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Sing:…che si alzi il sipario!

Sing:…che si alzi il sipario!

Ci pensa Garth Jennings con il suo Sing a farci dimenticare la grande delusione di Pets. In casa Illumination Entertainment, dopo i Minions, arrivano i particolari artisti dell’impresario teatrale Buster Moon, alle prese con la preparazione di uno spettacolo canoro. In sala dal 4 gennaio.

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Ci voleva Sing per risollevare un po’ le sorti, qualitativamente parlando, della Illumination Entertainment. Forte dei grandi incassi (il suo ultimo film, Pets, ha portato a casa quasi 875 milioni di dollari, mentre Minions e Cattivissimo Me 2 registrano incassi record), la casa fondata da Chris Meledandri aveva, negli ultimi anni, perso un po’ di vista il faro della qualità, sfornando prodotti votati al puro intrattenimento in CGI e adagiandosi un po’ troppo sulle sue buffissime creaturine gialle e in salopette. La cocente delusione rappresentata da Pets viene messa del tutto da parte con l’arrivo in sala, dal prossimo 4 gennaio, di Sing, pellicola dedicata al mondo dello spettacolo e firmata da Garth Jennings.

Il koala Buster Moon vuole risollevare le sorti del suo teatro e così decide di indire una gara di talenti canori. All’appello si presentano tantissimi personaggi che, per varie ragioni, vogliono risollevare le proprie vite: l’elefantessa Meena, adolescente che ama cantare, ma è molto timida; la maialina Rosita, madre di 25 cuccioli e iperattiva in casa; il gorilla Johnny, che pericolosamente segue le orme del padre, boss di una banda di rapinatori; l’altezzoso topo Mike, l’eccentrico maiale Gunter e l’istrice Ash che vuole formare una band con il suo fidanzato. Organizzare uno spettacolo non è semplice, soprattutto quando non hai i soldi per farlo e quando sembra che le cose vadano bene grazie al coinvolgimento di Nana Noodleman, vecchia gloria del teatro, ecco che tutto precipita nel caos.

Con Sing ci si diverte e gambe e piedi non riescono a restare fermi sulle note delle canzoni pop più conosciute: si va da Lady Gaga (Gunter che canta e balla ‘Bad Romance’ è una delle cose più belle viste al cinema) a Leonard Cohen, da Paul Anka a Paul MacCartney fino alla coinvolgente ‘Faith’ interpretata da Stevie Wonder e Ariana Grande. La musica lega le vicende di questo particolare gruppo di performers, di cui conosciamo non solo le vicende sul palco, ma anche quelle del loro privato.
Si può accusare Sing di non azzardare molto, di apparire bloccato su un copione prestabilito (la classica faccenda del “già visto”), ma non c’è dubbio che la pellicola di Jennings apre degnamente questo 2017 nei cinema italiani, con una genuina voglia di fare festa e con la ricerca – non a tutti i costi – del divertimento più onesto e semplice possibile. Insomma, un occhio al botteghino e, soprattutto, uno alla qualità del prodotto finale.

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Augusto D'Amante

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