LOGO
,

Cinquanta sfumature di nero: Svolta soap

Cinquanta sfumature di nero: Svolta soap

A due anni di distanza dal primo film della trilogia, Cinquanta sfumature di nero arriva al cinema dal 9 febbraio. Negli iconici ruoli di Anastasia Steele e Christian Gray, nati dalla penna di E. L. James, troviamo di nuovo Dakota Johnson e Jamie Dornan, diretti questa volta da James Foley.

1stella

A Christian Grey è permesso tutto, anche riconquistare il cuore di Anastasia Steele nel giro di due minuti: basta comprare le fotografie che le ha fatto l’amico, regalarle un mazzo di rose bianche e invitarla a cena. Una “rinegoziazione dei termini” sta alla base del repentino riavvicinamento dei due, sottolineando ancora una volta come le rispettive ossessioni dell’uno nei confronti dell’altra siano la base su cui l’intera trilogia, di romanzi prima, di film poi, si poggia.
Dal 9 febbraio in sala, Cinquanta sfumature di nero riprende le vicende lasciate in sospeso due anni fa, dopo un susseguirsi di eventi che hanno rallentato la produzione: la regista Sam Taylor-Johnson che abbandona, la James che riscrive la sceneggiatura, Dornan che in un primo momento decide di dare forfait e non tornare nei panni di Grey, l’arrivo del nuovo regista, James Foley. Poteva tutto questo non avere conseguenze sul prodotto finale? Ovvio che no, ma sottolinearle tutte sarebbe da sadici – per l’appunto – senza cuore, quindi la cosa migliore che si possa fare è godere quanto più possibile di tutti gli errori, i passi falsi e le banalità che in produzioni di questo genere trovano terreno fertile.

Come il suo protagonista, Cinquanta sfumature di nero si permette qualsiasi cosa, ad iniziare da quella spudorata voglia di prendersi troppo sul serio. Dalla regia alle interpretazioni, tutto vira verso un eccesso di zelanteria che eccede, tanto da provocare non rabbia, ma divertite risate. È un po’ come quell’amico vestito in completo nero, elegantissimo, dal portamento regale che fa discorsi profondi, poi si siede e, nel momento in cui i pantaloni lasciano scoperte le caviglie, ci accorgiamo che indossa calzini bianchi di spugna.
Come per il primo film, definire erotica una pellicola del genere significherebbe fare un grande torto a chi di Eros se ne intende per davvero (sì, proprio lui: Tinto Brass). Qui purtroppo, mancano quelle scene e quelle battute che sono entrate nella storia del trash (prima fra tutte “Io non faccio l’amore. Io scopo. Forte“), ma tale mancanza è giustificata dall’evoluzione (???) del suo protagonista. Lo strafigo (perché è giusto dire le cose come stanno) Christian Grey, con il volto – e tutto il resto – di Jamie Dornan, da dominatore diventa sadico, da uomo di ghiaccio diventa l’essere più patetico del mondo, disposto a tutto pur di possedere la giovane Anastasia.

Scene di sesso buttate lì (facciamoli copulare, così occupiamo il tempo), la stanza rossa abbandonata, un tuffo nel thriller bruciato in maniera patetica, ma quello che resta nell’immaginario è la svolta da soap-opera della pellicola durante la festa di compleanno di Grey, con una Kim Basinger protagonista e uno scontro tra prime donne (la già citata Basinger, Dakota Johnson e Marcia Gay Harden) che farebbe rabbuiare anche i migliori episodi di Dynasty e Santa Barbara. Per concludere con un nemico pronto a mettere in subbuglio il finale letteralmente rose e fiori.
Cinquanta sfumature di nero è quanto di più irreale si possa vedere al cinema, che fa del vacuo il suo vanto, lo impacchetta con bei vestiti, case da sogno e automobili di lusso per far godere il suo pubblico. Ma, bendato come la sua protagonista, non si rende conto di quanto sia inutilmente ridicolo.

About the author
Augusto D'Amante
2 Comments
  1. comment-avatar
    Mariangela Di Serio11 febbraio 2017 - 13:24

    Ciao Augusto, non vedo l’ora di vederlo per darti immensamente ragione 🙂

    • comment-avatar
      Augusto D'Amante13 febbraio 2017 - 08:26

      Grazie Mariangela! Allora aspetto un tuo parere. 🙂
      Augusto

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top