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Vi presento Toni Erdmann: Generazione senza sorriso

Vi presento Toni Erdmann: Generazione senza sorriso

Dopo la presentazione a Cannes e la candidatura agli Oscar arriva in Italia Vi presento Toni Erdmann, la commedia drammatica della tedesca Maren Ade che ha trionfato agli ultimi European Film Awards. In sala dal 2 marzo.

La dolcezza di un sorriso finto contro gli sguardi gelidi di una generazione arida. Un padre all’arrembaggio, una figlia da salvare, un nemico subdolo e invisibile: lo spirito dei tempi. Ma forse parlare di “assenza di spirito” sarebbe più pertinente. Vi presento Toni Erdmann, terzo film di Maren Ade, primo a trovare una distribuzione in Italia, è una commedia tedesca e già qui qualcuno potrebbe parlare di controsenso. “Ogni paese ha il proprio umorismo – ha messo le mani avanti la regista incontrando la stampa italiana – e tutti pensano che il proprio sia il migliore. Anche noi tedeschi ce l’abbiamo, anche se a volte lo nascondiamo”.

Candidato all’Oscar come miglior film straniero (dove si è visto preferire Il Cliente di Asghar Farhadi) Vi presento Toni Erdmann racconta la storia di Winfried (Peter Simonischeck), padre giocoso e trasandato della tiratissima Ines (Sandra Hüller), manager rampante in trasferta romena, impegnata in una vita di riunioni, di eventi, di telefonate, e alle prese con una ristrutturazione aziendale che si prospetta sanguinosa. Cercando di ritrovare un dialogo con Ines, Winfried la va a trovare a Bucarest, e lì trova la conferma dei suoi sospetti. La figlia vive in una bolla apatica, vittima di un’eccessiva esposizione all’ambiente e alle ambizioni lavorative. Ma quando tutto sembra muoversi verso la resa fa la sua comparsa il più improbabile degli dei ex machina, Toni Erdmann, che altri non è che lo stesso Winfried con un’improbabile parrucca scapigliata e dei denti finti. La missione di Toni sarà la più difficile di tutte, far ritrovare il sorriso a Ines.

“Come tanti autori scrivo meglio delle cose che conosco ed era molto tempo che volevo affrontare un tema così malinconico come quello dei legami familiari”, ha raccontato la Ade che è anche sceneggiatrice del film. Vi presento Toni Erdmann è ispirato a dei fatti reali, “ma non è propriamente autobiografico. Mio padre ha sicuramente un bel repertorio di frizzi e lazzi e ha dei denti finti. Me li diedero a vent’anni quando partecipai alla produzione di un film di Austin Powers, e io li ho dati a lui e ogni tanto li tira fuori. Però a parte questo non posso dire che mio padre abbia ispirato il personaggio di Toni Erdmann”. E per questa commedia che non è affatto una commedia la Ade trova un equilibrio impossibile tra dramma personale e cronaca generazionale. Il racconto divertente di un rapporto disperato, quello tra un padre che sta perdendo una figlia e una figlia che è troppo occupata per accorgersene, sembra suggerirci di allargare l’obiettivo, sembra voler mostrare una generazione rampante che ha perso in parte il senso delle cose. E lo spettatore cinefilo potrà scorgere il filo rosso che lo collega col Brasile di Aquarius, il film con Sonia Braga che come Vi presento Toni Erdmann concorreva all’ultimo Festival di Cannes.

Il film di Marin Ade può essere ingannevole. Se dai trailer emerge il lato comico la vicenda di Toni Erdmann è però profondamente drammatica e nella realtà dei fatti, nelle oltre 2 ore e 40 minuti di durata, è l’elemento tragico ad avere spesso il sopravvento. L’avvio è lungo e complesso, pone le basi per lo sviluppo successivo, che alterna scene divertenti e malinconiche, comiche e drammatiche. Sorrisi e pensieri lasciano poi il posto al nonsense e alle risate, che si sciolgono, liberatorie, nell’irresistibile scena del party dove Ines accetta finalmente la sfida del padre rispolverando l’altro lato della vita, quello che spesso si tiene chiuso in un cassetto. Vi presento Toni Erdmann è un film complesso, multiforme, che trova la sua forza nell’equilibrio e nell’alternanza dei toni, nelle splendide performance dei suoi due protagonisti, Peter Simonischeck e Sandra Hüller. Una scommessa vinta in sostanza, che forse non avrà conquistato la giuria dell’Oscar ma che di rimando si è presa l’Europa, aggiudicandosi il massimo riconoscimento agli European Film Awards, e che ha convinto addirittura Jack Nicholson a ritornare sulle scene per interpretarne un remake hollywoodiano.

 

 

 

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Marcello Lembo

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