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Guardiani della Galassia Vol. 2: Risate stellari

Guardiani della Galassia Vol. 2: Risate stellari

In Guardiani della Galassia Vol. 2 la banda guidata da Chris Pratt e Zoe Saldana porta di nuovo gli eroi Marvel nello spazio. Dirige James Gunn. Dal 25 aprile in sala.

C’è vita nell’universo. Senza nomi altisonanti, senza una tradizione fumettistica travolgente, cinque irresistibili filibustieri dello spazio avevano fatto breccia, solo pochi anni fa, nei botteghini e nell’immaginario popolare. Un successo inatteso anche nell’epoca dei cinecomics. Con Guardiani della Galassia Vol. 2 gli eroi spaziali della Marvel tornano a solcare la via tra le stelle portandosi dietro quello strascico di avventura e umorismo imbastito dal regista James Gunn, che torna dietro la macchina da presa dopo l’exploit del primo episodio. Confermato anche il cast principale composto da Chris Pratt, Zoe Saldana, dall’ex wrestler Dave Bautista e da due guest star d’eccezione, Bradley Cooper e Vin Diesel che nella versione originale doppiano lo spericolato procione Rocket e il tenero Baby Groot. Tra le nuove aggiunte si segnalano invece due vecchie glorie, Kurt Russell e Sylvester Stallone, i Tango & Cash dei primi anni 90 di nuovo insieme anche se mai nella stessa scena.

La trama segue le vicende di Peter “Star Lord” Quill (Pratt) e della sua squadra che si trovano immersi in una nuova avventura ai limiti del paradossale, stretti come sono dalla rabbia di un razza dalla pelle dorata, dal ritorno del padre di Peter, l’entità Ego (Russell), e dalle nuove incursioni di Yondu (Michael Rooker), capo di una squadra di pirati noti come Ravager.

Ricreare l’equilibrio perfetto del primo film non era una missione di poco conto. Gunn, oltre a bilanciare con arguzia le suggestioni picaresche all’umorismo per famiglie, aveva creato una sua poetica personale, incrociando due elementi inconciliabili solo in apparenza, un immaginario fantascientifico alla Guerre Stellari e le note allegre della musica pop degli anni 60 e 70, che animava una colonna sonora divertente e azzeccata come poche. E così le spericolate corse in astronave erano giocate sulle note dei Jackson Five o dei 10cc, con un James Gunn che sceglieva la via della giustapposizione spiazzante, finendo per creare qualcosa di piacevolmente inedito. Guardiani della Galassia Vol. 2 partiva quindi su basi solide, ma come spesso accade, non è semplice ricreare un incantesimo, vuoi per la voglia di strafare, vuoi perché rifare quello che si è già fatto è un’arte davvero complessa.

Questo sequel, sia chiaro, non è un film brutto e piacerà a molti dei fan della prima ora e anche a qualche ritardatario della seconda. E Gunn lo dimostra partendo a razzo con una sequenza dei titoli di testa estrosa e a tratti geniale, che mette in primo piano il piccolo Groot, uomo alberello già protagonista di una delle scene più cult della prima pellicola, lasciando sullo sfondo gli altri Guardiani impegnati in una battaglia all’ultimo sangue. Pure la sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, non è priva di meriti, regalandoci un inedito triangolo di amore filiale che finisce per dare una dimensione in più al suo protagonista e per riscattare il personaggio di Yondu, interpretato da Michael Rooker, protagonista anche del numero “musicale” migliore di questo sequel, la scena dove scatena il potere della sua freccia. L’onore di una sottotrama personale viene anche concesso alla killer Gamora (Zoe Saldana) e al procione Rocket mentre l’alleggerimento comico è affidato al guerriero Drax (che abbandona la sguardo tetro del primo film in favore di una franchezza sfacciata), e al  piccolo Groot, che sembra più una creatura della Disney che non della Marvel. E forse l’idea di regalare un cinecomics per famiglie è stato l’input arrivato dall’alto, dall’onnipotente producer Kevin Feige, che snobba così il successo più maturo del recente Logan, pellicola che attinge al nutrito pantheon dei fumetti Marvel ma che al cinema è stata portata dalla 20th Century Fox.

Ora le note dolenti, perché anche quelle non mancano. Un peccato di eccesso, non di difetto. Come quel comico che dopo aver messo a segno la prima battuta continua imperterrito a battere sullo stesso tasto, finendo ogni tanto per far scuotere la testa al pubblico, Guardiani della Galassia Vol. 2 a volte sembra provarci troppo e più per obbligo che per convinzione. L’equilibro degli ingredienti non è più perfetto e se a gestirlo fosse un miscelatore sarebbe stato bello togliere un po’ di forza all’elemento umoristico e lasciare un po’ più di spazio a quello avventuroso. Ma forse analizzando il successo – probabilmente inatteso – del primo film gli esperti di mercato avevano puntato di più sulla risata che sul resto. Il risultato è che qualche battuta cade nel vuoto spaziale, che qualche escursione nel campo del demenziale finisce per avere un che di stonato e neanche la colonna sonora – che pure riserva non pochi classici, da Cat Stevens ai Fleetwood Mac – finisce per non lasciare il segno. Tutte cose da poco, per carità, ma la sensazione finale è che questo sequel sia quello che ci si aspetta di solito dai sequel ovvero una copia meno autentica e genuina e in definitiva meno riuscita dell’originale, sebbene vadano comunque sottolineati i meriti di questi personaggi, tanto piacevoli da scoprire forse perché meno noti in partenza, e incarnati da un cast in palla e ben assortito.

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Marcello Lembo

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