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xXx: Il Ritorno di Xander Cage – Vin Diesel extreme

xXx: Il Ritorno di Xander Cage – Vin Diesel extreme

Vin Diesel torna ad interpretare la saga di xXx con Il Ritorno di Xander Xage, un mix esplosivo tra 007 e Fast & Furious. Dirige D.J. Caruso. In sala dal 19 gennaio.

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Il suo nome è Diesel, Vin Diesel. Perché se il mondo è in pericolo e serve un eroe tutto muscoli, sport estremi e battuta pronta la risposta non può che essere un James Bond cotto nell’olio motore di Fast & Furious. Si parla ovviamente di xXx: Il Ritorno di Xander Cage, terzo capitolo di un franchise avviato a inizio secolo (2002) e che riabbraccia il figliol prodigo, Diesel appunto, dopo un episodio intermedio interpretato dall’ex rapper Ice Cube.

A riesumare lo Xander Cage del titolo (Diesel) ci pensa un’orda di imprecisati cattivoni che fa letteralmente piovere i satelliti sulla testa delle persone, grazie a un congegno segretissimo finito nelle mani della banda guidata da Xiang (il Donnie Yen di Rogue One) e dalla bella Serena (Deepika Padukone). Peccato che non tutto sia come sembra e il nostro eroe e la sua banda di killer e mezzi pazzi si troveranno alle prese con nemici, armi e il consueto bagaglio di risse, sparatorie e inseguimenti per terra, per mare e pure per aria.

Il regista, D.J. Caruso (che nel 2007 firmò il thriller indipendente Disturbia), e lo sceneggiatore Rich Wilkes avevano probabilmente da esaudire un solo mandato: quello di confezionare un prodotto di intrattenimento che strizzasse l’occhio al mercato dell’esportazione. Missione non impossibile e decisamente compiuta. Basti pensare al casting che pesca tra i mercati più promettenti per la nuova espansione hollywoodiana: due cinesi (oltre a Yen la pop star Kris Wu), un’indiana (Padukone), un thailandese (il maestro di Muy Thai Tony Jaa) e anche Neymar Jr, stella del calcio brasiliano, che interpreta sé stesso in un piccolo cameo al fianco di Samuel L. Jackson. Se poi ci aggiungiamo qualche attore pescato con precisione chirurgica dal mondo delle serie tv (la Nina Dobrev di The Vampire Diaries e il Rory McCann di Game of Thrones) il grosso è fatto.

Per carità, xXx non ha certo ambizioni da nouvelle vague e non ha mai provato a nascondere la sua anima commerciale. Anzi, in un certo modo se ne fa vanto, sfoggiando un senso del grottesco tanto insistito da assumere i contorni dell’autoironia. Tra moto enduro che si inseguono in mezzo ai cavalloni come tavole da surf e fughe mirabolanti in skateboard per riuscire a vedere in tempo la partita, Il Ritorno di Xander Cage finisce per essere una versione scanzonata, forse troppo scanzonata, di Fast & Furious e l’impressione è che Diesel e Caruso non si sforzino più di tanto per trovare il giusto ritmo di un’estetica sopra le righe, com’era riuscito, per esempio, ai Nice Guys di Shane Black. xXx in definitiva è quel che vuole essere, cioè un film da pop-corn fatto apposta per spegnere il cervello per un paio d’ore, e riesce ad esserlo senza scadere necessariamente nell’offensivo. Il che – va detto – non è cosa da poco.

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Marcello Lembo

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