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Loving: L’amore che tutto muove

Loving: L’amore che tutto muove

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato anticostituzionali le leggi che proibivano i matrimoni interrazziali, è al centro di Loving, pellicola in sala dal 16 marzo. Jeff Nichols ci racconta questa storica vittoria attraverso i suoi protagonisti, interpretati da Ruth Negga e Joel Edgerton.

Può sembrare assurdo, ma fino al 1967, in alcuni Stati degli USA, come la Virginia, i matrimoni interrazziali erano considerati illegali. Richard Loving e Mildred Jeter lo sapevano quando, nel 1958, decisero di scappare a Washington D.C. e sposarsi in segreto, per assicurare una famiglia al bambino che stavano aspettando. Due volte criminali (in Virginia erano considerati illegali anche i matrimoni contratti in un altro Stato), i coniugi Loving verranno prima arrestati e poi costretti all’esilio.
L’ironia della Storia questa volta si gioca nel cognome dei due coniugi, lasciando una traccia indelebile nella battaglia verso il riconoscimento dei diritti civili per le persone di colore e non solo: Loving vs. Virginia del 1967 sarà la sentenza della Corte Suprema degli USA che dichiarerà anticostituzionali le restrizioni legali riguardanti i matrimoni interrazziali ed è Jeff Nichols che racconta le vicende che hanno portato a questa storica vittoria.

Ispirato dal documentario del 2011 di Nancy Buirski, The Loving Story, dopo Midnight Special, il regista di Take Shelter e Mud torna ad una produzione più piccola, intenzionato a portare in scena tutta la forza dell’amore che lega i suoi protagonisti.
Così un po’ restiamo delusi quando Nichols, per parlare del percorso che la coppia intraprende, indugia sulle inquadrature di Richard che costruisce case, impilando mattoni uno sull’altro, verificandone la tenuta e il perfetto allineamento con gli altri. Nella routine meticolosa del suo protagonista, in realtà vediamo tutta la freddezza di Nichols: distaccata da ciò che racconta, la regia non entra nel merito, lascia parlare le immagini, la storia e, soprattutto, i suoi personaggi.

Se c’è qualcosa che davvero fa la differenza in questa pellicola, sono le interpretazioni dei suoi attori. Joel Edgerton è combattuto tra l’amore di Richard per Mildred e la rabbia verso la società che gli nega questo sentimento: ne esce bene, con qualche piccola ammaccatura, ma regge la durata del film. Più affascinante Ruth Negga, non a caso candidata all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista: la sua Ruth solo in un primo momento sembra l’ombra del marito, dopo diventa il fulcro della vicenda, donandoci una donna che a testa alta è disposta a tutto pur di vedersi riconoscere un suo sacrosanto diritto.

Storie come queste meritano un’attenzione maggiore quando si decide di raccontarle, perché presentano un doppio rischio: se si calca troppo la mano, viene fuori qualcosa di eccessivamente melenso e stucchevole; se si rimane troppo in disparte, il risultato è diametralmente opposto al primo. In Loving, a discapito del titolo, manca la ricerca di un equilibrio tra questi due poli e, anche se Nichols parte da buoni presupposti e ottime intenzioni, l’eccessiva ansia di non voler sfociare nel melodrammatico si trasforma in un eccesso di premura, tanto che alla fine ci troviamo davanti ad una bellissima ed importantissima storia raccontata in maniera dannatamente asettica.

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Augusto D'Amante

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