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17 Anni (E come uscirne vivi): Tempi difficili

17 Anni (E come uscirne vivi): Tempi difficili

Hailee Steinfeld e Woody Harrelson sono i protagonisti di 17 Anni (E come uscirne vivi), commedia adolescenziale dall’aria indie diretta dall’esordiente Kelly Fremon Craig. In sala dal 30 marzo.

Il liceo e l’amica del cuore, il bel tenebroso e il bravo ragazzo, la mamma ansiogena e il fratello popolare. Hollywood torna a tracciare i sentieri dell’adolescenza, a mappare la geografia dell’età più difficile. 17 Anni (E come uscirne vivi) è la storia piccola e delicata imbastita dalla regista esordiente Kelly Fremon Craig e interpretata da Hailee Steinfeld, attrice col volto perenne di bambina che già si era fatta notare, correva l’anno 2010, nel Grinta dei fratelli Cohen. Attorno a lei si muove un cast variegato, tra giovani di belle speranze (Blake Jenner, che fu protagonista del Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater) e veterani di sicura affidabilità (Woody Harrelson su tutti).

La storia è quella di Nadine (Steinfeld), 17enne che ha perso il padre da poco e che ha un rapporto difficile con la madre (Kyra Sedgewick) e con il fratello Darian (Jenner). L’unica valvola di sfogo è l’amica Krista, peccato che anche lei cada preda del fascino di Darian e così Nadine si ritroverà d’un tratto sola ad affrontare l’adolescenza, tra le prime cotte e i primi colpi di testa, le liti e le sfuriate continue, una situazione difficile a casa e i consigli svogliati di un professore di storia (Harrelson).

Kelly Fremon Craig, regista e anche sceneggiatrice, tratteggia con perizia un affresco vorticoso. Piccole pennellate violente a ricreare quei fremiti venati di tempesta che si alternano ai momenti di riflessione, ai primi vagiti di una maturità ancora lontana ma comunque all’orizzonte.  A 17 Anni (E come uscirne vivi) mancano forse le ambizioni autoriali che avevano animato Quel fantastico peggior anno della mia vita, la favola nera e adolescenziale diretta da Alfonso Gomez-Rejon che si era aggiudicata il massimo premio al Sundance Film Festival di tre anni fa, sicura pietra di paragone del cinema young adult di questi anni 10. Il film con Hailee Steinfeld ha però il dono della genuinità e dell’immediatezza. Rinunciando alle architetture drammatiche, alla premessa romanzesca, 17 Anni punta più marcatamente sul meccanismo dell’immedesimazione e della nostalgia, proprio come faceva quel Tutti vogliono qualcosa da cui pesca uno dei protagonisti.

I personaggi sono ben definiti e viene voglia di preferire l’aggettivo “reali” al più abusato “realistici”. La Steinfeld incarna con grazia e talento il turbine dell’adolescenza, è un fante perfetto in quella guerra perenne contro il mondo e soprattutto contro se stessi. Se volesse potrebbe anche reggere il film da sola ma preferisce puntare sulla sintonia, affidarsi ai gregari quando serve, a cominciare da quel Blake Jenner che sembra uscito dalle teen comedy degli anni 80, quelle con Molly Ringwald vestita in rosa che trova l’amore al ballo del liceo, e per finire con un Woody Harrelson pacato e sornione, padre surrogato che vela ogni battuta di un sarcasmo irresistibile. Il risultato finale è un film per adolescenti che pur avendo trovato il sostegno di una major (la Sony Pictures per la distribuzione mondiale, la Warner Bros. per la distribuzione italiana) ha conservato quella sua aria indie, quel retrogusto inedito che finisce per esaltare il sapore di una ricetta classica.

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Marcello Lembo

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