LOGO
,

Kong: Skull Island, mostri e citazioni

Kong: Skull Island, mostri e citazioni

Il secondo capitolo del MonsterVerse della Legendary Pictures, Kong: Skull Island, arriva nelle nostre sale dal prossimo 9 marzo. Jordan Vogt-Roberts dirige il reboot di uno dei franchise più importanti della storia del cinema e porta a casa una pellicola di puro intrattenimento.

A tre anni dal primo capitolo del MonsterVerse targato Legendary Pictures, Godzilla, arriva sui grandi schermi italiani Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts. Il franchise crossover che si comporrà, per il momento, di quattro film, entra nel vivo presentandoci un nuovo “mostro”, quel King Kong che dal 1933, grazie ai registi Ernest B. Schoedsack e Merian C. Cooper, ha trovato nel cinema terreno fertile per le sue avventure.
Alla sua ottava apparizione sugli schermi, Kong è il re incontrastato di una sconosciuta isola nel Sud del Pacifico, scoperta per caso dalla società segreta Monarch. Siamo agli albori degli anni Settanta: la guerra del Vietnam è finita da pochi giorni e una spedizione di soldati e studiosi viene inviata su quest’isola misteriosa per prevenire l’interessamento dell’Unione Sovietica. Giunti su questo paradiso inesplorato, gli uomini si ritroveranno faccia a faccia con il gigantesco scimmione, senza rendersi conto che il vero nemico si muove nel sottosuolo.

Con un cast che comprende Samuel L. Jackson, Tom Hiddleston, John Goodman, John C. Reilly e Brie Larson, Kong: Skull Island è la quintessenza dell’intrattenimento puro, dove tutto è studiato per creare meraviglia e stupore nello spettatore. Tranquillamente si passa sopra alla pochezza dei dialoghi, alle pose retrò degli attori (vedi Hiddleston sulla barca) e all’eccessività di alcune scene quando ci si trova di fronte a immagini spettacolari e ad effetti speciali realizzati nel minimo dettaglio.
Quello che dispiace, però, è vedere una fotocopia del primo film della serie: la struttura di Kong: Skull Island è identica a quella di Godzilla, cambiano solo mostri, location e contesto storico, ma stiamo sempre lì. Come Gozilla, Kong non ha niente contro gli uomini, a meno che questi non diano fastidio al suo ecosistema, ma è il tassello fondamentale per controbbattere gli Strisciateschi (come Godzilla con i M.U.T.O.), terribili lucertoloni rapaci che rendono quel paradiso un vero e proprio inferno. Rispetto al film di Gareth Edwards, la pellicola di Vogt-Roberts ha il merito di sottolineare meglio, più e più volte, come il vero mostro della storia sia l’uomo con la sua insensata brama di controllo su tutto ciò che si trova sulla Terra. Godzilla e Kong sono ciò di cui il nostro pianeta ha bisogno per mantenere gli equilibri sulla sua superficie: vivono indisturbati nel loro habitat e non tollerano chi arriva e si impossessa di ciò che non gli appartiene.

Citando Full Metal Jacket (in particolar modo la sua locandina) e, soprattutto, Apocalypse Now, Vogt-Roberts affida al suo Kong: Skull Island un messaggio ecologista (e pacifista) che predomina di più rispetto alla pellicola dedicata a Godzilla. Certo, il tutto si riduce all’esaltazione della banalità, ma da un film del genere, che vuole prima di tutto intrattenere raggiungendo una fetta ampissima di pubblico, non ci si può aspettare altro.

 

 

 

About the author
Augusto D'Amante

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top