LOGO
,

Qualcosa di nuovo: triangolo di bugie

Qualcosa di nuovo: triangolo di bugie

Arriva nelle sale, dal 13 ottobre, la nuova commedia di Cristina Comencini, Qualcosa di nuovo. Con Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, la pellicola trascina fin troppo a lungo una situazione che perde ben presto tutta la sua originaria attrattiva.

2stelle

A discapito del titolo, c’è poco di nuovo nell’ultimo film di Cristina Comencini, in sala dal prossimo 13 ottobre. Lucia e Maria sono amiche di vecchia data: si confidano, si vogliono bene, si dicono cosa pensano l’una dell’altra senza peli sulla lingua. Ma Lucia (Paola Cortellesi) e Maria (Micaela Ramazzotti) sono due donne profondamente diverse: fredda, rigida e bacchettona la prima, passionale, buffa e pasticciona la seconda. L’incontro con il ventenne Luca (Eduardo Valdarnini) da il via ad una serie di equivoci che porteranno le due donne a confrontarsi e a finire l’una nei panni dell’altra.

Il navigatissimo espediente dello scambio di ruoli non è di certo una novità nel cinema italiano (solo due settimane fa, per citarne uno, al cinema è approdato Al posto tuo, con Luca Argentero e Stefano Fresi), ma qui fa veramente piacere vedere come protagonisti due personaggi femminili: è un modo di affrontare la commedia che il nostro cinema non naviga spesso, nonostante il suo grande potenziale.
Il triangolo – a loro sconosciuto – tra Lucia, Maria e Luca si regge sulla menzogna, sulla paura di fare qualcosa di sbagliato e, allo stesso tempo, su tutto il fascino che tale paura porta con sé. Si viene a creare una tensione che con lo scorrere della pellicola diventa quasi insopportabile, tanto da attendere con ansia il momento dell’esplosione. Ma quando arriva l’esplosione, così potente da portarsi dietro urla e spintoni, tutto quello che abbiamo visto perde il suo fascino: i personaggi sembrano tornare a quegli schemi di cui erano prigionieri all’inizio del film, salvo un finale aperto che sembra far ripartire i meccanismi iniziali.

Adattato per il grande schermo da La Scena, spettacolo teatrale di successo della stessa Comencini, Qualcosa di nuovo non recide del tutto quel cordone ombelicale con il teatro. Non che sia un male, ma cinema e teatro parlano due linguaggi diversi e quando il primo si impossessa dei meccanismi del secondo, raramente il risultato finale affascina. E qui il limite non sta tanto nelle ambientazioni (esterni o interni, poco importa, l’intreccio ha una dimensione esclusivamente privata) o nei momenti musicali, quanto nella direzione degli attori. Sia la Cortellesi che la Ramazzotti risultano un po’ troppo sopra le righe, ma se la seconda, alla fine, ci regala un personaggio che richiama la nostra attenzione, la prima non convince nemmeno nei momenti più drammatici (come quando racconta i motivi che hanno portato alla fine del suo matrimonio). Per quanto riguarda il protagonista maschile, l’esordiente Eduardo Valdarnini, soffre, ovviamente, di una certa inesperienza, ma sa tenere testa benissimo alle sue due colleghe e si configura come la vera sorpresa della pellicola.

Qualcosa di nuovo è la storia dell’incontro di tre personalità confuse, una delle quali, Luca, ne è consapevole, visti anche i suoi vent’anni. Le altre due, invece, vivono di schemi e routine, vivono di immagini che si sono create di loro stesse, vivono di piani che, come gli sbatte in faccia il giovane, smontano quotidianamente. Solo scambiandosi le rispettive debolezze riusciranno ad avere un punto di vista più rilassato sulle loro vite, ma è proprio il modo in cui viene raccontato questo cambiamento che non convince del tutto.

About the author
Augusto D'Amante

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top