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Ecco i migliori 15 film del 2016

top15

Torna puntuale come sempre la nostra lista dei film ‘imperdibili’ dell’anno che ci prepariamo a lasciarci alle spalle. Dopo attente analisi, baratti e compromessi, alla fine abbiamo deciso di allargarla da dieci a quindici titoli.

Eccoli qui:

1) Laurence Anyways (di Xavier Dolan)
Un capolavoro di poesia e realismo estremo che Dolan girò nel 2012 quando aveva appena ventitre anni passando all’epoca praticamente inosservato agli occhi della distribuzione italiana. Un inno alla libertà di esistere, alla spregiudicatezza e all’amore folle, totalizzante e senza confini.

2) Lo chiamavano Jeeg Robot (di Gabriele Mainetti)
Il supereroe senza calzamaglia di Gabriele Mainetti è senz’altro il personaggio rivelazione dell’anno insieme al film di cui è protagonista. Un cinema che ha il coraggio di agire secondo le regole del cinecomics, ma che sa anche reinventare il genere all’interno dei confini nazionali come nessuno mai aveva osato fare prima.

3) Room (di Lenny Abrahamson)
Senza cedere alla morbosità, Lenny Abrahmson restituisce la purezza e la tenerezza di un sentimento primordiale: l’amore tra madre e figlio. Una celebrazione della vita in cui la speranza diventa il motore che conduce alla salvezza. Ad una nuova rinascita.

4) Animali Notturni (di Tom Ford)
Eleganza e passione inquieta, malinconia e torbida vendetta, noir e ferocia: è il film con cui Tom Ford firma la sua seconda opera da regista dopo A single man, dando nuovamente prova di eleganza, compostezza e stile inconfondibile. Da godere fotogramma per fotogramma.

5) Carol (di Todd Haynes)
La voce di Cate Blanchett, gli sguardi di Rooney Mara: una passione improvvisa, maledetta, da tenere nascosta. Il melò di Todd Haynes sfida le regole e le convenzioni degli anni Cinquanta, senza farsi paladino dei diritti, ma solo concedendosi il lusso di raccontare la magia di un incontro.

6) La mia vita da zucchina (di Claude Barras)
La regia di Claude Barras e la sapiente penna di Céline Sciamma danno vita ad un raffinato gioco di equilibri, dove il dolore e la dolcezza si tengono per mano. Raccontato ad altezza bambino, il film vola alto come un aquilone: in balia dei venti, ma sempre una gioia per i nostri occhi.

7) Indivisibili (di Edoardo De Angelis)
La storia delle gemelle siamesi Daisy e Viola è un piccolo tenero canto di libertà, vissuto sullo sfondo grottesco di una Baia Domizia vivida e dolente. La regia di Edoardo De Angelis, le musiche di Enzo Avitabile, l’interpretazione vibrante e delicata delle esordienti Angela e Marianna Fontana sono i punti di forza di una pellicola che meritava di correre per l’Oscar.

8) Il condominio dei cuori infranti (di Samuel Benchetrit)
Un’umanità misera e solitaria, impegnata in una ricerca di redenzione, si muove in una banlieue dalle tinte surreali. Nonostante il grigiume della società, Samuel Benchetrit ci mostra che abbiamo ancora tanti modi a disposizione per incontrarci e condividere esperienze.

9) Io, Daniel Blake (di Ken Loach)
Garantire un diritto ma fare di tutto per negarlo, perché dietro il muro di scrivanie e carte bollate si nasconde l’intento di umiliare chi è già in difficoltà. La denuncia del nuovo film di Ken Loach, storia di un operaio malato alle prese con il welfare, è lucida e amara. Una vicenda kafkiana senza il distacco dell’astrazione.

10) Lion (di Garth Davis)
Un vero e proprio vaso di Pandora, dove la speranza, però, è la prima ad uscire, perché Garth Davis le affida il compito di guidare la ricerca del suo protagonista. Come lui, anche noi ci perdiamo tra le affollate strade dell’India, accompagnati da tantissime emozioni (e lacrime). Catartico.

11) La Corte (di Christian Vincent)
Vita e morte, amore e solitudine, tutto racchiuso nei rigidi commi della procedura penale. Il film di Christian Vincent sembra rifarsi al genere processuale ma è in realtà un racconto di assoluti, uno specchio di tante vite che si decidono nell’arco di pochi giorni. Prova da applausi per il mattatore Fabrice Luchini.

12) Fuocoammare (di Gianfranco Rosi)
Orso d’oro allo scorso Festival di Berlino , il discusso documentario di Gianfranco Rosi è poesia davanti alla tragedia dirompente, ma è anche racconto disarmante e violento. L’urgenza del reale che si fa istantanea.

13) Anomalisa (di Charlie Kaufman)
Animazione indirizzata ad un pubblico adulto, una piccola rivoluzione nell’universo uniformato ai diktat di casa Pixar, che porta la firma del visionario Charlie Kaufman. Un mix di tenerezza e humour nero in stop motion, dove l’effetto di straniamento sarà annullato da un imprevedibile trasporto emotivo.

14) Steve Jobs (di Danny Boyle)
La vita del co-fondatore della Apple portata sullo schermo da Danny Boyle e da Michael Fassbender sfugge alle trappole dell’agiografia. Il ritratto a tutto tondo di un uomo geniale ma anche freddo, inarrestabile ma ingrato, è scomposto, teatrale, avvincente, frutto della splendida sceneggiatura di un maestro di parole: Aaron Sorkin.

15) Aquarius (di Kleber Mendonça Filho)
Una donna contro gli speculatori, la forza dei ricordi contro la prepotenza del cemento. Ma quello che colpisce nel film del brasiliano Kleber Mendonça Filho, è la passione, la vitalità di Clara, la sua protagonista. Quello interpretato da Sonia Braga è sicuramente il personaggio più riuscito dell’anno.

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La redazione

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