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Jack Reacher – Punto di non ritorno: Cruise cavaliere errante

Jack Reacher – Punto di non ritorno: Cruise cavaliere errante

Tom Cruise a interpretare l’eroe taciturno Jack Reacher in una seconda pellicola tratta dai romanzi di Lee Child. In sala dal 20 ottobre.

2stellemezzo

Poche parole, pugno d’acciaio e un senso innato della giustizia. Torna Jack Reacher, torna l’eroe vagabondo a spasso per l’America e torna con lui anche Tom Cruise, il divo che ne ha incarnato le fattezze al cinema nonostante il netto contrasto con le origini letterarie del personaggio, e che alla fine la sua scommessa l’ha vinta. A quattro anni dal primo film arriva Jack Reacher: Punto di non ritorno, nuovo frutto ispirato alla vasta bibliografia di Lee Child, inglese trapiantato in America, autore di thriller di professione. Alla regia stavolta c’è Edward Zwick che aveva già diretto Cruise in L’ultimo Samurai.

La storia è quella dell’ex poliziotto militare Jack Reacher (Tom Cruise) che oltre a trovarsi alle prese con un’adolescente che potrebbe essere sua figlia, dovrà salvare il maggiore dell’esercito Susan Turner (Cobie Smulders) accusata dell’omicidio di due ispettori in Afghanistan.

Pur cambiando il regista (il fido Christopher McQuarrie, autore del primo film, è passato all’altro franchise di Cruise, Mission Impossible) la formula cambia davvero poco. Jack Reacher: Punto di non ritorno è un thriller convenzionale, diretto senza troppa personalità, dove spicca però un personaggio vicino e allo stesso tempo lontano dai canoni classici dell’hard boiled. Taciturno, invincibile ma anche profondamente umano Jack Reacher vola una spanna sopra i suoi colleghi più celebri, gente che di nome fa Ethan Hunt o Jason Bourne e che i botteghini li riempie senza troppi problemi.

La sceneggiatura di Richard Wenk (The Equalizer), di Marshall Herskovitz (L’Ultimo Samurai) e dello stesso Zwick mette sul piatto un buon intreccio dove gli elementi gialli e le scene d’azione sono dosate con cura, senza per questo dimenticarsi che le pedine sullo scacchiere sono anche dei personaggi. E infatti la forza di questo film – e forse non poteva essere altrimenti – è prorprio nei personaggi e in quello di Jack Reacher in particolare. Con l’interpretazione di Tom Cruise che dona all’eroe quella gravitas che, oltre a renderne credibili le sequenze più action, riesce a toccare le note giuste anche quando c’è da esplorare il lato umano, anche quando ad esprimere i sentimenti, sotto l’espressione da duro, è uno sguardo velato di malinconia.

Jack Reacher: Punto di non ritorno è l’ultimo capitolo di un franchise indiscutibilmente mainstream, che si affida a un team produttivo di mestieranti più o meno validi, ma finché Cruise vorrà vestire i panni del protagonista non possiamo che augurargli un futuro florido e tanti altri film forse conformisti, sicuramente divertenti.

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Marcello Lembo

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