LOGO
,,

Sing Street: una musica può fare…

Sing Street: una musica può fare…

Arriverà in Italia il 9 novembre l’ultimo film di John Carney, Sing Street. Presentato durante l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, il film fa della musica l’occasione di riscatto e di crescita per un giovane nell’Irlanda degli anni Ottanta, sullo sfondo di una profonda crisi economica e familiare.

3stelleemezzo

Dalla colonna sonora alla recitazione, dalla sceneggiatura alla regia: tutto fa di Sing Street una pellicola intrisa di positività, che diverte, coinvolge, commuove e fa riflettere. Siamo nell’Irlanda degli anni Ottanta: ad una profonda crisi economica, una delle peggiori vissute dal Paese, corrisponde, nei suoi cittadini, una gran voglia di attraversare quel lembo di mare che divide l’isola dall’Inghilterra. Conor (Ferdia Walsh-Peelo) vive anche un’altra crisi, quella della sua famiglia: i genitori stanno per separarsi e lui è costretto a cambiare scuola. Si ritrova ben presto vittima del bullismo dei nuovi compagni e dell’autorità del preside, ma quando il ragazzo incontra Raphina (Lucy Boynton), ecco che qualcosa in lui si muove e quel barlume di speranza si riaccende.

La speranza in Sing Street ha la forma di un pentagramma tempestato di note: sono quelle dei Duran Duran, dei Cure, degli Spandau Ballet…sono quelle dei Sing Street. Conor e alcuni amici mettono su una band tutta loro e Raphina sarà la loro musa ispiratrice: niente cover, solo pezzi autentici che il giovane scrive pensando a quello che sta per diventare la sua prima cotta. John Carney ha fatto della musica il leitmotiv del suo cinema: serviva per raccontare una storia d’amore nel suo Once o per ristabilire difficili legami familiari in Tutto può succedere. Qui è un percorso di formazione e di crescita e serve come espediente per mostrare un genuino e bellissimo rapporto tra fratelli. Conor, nella difficoltà di accettare i cambiamenti che avvengono nella sua famiglia, può contare sul fratello maggiore Brendan (Jack Reynor): il loro legame, già presentato come solido sin dall’inizio del film, diventa ancora più profondo quando il fratello maggiore assume il ruolo di mentore musicale (e non solo) per il minore. Lì dove non ha potuto il più grande, potrà il secondo; se il primo ha spianato una strada, il secondo potrà percorrerla senza troppe difficoltà.

Conor affronta le problematiche della sua vita – i problemi in famiglia, i bulli che lo maltrattano, le ristrettezze economiche – con la forza dei suoi sogni: la determinazione che mette nello scrivere le sue canzoni è anche quella che gli permetterà di prendere la decisione definitiva che potrebbe cambiare la sua vita. Sing Street non è la storia di un successo, non ci viene imposto un lieto fine, piuttosto ci viene proposta un’immagine molto metaforica, quella del mare agitato e dei nuvoloni all’orizzonte. Aprendo, così, la strada a tanti scenari, a tante possibili soluzioni. E anche se non ce ne verrà mostrata nemmeno una, alla fine ci sentiremo soddisfatti, commossi e affascinati da questo percorso di crescita che ci ha fatto venir voglia di cantare, ballare e avere più fiducia in noi stessi.

About the author
Augusto D'Amante

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top