo personaggio, Kenny Wells: a capo di una impresa mineraria in bancarotta e costretto ad improvvisare il suo ufficio nel bar dove lavora la sua fidanzata (Bryce Dallas Howard), Kenny prova di tutto per risollevare le sue sorti. Così, con l’aiuto del geologo Michael Acosta (Èdgar Ramírez), si mette alla ricerca di una miniera d’oro in Indonesia.

Ispirato allo scandalo Bre-X Minerals degli anni Novanta in Canada, Gold – La grande truffa vuole essere il racconto delle ambizioni e dei sogni di un perdente. Il Wells di McConaughey è la quintessenza dello spirito imprenditoriale americano: con la piena fiducia nelle sue capacità, con un’autostima alle stelle, Kenny non si dà mai per vinto, soprattutto nel momento di crisi che sta vivendo, ed è disposto a qualsiasi cosa pur di mostrare agli altri quanto vale. Ma è proprio in questa sua estenuante costruzione di una credibilità che il passo falso è facile, come un palazzo dalle fondamenta debolissime: splendido e imponente, crolla quando un soffio di vento gli si scaglia contro.
Quel sogno americano tanto ricercato arriva, ma così come offre a Kenny tante possibilità, allo stesso modo gliele toglie nel giro di poco tempo: prima circondato da chi voleva salire con lui sul carro del vincitore, dopo abbandonato ai lati della strada ferito e senza alcuna via di scampo. Feroce la critica che Gaghan e i suoi sceneggiatori, Patrick Massett e John Zinman, fanno del mondo degli affari, tanto da indagare in profondità nel marciume di questo ambiente e da mostrarci cosa resta di un uomo, dei suoi sogni e delle sue ambizioni.

Quello che però è, senza ombra di dubbio, il punto di forza di questo film – e cioè la splendida interpretazione, con tanto di ennesima trasformazione fisica di McConaughey – ben presto si trasforma in un’arma a doppio taglio per Gaghan. Il regista, infatti, non sembra essere in grado di tenere testa all’attore, tanto che McConaughey prende il sopravvento, mettendo in ombra tutto il resto. Complice anche la decisione di non dare particolare spessore agli altri personaggi (su quelli di Ramírez e della Howard ci si poteva creare tanto, visto che gli attori che li interpretano sono in grado di farlo), Gold – La grande truffa si perde in momenti altalenanti e, nonostante risulti essere una pellicola piacevole, non riesce a farsi notare per ulteriori aspetti, se non per questa indagine su come la natura umana riesca a trasformarsi davanti ad una presunta opulenza.

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Augusto D'Amante

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