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7 minuti: lavoro e dignità

7 minuti: lavoro e dignità

Presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2016, 7 minuti è il nuovo film diretto da Michele Placido. Un cast tutto al femminile ci conduce all’interno di una fabbrica e ci mostra le paure e le difficoltà delle sue operaie, costrette a prendere una decisione molto importante. In sala dal 3 novembre.

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Come nel suo film precedente, La scelta del 2015, anche in 7 minuti, il nuovo film di Michele Placido presentato durante l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, al centro della narrazione vi è una decisione molto importante da prendere. Undici operaie di una fabbrica tessile devono decidere se accondiscendere o meno alla proposta avanzata dalla nuova proprietà: ridurre la pausa pranzo di 7 minuti. Una scelta apparentemente semplice, ma portatrice di dissapori che esplodono in un feroce “tutte contro tutte”.

Ispirato a fatti realmente accaduti in Francia nel 2012, 7 minuti è tratto dall’omonimo testo teatrale scritto da Stefano Massini (qui anche sceneggiatore insieme a Placido e a Toni Trupia) e portato in scena da Alessandro Gassman. Placido non rinnega le origini teatrali del testo, ad iniziare dall’ambientazione unica, ma ne sottolinea anche l’essenza ricorrendo all’interpretazione di Ottavia Piccolo, unica attrice del cast ad aver preso parte anche allo spettacolo teatrale. Rivestendo il tutto con una nuova veste, quella cinematografica, appunto, il regista, con le sue macchine da presa, sta letteralmente addosso alle sue protagoniste, ne rivela le debolezze, i caratteri, le sfumature e le paure. A rendergli vita facile è anche il solido cast, nel quale spiccano Ottavia Piccolo, la ‘debuttante’ Fiorella Mannoia e la passionaria Maria Nazionale, anche se nessuna toglie spazi alle altre, ma godono tutte di una certa visibilità.

È il ricatto che mette in moto 7 minuti: cosa si è disposti a fare pur di lavorare? Pur di mantenere il proprio lavoro? Queste le domande che assillano le protagoniste del film e le varie risposte che vengono fuori sono l’eco della miriade di voci che compongono una società ogni giorno impegnata in una devastante lotta per la sopravvivenza. Pur soffrendo di un certo tono didascalico, soprattutto nel presentare i suoi personaggi, 7 minuti, così come hanno fatto altri due titoli italiani della Selezione Ufficiale di questa Festa del Cinema di Roma, Maria per Roma e Sole cuore amore, ha il merito di portare sul grande schermo un tema non facile da raccontare, quello del lavoro declinato al femminile, e lo fa attraverso un racconto che mantiene alta l’attenzione dello spettatore, bombardandolo di tematiche e spunti di riflessione di importanza vitale.

Combattendo contro il tempo, le protagoniste di Placido sono portatrici di quel senso di sfiducia verso chi ci dovrebbe rappresentare e demarcano quella differenza tra una vecchia generazione, che ha vissuto battaglie per far valere i propri diritti, e una generazione più giovane, che davanti ad un mondo frenetico e agitato, non può seguire idee o ideologie, ma pensare solo a sopravvivere, scendendo a compromessi che vanno a discapito di qualche diritto. E della propria dignità.
Fondamentale, quindi, risulta essere la discussione, il ragionamento collettivo e partecipato su quello che non è il futuro del singolo, ma dell’intera comunità. Il problema sta nel cercare di capire quanti di noi siano disposti a sedersi intorno ad un tavolo.

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Augusto D'Amante

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