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Freaks di Tod Browning torna in sala con la Cineteca di Bologna

Freaks di Tod Browning torna in sala con la Cineteca di Bologna

All’interno del progetto Il cinema ritrovato. Al cinema, la Cineteca di Bologna, da oggi, riporta in sala il capolavoro ‘maledetto’ di Tod Browning, Freaks. Datato 1932, la pellicola di Browning è stata restaurata recentemente proprio dalla Cineteca e sarà distribuita in circa settanta sale italiane (per conoscere quelle nella vostra regione, cliccate qui).
Disturbante, grottesco e provocatorio, Freaks si basa sul racconto Spurs scritto da Tod Robbins e pubblicato per la prima volta nel 1923 su Munsey’s Magazine. Ambientato in un circo popolato da esseri bizzarri e deformi, il film racconta la storia del nano Hans, vittima di un inganno da parte della bella trapezista Cleopatra: la donna lo sposa perché interessata al denaro dell’uomo e prova ad avvelenarlo con la complicità di Ercole, il forzuto del circo, suo amante. Gli altri freaks scoprono l’inganno e decidono di vendicarsi: uccidono Ercole e sfigurano Cleopatra, che sarà costretta ad esibirsi come “donna gallina”.

L’amicizia tra Browning e il patron della MGM, Irvin Thalberg, fu alla base di questa produzione. Browning veniva dal mondo del circo e, dopo essere stato assistente e attore per D. W. Griffith in Intolerance del 1926, aveva iniziato a dirigere suoi film, tra cui quel Dracula che consacrò, nel 1931, Bela Lugosi. Freaks era stato concepito per contrastare il successo del Frankenstein prodotto dalla Universal e doveva essere il film più spaventoso di sempre. L’obiettivo fu pienamente centrato: alla sua prima proiezione, il film destò stupore in sala, molti spettatori uscirono raccapricciati e altri svenirono. Quello che destò sconcerto era vedere sullo schermo non attori truccati o vestiti in modo da sembrare “fenomeni da baraccone”, ma persone che effettivamente avevano quei problemi, quelle deformazioni. Da questa scelta del regista nasce il mito del film maledetto: dopo essere stato rinnegato dalla stessa MGM – secondo alcune voci, durante la prima una donna subì un aborto spontaneo – Freaks fu sottoposto ad una serie di censure e tagli. Browning fu costretto a tagliare ben 30 minuti di film (le parti eliminate sono tuttora introvabili) e molti Paesi ne vietarono la distribuzione: in Italia, ad esempio, il film fu bandito dal regime fascista e uscì solo negli anni Settanta, per poi passare anche in tv nel decennio successivo.

Rovesciando completamente le categorie di “normalità” e “diversità“, il regista non vuole disegnare un melenso film sulla condizione in cui vivono i suoi personaggi, ma punta tutto sulla morale secondo cui la “mostruosità” appartiene ai “normali”: i freaks di Browning vengono mostrati nella loro totale umanità e nella loro innocenza, mentre il dito viene puntato contro chi si pavoneggia della propria normalità. Spinti dalla vendetta, il più umano dei sentimenti, i personaggi di Browning sono pronti a far conoscere alla “normale” Cleopatra la loro umanità, trasformando anche lei in un freak per farle vivere quello che da sempre provano sulla loro pelle (“Gobble, gobble, we accept her, we accept her, one of us, one of us!“).
Negli anni, Freaks è diventato un vero e proprio cult movie e ha influenzato altri artisti, non solo al cinema. Nella musica, ad esempio, gli U2 omaggiano Browning con il videoclip di All I want is you, del 1988, e David Bowie cita film e regista nell’album Diamond Dogs del 1974. Al cinema Freaks viene citato da Bertolucci in The Dreamers, da Scorsese in The Wolf of Wall Street e da Will Smith in Io, robot, mentre palese è l’omaggio che Ryan Murphy fa al film di Browning con il suo American Horror Story – Freak Show, in cui uno dei personaggi, Stanley, interpretato da Denis O’Hare, ha un destino molto simile a quello di Cleopatra.

Figlio dell’epoca, Freaks è una delle reazioni del cinema alla Grande Depressione e anticipa l’uscita del temuto “codice Hays“, una delle conseguenze che l’introduzione del sonoro stava portando con sé. Ma se nel cinema statunitense del periodo la paura nasceva dalla visione di mostri e creature spaventose da combattere, qui siamo di fronte ad un’eccezione ben studiata: in Freaks ciò che fa più paura sono i cosiddetti “normali”, capaci delle più turpi delle azioni. E anche se all’epoca non fu recepito il messaggio, è stata la Storia a dare ragione a Browning.

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Augusto D'Amante

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