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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali: I piccoli antieroi di Tim Burton

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali: I piccoli antieroi di Tim Burton

Burtoniano nelle intenzioni ma non nella resa finale, arriva in sala dal 15 dicembre il nuovo film del regista di Edward mani di forbice. 

 

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Manipolano il tempo, danno vita agli oggetti inanimati, possono bruciare qualsiasi cosa tocchino, giocano con l’aria, hanno il potere di trasformare piccoli semi in piante gigantesche, hanno denti affilati come lame sul retro della testa , sanno essere super forti. E rivivono lo stesso giorno all’infinito in una remota casa fuori dallo spazio e dal tempo comuni:  sono i ragazzi speciali di Miss Peregrine, le creature dell’ultimo film di Tim Burton che si prende una pausa dal marchio Disney per dedicarsi all’adattamento del romanzo d’esordio di Ransom Riggs. Un best seller nato da un cumulo di vecchie fotografie recuperate qua e là ai mercatini delle pulci, immagini diventate lo spunto per raccontare la storia dei bambini speciali che il protagonista Jake incontrerà dall’altra parte dell’Oceano, grazie ad una lettera del nonno appena scomparso.
Per atmosfere e personaggi, Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali offre a Burton la possibilità di tornare alle malinconiche avventure che ci hanno fatto innamorare del suo Edward mani di forbice: peccato che però le suggestioni rimangano tali e non si evolvano oltre le semplici intenzioni.
L’illusione di poter ritrovare il vecchio strambo Tim e i suoi amabili mostri dura il tempo di qualche scena, come il breve duello tra bambole o gli incontri fugaci tra Jake (Asa Butterfield) ed Emma (Ella Purnell), vagamente conditi di quella leggendaria malinconia burtoniana.
Purtroppo il potenziale romantico della storia, le sue svolte dark, i guizzi ironici alla Beetlejuice si fermano un passo prima del blockbuster hollywoodiano, dove non c’è spazio per approfondire né caratteri né tematiche.
Largo invece a battaglie epiche tra mostri in CGI, anelli temporali  e creature che hanno perso tutto il loro mistero,  rimasto invece intrappolato nelle foto in bianco e nero del libro. Anche la Miss Pergerine di Eva Green non si spinge oltre la caratterizzazione stereotipata: affascinante, magnetica (“forte, divertente, drammatica, potente, credibile, strana, emozionale come le star dei film muti” a sentire Burton), ma nulla che possa anche solo per brevi istanti suscitare un’empatia nel pubblico.
Di Miss Peregrine rimarranno così alcuni lampi, fuggevoli attimi burtoniani, il monito ad accettare le proprie ‘mostruosità’ e quelle degli altri e la speranza che un giorno o l’altro il nostro bizzarro burattinaio tornerà a sorprenderci.

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Elisabetta Bartucca

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