LOGO
,

Shut In: Rumori di sottofondo

Shut In: Rumori di sottofondo

In Shut In, thriller diretto da Farrell Blackburn e interpretato da Naomi Watts, ogni minimo rumore di una casa isolata è un incubo. In sala dal 7 dicembre.

1stellaemezzo

Una donna, un figlio paralizzato, gli strani rumori di una casa isolata. Il regista britannico Farrell Blackburn porta sullo schermo Shut In una vicenda al confine tra horror e thriller psicologico puntando su una protagonista dal volto noto, Naomi Watts, sul caratterista Oliver Platt e su un paio giovanissimi di belle speranze, il piccolo Jacob Tremblay e l’adolescente Charlie Heaton, reduci rispettivamente dal successo di Room e della serie tv Stranger Things.

Mary (Watts) è una psicologa infantile, vive nel New England, ed è reduce da una tragedia familiare nella quale è morto il marito e che ha costretto a letto, ridotto a vegetale, il figlio adottivo Stephen (Heaton). L’incontro e la misteriosa sparizione di un altro ragazzo problematico, Tom (Tremblay), finirà per tradursi in una serie di incubi e di inquietanti visioni alimentate dai misteriosi rumori di una casa alle prese con l’arrivo di una tormenta di neve.

La sceneggiatura scritta dall’esordiente Christina Hodson per il regista, veterano della tv inglese dallo stile compito e poco invasivo,  sembra imbastire la trama di un film drammatico. Ma nonostante le intenzioni dichiarate della produzione Shut In vira abbastanza rapidamente sulla rotta di un horror dalla formula stanca e ripetitiva, fatta di scene ai limiti della visione onirica e di sobbalzi sulla sedia alimentati più dalle incursioni improvvise della colonna sonora che non da un vero trasporto. E se lo spunto di partenza è interessante (quello di giocare sui rumori indecifrabili che animano ogni casa) e se anche qualcuno dovesse farsi effettivamente coinvolgere e sorprendere da uno svolgimento piatto e da un finale non troppo a sorpresa (appesantito, peraltro, da malcelati sottintesi edipici), resta il fatto che la cosa migliore di Shut In sia l’interpretazione del piccolo Tremblay, già mattatore in Room, a cui però la pellicola diretta da Blackburn riserva forse troppo poco spazio.

About the author
Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top